Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Ciao mamma guarda come mi diverto

Dai pollici opponibili al movimento libero.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Saranno state le cinque del pomeriggio, probabilmente avevo appena finito una visita da un cliente: mi trovo lungo la strada statale che da Treviso porta a Conegliano Veneto, all'altezza di un punto vendita di un noto gruppo specializzato in elettrodomestici, mobili e prodotti per il tempo libero. Decido di fermarmi. Sai mai che non ci sia qualche videogioco in offerta.

A passo spedito attraverso il settore "Tecnologia" e punto dritto verso gli scaffali dei videogiochi. Do una rapida occhiata alle novità per PlayStation 3 e Xbox 360, osservo i rimasugli per PlayStation 2, noto con rammarico che i titoli Nintendo Wii non scendono mai di prezzo, neanche a distanza di anni dall'uscita, e poi, finalmente, mi dedico alla mia personalissima caccia al tesoro.

Posizionate una di fianco all'altra, divise in due file da quattro, stanno otto bancarelle con cesta sommitale, sature di confezioni di videogiochi pazientemente ordinate dal personale preposto alla vendita. Due bancarelle sono dedicate a Nintendo DS, altre due a PlayStation 2, le rimanenti si spartiscono Wii, 360, PS3 e PSP. Siccome i riti nella vita sono importanti, mi accingo a esplorare le ceste seguendo un ordine preciso: la prima tappa mi vuole intento a tastare le confezioni di "sorella" Sony. Che piacere tamburellare con le dita sulla plastica che protegge gli amati giochi! E scorrere titolo dopo titolo pezzi di storia, barbaramente esposti alla mercé di acquirenti ignari di quello che toccano. Cosa ci fa Shadow of the Colossus tra Pinco Pallo Racer e Cit Ciat vattelappesca?

Ti porterei a casa piccolino, pensa la crocerossina che è in me, mentre solletico con le dita Shadow of the Colossus. Non se ne parla neanche!, sbotta il mio Super Io, che di accatastare copie multiple di uno stesso gioco proprio non vuole saperne. Bisogna capirlo, la recente crisi economica lo ha incattivito.

La scissione interna produce una pila consistente di titoli, da diciannove euro e novanta l'uno, che posiziono vicino a me, crogiolandomi nell'idea di poterli adottare. Mi sembra di tornare bambino, quando nel negozio di giocattoli elencavo a mia mamma tutte le chicche che mi sarebbe piaciuto avere, cullando l'idea che sommandone tante, per forza di cose lei me ne avrebbe comprata almeno una. La logica di questo pensiero bizzarro voleva, poi, che io la guardassi con sguardo complice e le dicessi - scegli tu.

Non ricordo come finiva la storia, forse a volte ottenevo qualcosa, dovevo essere parecchio tenero in quei momenti. Fatto sta che, dentro al punto vendita di cui sopra, dopo aver completato il rituale del giro di perlustrazione tra le ceste, mi ritrovo con una decina di giochi succulenti. Da dieci li riduco a cinque, da cinque a tre, da tre a uno: Lost Odyssey. Lo scontro al vertice tra i miei moti interiori raggiunge l'apice: compro non compro, sì no, no sì, pensa che ti ripensa, finisce che rimetto il gioco nella cesta. Qualcosa mi ha disturbato, un brusio contorto, voci.

Alzo la testa e mi trovo circondato da mamme che cercano di tenere a freno i loro voracissimi bambini, divoratori indiscriminati di Pokémon, qualunquisti dell'universo videoludico: ­ Mamma mi compri questo, no quest'altro, dai, dai, dai, guarda che bell'immagine ha quello, compra, compra, compra!

La prima reazione è di vergogna. Che ci faccio lì in mezzo? Un quasi trentaduenne, consumato da miriadi di battaglie videogiocose, tra uno stormo di piccoli Anakin Skywalker. Mi sento un poco Yoda. Mi attraversa l'idea di intervenire, consigliare, dare supporto alle povere mamme, indirizzare i diabolici pargoli. Son pur sempre chrono e scrivo su Nextgame!, giuro di aver pensato.

