Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
3/5/2004

Transformers

Transformers Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Melbourne House
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
3/5/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1

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Speciale

Transformers - 20 anni di trasformazioni

Quando eravamo tutti più piccoli, c'era un cartone animato di successo con delle auto trasformabili per protagoniste, automobiline che, sotto forma di giocattoli, erano al centro dei desideri dei bambini. In quegli anni i videogiochi erano a 8 bit, si vedevano i primi NES e tra i computer spopolava il Commodore 64... eravamo alla fine dei gloriosi anni '80!

di Alberto Torgano, pubblicato il

Trattandosi di una serie per ragazzini, la caratterizzazione dei personaggi è molto banale, con eroi dai ruoli chiaramente definiti e situazioni semplicistiche e inverosimili; tuttavia, soprattutto con il passare degli anni, il brand ha acquisito quella sorta di maturità che al giorno d'oggi è propria dei comic americani. Come sono cambiate le storie di Spider-Man o degli X-Men, allo stesso modo le moderne vicende dei Transformers sono più interessanti e meglio sceneggiate rispetto a quelle vecchie.
Nonostante sia mancata l'azione coordinatrice di Hasbro, sulle tv italiane sono passate quasi tutte le serie dei Trasformers e anche in edicola è arrivata parte dei fumetti (da qualche mese Panini Comics ha iniziato la pubblicazione di una nuova collana). Sfortunatamente, rispetto agli USA, sono mancati degli sforzi sinergici per aumentare la penetrazione del brand, e serie come Beast Wars o Armada non sono state né pubblicizzate a dovere né importate con la giusta quantità di merchandising. Il risultato è che in Italia il marchio non è riuscito a creare continuità nel corso degli anni, slegando fra di loro Transformers e Beast Wars, e dal punto di vista del collezionismo non ha potuto dare vita a un grosso mercato sotterraneo, cosa che è invece avvenuta negli Stati Uniti. Ciononostante anche nel nostro paese il nome Transformers è conosciuto da moltissime persone, pur restando fin troppo legato al mondo infantile dei giocattoli.

TRASFORMAZIONE!!

La genialità di un'idea come quella dei Transformers è evidente: sdoppiando il giocattolo con una trasformazione, raddoppiano anche le possibilità di gioco. Unire macchine, le "sempreverdi" del mondo dei giochi, a robot, la novità proveniente dal Giappone, offrendo nel contempo anche una blanda caratterizzazione e una storia con nomi e personaggi, ha dato ai ragazzini dei nuovi soggetti per i loro giochi, di gran lunga più versatili rispetto ai loro predecessori. I primi Transformers hanno infatti dato vita a innumerevoli possibilità, dopo il successo macchine e aerei, ogni mezzo di locomozione e qualche oggetto di uso comune è diventato... trasformabile! Nel corso degli anni sono così arrivati i Dinobots (dinosauri che diventano robot), i Devastator e compagni (gruppi, di solito di cinque unità, di mezzi che si uniscono in unico robot gigante), gli Headmasters (piccoli robot che diventano la testa di robot più grandi), i Maximal (robot che diventano animali preistorici, protagonisti di Beast Wars) e mille altre variazioni sul tema.
Se i primi modelli, quelli con cui abbiamo giocato un po' tutti e che in Italia hanno goduto della massima distribuzione, erano piuttosto grezzi, solitamente ben fatti in versione macchina e piuttosto "rigidi" o sformati sotto forma di robot, gli ultimi Optimus Prime (ovvero Commander) e compagni, tratti dalla serie Armada, sono ben torniti e molto più fedeli alle varianti animate. Allo stesso modo anche fumetti e cartoni animati hanno fatto un passo verso il realismo, presentando anch'essi personaggi in cui i particolari della natura duale dei Trasformers non spariscono per "effetti speciali" (tornando a Optimus Prime, nelle ultime varianti disegnate mantiene ben visibili le ruote da camion lungo le gambe anche in versione robot).

