TopGame

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Una rubrica per chi "ne sa", una rubrica per i veri appassionati, una rubrica che piacerebbe un casino a Maurizio Seymandi e al Telegattone. Videogame.it vi propone, e vi propina, le sue meravigliose Top Ten: quali i migliori picchiaduro della storia? Quali le armi più deficienti nel genere degli sparatutto? Quali le protuberanze più marcate tra i personaggi femminili digitali? A tutto una risposta, ovviamente "secondo noi". A voi la gioia di commentare le nostre scelte. Insulto libero, per una volta!
Rubrica

La Top 5!

I cinque robot più massici!

di Alessandro Apreda, pubblicato il

QUINTA POSIZIONE

Remote Control Dandy SF (Konami, 2005) Seguito del Remote Control Dandy per PSone del 1999, Remote Control Dandy SF è un simulatore di mech appartenente alla medesima tipologia del summenzionato RAD, con il pilota giovincello da far appollaiare su un palazzo (o, fino a quando lo scontro non lo butta di sotto, sulla spalla del robot) per controllare dall'esterno la zuffa robotica. Graficamente molto più evoluto sia del suo prequel che dello stesso RAD, RCD SF presenta un sistema di controllo più complesso, in grado di primo acchito, complice la barriera linguistica (il gioco è disponibile solo in versione NTSC giapponese), di atterrire il giocatore. Ma una volta presa sufficiente dimestichezza con il suo macchinoso sistema di combo, diventa un piacere imparare a calpestare tutto e tutti con i vari robottoni a disposizione.

QUARTA POSIZIONE

Tech Romancer (Capcom, 1998) I picchiaduro tradizionali a base di robot giganti vanno via a poche yen la tonnellata al mercato ittico di Tsukiji. Tra i tanti, la nostra scelta è caduta su Tech Romancer di Capcom, alias Choko Senki Kikaioh (o "Le cronache del super robot d'acciaio Kikaioh"), che ha conosciuto una certa popolarità su Dreamcast e che rappresenta una sorta di figlio illegittimo del piacevole Cyberbots: Fullmetal Madness (per PSone e, soprattutto, Saturn, 1994). Character design notevole, mech ispirati a tutta una serie di grandi classici anime del genere (da Macross a Mazinga Z e Gundam), sistema di combattimento interessante, grafica notevole per gli standard Dreamcast. La versione DC USA costa considerevolmente meno di quella giapponese, ma ha una cover molto meno bella e quel titolo ridicolo da telenovela cyborg.

TERZA POSIZIONE

Chromehounds (Sega, 2006) Ma come? Di From Software ci metti Chromehounds e non Armored Core? Buh! Scandalo! Donne in crisi! Bambini che piangono! Ok, ok, ma cerchiamo di mantenere un attimo la calma e di riflettere su questi due punti: 1) La serie Armored Core non solo è sempre stata una roba troppo sopravvalutata, ma è invecchiata male. Malissimo. 2) C'è gente che ancora oggi piange al ricordo dello scorso 6 gennaio, quando Sega ha chiuso i server di Chromehounds. Perché per quanto fosse un titolo abbastanza lento e pure piuttosto macchinoso, Chromehounds ha rappresentato negli ultimi anni per molti appassionati il terreno di battaglia online tra mech definitivo, la sublimazione competitiva dei vari MechWarrior e MechAssault. Chi c'era, saprà. Chi è arrivato solo ora, beh… hai trovato chiuso, ciccio. Accontentati del single player, se ci riesci.

SECONDA POSIZIONE

Phantom Crash (Phantagram, 2002) Uno dei giochi in assoluto più sottovalutati per Xbox, Phantom Crash era questo delizioso simulatore di combattimento tra mech chiamati Scoobee o SV. Il gameplay era strutturato in pratica con una serie di deathmatch all'interno di scenari post-industriali molto vasti. Distrutta una certa quantità di nemici, faceva il suo ingresso in scena un boss, abbattuto il quale si saliva di livello. Le varie classi di SV, l'alta personalizzabilità degli stessi, la deliziosa atmosfera cyberpunk e una colonna sonora da urlo hanno fatto di Phantom Crash un piccolo cult, ricordato con affetto dai pochi che se lo sono gustato ai tempi. Il lato positivo della faccenda? Magari lo trovate al GameStop sotto casa per, tipo, dieci centesimi. Quello negativo? Sul 360 gira davvero uno schifo.

