Genere
Action RPG
Lingua
Inglese
PEGI
7+
Prezzo
ND
Data di uscita
2012

Torchlight II

Torchlight II Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Perfect World
Sviluppatore
Runic Games
Genere
Action RPG
PEGI
7+
Distributore Italiano
Steam
Data di uscita
2012
Lingua
Inglese
Giocatori
1-4

Lati Positivi

  • Sistema di crescita profondo e ben sviluppato
  • Più vasto, più longevo e più maturo del primo capitolo
  • Prezzo accattivante

Lati Negativi

  • Narrazione ancora molto superficiale
  • Frame rate poco stabile
  • Drop System fin troppo generoso

Multiplayer

Fino a sei giocatori possono partecipare alla stessa partita in cooperativa.

Link

Video Articolo

Sulle tracce dell'Alchimista

L'action GDR di belle speranze è cresciuto.

di Marco Locatelli, pubblicato il

Nell'ottobre del 2009, il neonato e indipendente team di sviluppo Runic Games si affacciava timidamente al mercato videoludico con Torchlight, un action gdr in stile Diablo che fece innamorare moltissimi appassionati e contribuì a far crescere esponenzialmente la febbre per Diablo III, che sarebbe arrivato solo tre anni più tardi. Visto il grande successo raggiunto e l'importante fetta di utenza guadagnata, Runic ha ben pensato di mettersi al lavoro su un sequel che potesse accontentare tutti quei fan che volevano un prodotto più maturo, longevo e con il tanto richiesto multiplayer, unica e vera mancanza del capitolo originale.

PIÙ GRANDE, PIÙ EPICO...
Diversi anni dopo l'epilogo del primo capitolo, l'Alchimista, una specie di mago corrotto dal potere dell'Ember racchiuso nel cuore di Ordrak (il cattivo del primo Torchlight), è intenzionato a sconvolgere l'equilibrio dei sei elementi che governano il mondo . Ognuno di questi elementi è custodito da un potente Guardino magico, e sarà ovviamente compito del giocatore cercare di impedire all'Alchimista di corrompere i guardiani ed ottenere il loro potere. Come accadde per il predecessore, la sceneggiatura si rivela poco più di un elemento di contorno utile come pretesto per accompagnare il giocatore attraverso i vari dungeon.

Se non avete una buona dimestichezza con la lingua inglese, farete fatica a comprendere alcuni aspetti della narrazione. Non preoccupatevi: è un elemento veramente poco rilevante ai fini del gioco - Torchlight II
Se non avete una buona dimestichezza con la lingua inglese, farete fatica a comprendere alcuni aspetti della narrazione. Non preoccupatevi: è un elemento veramente poco rilevante ai fini del gioco

Tuttavia, ad uno sguardo più attento, le migliorie sotto questo punto di vista vengono a galla: il contesto narrativo assume tinte molto più epiche e profonde, che giovano anche di un mondo di gioco più vasto ed eterogeneo che in passato, abitato da popolazioni differenti e costellato da location suggestive e dalla forte impronta fantasy. Non siamo certamente di fronte ad un ecosistema imponente ed infinito come può essere quello imbastito da Blizzard per i suoi Warcraft e Diablo, ma il lavoro fatto fin qui dai ragazzi di Runic Games, anche e soprattutto considerando il loro limitato budget a disposizione, è davvero encomiabile. Peccato che alcune scelte stilistiche e di design strizzino decisamente l'occhio al recente Diablo III o anche del più vecchio Diablo II, ma per fortuna l'identità e l'originalità del brand rimangono comunque salve poiché gli sviluppatori hanno saputo mantenere intatte la direzione artistica e la amalgama dei suoi elementi maggiormente distintivi.

NON PIÙ SOLO DUNGEON
La struttura ludica di Torchlight II segue senza alcuna remora il solco già lasciato dall'ottimo predecessore, prodigandosi però di inserire alcune novità e cercando di dare maggiore spessore qualitativo e contenutistico all'esperienza di gioco. Per raggiungere questo risultato, gli sviluppatori hanno abbandonato l'obsoleta struttura da dungeon crawl ad evoluzione verticale, proponendo un più moderno e dinamico sviluppo orizzontale dell'avventura, che quindi potesse offrire al giocatore anche numerosi spazi aperti, oltre, ovviamente, agli immancabili ed indispensabili dungeon. La campagna, composta da tre atti e un epilogo, segue dunque la stessa impostazione itinerante à la Diablo, in cui ogni atto è legato ad una città-hub che fa da base, e da cui il giocatore deve partire per risolvere le varie quest e side quest disseminate fuori dalle mura della città.

Come nel primo capitolo, Torchlight II permette ai giocatori di potenziare le proprie armi con gemme e incantamenti. Il nostro consiglio è quello di non conservare per troppo tempo questi utili strumenti, altrimenti, visto il generoso looting, correrete il rischio di non sfruttarli mai - Torchlight II
Come nel primo capitolo, Torchlight II permette ai giocatori di potenziare le proprie armi con gemme e incantamenti. Il nostro consiglio è quello di non conservare per troppo tempo questi utili strumenti, altrimenti, visto il generoso looting, correrete il rischio di non sfruttarli mai

