Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
24/6/2011

Transformers 3

Transformers 3 Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
High Moon Studios
Genere
Azione
PEGI
12+
Data di uscita
24/6/2011

Hardware

Transformers 3 è previsto sui formati PlayStation 3 e Xbox 360.

Multiplayer

Gli sviluppatori non si sono sbottonati sulla modalità multiplayer.
Eyes On

[GDC 2011] Sparatorie metalliche

Il lato oscuro dei Transformers.

di Andrea Maderna, pubblicato il

L'hotel Marriott sulla quinta strada, solo un anno fa, ospitava la balda spedizione di Nextgame alla Game Developers Conference di San Francisco. Quest'anno, invece, ci siamo ritrovati un paio di isolati più in là, ma abbiamo comunque fatto visita alle calde stanze del grand hotel per dare un primo sguardo a Transformers 3, gioco ufficiale del terzo film che Michael Bay sta girando sull'immortale linea di giocattoli.

una specie di prologo

A raccontarci del gioco, mostrandocelo in funzione, è stato il game director Sean Miller, che ci ha spiegato come il team abbia scelto di ambientarlo a cavallo fra la seconda e la terza pellicola. In questo modo, da un punto di vista narrativo, hanno avuto l'opportunità di tappare qualche buco e approfondire aspetti appena suggeriti nei film, creando un vero e proprio ponte fra i due episodi e introducendo per la prima volta personaggi che altrimenti avremmo visto svelarsi al cinema. Le tematiche del racconto saranno comunque ovviamente in linea con quelle della nuova avventura cinematografica, con grande enfasi sulle teorie cospirazioniste e un certo abbandono per quella comicità un po' buzzurra che ha caratterizzato i precedenti episodi.
La campagna permetterà di giocare nei panni robotici di Autobot e Decepticon, ma senza dare la possibilità di scegliere: ci alterneremo fra l'una e l'altra fazione di livello in livello, a seconda di come si evolve la storia. E ciascuna missione sarà incentrata su un Transformer in particolare, ognuno dotato delle sue abilità specifiche (Bumblebee è uno scout, Ironhide è un esperto di armi... ). La prima porzione che ci è stata mostrata riguardava un'avventura sudamericana del giallo maggiolone amico di Sam Witwicky e ci ha permesso di dare un'occhiata alla stealth form, una nuova trasformazione “di mezzo” che potremo ammirare anche nel prossimo film.

stealth ma non troppo

A quanto pare i Transformer si sono resi conto di poter combattere anche adottando una forma che è una via dei mezzo fra robot e vettura (o aereo, o elicottero o chissà che altro): non ha nulla di stealth nel senso classico che s'intende nei videogiochi, ma è comunque tale nel suo permettere ai Transformer di passare per autovetture mentre sono comunque pronti al combattimento. Bumblebee, per esempio, si trasforma in un'automobile dotata di armi da fuoco, che è più resistente rispetto al suo stato “robot”. Le trasformazioni, comunque, sono del tutto gestibili in tempo reale, dando al giocatore la possibilità di decidere in qualsiasi momento se sfrecciare come automobile, zompettare in giro come robot (utilizzando le armi disponibili solo in quel caso, come il plasma di Bumblebee) o sfruttare appunto la nuova forma stealth.
Relativamente a questa forma, fra l'altro, gli sviluppatori hanno provato a risolvere il classico problema di maneggevolezza dei giochi di combattimento su quattro ruote, introducendo lo strafe. Stiamo parlando di Transformer: per loro non è certo un problema far girare le ruote di qua e di là, e non è quindi un problema neanche spostarsi lateralmente per combattere al meglio, utilizzando lanciamissili, mitra e quant'altro. Nel corso del livello mostrato, Bumblebee ha svariate occasioni per mettere alla prova le sue capacità di combattimento, con numerosi nemici che lo attaccano in diverse forme all'interno di un canyon. Nei limiti di quel che è possibile giudicare guardando e non toccando, il sistema di controllo ci è parso molto fluido e i mutamenti fra le varie forme sembrano funzionare bene.

