TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

Altre quattro mascotte "fallite"

Diavoletti, esploratori, emuli di Elvis e bacherozzi...

di Stefano Castelli, pubblicato il

Continuiamo la nostra lugubre carrellata di dieci "mascotte" scomparse dal mondo dei videogame (dopo essere state più o meno celebri), rimanendo ben ancorati al mondo dei platform game. È la volta di...

Jersey Devil

Possiamo tranquillamente classificare le mascotte in due grandi categorie: quelle "bonaccione" come Mario o Crash e quelle più "aggressive" come Sonic o il già citato Zool. Il violaceo Jersey Devil cade decisamente nella seconda famiglia, come facilmente deducibile dalla copertina del gioco, dove il suo primo piano campeggia come fosse una versione demoniaca di uno dei Looney Toons. Jersey Devil è particolarmente notevole in quanto si tratta di uno dei primi tentativi di Sony di creare una vera e propria mascotte per la sua neonata PlayStation (effettivamente a corto di "personalità" rispetto alle concorrenti Sega e Nintendo). Le premesse dunque c'erano tutte: personaggio accattivante, campagna pubblicitaria intrigante (con il faccione del diavoletto apparso su tutte le riviste di settore) e un genere - quello dei platform game 3D - ancora poco rappresentato sulla console, nonché un supporto economico notevole al progetto. Cosa poteva andare storto? Innanzitutto, la scelta poco oculata dello sviluppatore: il progetto fu infatti affidato a Behaviour Interactive, software house canadese dai trascorsi poco brillanti. La simpatia del protagonista fu dunque sommersa da un gameplay poco originale e abbastanza ripetitivo, nonché da una realizzazione tecnica tutto sommato discutibile. Sony impiegò ben poco a bollare Jersey Devil come un esperimento fallito e a procedere oltre: nel suo futuro c'erano già le poppe di Lara Croft e le piroette di Crash Bandicoot.

Rick Dangerous

Già che abbiamo appena citato la pettoruta eroina protagonista della saga di Tomb Raider, tanto vale dedicarci un momento a Core Design, che in fatto di mascotte mancate non ha niente da imparare. Basta citare Chuck Rock, Carvup o Wonderdog per riportare alla mente poveri personaggi di discreto successo e successivamente abbandonati. A rappresentanza della schiera di personaggi creati da Core Design e successivamente scomparsi nell'oblio vogliamo però chiamarne uno proveniente addirittura dal 1989, quando i cloni di Indiana Jones impazzavano e un piccolo esploratore riuscì ad emergere vittorioso. Rick Dangerous è stato protagonista di due amati platform game bidimensionali, caratterizzati da un set di controlli davvero molto elementare e soprattutto dal level design ricco e curato, quasi interamente basato su letali trappole. Le semplici e impegnative avventure di Rick appassionarono gli utenti di Commodore 64, Amiga, ZX Spectrum e svariate altre piattaforme, facendo del piccolo protagonista un ideale traghettatore fra i suoi illustri predecessori a 8 bit - strizzando l'occhio a Pitfall Harry e Monty, per citarne un paio - e i più definiti eroi dei videogame "moderni". Rick Dangerous fa ritorno poi l'anno seguente in Rick Dangerous 2, seguito che sostituisce l'ambientazione "archeologica" con una più fantascientifica proponendo però un gameplay analogo, sebbene ulteriormente vario e arricchito. A fronte di vendite soddisfacenti su praticamente tutti i formati, la saga di Rick Dangerous si spegne però col secondo episodio, il cui finale "aperto" lasciava presagire l'arrivo di Rick Dangerous 3. Core Design tentò invece di "dirottare" il progetto verso l'apprezzato Super Nintendo, convertendolo - in modo del tutto inspiegabile - nel mai pubblicato Danger Dan.

Johnny Bazookatone

La nostra attenzione vuole adesso posarsi su un altro sciagurato figlio di quella che, nel 1996, era la neonata generazione 3D, introdotta da Saturn e PlayStation. L'arrivo delle nuove console era infatti una ghiotta occasione per proporsi con personaggi freschi e originali, in grado di imporsi - appunto - come nuove mascotte o comunque attrarre le attenzioni di un pubblico "nuovo". Così la disastrata U.S. Gold, ormai privata del suo habitat naturale (Amiga e Atari ST), decise di tentare il tutto per tutto dando vita a un nuovo gagliardo personaggio. Per qualche mese nel 1996 iniziarono così a circolare sulle riviste di settore le immagini di un bizzarro personaggio a metà tra un lemming (quelli del videogioco) ed Elvis Presley. L'idea di scegliere due colori come il viola per i capelli e il verde acido per l'abito non sembrava particolarmente ispirata, ma in ogni caso il gioco riuscì ad attrarre attenzione per via del tema - un personaggio che "spara" note musicali - e per la grafica pre-renderizzata sullo stile di Donkey Kong Country. La realtà dei fatti fu però meno brillante: uscito su PlayStation, Saturn, PC e anche 3DO, Johnny Bazookatone si è rivelato un platform game privo di mordente e soprattutto ben poco originale - proprio in un momento in cui i videogame vivevano una fase di vivo rinnovamento. Incapace di eccellere per qualità o novità, a Johnny Bazookatone non rimase che farsi ricordare per la buona colonna sonora di Andy McGinty e per essere uno dei platform game con la grafica più cupa di sempre.

