TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

10 giochi rock (ma non musicali)

I casi più eclatanti di incontro tra mondo dei videogiochi e quello musicale!

di Alessandro Apreda, pubblicato il

Questa settimana, giusto perché gli andava, TopGame parla di giochi dall’animo rock. Al che uno dice: eh, vabbé, che ci vuole: Singstar quello, Guitar Hero e Rock Band quell’altro e abbiamo fatto la lista. Solo che, come indica chiaramente il titolo, i giochi musicali veri e propri sono out. Perciò dieci giochi rock (ma pure pop), in cui cioè i protagonisti sono in qualche modo le stelle della musica, ma in cui non si canta/schitarra/balla. Alcuni sono dei gran titoli ancora oggi, molti altri erano e restano delle porcherie: ma tutti, per un motivo o per un altro, meritano un po’ di spazio in questo ennesimo viaggio lungo la memory lane. Alzate il volume, quindi assumete quell’aria volutamente un po’ vaga da galli da discoteca anni '80 e seguitemi.

DECIMA POSIZIONE

JOURNEY (Bally Midway, 1983) I Journey, il gruppo, sono stati per oltre trent’anni una delle maggiori realtà del soft rock/rock progressivo statunitense. La band capitanata dall’incredibile voce di Steve Perry (purtroppo ritiratosi per problemi di salute nel ’97 e rimpiazzato da insulsi cantanti non alla sua altezza) all’apice del suo successo si è vista dedicare non uno, ma ben due tie-in ufficiali: Journey Escape per Atari 2006 (1982) e il coin-op Journey (1983). Il primo è un gioco a scorrimento verticale in cui si devono evitare dei, uh, cosi, ed è degno di menzione soprattutto per l’allucinante versione di “Don’t Stop Believin”, il pezzo più celebre dei Journey, che accompagna i primi secondi di gameplay. Immaginatelo suonato con una pianolina cinese da due euro, ma da qualcuno che aveva solo un vago ricordo del brano originale.
Un anno più tardi, Bally Midway porta in sala Journey, titolo tirato su alla bene e meglio in una manciata di mesi perché il lancio coincidesse con il mega-tour statunitense del gruppo. Nel gioco, i cinque membri della band devono raccattare gli strumenti sparsi su altrettanti pianeti, evitando dei, uh, cosi e sparando a dei, uh, cosi, per poi esibirsi in un gran bel concerto. Ciascun componente del gruppo è ritratto con una bella foto in bianco e nero del viso appiccicata su un corpicino fatto di sprite. Nel 2007 Game Informer USA gli ha riservato un posto nella classifica dei 10 peggiori giochi su licenza di tutti i tempi. I soliti esagerati.

NONA POSIZIONE

REVOLUTION X (Midway, 1994) State con me, perché quella di Revolution X è una storia davvero bizzarra. Allora, hai questo coin-op con light gun di successo, T2: The Arcade Game, ti chiami Midway e vuoi svilupparne un seguito. E fin qui. Solo che, per imperscrutabili ragioni, a un certo punto Midway decide di sfruttare il cassone di Terminator per tirarne fuori uno sparatutto su binari con gli Aerosmith. E se la presenza della band di Steven Tyler può sembrare quantomeno strana in un gioco in cui si spara a cose e persone, aspettate di sentire il resto. La “trama” del gioco ci porta in una versione alternativa del 1996, in cui governi corrotti e forze militari hanno fatto comunella per dar vita alla New Order Nation, che regge le redini del mondo intero. A capo della N.O.N. c’è una tizia ricoperta di pelle e con frangetta alla Vampirella, Mistress Helga, che ha questa pensata di dichiarare guerra a chiunque abbia un’età compresa tra i 13 e i 30 anni e di mettere al bando musica, videogame e televisione. In ossequio alle nuove leggi bavaglio, gli Aerosmith vengono catturati, e toccherà al giocatore (presumibilmente under 30) salvare i membri della band e finanche il pianeta. Smitragliando tutto quello che gli capita sotto il mirino, dalla giungla sudamericana alla stadio di Wembley, al ritmo di “Walk This Way”, “Toys in the Attic” e altri grandi successi del gruppo.

OTTAVA POSIZIONE

MOTÖRHEAD (Virgin Games, 1992) Per un’intera generazione di ultratrentenni, Ian Fraser Kilmister (per gli amici, ma anche per tutti gli altri, semplicemente Lemmy), è molto più che l’attempato leader dei Motörhead. Per la Virgin del 1992, lanciatissima anche nel settore videogiochi, era invece un perfetto bullo da quartiere, da calare in un picchiaduro a scorrimento sulla falsariga di Double Dragon. Sviluppato dalla sconosciuta Kaitsu Software per Amiga e Atari ST, Motörhead ha il grande pregio di non prendersi mai sul serio: zeppo di minigiochi (da una fase in moto a una in birreria clonata da Tapper), fa il verso ai principali beat’em up dell’epoca, riproponendo interi livelli di Golden Axe e mischiandoli con le cabine del telefono e i nemici urbani di Streets of Rage. Il che, per altri versi, equivale a dire che non c’è un’idea originale che sia una, vero, ma all’epoca, e soprattutto per quel genere, non si scandalizzava nessuno. Tanto più quando il tutto era condito da animazioni dignitose e da un po’ di sano umorismo demenziale: uno degli attacchi di Lemmy, per dire, sfruttava la sua alitosi. Saranno stati tutti quei litri di JD.