PRIMA POSIZIONE - EX AEQUO

Kido Senshi Gundam: Senjo no Kizuna (Namco Bandai, 2006) Ancora con questo bieco trucco degli ex aequo per infilare 11 titoli in una top 10? Ma non ti vergogni? No. Sinceramente, no. Arrivati fin qui non abbiamo piuttosto ancora parlato di un gioco di Gundam, e questo non è bello. Perché di giochi di Gundam almeno decenti ce n'è più di uno, come Federation vs Zeon (PS2 e DC) o Zeonic Front (PS2). Ma Senjo no Kizuna è diverso. Chi è stato in una sala giochi giapponese avrà visto i suoi pod. Chi, vinta la timidezza, è entrato al loro interno si sarà gustato un'esperienza indimenticabile: guidare un Gundam dalla sua cabina di pilotaggio, con leve, pulsanti e pedali, parlando in cuffia agli altri piloti in un enorme, totale, globale deathmatch a squadre. Avvolto da uno schermo ricurvo, con il tuo tesserino da pilota su cui registrare progressi e nemici abbattuti, con il sorriso delle grandissime occasioni dopo aver preso a colpi d'ascia un altro di quei dannati mobile suit. Cercate i video su YouTube ("Gundam Arcade Game-Pod"), poi cercate di tenere a freno l'erezione.

PRIMA POSIZIONE - EX AEQUO

Steel Battalion (Capcom, 2002) Il problema principale di Senjo no Kizuna è che se non abiti in Giappone, o non hai quantomeno in programma un viaggio nella terra del Sol Levante, ti attacchi. Steel Battalion (aka Tekki) non ha di questi problemi. Certo, devi giocarci su un normale televisore anziché su quello schermo concavo da fantascienza, ma è a oggi l'esperienza domestica più prossima al pilotare un vero robot gigante giapponese (ché il gioco l'ha sviluppato Capcom Production Studio 4 di Osaka, ricordiamolo). Un'esperienza che temiamo non riuscirà ad eguagliare neppure l'annunciato sequel, Steel Battalion: Heavy Armor, perché lì si utilizzeranno le mani e il Kinect, mentre l'originale ha tutta la fisicità di un controller mastodontico, con tutta un'epifania di tasti, leve, pedali. E allora basta spegnere la luce, fissare dritti lo schermo, urlare come ossessi e senza alcun motivo il nome dell'arma che si sta impiegando, e quel robot gigante lo stai pilotando davvero. Basta questo. E, certo, almeno le centocinquanta carte che ci vogliono per recuperare gioco e controller.


Commenti

  1. Stefano Castelli

     
    #1
    No Cyberbots = no party. Sorry. Esclusione TROPPO grossa. :)
  2. DiRk_the_Daring

     
    #2
    a parte Cyberbots di cui sogno il remake HD insieme a Darkstalkers; ma MechAssoul 1 e 2 che sono magnifici ??? meritano un posto oltre alla citazione fatta.
    E poi c'è il misconosciuto METAL WOLF CHAOS !!!
  3. chrono

     
    #3
    Urca, difficilissima come classifica, al punto che i tanti paletti inseriti dal buon doc. rendeno pure difficile proporre alternative. Sono rimasto sorpreso dalla presenza di Xenogears, non tanto per la qualità del titolo (eccelsa o scarsa, a seconda dei partiti), quanto per quella "sensazione di trovarsi al comando di un'enorme macchina di distruzione" definita nei preamboli dell'articolo. Chissà perché ma di Xeno ricordo tutto tranne che la sensazione di comandare dei robot, sarà perché alla fine erano intercambiabili con i personaggi, e il sistema di combattimento era secondario rispetto alla storia.
    .
    Apprezzabili le citazioni di Front Mission e Super Robot Taisen, quest'ultimo imprescindibile. Solo per gusti personali avrei messo Front Mission 5 al posto del 3 e Super Robot Taisen Z al posto dell'Alpha 2.
    .
    Fantastici Remote Control Dandy e Tech Romancer. Magari avrebbe potuto esserci posto in classifica per qualche titolo della serie Macross. Su quale far ricadere la scelta magari ce lo potrà dire "dis" se passa di qui.
    .
    :)
  4. Stefano Castelli

     
    #4
    DiRk_the_Daring ha scritto:
    a parte Cyberbots di cui sogno il remake HD insieme a Darkstalkers; ma MechAssoul 1 e 2 che sono magnifici ???
    MechAssault 1 e 2 sono occidentalissimi. Al limite entrerebbero in una classifica dei robottoni occidentali, assieme a MechWarrior qualcun altro che ora mi sfugge. Mi sa che ci esce la Top-5. :(
  5. Stefano Castelli

     
    #5
    Tra l'altro... lo scrivo un pò sotto voce, ma concordo parecchio con la scelta di ChromeHounds. Cioè, quando lo giocai non capii il perché di tanto accanimento quando contemporaneamente si continuava a lodare Armored Core che comunque, come gameplay, stava li li.
    Peccato che non sia mai uscito un ChromeHounds 2.

