Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Ciao mamma guarda come mi diverto

Dai pollici opponibili al movimento libero.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

« Mmm » fa la mamma soppesando i titoli. « Questo no, questo no, questo neanche, no, no, non ci siamo » dice alla velocità delle luce. « Sono cose che giochi con due dita! Lo sai che non è divertente giocare con due dita, fermo davanti alla televisione » rivela all'universo intero. Le altre mamme si avvicinano di soppiatto. Lei continua a parlare con suo figlio. « Prendiamo dei giochi dove possiamo muoverci, no?». Poi, rivolgendosi al commesso. « Sicuro che siano solo questi i titoli dove ci si può muovere? E non è che ha qualcosa dove si possa anche cantare? È uscito un nuovo Wii Sport? Con questo si può usare la chitarra?» chiede in un sol fiato. Le altre mamme ormai si sono riunite intorno a lei, parlano tra loro, borbottano, una trova il coraggio di intervenire.
« Sa che ha proprio ragione » dice. « Non mi piace vedere mio figlio seduto immobile a premere i tasti. Mi fa… mi fa un po' paura… è così tetro. Invece quando si muove sembra più allegro ». Le altre mamme accompagnano le sue parole con dei cenni di assenso. « Che cosa ci consiglia di comprare?».
La nostra mamma ride di gusto, manda via il commesso, sostanzialmente inutile, e comincia a dispensare pareri da esperta.
Io le guardo inebetito. La scena ha un che di surreale. Sono chrono di Nextgame, ripeto tra me, cercando di riprendermi, ma non c'è più speranza: la signora mi ha surclassato in partenza. Guardo sconsolato le mie dita. Ci sono momenti nella vita in cui ti fanno sentire vecchio. Questo è uno di quelli. Chissà a quali dita si riferiva, penso tra me. Forse ai due pollici, così come suggeriscono da tempo le impugnature dei pad analogici, o forse all'indice e al medio di ambo le mani, le dita con cui ancora oggi mi ostino ad agire su qualsiasi croce direzionale e pulsantiera. Ma non è questa la questione. Mi immagino seduto sulla mia sedia preferita davanti alla televisione, un tubo catodico ovviamente, il pad in mano, mentre comando la navetta di Gaiares. Mi faccio tristezza da solo. Nel contempo ricordo la sensazione di straniamento, quasi di fastidio, che avevo provato a casa di un amico. Mi aveva lasciato per qualche minuto in compagnia di suo figlio, un giovinetto di tredici anni. Stava giocando a Dynasty Warrior su Nintendo Wii e tutto contento mi mostrava come azionava la super mossa del suo personaggio. Praticamente, riempita la barra di energia, cominciava ad agitare, avanti e indietro, con rapidi gesti, il Remote. Pareva soggetto a un attacco epilettico. Ricordo di aver pensato esattamente così, e mi dicevo: chissà come farei io al suo posto... ma figurati, col piffero che mi agito in quella maniera!

