Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Una donna per amico

Il videogioco nel rapporto di coppia.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Piccola pausa di riflessione. Una cosa l'ho capita, giocare con i videogiochi non è un atto fine a se stesso, io non gioco tanto per giocare, ma per godere di una situazione, di uno stato d'animo personale: il mood del giocatore. Seduto nella mia postazione di gioco, il pad in mano, il televisore acceso, entro in una dimensione intima simile a quella che esperisco durante la lettura di un buon libro. Affinché il passaggio di dimensione funzioni sono richieste pace, tranquillità e concentrazione… ecco che allora il tempo si dilata, i pensieri si sciolgono e i problemi scompaiono. Ah che piacevole la notte e quanto è bello giocare in santa pace! Va da sé, invece, che le partite di coppia o di gruppo sono al più un'eccezione, una piacevole alternativa, un bailamme simpatico da provare di quando in quando, punto. L'esperienza di gioco in singolo, o collegati in rete con altri individui silenti che prendono il posto del computer, è un'altra cosa, una piacevolezza di cui noi contemporanei siamo i primi scopritori. La generazione del gioco perenne.

Posto, quindi, che la fidanzata che gioca non è una necessità, torniamo a discutere di come inserire il videogioco nelle dinamiche di coppia. I pensieri sviluppati fino a ora sono il retaggio di un tempo antico, una divisione di classe, maschi da una parte, femmine dell'altra: una guerra siderale senza vie di scampo, una guerriglia familiare che non risparmia frecciate, trabocchetti e piccoli ricatti. Un inferno figlio dei tanti Kramer contro Kramer. Eppure ne siamo consapevoli: instaurare con il partner un rapporto sano, equilibrato e duraturo non è per niente facile, figurarsi quando in tale contesto inseriamo un elemento destabilizzante come i videogiochi. Non penso di esagerare.
Ogni rapporto prevede per i singoli individui delle piccole vie di fuga, necessarie a soddisfare il bisogno di staccarsi temporaneamente dall'altro. Il lavoro è un ottimo esempio: permette di vivere una parte della giornata in perfetta autonomia, prima di tornare al sospirato focolare domestico. Più difficile gestire attività extra come sport, palestra, corsi di pittura, yoga, teatro e quant'altro porti necessariamente fuori di casa: sono situazioni che possono destare sospetti, gelosie, invidie e frizioni. Può capitare di sentirsi rinfacciare di trascorrere poco tempo in famiglia o di prestare poche attenzioni al compagno. Situazioni ricorrenti risolvibili, comunque, con un pizzico di buon senso. Più complicato ancora salvaguardare le uscite con vecchi amici e compagni di bagordi, soprattutto se tra gli stessi vige la regola del venerdì o del sabato solo uomini. Come coniugare le notti brave con una storia che si spinge fino alle porte del matrimonio? Ognuno di noi saprà rispondere a suo modo, consapevoli che, prima o poi, per amore della compagna a qualcosa bisogna pure rinunciare.
A ogni modo questo è un quadro conosciuto, sappiamo quello che ci aspetta e come dobbiamo comportarci. Il videogioco, invece, è storia recente e per di più fino a poco tempo fa coinvolgeva solo i ragazzini, l'unico problema dei quali era vedersela con mamma, papà e i risultati scolastici. Oggi invece gioca chiunque e molti degli appassionati di lunga data hanno superato i trenta, raggiunto i quaranta e forse avvicinato la soglia dei cinquant'anni. Come se la cavano in famiglia?
A differenze di altre attività, il videogioco si pratica prevalentemente in casa, per cui non si ha la possibilità di uscire dal raggio d'azione del partner. Inoltre, dando per scontato che si gioca prevalentemente la sera, visto che le ore del giorno sono prestate al lavoro, si rischia di isolarsi proprio in quei momenti in cui la coppia dovrebbe riunirsi, chiacchierare, discutere e confrontarsi. Come biasimare le fidanzate o le mogli che vedendoci incollati allo schermo del televisore alle otto di sera si arrabbiano come delle iene? Mi chiedo ancora: è giusto che all'interno di una dinamica di coppia sopravviva un'attività a uso esclusivo di una sola parte e tanto dispendiosa in termini di tempo?