    Infine butto qui una citazione di un titolo che probabilmente ci siamo goduti in poco: Frame Gride.

    Ultimissima cosa riguardo Tech Romancer: la grafica non era notevole per gli standard del DC. Al contrario veniva criticata (giustamente) perché non sfruttava granché della console. ;)
  6. Dr. Manhattan

     
    #6
    Stef: eccomelosapevo :)

    Chrono: capisco la tua perplessità, ma a mio modo di vedere il paletto regge. In Xenogears hai un dannato clone di Voltron: per quanto manchi la sensazione "fisica" da robottone di un Remote Control Dandy o di uno Steel Battalion, l'aggancio mecha anime fa il resto. Lo stesso discorso vale peraltro per i SRW, dei quali lo Z mi è piaciuto comunque molto.

    Per il resto, una volta che giochi a Gundam Kizuna tutto il resto è contorno. :D
  7. Stefano Castelli

     
    #7
    Dr. Manhattan ha scritto:
    Stef: eccomelosapevo :)
     
    GNAAA!

    Per il resto, una volta che giochi a Gundam Kizuna tutto il resto è contorno. :D
    Sarò sincero: l'apparato prettamente "immersivo" di Gundam Kizuna è fantastico. Per contro, come gioco in se non ho apprezzato tantissimo il sistema di controllo. Boh. Sarà che poi c'era un fottuto continuo gridare in giapponese che rincoglioniva un pò... :-|
    Diciamo che tolto tutto l'ambaradam rimane un giochino abbastanza ino ino, ma è anche chiaro che il fascino del gioco è proprio il cabinato.

    Peccato per la morte delle sale giochi dalle nostre parti, sarebbe stato bello averne un pò in giro.
  8. Prophet

     
    #8
    Niente Zone of the Enders 8-(
    Eresia 8-(
  9. chrono

     
    #9
    Dr. Manhattan ha scritto:
    Chrono: capisco la tua perplessità, ma a mio modo di vedere il paletto regge. In Xenogears hai un dannato clone di Voltron: per quanto manchi la sensazione "fisica" da robottone di un Remote Control Dandy o di uno Steel Battalion, l'aggancio mecha anime fa il resto. Lo stesso discorso vale peraltro per i SRW, dei quali lo Z mi è piaciuto comunque molto. 
     Oh, ma sai, più che perplessità è che in questo ambito ci sono veramente tanti titoli da citare. Per esempio, quando dici: "Il che di fatto ha peraltro tolto di mezzo buona parte degli sparatutto old school e dei platform" ... ecco a me viene subito in mente Ex-Ranza (o Ranger X) e poi mi ricordo i vari Gundam SD su Suppa Famicom. Cioè è proprio difficile delimitare il campo.
    .
    Per altro ho visto citare Zone of the Ender poco sopra. In effetti, il secondo capitolo poteva essere un candidato da classifica. Che ne pensi?
  10. Dr. Manhattan

     
    #10
    Stefano Castelli ha scritto:
    Sarò sincero: l'apparato prettamente "immersivo" di Gundam Kizuna è fantastico. Per contro, come gioco in se non ho apprezzato tantissimo il sistema di controllo. Boh. Sarà che poi c'era un fottuto continuo gridare in giapponese che rincoglioniva un pò... :-|
    Diciamo che tolto tutto l'ambaradam rimane un giochino abbastanza ino ino, ma è anche chiaro che il fascino del gioco è proprio il cabinato.
    Peccato per la morte delle sale giochi dalle nostre parti, sarebbe stato bello averne un pò in giro.
     Ci ho giocato almeno tre-quattro ore, in vari viaggi in nipponia. La mia card da pilota recita: 9600 punti exp, 32 nemici abbattuti. Il sistema di controllo è la cosa secondo me più figa, assieme ovviamente all'immersività di quello schermo. Il colpo d'ascia dello zaku (o di light saber del ms) portato spalancando le due leve, i pedali per il boost, la posizione del pulsante di fuoco, in mezzo a quel casino di mech che ti volano attorno è da orgasmo.
    Poi, chiaro, il giochino è un giochino (basta provarne il portingLOL per PSP per rendersene conto). Il vero problema di Kizuna, secondo me, era piuttosto lo scarso spessore degli altri giocatori.
    Prima partita: una banda di giappi si studia le mappe di carte sotto il maxischermo; un tizio impartisce ordini, gli altri annuiscono. Dico al mio collega: questi ci rompono il c*lo. 
    Ho chiuso quella partita al secondo posto (su 8 giocatori lì in sala più un'altra decina connessi in rete da altri Club Sega). Secondo, con 4 uccisioni. Alla prima partita.
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