Per quanto concerne lo sviluppo delle personaggio, Runic Games ha optato per una sintesi fra la totale libertà e una soluzione guidata e lineare vista (e molto discussa) in Diablo III. Ad ogni level up è possibile scegliere di attivare una abilità a scelta in totale autonomia fra le numerose presenti, tuttavia, alcune di queste saranno disponibili e potenziabili solamente una volta raggiunti determinati livelli. La grande varietà offerta delle skill, e la possibilità di effettuare una mole di combinazioni infinita, rende questo aspetto di Torchlight II una vera e propria chicca, in grado di accontentare quei giocatori che prediligono la sostanza e la quantità alla forma. Torchlight II tiene fede alla tradizione anche per quanto riguarda le statistiche, che possono essere incrementate ad ogni level up in maniera del tutto discrezionale. Confermata anche la presenza del pet selezionabile ad inizio avventura fra ben otto diverse razze, tra cui pantera, lupo, cane, gatto e falco. Come in passato, il compagno animale sale di livello e accresce le proprie statistiche tramite un sistema automatico, può portare un buon numero di oggetti e tornare in città in completa autonomia per venderli, può essere equipaggiato con due medaglioni e un collare, si trasforma in altri animali mangiando i pesci pescati nei pozzi, ed è in grado di lanciare delle magie imparate tramite le pergamene. Un vero e proprio alleato che rende il gioco, anche in singolo giocatore, meno solitario e alienante di altri action gdr.

IL LOOTING GENEROSO...FORSE ANCHE TROPPO
Il looting rimane uno degli elementi chiave dello schema di gioco, ma a differenza di Diablo III, che presenta un drop system molto più avaro, Torchlight II regala al giocatore equipaggiamenti unici e rari in maniera generosa sin dalle prime battute. Anche se inizialmente può sembrare una scelta vincente, a lungo andare, troppa facilità nel reperire oggetti preziosi rende il looting un elemento di gioco meno entusiasmante e assuefacente del solito. Probabilmente la percentuale di ritrovamento è proporzionata alla vastità del gioco, ma una ricalibratura di questo aspetto sarebbe quanto mai opportuna. Sono stati confermati anche incavi, gemme e incantamenti, ed è stato aggiunto un NPC che dà la possibilità di combinare alcuni equipaggiamenti o consumabili per ottenere prodotti superiori, ma purtroppo in numero veramente troppo limitato perché si possa considerare un vero e proprio sistema di crafting che permetta al giocatore di investire con soddisfazione la gigantesca mole di ritrovamenti.

Ad inizio avventura, il giocatore può scegliere fra quattro personaggi differenti: l'Ingegnere, un nerboruto guerriero abile nei combattimenti ravvicinati; l'Outlander, il classico ranger che elimina i nemici con le armi a distanza come arco e balestra, ma anche da fuoco come pistole e fucili; l'Embermage, un mago in grado di manipolare gli elementi e, infine, il Berserker, che usa attacchi rapidi e veloci ed è in grado di apprendere capacità animalesche - Torchlight II
Ad inizio avventura, il giocatore può scegliere fra quattro personaggi differenti: l'Ingegnere, un nerboruto guerriero abile nei combattimenti ravvicinati; l'Outlander, il classico ranger che elimina i nemici con le armi a distanza come arco e balestra, ma anche da fuoco come pistole e fucili; l'Embermage, un mago in grado di manipolare gli elementi e, infine, il Berserker, che usa attacchi rapidi e veloci ed è in grado di apprendere capacità animalesche

UNA FIACCOLA È PER SEMPRE
Come per il resto dello sviluppo, anche la direzione artistica di Torchlight II non si discosta minimamente dal capitolo originario e mantiene lo stesso stile grafico cartoonesco e caricaturale. L'aspetto grafico ha goduto comunque di un sensibile lavoro di restyling, così come l'interfaccia - ora molto più versatile e intuitiva – e tutti gli elementi visivi legati al gameplay.

Fra le novità degne di nota, da sottolineare il ciclo giorno-notte, la presenza degli agenti atmosferici ed effetti grafici decisamente più accattivanti ed elaborati. Vista la maggiore vastità del mondo di gioco, anche il level design si presenta molto più variegato e ispirato; sebbene a volte risulti davvero troppo simile ad un certo prodotto targato Blizzard. Nonostante il comparto grafico sia leggero quanto delizioso, il motore fatica a gestire le situazioni più concitate e purtroppo i cali di frame rate sono molto frequenti. La localizzazione è completamente in lingua inglese e la campionatura audio e le colonne sonore composte dal musicista Matt Uelmen risultano bellissime ed evocative.
La maggiore sferzata mossa da parte di critica e videogiocatori nei confronti del primo Torchlight fu senza ombra di dubbio la mancanza di una modalità cooperativa. Fortunatamente, i ragazzi di Runic hanno tappato la falla inserendo una componente multiplayer co-op completissima e che permette a ben sei giocatori di collaborare all'interno di una stessa partita. In questa situazione, il gioco acquisisce una nuova dimensione e permette all'esperienza di fare il tanto ambito salto di qualità che mancò, invece, al primo capitolo.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Rispetto al piccolo e giovane action rpg di belle speranze visto tre anni fa, Torchlight II è un prodotto molto più vasto, longevo, e maturo; in grado di lottare ad armi pari con i giganti del mercato. Il prodotto di Runic Games dimostra infatti non solo di essere molto più di un semplice emulo di Diablo III, ma anche di proporsi come validissima alternativa al peso massimo di casa Blizzard.

Commenti

  1. Gdr_man

     
    #1
    mi sembra anche piu bello
  2. billy734

    #2
    Costa anche molto di meno, è molto vario e divertente, e poi funziona alla grande senza fronzoli senza connessioni obbligatorie e altre baggianate simili.
    Secondo me è migliore di Diablo III
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