TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Posizioni 10-6

Prosegue il viaggio nei "retrocomputer".

di Alessandro Apreda, pubblicato il

DECIMA POSIZIONE

SORD M5 (1983) Un home computer giapponese talmente oscuro che pensavamo se ne fosse persa ogni traccia. E invece nel cercare info e foto abbiamo scoperto che l’M5 di Sord ha raccolto un minimo di gloria nell’Europa dell’Est, essendo l’unico computer non sovietico in vendita in paesi come la Cecoslovacchia prima della caduta del muro. Sotto una scocca parecchio anonima batteva il cuore del vecchio Z-80A; la potenza di calcolo era assolutamente risibile (solo 3K di memoria), ma la gamma di periferiche ampia e i giochi (una cinquantina, per lo più su cartuccia) includevano conversioni di titoli da sala che all’epoca andavano per la maggiore: Pac-Man, Moon Patrol, Dig Dug, Super Cobra... Dopo la scarsa fortuna ottenuta sia in patria che in Europa (Cecoslovacchia a parte), sia con l’M5 che con la sua variante Takara PC, Sord Computer Corporation sperimentò per qualche anno nel campo dei PC “trasportabili”, per poi iniziare a lavorare stabilmente con Toshiba, da cui sarà inglobata qualche tempo dopo. Molti dei modelli di M5 circolati nel Vecchio Continente hanno il marchio CGL al posto di quello Sord, perché prodotti dall’inglese Computer Games Limited su licenza dell’azienda giapponese.

NONA POSIZIONE

MATTEL AQUARIUS (1983) Nome da grande concerto per hippy, look un po’ così, solita tastiera in gomma. Sviluppato parallelamente al progetto Intellivision II da una Mattel che non sapeva decisamente che pesci prendere (il che, a ripensarci, può aver avuto peraltro la sua influenza sulla scelta del nome per la macchina), l’Aquarius fu progettato e realizzato dalla Radofin di Hong Kong, azienda cui Mattel aveva già commissionato la produzione dei suoi Intellivision. Lanciata in pompa magna nel giugno del 1983, la missione Aquarius fu dichiarata abortita da Mattel solo QUATTRO MESI DOPO. Perché essenzialmente non se n’era venduto neanche mezzo. Tecnicamente inferiore ad altri home computer del periodo, come il VIC-20, l’Aquarius ospitò solo 21 titoli. Per la maggior parte si trattava di porting di giochi Intellivision, solo che a causa di limiti fisiologici della macchina, le versioni Aquarius erano PEGGIORI di quelle già disponibili sulla ben più economica console. Mattel pagò Radofin e alcune piccole aziende purché si prendessero i diritti di computer e periferiche, prima ancora del lancio del nuovo modello, l’Aquarius II. Quest’ultimo uscì pertanto direttamente sotto il marchio Radofin, riuscendo addirittura a far peggio del suo predecessore. Narra la leggenda che qualcuno ne abbia visto una volta un esemplare, abbandonato nel retrobottega di un negozio. Forse.

OTTAVA POSIZIONE

TANDY TRS-80 & COCO (1977) Dicevamo poco sopra, a proposito del Commodore Pet, dell’importanza avuta dal TRS-80 di Tandy nel grande boom degli home computer a fine anni 70. Nel suo ciclo di vita quasi decennale, il “Micro Computer System” trasformò oltre un milione di americani in appassionati di informatica di vario livello. Merito soprattutto di un prezzo altamente competitivo e di una rete di distribuzione capillare, visto che la Tandy possedeva la popolare catena di negozi di elettronica RadioShack. In meno di due anni, il TRS-80 arrivò a vantare la più vasta selezione di software sul mercato: una selezione all’interno della quale troviamo perle come la prima avventura per computer della storia, Adventureland di Scott Adams. Dopo vari nuovi modelli del TRS-80, spesso incompatibili con i precedenti, Tandy lanciò nel 1980 il Color Computer (per gli amici CoCo), con processore Motorola 6809E. I primi CoCo erano stati pensati per far concorrenza al Commodore 64, ma con il passare degli anni Tandy tentò di aggiustare il tiro, provando con il Color Computer 3 (1986) a seguire la scia di Amiga, Apple II e ST. Ma soprattutto come macchina da gioco, il CoCo 3 era un computer piuttosto limitato. Tandy decise infine di arrendersi nel 1991, staccando la spina dopo quattordici anni alla sua linea di home computer.

SETTIMA POSIZIONE

TEXAS INSTRUMENTS TI99/4A (1981) Una delle tante guerre dimenticate degli albori della rivoluzione informatica è quella combattuta da Texas Instruments e Intel per il predominio nello sviluppo dei chip. Quale delle due aziende è stata ad esempio la prima, nel 1971, a infilare su un singolo chip tutte le funzioni di un processore? È venuto prima il 4004 di Intel o il microprocessore di Texas Instruments? Sia quel che sia, TI vuole a inizio anni 80 una fetta di quella ghiottosissima torta che sta diventando il mercato degli home computer. Nasce così il TI99/4A, che vanta il titolo di primo computer domestico con processore a 16-bit. In un primo momento la macchina con il nome da codice fiscale vende, ma meno di un anno dopo TI si trova nel bel mezzo di una feroce guerra dei prezzi con Commodore, che la costringe a lanciare nuovi modelli a basso costo con un prezzo al pubblico sempre più aggressivo. La situazione arriva a un punto di non ritorno quando TI inizia a vendere la sua macchina a 99 dollari, in perdita. Il secondo quarto del 1983 porta all’azienda texana perdite per oltre 100 milioni di dollari, spingendo TI ad annunciare il suo ritiro dal mercato degli home computer. Più potente di un VIC-20 e in grado per molti aspetti di tener testa a un C64, il TI99/4A ospitò giochi notevoli, come lo sparatutto spaziale Parsec e molti titoli arcade di successo, sia sotto forma di porting ufficiali che di cloni (Munch Man, TI Invaders...).

