TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Verso il top della chart!

La crème della crème dello stardom videoludico.

di Alessandro Apreda, pubblicato il

QUINTA POSIZIONE

ROCK STAR ATE MY HAMSTER (Codemasters, 1988) Se il titolo vi sembra assurdo, è solo perché non sapete che un paio d’anni prima il sempre ispirato tabloid inglese Sun aveva strillato a tutta pagina “Freddie Starr rate my hamster!”, promettendo all’interno un clamoroso scoop sulle abitudini culinarie del comico inglese. Sulla presa in giro di quella storica prima pagina, Codemasters costruisce un gioco manageriale davvero fuori di testa per C64, Spectrum, Amstrad CPC, Amiga e Atari ST. Cercando un’alternativa al business circense, due svitati si lanciano nella produzione musicale: tramite un sistema di menu al giocatore tocca quindi selezionare i musicisti di una band, incidere un album e vincere quattro dischi d’oro entro l’anno. Il bello è che tutti gli artisti presenti nel gioco sono parodie di cantanti dell’epoca, il cui salario in sterline riflette l’apprezzamento che gli stessi riscuotevano presso il team di sviluppo guidato da Colin Jones. Così, se per assicurarsi l’ugola di Wacky Jacko (Michael Jackson), Maradona (Madonna) e Mince (Prince) erano necessarie poco più di 16.000 sterline, per Bill Collins (Phil Collins) ne occorrevano 30.000, per un Dingo Strapp (Ringo Starr) appena 400 e per portarsi a casa Midge Sewer (Midge Ure) la miseria di 80. Pregno di humour inglese, Rock Star Ate My Hamster dava il suo meglio nelle finte prime pagine del Sun e nei titoli scelti per i brani da hit-parade: “House of the Rising Mortgage”, “Give me back my Credit Card” e così via...

QUARTA POSIZIONE

OMIKRON: THE NOMAD SOUL (Eidos, 1999) C’era vita per Quantic Dream prima di Fahrenheit e Heavy Rain? Sì, ma per qualcuno non molta. È il 1999 quando la giovane softco parigina (fondata da David Cage solo due anni prima) dà alla luce il suo primo titolo. Si chiama Omikron: The Nomad Soul e, come tutti gli altri giochi che andranno in seguito a gonfiare il curriculum dello sviluppatore francese, è un gioco strano, diverso dagli altri. È un’avventura in 3D in cui è possibile reincarnarsi in altri personaggi, ma è anche un po’ sparatutto, un po’ puzzle game, un po’ David Bowie. Già, Bowie. Se ne parliamo in questa sede, di Omikron: The Nomad Soul, è proprio perché il Duca Bianco ha non solo prestato diversi suoi brani al soundtrack del gioco, ma ha anche offerto a Cage e i suoi alcuni input sulla trama. Oltre ad apparire egli stesso nell’avventura un paio di volte, sia pure sotto le mentite spoglie di due personaggi diversi: il rivoluzionario Boz e il leader di una band fittizia, i The Dreamers. La critica videoludica dell’epoca si divide nel giudizio: c’è chi grida al capolavoro, chi al semplice esperimento non del tutto riuscito. Ma anche a questo David Cage avrebbe fatto presto l’abitudine. Quel che è certo è che la colonna sonora era semplicemente strepitosa, e che il porting su Dreamcast era una tale accozzaglia di rallentamenti, bug e sviste da risultare solo una pallida copia dell’originale per PC.

TERZA POSIZIONE

FRANKIE GOES TO HOLLYWOOD (Ocean, 1985) Se al gioco dedicato all’omonimo, storico gruppo pop guidato da Holly Johnson si è voluto riservare addirittura il terzo posto di questa classifica è per l’utilizzo altamente creativo che il team di sviluppo ha fatto del materiale a disposizione. Partendo dall’iconografia utilizzata dalla band, i ragazzi di Denton Designs danno vita a un’esperienza di gioco ai confini del metafisico. Anni luce avanti, o magari semplicemente di lato, rispetto a quanto popolava allora le softeche di Commodore 64, Amstrad CPC e Spectrum. Nei panni di un normale essere umano, il giocatore deve trovare il Pleasuredome (il riferimento è al quarto singolo dei FGTH, “Welcome to Pleasuredome”, pubblicato proprio quell’anno) a Liverpool, ma per farlo deve diventare prima una persona “completa”. Il che significa raggiungere il 99% di quattro aspetti della propria personalità – sesso, amore, guerra e religiosità – setacciando gli scenari e completando appositi minigiochi. Come se questa versione sotto acido di Lazy Jones non fosse abbastanza, sulla ricerca del proprio io si innesta presto la ricerca di un killer: durante il gioco avviene infatti un omicidio, e raccogliendo gli indizi (basati su una serie di semplici sillogismi) bisogna scoprirne il colpevole!

SECONDA POSIZIONE

BRÜTAL LEGEND (Electronic Arts, 2009) Per quanto magari migliorabile in alcuni aspetti (soprattutto, a giudizio di chi scrive, nella gestione delle fasi RTS), Brütal Legend di Tim Schafer è indubbiamente un gran bel titolo. Ma se oltre che appassionati di videogiochi si è anche cultori del metal, diventa molto di più. Perché al di là della colonna sonora – in grado di far impallidire molti giochi musicali di ultima generazione, con i suoi 107 brani su licenza – Brütal Legend è un vero e proprio tributo a questo genere musicale. Dall’umlaut nel titolo al protagonista, il roadie Eddie Riggs, fino alle tante (bonarie) prese in giro delle idiosincrasie proprie del metal, è un gioco che si affronta con un ghigno sulle labbra se sai chi sono Anthrax, Def Leppard e Judas Priest. Brütal Legend rende omaggio al metallo, e il metallo ricambia con cortesia, grazie alle comparsate di Lemmy, Ozzy Osbourne, Lita Ford e Rob Halford, che doppiano dei personaggi ispirati alle loro fattezze. Quattordici anni dopo Full Throttle, in altre parole, il viaggio di Schafer in un certo tipo di immaginario collettivo, tutto manubri larghi e borchie, continua. Magari però, Tim, per un eventuale seguito quella storia delle unità da mandare alla guerra la lasciamo da parte, ok?

