Trigger

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Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Avventurieri ai confini del mondo

Nella tradizione dei Fushigi no Dungeon!

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Poi, come se non bastasse, si aprono due strade: quella dei dungeon opzionali (labirinti articolati, profondi e popolati da demoni e mostri di terzo e quarto livello, i più potenti, e nei quali entrare, per tentare di sopravvivere, armati fino ai denti) e quella del gioco vero e proprio… Succede che, dopo cinquanta, cento o persino duecento ore di gioco, a seconda dell'abilità del Wanderer (l'avventuriero), si scopre che non si è fatto assolutamente nulla di serio e che la sfida più grande, improba e vera (nel senso che in essa è racchiuso lo spirito dei Fushigi no Dungeon) deve ancora essere affrontata... È lì che aspetta, aperta a tutti, disponibile, eppure raramente superabile. Questa è la storia del Fay's Final e dei suoi simili: una storia dai contorni leggendari, una tradizione che si tramanda tra gli appassionati, un sogno fatto videogioco. Ma, come detto, questo è pane per il prossimo Trigger.

L'articolo, però, non finisce qui

Dopo le divagazioni narrative e strutturali, torniamo a parlare di storia. La descrizione sopra riportata si adatta perfettamente alla saga di Shiren, ma in realtà le famiglie dei Fushigi no Dungeon sono quattro: quella di Torneko, nata con Chunsoft, ma ora in mano a Square Enix (la questione dei diritti è particolarmente intricata: in ogni caso Chunsoft ha contribuito allo sviluppo dei Torneko no Daibōken fino al secondo capitolo su PlayStation One, curando anche i remake per Game Boy Advance), quella di Shiren, interamente di proprietà di Chunsoft e l'unica a contare su personaggi e bestiario originali, quella di Chocobo, nata sotto etichetta Squaresoft (Koichi Nakamura ha, comunque, collaborato alla realizzazione dei primi due capitoli) e, infine, quella dei Pokémon, che segna l'inizio della collaborazione fra Chunsoft (sviluppatore) e Nintendo (produttore).
Saghe appartenenti allo stesso genere, ma sostanzialmente diverse l'una dall'altra, in termini di caratteristiche, difficoltà e target di riferimento, anche se non mancano casi di contaminazione fra le stesse.

Il capostipite: Torneko

La saga di Torneko no Daibōken si articola attualmente in tre capitoli principali, due adattamenti (per Game Boy Advance) e un episodio parallelo: Shounen Yangus to Fushigi no Dungeon. La struttura è meno arcigna rispetto a quella di Shiren: la presenza di oggetti per uscire incolumi dai dungeon, una maggiore enfasi data al villaggio di partenza e un sistema di salvataggio meno intransigente la rendono più abbordabile, ma non per questo noiosa o scontata. Torneko è un personaggio delizioso, goffo, buffo, ma anche carismatico, mentre il bestiario ereditato da Dragon Quest è uno dei migliori mai creati nella storia dei giochi di ruolo (personalmente lo ritengo il migliore: una spanna sopra a quello di Final Fantasy e Megami Tensei); anche se, nel contesto dei Fushigi no Dungeon, paga dazio rispetto a Fuurai no Shiren, che gode di mostri creati appositamente per esaltare la formula di gioco.
L'evoluzione della saga è interessante almeno per un aspetto: il tentativo, compiuto in particolare con la terza incarnazione su PlayStation 2, di avvicinare i Fushigi no Dungeon ai giochi di ruolo. Scompare il dungeon unico, a favore di una parcellizzazione di labirinti, di difficoltà crescente, distribuiti lungo una mappa-mondo che Torneko deve attraversare: gli ambienti da superare fungono, sostanzialmente, da collegamento tra una locazione e l'altra. Idea solo in parte ripresa e applicata in Dragon Quest: Shounen Yangus to Fushigi no Dungeon. Sviluppato da Cavia, sotto etichetta Square-Enix, e avente come protagonista Yangus di Dragon Quest VIII (in versione bambino), questo episodio parallelo è favoloso: il migliore legato a Dragon Quest. Invece di un mondo da attraversare, qui abbiamo un unico villaggio, dal quale si diramano decine di dungeon normali o tematici, da completare nei due tronconi in cui si divide la storia. La struttura di gioco si basa sulla formula classica, ma ogni aspetto è rifinito: dalla grafica, ai dungeon, dalla creazione delle armi, all'accrescimento di negozi e magazzini, fino alla fusione dei mostri: ciliegina su un gioco, scorbutico, ma assai divertente. Senza dimenticare l'implementazione di una modalità, geniale, di interazione tra Yangus e i mostri catturati o creati: cavalcare draghi, slime e mostri giganti, usufruendo dei loro poteri, apre nuove e interessanti possibilità di gioco. Il dungeon finale da 1000 (mille!) piani, poi, è qualcosa che va vissuto...