SESTA POSIZIONE

ACORN BBC MICRO (1982) Parlando a inizio classifica dell’Archimedes, menzionavamo la posizione di dominio conquistata da Acorn in scuole e università britanniche con il suo computer precedente, il BBC Micro. L’acronimo all’inizio del nome, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, sta proprio per British Broadcasting Corporation: sviluppato da Acorn con il supporto del gigante delle telecomunicazioni d’Oltremanica e del governo, il BBC Micro si presentò come un’alternativa più seria, professionale e costosa dello Spectrum. Dei due modelli proposti, l’A con 16K di RAM e il B, con 32K e una selezione più ampia di porte, fu il secondo ad affermarsi come standard e a diffondersi a macchia d’olio negli istituti scolastici britannici di ogni ordine e grado. Oltre 200 i giochi sviluppati per il “Beeb” nei suoi quattro anni di vita (Acorn ne sospese la produzione nel 1986, dopo averne realizzato varianti come il BBC+ e l’Electron), tra cui il grandioso Elite di David Braben, che nacque proprio su BBC B prima di approdare su altre piattaforme. Ma sempre su BBC ebbero i loro natali altri titoli storici come The Sentinel e REVS di Geoff Crammond. Programmare sul “Beeb” era del resto molto semplice per la presenza al suo interno sia di un sistema operativo (Acorn MOS) che di un assembler. Il che rendeva lo sviluppo di titoli per la macchina accessibile a chiunque senza dover sopportare costi aggiuntivi per l’acquisto di tool di sviluppo.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    |Sole| ha scritto:
    I 20 Home Computer dimenticati: Venti macchine cadute nell'oblio. Meritavano la loro sorte?


    Nuovo viaggio del nostro Dr. Manhattan: questa volta i venti home computer dimenticati, o non dimenticati, o semplicemente "quelli che fa piacere ricordare". Chi lo sa? Lui, probabilmente: chiedete, e vi sarà dato.
  2. |Sole|

     
    #2
    Ci sono indubbiamente in questa classifica alcuni oggetti che, beh, per chi come me è vicino ai quaranta, fanno tornare alla mente ricordi fenomenali.

    Per esempio, il TI/99, che era in bella vista nella vetrina di un negozio di dischi (!) quando ero piccolino con un rolling demo che avrei potuto guardare per ore. O l'Apple II che, chettelodicoaffà, era un sogno per tanti, e che aveva l'amico di un amico che "oh, lui il computer se l'è costruito da solo!".

    Un altro amico aveva il PC Prodest 128, una vera chiavica. Un altro, sempre tenuto in una scatola ben chiusa e non ho mai capito perché (fino all'illuminante articolo del Dottore, chiaramente), aveva un Aquarius.

    Il PET sembrava la meraviglia definitiva, dalle pagine delle pubblicità delle riviste: veniva prima dei Commodore con cui giocavamo, era più sgrauso, ma aveva quell'aria completa, professionale, seria.

    Il QL, per chi come me è "nato" informaticamente su uno Spectrum, non poteva che rappresentare un sogno proibito. Proibito per fortuna, visto poi il successo della macchina. Ma anche lì, l'amico che ce l'aveva non mancava. Come non mancava chi aveva il Plus/4, e rosicava.

    E poi l'amico con il TI/99, che hai voglia a menarlo che era il computer più potente che c'era - era vero - ma non aveva che due-tre giochi e tutti gli altri con il Commodore 64 giù a spernacchiarlo. Incompreso!
  3. alexbi

     
    #3
    Pensa che io credevo fosse una calcolatrice tutto ciò che era TI qualcosa :D
  4. Dark76

     
    #4
    nella mia lunghissima carriera di home computer pre console ricordo con affetto questo sharp mz 700

    stampante, cassetta tutto di serie :nworthy:
  5. evil_

     
    #5
    perchè non c'è lui?
  6. Dna

     
    #6
    manca il grillo parlante clem clem ehhehe
  7. utente_deiscritto_1816

     
    #7
    |Sole| ha scritto:
    I 20 Home Computer dimenticati: Venti macchine cadute nell'oblio. Meritavano la loro sorte?
      Dimmi che avete in programma gli stessi articoli visto dal lato "positivo" e vi faccio santisubito :*
  8. cbm-amiga

     
    #8
    :nworthy::clap:
    C'è anche il mio sogno proibito, l'Archimedes :sbav:
    QUanto desideravo quel computer (va bene l'Amiga, ma le immagini delle meraviglie realizzabili con quella macchina mi causavano i primi orgasmi).
  9. Darth Mike

     
    #9
    Lo SHARP X68000 era più potente dell'Archimedes?
    Non pensavo. :))
  10. Dr. Manhattan

     
    #10
    Darth Mike ha scritto:
    Lo SHARP X68000 era più potente dell'Archimedes?
    Non pensavo. :))


    Macchine strutturalmente diverse, eccetera eccetera.
    Mostro da conversioni da sala la prima, uno sguardo sul futuro a tre dimensioni la seconda.
    Raffrontando le schede tecniche, comunque, gli X68000 erano delle bestie.
    Gli ultimi modelli montavano CPU come la MC68030 a 25MHz. Quattro mega di RAM,
    oltre 65.000 colori, una risoluzione massima più alta rispetto all'Archie...
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