COLLEZIONISMO MA NON SOLO

L'altra faccia dei Trasformers, opposta rispetto alla natura giocattolosa e bambinesca, è il collezionismo. Basta scrivere "Transformers" in un qualunque motore di ricerca per scoprire un intero mondo di fan, appassionati e collezionisti, che farebbero di tutto per mettere le mani sui modelli più rari dei loro beniamini. Tra i cartoni animati "d'epoca" i Transformers sono forse quello che ha più smosso il mondo del collezionismo, storicamente legato a macchinine e simili; basta aprire E-bay, per scoprire oltre 6300 aste inerenti il marchio! L'esistenza di un congresso annuale di appassionati o anche solo la presenza di un certo numero di testate Marvel che nel corso degli anni hanno seguito le fasi alterne del successo dei Transformers, sono evidenti sintomi che i robot trasformabili hanno sfondato il muro del mondo dei bambini.
Il collezionismo viene poi alimentato dal grande numero di modelli prodotti, dagli originali Diaclone giapponesi, alle edizioni deluxe di questo o di quell'eroe, dai modelli stranieri, all'atteso Unicron (un robot enorme capace di distruggere interi pianeti, prodotto solo di recente). Anche i prezzi sono quelli dei classici oggetti di modernariato, che spaziano dalle punte massime degli oltre 2000$ (che possono essere richiesti per un Fortress Maximus mai aperto), alla decina di dollari richiesti per i modelli comuni.

E I VIDEOGIOCHI?

Come ogni brand di successo, anche i Transformers hanno goduto di varie trasposizioni videoludiche, invero poche considerando la popolarità del marchio. Nell'ordine abbiamo un paio di titoli omonimi per Commodore 64, "Transformers", del 1985 e del 1986, anni di nascita della serie, e un altro gioco del 1986 per NES. Questi titoli sono giochi d'azione/sparatutto di vecchio stampo, semplicistici e non troppo curati.
A questo punto nella storia dei videogiochi dei Transformers c'è un grosso gap, parallelo agli anni in cui la serie è sopravvissuta senza spopolare; saltando a piè pari la generazione dei 16bit, i robot trasformabili si ripresentano nel 1999 in Giappone con Transformers: Beast Wars per GameBoy Color, e poi nel 2000 sulle macchine occidentali con Beast Wars: Transformers, un gioco d'azione 3D uscito su PC e PSOne. Più o meno contemporanea è anche la pubblicazione di Transformers: Beast Wars Metal 64 su Nintendo 64, questa volta un picchiaduro a incontri 3D.
Inutile dire che tutti questi giochi raggiungono a mala pena la sufficienza (quando la raggiungono), si tratta per lo più di prodotti dal target piuttosto basso, pensati non certo per l'appassionato ma per il ragazzino.
Di stampo ben diverso è invece il Transformers in uscita su PlayStation 2: tratto dalla serie Armada questo gioco promette grandissime cose e, parallelamente al nuovo trend della serie animata e dei fumetti, riporta l'attenzione sugli amatissimi Autobots, rimasti troppo a lungo lontani dalla ribalta.

CONCLUSIONE

Abbiamo finalmente terminato questo piccolo speciale (assolutamente non esaustivo) sul fenomeno Transformers. Scusandoci con gli appassionati se abbiamo fatto qualche imprecisione e contemporaneamente ringraziandoli per l'enorme quantità di materiale disponibile su Internet, speriamo di aver stimolato qualche lettore a "saperne di più". Se negli anni '80 a trascinare il brand è stato il cartone animato, nel 2004 il prodotto più interessante sembra essere invece il videogioco per PlayStation 2: la prima trasposizione ludica della serie che non mira al pubblico dei bambini ma a quello degli appassionati.
In attesa del gioco perchè non portarsi avanti dando un occhiata ai fumetti Panini Comics (dopo i tre volumi di Generation 1 è ora in corso di pubblicazione la serie Armada) o ai DVD pubblicati da Cinehollywood (raccolgono la serie Armada, le confezioni sono bambinesche ma il prezzo economico)? A questo punto non ci resta che canticchiare "Transformers, more than meets the eyes...".