Bug!

Vai a capire cosa passa per la testa a Sega, certe volte? Anziché concentrarsi su una manciata di personaggi collaudati e renderli popolari con videogame di buon livello, ogni tanto si mette a sfornare nuovi volti "a raffica", senza riuscire però a imporli. Ci viene da pensare a Vector Man, a Ristar, a Clockwork Knight, a Billy Hatcher e potremmo andare avanti ancora a lungo. In particolare, il lancio di Saturn ha visto Sega assai impegnata a prendere le distanze dai volti familiari che hanno accompagnato Master System e Genesis e a creare nuovi eroi dal nulla. Oltre al già citato Clockwork Knight e al terrificante Mr Bones (uno scheletro! Complimenti per l'idea e il design, Miss Sega), un personaggio che accompagnò il lancio della nuova console fu il bacherozzo Bug, protagonista dell'omonimo videogame. Piuttosto banale nel design - praticamente un semplice insetto verde saltellante - questo personaggio fu protagonista di un valido platform pseudo-3d che riusciva tutto sommato a dare una buona idea delle potenzialità 3D della console. Creato dai veterani di Realtime Associates, Bug! riscosse nel 1995 un buon successo di pubblico (specialmente in occidente) e spinse Sega a produrre un secondo capitolo, simpaticamente intitolato Bug Too! (1996), che riusciva effettivamente a migliorare grafica e giocabilità, spingendo ulteriormente sulla tridimensionalità e risultando un gran bel giochino. Peccato che la storia del povero Bug! finisca qui, senza ulteriori capitoli e con una semplice conversione dei due giochi per PC pubblicata a metà 1996, quando Sega stava definitivamente abbandonando il concetto di "mascotte" per puntare a giochi più "maturi" e cercare così di contrastare l'onda di PlayStation.


Commenti

  1. _LordByron_

     
    #1
    Per me Pond è un mito.
    Nel mio cuore ce l'ha fatta :'(
  2. jpeg

     
    #2
    Doveva essere una Top 13, e includere Pulseman, Pepperuchau e Astal. :sbam:

    Bella chart, comunque, e... grazie per avermi fatto ripensare a Rick Dangerous.
  3. Stefano Castelli

     
    #3
    Sarebbero potute essere 20 o 30, ma alla fine ho dovuto fare una stretta selezione (sennò scrivevo 15 pagine e avevo sonno...).
  4. DevilRyu

     
    #4
    Gex lo ricordo come un ottimo gioco, ma quello che giocai di più della lista fu Jumping Flash, fantastico...i livelli mi sembravano enormi, salti altissimi, piattaforme ovunque; il semplice saltare così in alto era così emozionante :)
  5. HungryGhost

     
    #5
    Zool.... James Pond... Rick Dangerous... cattivi... ora ho la lacrimuccia che mi scende pensando alla mia carissima amiga 600...
  6. Stefano Castelli

     
    #6
    jpeg ha scritto:
    Doveva essere una Top 13, e includere Pulseman
    Oh, Pulseman è spiritualmente compreso nella rantolata contro Sega. ;)
  7. Stefano Castelli

     
    #7
    DevilRyu ha scritto:
    Gex lo ricordo come un ottimo gioco, ma quello che giocai di più della lista fu Jumping Flash, fantastico...i livelli mi sembravano enormi, salti altissimi, piattaforme ovunque; il semplice saltare così in alto era così emozionante :)
    Eh... Jumping Flash è uno dei più grandi misteri del mondo dei videogame per me. Perché è stato abbandonato? E non parlo solo di Sony, eh, ma anche delle altre software house che non hanno notato come il gioco "funzionasse" e non hanno provato a clonarlo.
    Oggi avremmo avuto platform game in prima e terza persona come avviene con gli sparatutto. :(
  8. evil_

     
    #8
    gex :sbav:
  9. PERS0

     
    #9
    bello sto articolo. davvero bravo amico. io avrei messo anche crock,sly cooper,
  10. Stefano Castelli

     
    #10
    PERS0 ha scritto:
    io avrei messo anche crock,sly cooper,
    Croc ruttava troppo.
    Sly Cooper è stra-vivo.
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