L'allegra brigata di Shiren

Dal 1995 a oggi sono passati quasi quindici anni, ma di Fuurai no Shiren ne sono usciti ben pochi: Chunsoft ha centellinato le sortite del suo eroe e quando lo ha ripresentato sul mercato, ha sempre puntato su qualcosa di innovativo, sia dal punto di vista tecnico che strutturale. Non si è adagiata sugli allori e ha utilizzato Shiren per sperimentare o evolvere la formula di gioco originale. L'uscita di un nuovo Fuurai no Shiren era un evento capace di catalizzare l'attenzione dei media e di lasciare in trepidante attesa orde di giocatori impazienti. Qualcosa di sconvolgente era nell'aria.
Recentemente, con i remake per Nintendo DS, il baldo avventuriero dal cappello di paglia è decisamente più presente sul mercato... (E a me questo non dispiace). Peccato che le vendite di Mystery Dungeon: Shiren the Wanderer in America e in Europa non siano state soddisfacenti... Fuurai no Shiren DS2 è ancora confinato in Giappone.
Gli episodi più cari e amati dal pubblico sono probabilmente l'originale per Super Famicom e il secondo capitolo uscito per Game Boy Color (Fushigi no Dungeon: Fuurai no Shiren GB2: Sabaku no Majou), ma l'intera saga è composta da perle preziose. Cinque anni dopo il primo Fuurai no Shiren, esce, per Nintendo 64, Fushigi no Dungeon: Fuurai no Shiren 2 - Oni Shuurai! Shiren Shiro! Un episodio interamente realizzato in grafica poligonale.
Finalmente i menu (da sempre scarni, in piena tradizione Chunsoft) presentano delle icone per rappresentare gli oggetti, rendendo la vita lievemente più facile ai poveri giocatori occidentali. Per il resto, scopriamo uno story mode assai particolare (bisogna costruire una fortificazione per difendere il villaggio di turno dall'attacco di una famiglia di Oni, recuperando i materiali nei dungeon); una pletora di labirinti a tema; un sistema di fusione delle armi rifinito e che diventerà la base dei successivi Fushigi no Dungeon e un bel po' di personaggi inediti (mitico Mamo l'armadio). Dalle fondamenta di questo capitolo, nascerà quello per Game Boy Color sopra citato.
Due anni più tardi, in collaborazione con Sega, Chunsoft approderà anche su Dreamcast, con l'episodio più controverso dell’intera saga: Fushigi no Dungeon: Fuurai no Shiren Gaiden: Jokenji Asuka Kenzan! Non solo ravvisiamo un cambio di protagonista, a Shiren si sostituisce Asuka, ma scompare quasi del tutto lo Story Mode! A farla da padrone sono i dungeon a tema, alcuni dei quali assolutamente fantastici: il "puzzle dungeon”, in cui si affrontano delle versione evolute dei Fay's Problem presenti nel primo Fuurai no Shiren (solo questi valgono l'acquisto del gioco), il "Trasformation Dungeon", una riproposizione del "gotta catch'em all" dei Pokémon (provare per credere), ma soprattutto il "Magic dungeon" (il mio preferito in assoluto), in cui, per sopravvivere, si possono utilizzare solo aste magiche e pergamene. L'unico grande problema di questo titolo è la presenza di un bug che in alcuni casi blocca il disco... Il che equivale, dovendo resettare, alla perdita di tutto quello che si possiede in quel momento (il sistema di salvataggio dei Fushigi no Dungeon equipara il reset, alla sconfitta).
Si arriva, infine, all'ultimo capitolo su Nintendo Wii; ma su Shiren 3 torneremo in occasione dell'uscita della versione americana (estate 2010), recentemente annunciata da Atlus.