Mi rendo conto solo ora che non mi sono lasciato minimamente attraversare dalla rivoluzione Wii. Vado a controllare i titoli in mio possesso, comodamente riposti nello spazio Nintendo, e mi accorgo che non ce n'è mezzo che richieda un uso consistente del Remote. La verità è questa: senza esserne pienamente cosciente, ho continuato a pensare che Nintendo Wii e possibili derivati fossero un'appendice, una bizzarra divagazione nel percorso seguito dall'industria del videogioco, una facezia che un domani avrei ricordato alla stregua di Virtual Boy. Nessun articolo sembrava capace di smascherare questa falla nel mio pensiero, neanche l'ultimo scritto da Andrea Maderna su PlayStation Move, tantomeno le discussioni da forum, dove il termine casual gamer troppo spesso confonde le menti.
Avevo bisogno di vedere, di toccare con mano, di capire chi fosse, in realtà, il vettore di questo processo di cambiamento. Nintendo ha ridato potere ai genitori.
In questa nostra stramba società, in cui capita che i figli abbiano più informazioni dei genitori in certi ambiti e svolgano un ruolo attivo nelle decisioni di acquisto di determinati prodotti, senza dimenticare i casi in cui sono gli stessi figli a spiegare a mamma e papà il funzionamento delle nuove apparecchiature domestiche, il rapporto di forza tra i componenti della famiglia sta in qualche modo mutando. Qui si apre una parentesi enorme e io non sono in grado di gestirla, non ho competenze nel merito. Mi limito ad ascoltare qualche trasmissione in radio, le parole degli esperti. Si parla di genitori disarmati, incapaci di indicare la strada ai figli, proprio perché loro stessi, per primi, non conoscono i nuovi territori, tra gli altri quelli dell'informatica e del Web. L'unico strumento a disposizione dei genitori, per fronteggiare la valanga che avanza, sembra essere quello del divieto più assoluto verso qualsiasi novità, oppure una strana forma di disinteresse verso le cose che riguardano i pargoli.
Nel ristretto ambito dei videogiochi, invece, Nintendo ha compiuto un piccolo miracolo. Ha unito la famiglia intorno a uno strumento nuovo, da scoprire insieme, facile da usare, immediato e divertente. Ha permesso ai genitori di rientrare dentro l'universo del videogioco, dal quale la mia generazione li aveva in qualche modo espulsi. Era una cosa solo nostra il videogioco, papà e mamma ci mettevano i soldi, punto. Sapevamo tutto noi e non esisteva nessun PEGI o qualsivoglia altro simbolo a fermare i nostri desideri. Splatterhouse era un titolo come un altro, e non era poi così realistico da spaventare una mamma che entrava incautamente in cameretta.
Poi il videogioco è cresciuto, bla, bla, bla, si è fatto più violento, bla, bla, bla, l'arte, bla, bla, bla, del PEGI oggi c'è proprio bisogno, altroché. Ma sembrava questo l'unico strumento di cui un genitore poteva servirsi per indirizzare gli acquisti di bambini sempre più pretenziosi.
Invece, osservando quella mamma energica e vestita di nero, e le sue comari, mi sono accorto che erano loro, nella maniera più assoluta, a decidere del divertimento dei loro figli, nell'ambito dei videogiochi, almeno. E possono farlo perché sanno quello di cui parlano, sanno cos'è Guitar Hero, capiscono se un gioco permette di svolgere un ruolo dinamico davanti alla televisione: separano nettamente il prima dal dopo, e il dopo è la nuova esperienza di gioco collettivo e in movimento veicolata da Nintendo.
Non sempre, non necessariamente, chissà in quanti casi, ma ci sono bambini e ragazzini, i genitori dei quali affermano a gran voce che muoversi e agitare le braccia è meglio di stare seduti con un preistorico pad in mano.
Che idea di videogioco resterà in questi piccoli giocatori? Cosa vorranno giocare da grandi? Come cambierà l'industria per soddisfare i loro nuovi bisogni?

Questo sabato ho deciso: telefono a mia mamma e l'invito a cena. Abita poco distante da me, ci sentiamo spessissimo tra l'altro. Preparo una bella pasta con il sugo, piazzo il Mega Drive davanti alla televisione, i due pad pronti (sperando che uno dei due funzioni ancora), la cartuccia di Devil's Crash giapponese inserita nell'apposito slot della console e ci facciamo una bella partita come ai vecchi tempi.
Già, ciao mamma, guarda come mi diverto.


Commenti

  1. Great75

     
    #1
    Molto bella e profonda la tua lunga "riflessione" complimenti ma, gli ultimi sei righi sono da inchino!
    P.S.: ma alla fine, Lost Odissey lo hai preso?
  2. Baustalla

     
    #2
    Bellissimo articolo!
    Mi ha fatto tornare alla mente quando mia madre mi portava con lei al supermercato e mi lasciava nel reparto videogiochi. C'è stato un periodo in cui avevano in prova A Link to the past. Mia madre mi comprava un gioco all'anno e quel giorno era giunto il momento di scegliere... Scelsi il VG dei Power Rangers per SNES (Dannato me!). Ora sono alla ricerca dello storico Zelda per SNES, rimpiangendo ancora quella scelta...
  3. chrono

     
    #3
    Great75 ha scritto:
    Molto bella e profonda la tua lunga "riflessione" complimenti ma, gli ultimi sei righi sono da inchino!
    P.S.: ma alla fine, Lost Odissey lo hai preso?
    Grazie. :)
    .
    No, alla fine Lost Odyssey non l'ho preso. Ti dirò... per il mio lavoro sono spesso in giro, mi capita quindi di incrociare diversi ipermercati, centri commerciali, punti vendita di elettronica e quant'altro. Tra un tramezzino e l'altro (mia personalissima passione) una capatina al loro interno la faccio sempre e, come scrivevo, mi lancio in queste micidiali cacce al tesoro. Solo che alla fine raramente compro qualcosa, è più per il gusto di cercare, di ponderare i prezzi, di rivivere qualche ricordo legato a un gioco o per osservare come si comportano le persone, che mi metto lì a scartabellare davanti agli espositori.
    .
    Però quando poi compro qualcosa, mi sento sempre immensamente soddisfatto.
  4. chrono