distruzione cittadina

Le armi da fuoco sono al centro anche della seconda missione che ci è stata mostrata e che vedeva Ironhide tentare di fermare un assalto da parte dei Decepticon alla città di Detroit. L'idea, in questo caso, è di riprodurre le dimensioni notevoli che questi robot si portano dietro e la quantità di danno che possono generare in un ambiente cittadino. E infatti si osservano esplosioni, palazzi devastati o in crollo, orde di umani in preda al panico, camion dei pompieri che corrono in soccorso... tutto potenzialmente molto bello, ma un po' frustrato da un motore grafico certo sufficiente, ma non in grado di competere coi pesi massimi. Diciamo che osservare questa missione dodici ore dopo aver assistito alla presentazione di Battlefield 3 è un po' ingeneroso. La missione, comunque, si sviluppa guidando Ironhide fra un palazzo e l'altro e attirandolo poi all'interno di un cantiere, nel quale si riversano – devastando i palazzi tutti attorno – sempre più Decepticon pronti alla battaglia. Durante lo scontro, per altro, viene messa bene in luce la predisposizione alla guerra di Ironhide, che fa uso di lanciamissili, bombe e speciali granate a ricerca che inseguono l'Energon presente nei corpi dei nemici.
Ma, come detto, oltre agli Autobot sarà possibile controllare anche i Decepticon. Per esempio Soundwave, che nel secondo film era apparso integrato con un satellite e nel terzo vedremo invece in azione a piena forza. Ma come è giunto sulla Terra? Lo scopriremo proprio nel gioco. Fra le sue armi, troviamo ovviamente gli ultrasuoni, in gradi di respingere i nemici e abbattere ostacoli che bloccano il passaggio, e delle granate EMP, in grado di disattivare temporaneamente le apparecchiature elettroniche. La missione che lo vede protagonista mostra un tipo di scenario ancora diverso, situato in una ricca foresta fra le montagne, che lo conduce all'interno di un laboratorio segreto degli Autobot. L'aspetto più interessante di questa missione sta nel suo intrecciarsi con un'ulteriore livello, nel quale si controlla il volatile Laserbeak, altro mitico personaggio degli anni Ottanta che apparirà nella nuova pellicola. Con lui si affronteranno gli stessi ambienti di Soundwave, incontrandolo e dandogli una mano liberando determinati passaggi.

esperienza multipla

Insomma, la parola d'ordine per Transformers 3 sarà “varietà”. E non sono casuali, in questo senso, le ultime due missioni mostrate dal team. In una abbiamo visto Megatron tornare in azione dopo la sconfitta patita al termine del secondo film e impegnarsi a massacrare Autobot all'interno di una base sotterranea. Qui osserviamo in azione il suo attacco specifico – può creare delle piccole creature che attaccano i nemici – e la sua capacità di “succhiare” energia agli Autobot, ma soprattutto qui avremo l'occasione di scoprire cosa gli sia accaduto e come andrà ad assumere la forma con cui lo ritroveremo nel terzo film.
Ma la missione più particolare è quella dedicata a Starscream, che potremo controllare sotto forma di jet all'interno di livelli impostati come una versione molto semplice di un gioco in stile Ace Combat o Tom Clancy's H.A.W.X.. Nelle missioni normali avrà comunque l'opportunità di svolazzare in giro, ma è in queste fasi che lo vedremo esprimere al meglio le sue capacità, duellando con jet di vario tipo a colpi di mitra e missili e affrontando come boss Stratosphere, l'enorme aereo cargo che nei film trasporta gli Autobot in giro e che qui si rivela essere un Transformer. Il combattimento, fra l'altro, sembra piuttosto divertente, perché non si limita al duello fra aerei ma costringe Starscream a trasformarsi in volo e atterrare sul “corpo” di Stratosphere per distruggerne alcune parti a distanza ravvicinata.
Complessivamente, Transformers 3 mostra senza dubbio un certo sforzo in termini di game design, con idee che provano a sfruttare la natura particolare dei personaggi e con un tentativo di rendere l'esperienza molto varia. In questo senso, potrebbe rivelarsi adeguato per il pubblico a cui si rivolge. L'impianto grafico tutt'altro che convincente e l'impressione – tutta da confermare con un eventuale futuro test di gioco – che il gameplay sia comunque molto semplice e lineare, però, ci fanno temere che solo con parecchio lavoro potrebbe arrivare a convincere i cosiddetti giocatori “hardcore”. Vedremo.


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