Chocobo, Pokémon e il resto del mondo

Non affronto volentieri queste due serie. Sono tentativi di addomesticare la formula dei Fushigi no Dungeon per renderla più commerciale. Un fenomeno, questo, che non riguarda solo queste serie specifiche, ma anche le ultime produzioni Chunsoft legate a Shiren: gli ultimi due episodi usciti per Nintendo DS (i remake di Fuurai no Shiren e Fuurai no Shiren GB2) sono stati in parte edulcorati e addolciti (almeno per quanto riguardo la parte iniziale, lo story mode); segno dei tempi che cambiano e del desiderio di accontentare un’utenza poco disposta a morire e a dedicare troppo tempo a un singolo gioco. Fortunatamente il cuore, la parte essenziale dei due Fuurai no Shiren per Nintendo DS è salva, immutata (anzi, persino rifinita), tanto che il dispiacere passa alla svelta; quello che non passa inosservato, però, è il nuovo atteggiamento di Chunsoft: una volta software house radicale, integerrima, oggi propensa a sfruttare il marchio Pokémon quanto più possibile... Poco male, se questo permette a una realtà tanto piccola di sopravvivere (a dispetto di quelle gloriose case di sviluppo giapponesi, nate alla fine degli anni ottanta, di cui resta solo il "dolce" ricordo), e a un genere strettamente giapponese di piantare radici anche da noi. Purché l’integrità di Shiren venga rispettata (aspetto a cui gli stessi sviluppatori sembrano tenere, stando a quanto riferiscono nelle rare interviste rilasciate per i siti occidentali). Fatto sta che, nell’arco di quattro anni, Chunsoft ha sviluppato ben tre Pokémon Mystery Dungeon, similissimi l'uno con l’altro, dotati di un ormai collaudato sistema di soccorso fra avventurieri, di un story modo tanto semplice quanto noioso e di decine, centinaia di labirinti speciali che solo il più incallito sostenitore dei Pokémon (quelli che non vivono se non li catturano tutti) può riuscire ad affrontare. I Pokémon Mystery Dungeon sono lenti, privi di mordente, insomma di quegli elementi che permettono a uno Shiren o ad un Torneko qualsiasi, di sviluppare stati di angoscia, tensione, adrenalina, gioia, euforia... Puro godimento!
L'amalgama non funziona: la struttura dei Fushigi no Dungeon cozza con quella dei Pokémon. La cattura degli animaletti Nintendo e un sovrappiù che appesantisce e ritarda lo sviluppo del gioco. I dungeon sono anonimi, spogliati di trappole credibili, i nemici insignificanti nel loro attaccare, i combattimenti con i boss persino risibili.
Eppure i tre episodi usciti hanno venduto milioni di copie... Amen e così sia: consoliamoci con 428: Fuusa Sareta Shibuya de... Se solo qualcuno lo portasse da noi.
Ci sarebbero ancora centinaia di cose da raccontare: la storia dei Chocobo no Dungeon, degli emuli di Shiren (come dimenticare Waku Waku Puyo Puyo Dungeon di Compile?), delle prospettive riguardanti il genere, ma ho già occupato troppo spazio... Al prossimo Trigger: il Fay's Final attende.


