Genere
Simulazione
Lingua
Inglese
PEGI
12+
Prezzo
50,90 Euro
Data di uscita
10/8/2007

Trauma Center: Second Opinion

Trauma Center: Second Opinion Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atlus
Genere
Simulazione
PEGI
12+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
10/8/2007
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
50,90 Euro

Lati Positivi

  • Sistema di controllo efficace
  • Possibilità di calibrare il livello di difficoltà
  • Adrenalinico e coinvolgente

Lati Negativi

  • Mancano modalità di gioco extra
  • Comparto audio sottotono

Hardware

Trauma Center: Second Opinion è un'esclusiva per Nintendo Wii e necessita di una console e realtivi Wiimote e Nunchuck. Il gioco supporta la modalità 50Hz (576i) e 60Hz (480i), per un risultato visivo fluido e privo di sfarfallio.

Multiplayer

Trauma Center: Second Opinion non supporta alcuna modalità multiplayer, ma prevede solo la carriera in single player.

Link

Recensione

L'unico simulatore di casa Nintendo...

... con cui trasformare il proprio salotto in una sala operatoria.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Come ovvio per un gioco originariamente imperniato sull'utilizzo di stilo e touch screen del DS, Trauma Center: Second Opinion sfrutta al meglio le potenzialità offerte dalla sinergia data dall'accoppiata Wiimote e Nunchuck. Ogni gesto necessario al corretto svolgimento dell'operazione chirurgica, dall'incisione con il bisturi alla rianimazione del paziente mediante il defibrillatore, assume una connotazione di naturalezza e spontaneità.
Sebbene manchi una base d'appoggio per la mano che stringe il Wiimote (quella deputata a svolgere le operazioni più delicate), la precisione dei controlli e la giusta sensibilità del puntatore sullo schermo fanno sì che il ruolo del chirurgo dal polso fermo sia questione di qualche paziente morto e nulla più. Mimare l'asportazione di tumori e simulare il bendaggio di una ferita, una volta metabolizzate le giuste dinamiche di gioco, diventa una bizzarra automazione da salotto.

IPPOCRATE O ESCULAPIO?

L'autentico boss contro cui lottare è però di ben altra caratura. Memorizzare le procedure e applicarle senza errori, cercando di ignorare l'angosciante countdown verso il game over, racchiude l'intero tasso di sfida offerto dal titolo di Atlus. E la vera natura puzzle game, quando si è vessati dall'impietoso cronometro, esaspera nervi e relativa concentrazione, con i riflessi stressati dalla mole di gesti necessariamente concatenati e il terrore di sfigurare il paziente con un movimento inconsulto del polso.
A tutto ciò vanno aggiunti gli strani poteri sovrannaturali che sembrano caratterizzare Derek Stiles da un bivio della narrazione in poi. Il Dono di Esculapio, infatti, conferisce al protagonista (e anche alla dottoressa Weaver) la capacità di operare in condizioni precarie, grazie a un'eccezionale capacità di concentrazione. Tale potere, innescato dal disegno di una stella, viene reso dal rallentarsi del tempo, in una sorta di operazione chirurgica al gusto di motion blur.

OMEOPATIA E NUNCHUCK

Laddove non basti la semplice applicazione della procedura convenzionale, le sofisticate caratteristiche cinetiche del Wiimote conferiscono al titolo nuove possibilità ludiche, finora inesplorate. Per estrarre nel modo più propizio, per esempio, un frammento d'osso dalla sua sede, è sufficiente ruotare il telecomando Wii e procedere con cautela e precisione.
Allo stick analogico del Nunchuck, invece, è riservato il compito di selezionare gli oggetti da impugnare. E tale scelta, all'atto pratico, appare assai più intuitiva e "comoda" rispetto alla versione DS, nella quale bisognava abbandonare per interminabili secondi il paziente e andare alla ricerca dell'icona necessaria con la punta dello stilo.

CHIRURGIA ESTETICA…

In termini estetici, i sei capitoli (e relativi paragrafi) che compongono la struttura di Trauma Center: Second Opinion sono tutt'altro che spettacolari. Sebbene sia evidente il miglioramento nel passaggio da Nintendo DS a Nintendo Wii, il comparto grafico del titolo di Atlus mantiene fede a una rappresentazione del corpo umano edulcorata, caratterizzata da colori acidi e piuttosto irreali. Quel che viene trasposto sullo schermo, lungi dal mettere in mostra i muscoli della console, risulta semplicemente funzionale all'azione.
A voler riscontrare difetti si può parlare di una curva di difficoltà ballerina (ma comunque regolabile dal giocatore), con assurde operazioni che stuzzicano (fin troppo) la pazienza dell'utente medio, un sistema di attribuzione punti che, come già accadeva per Under the Knife, non elude il sospetto di eccessiva arbitrarietà e la totale assenza di modalità di gioco extra (se si esclude la possibilità di vestire i panni di Nozomi Weaver). Resta il fatto che Trauma Center: Second Opinion, per la seconda volta, si conferma un gran gioco, decisamente impegnativo e assolutamente coinvolgente. E, ovviamente, unico nel suo genere.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Se il capitolo per DS vi andava troppo stretto, se eravate in attesa di nuove operazioni con cui misurarvi o se avete mancato l'appuntamento con le avventure tascabili del dottor Stiles, Trauma Center: Second Opinion rappresenta un acquisto imprescindibile. Ottimo puzzle game dal contorno medico con cui trasformare il vostro salotto nella più coinvolgente delle sale operatorie, il titolo di Atlus riesce a sfruttare dignitosamente l'accoppiata Wiimote e Nunchuck. Il livello di difficoltà (di volta in volta regolabile tramite i tasti C e Z) garantisce una longevità più che soddisfacente.