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- Nuovo
€49,99€ 27,95
Datasheet
- Produttore
- Activision
- Sviluppatore
- High Moon Studios
- Genere
- Azione
- Distributore Italiano
- Activision Blizzard Italia
- Data di uscita
- 24/8/2012
Lati Positivi
- Ottima varietà di gameplay
- Ritmo di gioco molto intenso
- Dinobot e Combaticon!
Lati Negativi
- Campagna in cooperativa assente
- Niente boss di fine livello
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Robottoni si nasce
Decepticon contro Autobot, la sfida continua...
I Transformers li abbiamo visti davvero in tutte le forme. Nati come giocattoli prodotti dalla Hasbro nel 1984, il grande successo ottenuto all'interno del pubblico infantile ha portato l'azienda a vendere i diritti a terzi per sviluppare altri media come fumetti, cartoni animati, film e, più recentemente, videogiochi. In questo ultimo mondo, i robottoni colorati hanno avuto decisamente meno fortuna rispetto agli altri lidi dell'intrattenimento, almeno fino a quando High Moon Studios ha realizzato La Battaglia per Cybertron nel 2010, ritenuto all'unanimità la miglior trasposizione videoludica di Optimus Prime & Co. Dopo il mezzo flop di Dark of the Moon, titolo ispirato alla pellicola cinematografica di Michael Bay, gli sviluppatori tentano di tornare in pompa magna con Transformers: La Caduta di Cybertron, il seguito diretto di quel fortunato La Battaglia per Cyberton.
ENERGON, L'ORO DI CYBERTRON
La narrazione ha come sfondo l'eterna lotta fra Decepticon e Autobot per il controllo e la contesa dell'Energon, la preziosissima energia che dà vita e sostentamento a tutti i transformers. Purtroppo però su Cybertron questo minerale è ormai finito, a causa delle continue guerre che ne hanno consumato tutte le riserve. Le ultime scorte di Energon rimaste serviranno quindi alle due fazioni per lasciare il pianeta natale e raggiungerne uno nuovo in grado di fornire nuove risorse. Pur senza raggiungere vette narrative o regalare colpi di scena particolari, il plot imbastito dagli sviluppatori è molto fluido e godibile, anche grazie alle ottime prove sceniche del sempreverde Starscream e dell'istrionico e carismatico Megatron. Inoltre, rispetto al capitolo precedente, la campagna non è suddivisa in due sottotrame - una differente per fazione - ma è presente un unica vicenda in cui il giocatore passa dal controllo di un Autobot a quello di un Decepticon, seguendo un continuum narrativo unico, ma molto più coerente alla progressione della trama.

LA DIVERSITÀ DEI TRANSFORMERS
I dodici livelli che compongono la campagna sono stati studiati e realizzati morfologicamente in funzione alle caratteristiche dei robot che si vanno ad utilizzare. Infatti, a differenza del capitolo precedente, in La Caduta di Cybertron non è possibile scegliere un transformers con cui intraprendere lo stage, ma questo è già prestabilito. In questo modo è stato possibile creare dei livelli molto più focalizzati sulle peculiarità del transformers e le relative abilità, garantendo una eterogeneità di gioco davvero impressionante. Ad esempio, nei panni di Optimus Prime, Bumblebee o Megatron l'esperienza di gioco è quella di un tradizionale sparatutto in terza persona con mappe lineari, mentre nei livelli in cui si controlla Vortex, il Decepticon che si trasforma in elicottero/jet, l'ambiente è molto più ampio e si sviluppa su più piani; con Cliffjumper, che può saltare da una piattafroma all'altra graie al suo rampino, sembra quasi di giocare ad un platfrom, mentre con Jazz e Starscream, che sono in grado di diventare invisibili, lo schema di gioco pesca a piene mani dal genere stealth, con uccisioni furtive e attacchi molto più ragionati.
Durante il gioco è inoltre possibile potenziare le proprie armi accedendo a degli speciali punti di upgrade, i quali forniscono anche dei gadget come droni, scudi o bombe e permettono di sviluppare alcune caratteristiche dei robot. Per quanto riguarda la giocabilità, siamo di fronte ad uno sparatutto in terza persona ma, come già detto, la grande eterogeneità dei vari robot rende l'esperienza di gioco davvero molto varia e difficile da "incasellare".

Alla fine di ogni livello non è presente nessun boss fight, come accadeva invece ne La Battaglia per Cybertron, tuttavia i ragazzi di High Moon Studios hanno provato a supplire a questo mancanza con l'inserimento di sequenze dalla difficoltà di gioco sempre crescente, il cui culmine viene raggiunto appunto nel finale. L'assenza di un colosso da smantellare, però, si fa sentire non solo perché nel capitolo precedente era dannatamente divertente, ma anche perché la presenza del “mostro di fine livello” è uno schema che contribuisce a spettacolarizzare e diversificare sensibilmente l'offerta ludica.
Dopo aver concluso la campagna singolo giocatore (in circa 6 ore), il giocatore potrà dilettarsi con una corposa componente multigiocatore competitiva, comprendente quattro tipologie di sfida: deathmatch a squadre, cattura la bandiera, punto di conquista e cacciatore di teste, una modalità in cui si deve raccogliere la matrice del nemico eliminato e portarla in un determinato punto indicato sulla mappa. Confermato anche l'escalation mode, una sorta di orda à la Gears of War nella quale si deve resistere a più ondate di nemici robotici di livello sempre superiore, affrontabile con altri tre amici virtuali. A differenza di La Battaglia per Cybertron, in questo sequel non è possibile prendere parte alla campagna in cooperativa; una scelta piuttosto discutibile e che va inevitabilmente a minare il valore complessivo dell'opera.

LA CORAZZA DEGLI AUTOBOT È SEMPRE LA PIÙ SPLENDENTE
Il comparto grafico de La Cadauta di Cybertron è nel complesso molto buono, anche se vanno segnalati alcuni problemi come il pop up delle texture (problema tipico del motore grafico utilizzato, l'Unreal Engine 3) e sensibili cali di frame rate nelle situazioni con più elementi e nemici a schermo. Degni di nota i curatissimi modelli poligonali dei robot, soprattutto nella forma robotica, e suggestivi anche i livelli, alcuni corroborati da una importante direzione artistica e un taglio registico molto accattivante. Ottimo anche il lavoro svolto dal motore fisico Havok, il quale permette al giocatore di percepire nella maniera più fedele e realistica possibile il peso e l'imponenza del robot. Allo stesso modo, esplosioni, effetti particellari (soprattutto quello del fumo) ed elementi dello scenario distruttibili offrono un colpo d'occhio scenografico da primo della classe. Purtroppo il doppiaggio in italiano non è presente, ma la qualità attoriale espressa dai doppiatori americani non fa rimpiangere per nulla la controparte nostrana. Ovviamente non mancano i sottotitoli nell'idioma italico. Di alto pregio anche le canzoni che accompagnano l'avventura di Autobot e Decepitcon, sempre molto spumeggianti, vivaci e molto consone alla spiaccata dinamicità dell'azione.