Commenti

  1. sona

     
    #1
    applausi a scena aperta; he, l'arte del saper scrivere...
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    Come dimenticarsi di WWPP Dungeon? a be, io no di certo visto che mi ha fatto rodere il fegato per un po' prima di essere bellamente abbandonato (non mi ci trovave con nessuno dei 3 personaggi addirittura). Maledetti Rogue-like :D
    Non sono mai riuscito a farmeli andare giù, eppure io ho cominciato a giocare di ruolo (virtuale) proprio con un roguelike e mi ci dovertivo pure nonostante fosse un gioco assolutamente ingiusto e ingrato (Dragon Crystal).
    Ormai io sono finito in quella schiera di giocatori che preferiscono avere meno grattacapi possibili da un videogioco e addentrarmi nell'infermo dantesco di Shiren sarebbe come prendere un autubus in piena faccia.
    Eppure ongi tanto mi viene volgia di partecipare a quest'orgia ludica, ma so che finirebbe male. X(
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    Personalmente però reputo che sia un peccato che Chunsoft si sia, per così dire, fossilizzata sui Fushigi no Dungeon (anche per volere di nintendo suppongo) e alle novel; mi farebbe molto piacere vederla imbarcata in qualcosa di davvero originale e nuovo, magari proprio un jrpg e magari sovvenzionato da una compagnia che sborsi un po' di soldi.
    A proposito, Shiren 3 è stato finanziato da SEGA o è tutta farina del sacco Chunsoft?
    .
    Spero gioirai nel sapere che qualche giorno fa sono stati annunciati ben 3 nuovi Pokemon MD, e dovrebbero essere pure in dd su wiiware :|3
  2. chrono

     
    #2
    sona ha scritto:
    applausi a scena aperta; he, l'arte del saper scrivere...
    .
    Personalmente però reputo che sia un peccato che Chunsoft si sia, per così dire, fossilizzata sui Fushigi no Dungeon (anche per volere di nintendo suppongo) e alle novel; mi farebbe molto piacere vederla imbarcata in qualcosa di davvero originale e nuovo, magari proprio un jrpg e magari sovvenzionato da una compagnia che sborsi un po' di soldi.
    A proposito, Shiren 3 è stato finanziato da SEGA o è tutta farina del sacco Chunsoft?
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    Spero gioirai nel sapere che qualche giorno fa sono stati annunciati ben 3 nuovi Pokemon MD, e dovrebbero essere pure in dd su wiiware :|3
     
    Grazie caro, troppo gentile.
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    Shiren 3 nasce in collaborazione con Sega (l'ormai affermato SegaxChun Project). Sui nuovi Pokémon MD ho visto qualcosa sul sito ufficiale: è un'invasione!
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    Riguardo al paragrafo quotato, che dire? Considera che fra Shiren Gaiden e Shiren 3 sono passati ben otto anni, nei quali Chunsoft ha realizzato prevalentemente Sound Novel e qualche porting di Shiren (in dubbio la paternità sui Torneko più recenti). Questo a dire che, esclusi i Pokémon, non è che Chunsoft abbia particolarmente spinto sulla leva dei Fushigi no Dungeon, almeno su quelli più "prestigiosi".
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    A conti fatti, a voler essere schietti, Chunsoft non sta portando il genere verso nuove frontiere: su Shiren 3 si potrebbe intavolare un lunghissimo discorso. Ma aspetto di giocare la versione americana, per dare voce più sicura alle impressioni che mi sono fatto con quella giapponese.
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    Square Enix con i suoi Yangus no Daiboken e, in seconda battuta, Chocobo's Dungeon per Nintendo Wii sta facendo più di Chunsoft, almeno dal punto di vista estetico.
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    I porting di Shiren SFC e Shiren GBC2 non sono sufficienti: erano titoli egregi allora e sono molto buoni ancora oggi, ma manca la zampata, il vero Fushigi no Dungeon moderno.
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    Il problema è che il genere vive in quasi regime di monopolio, è cresciuto con Chunsoft e quest'ultima ne detiene i segreti (non per niente ha sperimentato talmente tanto con la formula, da averla presentata quasi ogni volta in modo diverso); prima che qualcun altro (che non sia Square Enix) possa raggiungere certi livelli di profondità ci vorrà tempo (e non vedo pretendenti, fra l'altro), ma così manca quella diversità di proposte che è alla base dello sviluppo di qualsiasi genere (e vedi i JRPG come si stanno fossilizzando nel nucleo Square Enix).
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    Riguardo a Chunsoft impegnata in un JRPG ti dirò, piacerebbe anche a me. Anche se mi piacerebbe di più poter giocare, finalmente, a una sound novel tradotta in inglese.
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