     
    #4
    Baustalla ha scritto:
    Bellissimo articolo!
    Mi ha fatto tornare alla mente quando mia madre mi portava con lei al supermercato e mi lasciava nel reparto videogiochi. C'è stato un periodo in cui avevano in prova A Link to the past. Mia madre mi comprava un gioco all'anno e quel giorno era giunto il momento di scegliere... Scelsi il VG dei Power Rangers per SNES (Dannato me!). Ora sono alla ricerca dello storico Zelda per SNES, rimpiangendo ancora quella scelta...
    Io mi ricordo questa... era venuta mia nonna a trovarci a casa e come regalo mi aveva lasciato ben 150 mila lire... quello che costavano allora le cartucce per Super Nintendo.
    .
    Io ero felice come una pasqua, c'era tutta una serie di titoli che mi ero appuntato da andare a comprare, giochi scelti in base alle ultime recensioni su rivista. Beh, arrivo al negozio e cosa ti vado a comprare?
    Road Runner: Death Valley Rally, il gioco su Beep Beep! e Wile E. Coyote... e solo perché nel pomeriggio mi ero divertito come un picio guardando la consueta striscia pomeridiana^^"
    .
    Lo conservo ancora gelosamente.
  5. Tristan

     
    #5
    Ahahaha io l'avrei presa a sberle la tipa XD

    Comunque bell'articolo, mi ha fatto ricordare l'acquisto del videogioco a cui sono più affezionato. Ero in vacanza a Viareggio coi miei, ospitati da degli amici di famiglia che vedevamo una volta all'anno e che puntualmente mi facevano la mancia, avrò avuto 7-8 anni credo.. credo. Portarono me e mio fratello in un mega negozio di giocattoli (tipo toy's center) e io mi fiondai inesorabilmente nel settore vg, a tastare impudentemente la vetrina dello snes con le mie paciose mani. L'occhio mi cadde subito su una cover che vedeva sulla destra un mostro blu tutto bocca che usciva dall'acqua.."figo" pensai. Poi sulla sinistra c'era un simpatico draghetto verde con in groppa un bebè con uno strano cappello rosso. Avevo deciso, era il mio primo Mario, ed era bellissimo.

    Bei ricordi, grazie chrono!
  6. Magallo

     
    #6
    Gran bel pezzo chrono. Interessantissima la tua riflessione sul cambiamento che ha portato il Wii e bellissimo amarcord. :'(
  7. Shiryu

     
    #7
    Bellissimo articolo!

    In effetti la rivoluzione nintendo sta modificando il modo di concepire il videogioco, ma quello di dimenarsi davanti al televisore non mi attira proprio...
  8. Baustalla

     
    #8
    Tristan ha scritto:
    L'occhio mi cadde subito su una cover che vedeva sulla destra un mostro blu tutto bocca che usciva dall'acqua.."figo" pensai. Poi sulla sinistra c'era un simpatico draghetto verde con in groppa un bebè con uno strano cappello rosso. Avevo deciso, era il mio primo Mario, ed era bellissimo.
       :sbav: L'istinto ti ha portato nella direzione giusta. :D
  9. Tristan

     
    #9
    Baustalla ha scritto:
    :sbav:  L'istinto ti ha portato nella direzione giusta. :D
     Oh yes, e si che prima a parte i 3 DK country avevo preso solo ciofeche XD
    Ah no aspetta, anche il gioco sul re leone era molto bellino! Che ricordi *_*
  10. Baustalla

     
    #10
    Tristan ha scritto:
    Oh yes, e si che prima a parte i 3 DK country avevo preso solo ciofeche XD
    Ah no aspetta, anche il gioco sul re leone era molto bellino! Che ricordi *_*
      Oddio, il Re Leone non era sto gran che. Uno dei titoli poco diffusi che mi piacevano da morire su SNES era Unirally. Dovessero farne un seguito su Wii... :sbav:
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