SETTIMA POSIZIONE

KISS PSYCHO CIRCUS – THE NIGHTMARE CHILD (GOD Games/Take-Two, 2000) A metà anni '90 la macchina del merchandising dei Kiss si rimette in moto. Il gruppo, dopo la reunion della line-up originale, è di nuovo sulla cresta dell’onda, e per saziare il vorace appetito della Kiss Army nasce anche un fumetto della Todd McFarlane Productions, Psycho Circus. Sulle pagine delle storie di Holguin & Medina i quattro Kiss sono esseri cosmici, ciascuno legato a un diverso elemento: uno spunto che funge da base anche per il tie-in ufficiale, The Nightmare Child. Primo titolo sviluppato da Third Law Interactive, nuova softco formata da un gruppo di esuli da Ion Storm, The Nightmare Child è uno sparatutto per PC in cui il giocatore affronta orde di demoni in uno scenario alla Quake, assorbendo progressivamente i poteri dei quattro alter-ego di Gene Simmons, Paul Stanley e compagni. L’accoglienza del gioco, che alla fine della fiera è l’ennesimo FPS dall’ambientazione fantasy/sci-fi/demoniaca, è tiepidina. Ne viene sviluppato anche un porting per Dreamcast, curato da un altro team (Tremor Entertainment) e inferiore all’originale per diverse ragioni, solo in parte imputabili a Windows CE. Che fine abbiano fatto invece le previste conversioni per PSone e GBA nessuno lo sa, tranne l’Uomo Ombra. E forse anche The Demon.

SESTA POSIZIONE

CRÜE BALL (Electronic Arts, 1992) Dall’hard rock dei Kiss al glam metal dei Mötley Crüe, per un gioco di flipper che con il gruppo con abuso di dieresi nel nome non ha avuto a che fare se non nell’ultimissima fase del suo sviluppo. La storia è quella triste di questo titolo per Mega Drive sviluppato dalla NuFX di Richard Robbins. Un gioco discreto, grazie soprattutto al lavoro di un paio di persone che fino a quel momento si erano guadagnate da vivere realizzando flipper veri per le divisioni Pinball di Data East e Sega. Quando il lavoro volge al termine, viene siglato un accordo con i Mötley Crüe, e come per magia Twisted Flipper viene ribattezzato Crüe Ball. In cambio dei fantastilioni di dollari sganciati per la licenza, EA porta a casa tre brani della band da includere nel soundtrack (“Home Sweet Home”, “Dr. Feelgood” e “Live Wire”) e la possibilità di utilizzare la mascotte della band, Alister Fiend, nel gioco e sul packaging. Altri “heavy metal pinball”, nel corso degli anni, sono stati quello dei Kiss per PC e PSone (2001) e il recente Slayer Pinball Rocks HD per iPhone e iPad.


Commenti

  1. Dna

     
    #1
    ma tutti questi articoli ce li avevi già pronti o sei il moccia dei siti di videogiochi?
  2. Drizzt

     
    #2
    drmanhattan ha scritto:
    10 giochi rock (ma non musicali): I casi più eclatanti di incontro tra mondo dei videogiochi e quello musicale!
    Grande Doc :DD
    Moonwalker ci giocavo da bamboccino. Ero andato in fissa col film e trasformarmi in robot nel coin-op era il picco di gioia delle mie giornate.
  3. The real Dimebag

     
    #3
    Non c'era anche un pietoso Ed-Hunter degli Iron maiden?Dovrebbe essere del 99 o giù di li!
  4. cbm-amiga

     
    #4
    E bravo Doc! :nworthy:
    Ho ancora Motorhead (IMHO il miglio beat'em up a scorrimento disponibile per Amiga), Omikron, A rockstar ate my hamster ed i Moonwalker per Amiga (non male, ma quello di Sega è su un altro pianeta) e MegaDrive. All'epoca provai anche Frankie goes to Hollywood, ma essendo un bamboccio rimase un oggetto misterioso...
    In definitiva, questa volta condivido in pieno la top 10.
  5. Dr. Manhattan

     
    #5
    Dna ha scritto:
    ma tutti questi articoli ce li avevi già pronti o sei il moccia dei siti di videogiochi?
    Accosta di nuovo il mio nome a quello di Moccia e ti vengo ad aspettare sotto casa. :cool:
  6. teoKrazia

     
    #6
    Ma LOL, Rock Star Ate my Hamster non lo conoscevo.
    Quando ho letto titolo e anno pensavo a un precursore di Zombies Ate my Neighbors con roba tipo orde di Wacky Jacko, Gina Burner o Boy Scurge che si mangiavano gli animali domestici dei fan e invece è un boring-gestionale. :(
  7. Della64

     
    #7
    Bell'editoriale ^^
    E pensare che giusto un annetto fa, avevo in negozio, a fare la muffa, una copia completa e tenuta da dio, di Moon Walker per Mega Drive, PAL. La vendevo a 14,90, e il giorno della sua morte e i successivi giorni, guardai su internet e... quell'oggetto, valeva qualcosa come 1400 DOLLARI!!!
    Io ovviamente l'ho venduto il giorno stesso al suo prezzo (14,90), però è cmq incredibile come si speculi su queste cose.
  8. Bisboch

     
    #8
    Consiglio anche It's only Rock'n Roll, realizzato dalla casa discografica K-Tel nel 1985. E' il gestionale di rockband che ha ispirato anche Rockstar ate my hamster, ma si mantiene comunque un filo più profondo (anche se visivamente più povero). Il generatore automatico di testi di canzone rock resta ancora una delle cose più divertenti che ho visto su un 64...
    B.
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