Per rispondere bisogna cambiare strada e guardare le cose da un'altra prospettiva. Considerare i casi estremi non è un buon modo di procedere, tantomeno lasciarsi andare a stereotipi e luoghi comuni. Evitiamo, quindi, di pensare a uomini che appena tornati a casa si attacchino al televisore, la console accesa e pronta a entrare in azione, senza nemmeno guardare in faccia i membri della famiglia; altresì non crediamo che ogni donna sia subito pronta a rinfacciarci l'inutilità del nostro hobby e il nostro essere "bamboccioni". Ricordiamo piuttosto quanto sia piacevole scoprire nel compagno o nella compagnia una passione e quanto la condivisione della stessa possa aprire nuovi spazi di conoscenza reciproca. Il videogioco non sarà la più gratificante delle attività umane, ma è comunque un mezzo che ci aiuta a essere ancora una volta bambini e una possibilità in più per legare, un domani, con i bambini che saremo noi a mettere al mondo. Credo sia nostra responsabilità gestire questo passatempo nel migliore dei modi, pur con tutte le eccezioni di cui possiamo discutere. D'altronde ricordiamo una cosa: se la nostra compagna arriva a rimproverarci perché giochiamo è perché, forse, ci vuole comunicare qualcos'altro. Sta alla nostra sensibilità capire cosa. In un rapporto di coppia vissuto in armonia le privazioni non trovano mai terreno fertile, almeno di questo possiamo esseri sicuri.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Nuovo appuntamento con Trigger.


    Oddio, Vincenzo, un po' borderline tutto il discorso, eh! Per fortuna tra gli estremi bianco/nero c'è un'infinita tonalità di grigi :)
  2. defender

     
    #2
    Grande Chrono!
    Letto tutto d'un fiato. Tutto dannatamente condivisibile.
    .
    Io ho convissuto quasi 8 anni quindi mi ci rivedo da dio.
    La mi ex (ex ex ex) aveva un'abilita' innata: Quella del dovermi parlare URGENTEMENTE di una cosa importante e seria sempre, e dico SEMPRE, mentre c'era una cutscene che non poteva essere messa in pausa.
    Dio cosa lo odiavo. Ogni volta dovevo saltare la cutscene e, finita la chiacchierata, dovero ricaricare un salvataggio. Spesso e volentieri dovendomi sorbire pezzi lunghi e scontri con dei boss ostici (che avevo gia' fatto 1 ora prima!!!)  per arrivare all cutscene saltata.
    .
    E poi il controsenso maximo. Odiava il fatto che spendessi (o perdessi...) tanto tempo dietro i VG. Pero' lei mi ha regalato: Ps2, DS, Xbox360, Ps3, Psp..... anche il wii adesso che me lo ricordo.
    .
    Come ho detto e' la mia EX ma la vedo ancora, in amicizia. E quasi ogni domenica viene da me perche' vuole "critter crunciare". (critter crunch, gioco del PSN che ho scaricato grazie alla segnalazione di MenoDZero! :* )
  3. robyjolly

     
    #3
    Bellissimo articolo, sono andato a ocnvivere con la mia ragazza da qualche mese e in tante parti mi ci ritrovo alla perfezione...:DD... fortunatamente ho trovato una scappatoia...io reintro in casa un oretta prima di lei, e quell'ora è completamente dedicata al gioco! :DD
  4. defender

     
    #4
    robyjolly ha scritto:
    Bellissimo articolo, sono andato a ocnvivere con la mia ragazza da qualche mese e in tante parti mi ci ritrovo alla perfezione...:DD... fortunatamente ho trovato una scappatoia...io reintro in casa un oretta prima di lei, e quell'ora è completamente dedicata al gioco! :DD
      Io ero piu' bastardo... quando volevo giocare verso le 22.30 gli facevo 2 coccole... lei si addormentava e io giocavo tranqui fino all'1.... :D
  5. utente_deiscritto_8705