PRIMA POSIZIONE

MICHAEL JACKSON’S MOONWALKER (Sega, 1990) Un po’ perché è passato giusto un anno dalla sua scomparsa e ancora la cosa ci rattrista, un po’ perché si tratta del miglior gioco dedicato con ogni probabilità a un singolo artista, il primo posto di questo TopGame va a Moonwalker. Ma prima di proseguire, sarà bene sgomberare il campo da possibili equivoci: perché Moonwalker è il titolo, oltre che di un film veramente allucinato, anche di tre videogiochi ben distinti. C’è il Moonwalker di U.S. Gold per home computer a 8 e 16-bit del 1989, c’è il Moonwalker coin-op del 1990, e c’è il Moonwalker per le console domestiche Sega. Detto che il primo è un gioco con visuale alla Gauntlet e un pizzico di stealth nel gameplay, i cuginetti made in Sega sono indubbiamente più noti. Il coin-op è un picchiaduro con grafica isometrica in cui Michael stende i nemici a colpi di magia, può farli ballare con la sua smart bomb e si trasforma in un robot quando ritrova la sua scimmia Bubbles; il Moonwalker per Mega Drive, Master System e Game Gear è invece un clone di Shinobi in cui Jacko deve salvare dei ragazzini e può eseguire il moonwalk tenendo premuto il tasto del calcio. Ah, profondamente scossi dalla scomparsa del re del pop, i videogiocatori di tutto il mondo si sono stretti un anno fa nel loro cordoglio, subito prima di precipitarsi a vendere sulla baia tutte copie del gioco in loro possesso. A minimo il quintuplo del loro valore.

BEST/WORST OF THE REST

Per stilare questa classifica si sono lasciati fuori tutti i giochi non riconducibili al genere rock/pop, come le sgallettate sortite videoludiche di 50 Cent, l’agghiacciante Kriss Kross: Make My Video o le legnate hip-hop dei Def Jam. Ma non hanno trovato spazio nella top 10 anche i due giochi dei Blues Brothers, Britney Dance’s Beat e Spice World: i primi perché i Blues Brothers non erano una vera band (per quanto a un certo punto lo siano diventati, con quell’album del ‘78), gli altri due perché sono almeno in parte giochi musicali e questo grazie al cielo ce li ha tolti di mezzo. E poi di Spice World ne abbiamo già parlato nel TopGame dei giochi trash, e ci è bastato, grazie.


Commenti

  1. Dna

     
    #1
    ma tutti questi articoli ce li avevi già pronti o sei il moccia dei siti di videogiochi?
  2. Drizzt

     
    #2
    drmanhattan ha scritto:
    10 giochi rock (ma non musicali): I casi più eclatanti di incontro tra mondo dei videogiochi e quello musicale!
    Grande Doc :DD
    Moonwalker ci giocavo da bamboccino. Ero andato in fissa col film e trasformarmi in robot nel coin-op era il picco di gioia delle mie giornate.
  3. The real Dimebag

     
    #3
    Non c'era anche un pietoso Ed-Hunter degli Iron maiden?Dovrebbe essere del 99 o giù di li!
  4. cbm-amiga

     
    #4
    E bravo Doc! :nworthy:
    Ho ancora Motorhead (IMHO il miglio beat'em up a scorrimento disponibile per Amiga), Omikron, A rockstar ate my hamster ed i Moonwalker per Amiga (non male, ma quello di Sega è su un altro pianeta) e MegaDrive. All'epoca provai anche Frankie goes to Hollywood, ma essendo un bamboccio rimase un oggetto misterioso...
    In definitiva, questa volta condivido in pieno la top 10.
  5. Dr. Manhattan

     
    #5
    Dna ha scritto:
    ma tutti questi articoli ce li avevi già pronti o sei il moccia dei siti di videogiochi?
    Accosta di nuovo il mio nome a quello di Moccia e ti vengo ad aspettare sotto casa. :cool:
  6. teoKrazia

     
    #6
    Ma LOL, Rock Star Ate my Hamster non lo conoscevo.
    Quando ho letto titolo e anno pensavo a un precursore di Zombies Ate my Neighbors con roba tipo orde di Wacky Jacko, Gina Burner o Boy Scurge che si mangiavano gli animali domestici dei fan e invece è un boring-gestionale. :(
  7. Della64

     
    #7
    Bell'editoriale ^^
    E pensare che giusto un annetto fa, avevo in negozio, a fare la muffa, una copia completa e tenuta da dio, di Moon Walker per Mega Drive, PAL. La vendevo a 14,90, e il giorno della sua morte e i successivi giorni, guardai su internet e... quell'oggetto, valeva qualcosa come 1400 DOLLARI!!!
    Io ovviamente l'ho venduto il giorno stesso al suo prezzo (14,90), però è cmq incredibile come si speculi su queste cose.
  8. Bisboch

     
    #8
    Consiglio anche It's only Rock'n Roll, realizzato dalla casa discografica K-Tel nel 1985. E' il gestionale di rockband che ha ispirato anche Rockstar ate my hamster, ma si mantiene comunque un filo più profondo (anche se visivamente più povero). Il generatore automatico di testi di canzone rock resta ancora una delle cose più divertenti che ho visto su un 64...
    B.
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