     
    #5
    defender ha scritto:
    La mi ex (ex ex ex)
      
     :D

    Tornando alle cose serie lo vedo molto pessimista. Anche se su una cosa sono d'accordo, il far sentire in colpa, ancora rimpiango quel G25 che non ho comprato a causa della mia ragazza che durante il tragitto scaffale/cassa (10 metri) è tiuscita a farmi sentire in colpa riportando al suo posto il volante. Per il resto basta trovare il giusto compromesso, anche se non sempre è facile.
  6. defender

     
    #6
    Viewtiful Joe™ ha scritto: 
     
     :D
       tu fai lo spiritoso mio caro... ma la mia EX*4 era ROSSA! :DD
  7. AnotherWay AndreActioN

     
    #7
    chrono ha scritto:
    Una donna per amico: Il videogioco nel rapporto di coppia.
     articolo bellissimo,
    mi ci ritrovo perchè sono grandicello e vengo da 2 convivenze lunghe.
    Speravo quasi di trovare la soluzione, il consiglio definitivo, il "cheat" per poter giocare e non sentirsi in colpa nei confronti della compagna.. :)
    la soluzione come scritto giustamente sta nel buonsenso.
    Nostro ma sopratutto della nostra "lei".
  8. genomakiller

     
    #8
    Ottimo articolo, io sono comunque fortunato X(  (ma anche no), non ho un lavoro fisso, mentre lei si, ergo di tempo per giocare ne ho, ci amiamo, lei vive tranquilla la mia passione, anzi ogni tanto mi regala qualcosa...spesso stiamo insieme, lei legge i suoi amati libri ed io gioco, ogni tanto stacchiamo, coccole e baci e poi si riprende...
    Ogni tanto si interessa persino a qualche gioco (è una fan di Dante, le piace Assassin's Creed, e i picchiaduro schiacciatasti)
    Un piccolo appunto, che le donne siano più "pratiche" e vadano più sull'utile non è sempre vero o comunque questo è un modo di camuffare una loro irrefrenabile voglia di acquisto (ho visto donne comprare abiti/scarpe/ninnoli ogni santo giorno)...ma comunque, non è giusto generalizzare, oramai non ci sono più uomini così o donne colì...
  9. Cervantes De Leon

     
    #9
    La mia ragazza videogioca da prima che la conoscessi. Non la ho istruita in nulla.
    Detto questo la cosa che più apprezzo, oltre al fatto di potermi sentire tranquillo negli acquisti, visto che anche lei partecipa, è il condividere l'esperienza di gioco. E' davvero bello, giochiamo magari cose diverse, poi ci scambiamo il game e ne "parliamo" Ora come ora stiamo giocando assieme (su due tv diverse, insieme nel senso di contemporaneamente) Mass effect 2. Ne parlo praticamente solo con lei, e ne sono appagato, tant'è che nel thread ufficiale, sono molto poco presente tanto preferisco il punto di vista della mia ragazza che non degli utenti del foro.
    Io penso di essere nella situazione ideale di videogiocatore di coppia.

    Differentemente vedrei una ragazza che si avvicina al videogame solo per fare piacere. Alla lunga è una noia mortale assecondare la sua incapacità e stargli dietro. Io non riuscirei a pensare di dover giocare per dire a Soul calibur e doverla far vincere ogni tanto. L'esperienza per me deve essere condivisa alla pari, e la competitività, deve essere alla pari.

    Comunque divertente la prima parte dell'articolo. Non mi ci vedo, ma ci vedo un sacco di gente che conosco.
  10. robyjolly

     
    #10
    genomakiller ha scritto:
    qualcosa...spesso stiamo insieme, lei legge i suoi amati libri ed io gioco, ogni tanto stacchiamo, coccole e baci e
     sapessi quanti libri le ho regalato...ma niente... :DD
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