La seconda reazione, fatto un passo indietro, assunta una posa indifferente, da turista per caso, è di rintracciare la fonte del fastidio che continuo ad avvertire. Una voce emerge impetuosa dal chiasso collettivo.

Eccola… anzi, eccole… le entità maligne.

Lei è vestita di nero, un abitino da Morticia Adams che le crolla sulle ginocchia, arrestandosi sulle rotule tonde e sporgenti. Ha la faccia di Roseanne Cherrie Barr (Ruth in Lei, il diavolo; Roesanne in Pappa e ciccia), i capelli nero corvino, che le cadono pesantemente sulle spalle, degli occhiali ovali anni sessanta in stile John Lennon. Lui è un trottolino di dieci anni goffo e lentigginoso che sorride beato. Non sembra possibile strappargli il ghigno dalla faccia, mentre ghermisce i giochini.

Sua madre è una furia.

« Tutto qua?» dice al commesso rimproverandolo.

« Signora è tutto quello che abbiamo » risponde il ragazzo.

« Ma è sicuro che con questo ci si possa muovere bene?».

« Sì certo, vede… deve…».

« Non mi interessa » taglia corto lei. « Cosa c'è?» chiede a suo figlio, che è tornato con quattro o cinque giochi in mano. Riconosco nel mucchio New Super Mario Bros. Wii e Muramasa: La Spada Demoniaca. Non male, penso tra me, il botolo parte bene... ok, probabilmente li ha scelti a caso, l'ho visto che tastava qualsiasi cosa. Ma nei videogiochi si comincia così. Agli inizi non vai a comprare riviste cartacee o a consultare siti specializzati. Ti fai regalare un gioco in base al gusto del momento, alle sensazioni o a qualche strana associazione (io presi PGA Tour Golf per Mega Drive dopo aver guardato qualche puntata di Tutti in campo con Lotti!). Poi, a forza di giocare, cominci a sviluppare uno spirito critico, a capire quali generi ti piacciono, a riconoscere un buon prodotto da uno mediocre. Insomma, un giocatore in erba ha bisogno di farsi guidare dall'istinto, di scegliere e soprattutto di sbagliare. Anche perché i grandi videogiochi sono un po' come i migliori libri: sanno farsi scoprire nel tempo. Ricordo quando ripescai Herzog Zwei dalla mia libreria. Me lo avevano regalato che ero ancora bambino, ma quella volta non lo seppi apprezzare. Lo degnai giusto di uno sguardo. Cosa sono quelle astronavi piccoli e brutte?, sono certo di aver pensato. Eppure, a distanza di qualche anno l'ho saputo giocare, e mi sono reso conto che gli strategici giapponesi erano casa mia.


Commenti

  1. Great75

     
    #1
    Molto bella e profonda la tua lunga "riflessione" complimenti ma, gli ultimi sei righi sono da inchino!
    P.S.: ma alla fine, Lost Odissey lo hai preso?
  2. Baustalla

     
    #2
    Bellissimo articolo!
    Mi ha fatto tornare alla mente quando mia madre mi portava con lei al supermercato e mi lasciava nel reparto videogiochi. C'è stato un periodo in cui avevano in prova A Link to the past. Mia madre mi comprava un gioco all'anno e quel giorno era giunto il momento di scegliere... Scelsi il VG dei Power Rangers per SNES (Dannato me!). Ora sono alla ricerca dello storico Zelda per SNES, rimpiangendo ancora quella scelta...
  3. chrono

     
    #3
    Great75 ha scritto:
    Molto bella e profonda la tua lunga "riflessione" complimenti ma, gli ultimi sei righi sono da inchino!
    P.S.: ma alla fine, Lost Odissey lo hai preso?
    Grazie. :)
    .
    No, alla fine Lost Odyssey non l'ho preso. Ti dirò... per il mio lavoro sono spesso in giro, mi capita quindi di incrociare diversi ipermercati, centri commerciali, punti vendita di elettronica e quant'altro. Tra un tramezzino e l'altro (mia personalissima passione) una capatina al loro interno la faccio sempre e, come scrivevo, mi lancio in queste micidiali cacce al tesoro. Solo che alla fine raramente compro qualcosa, è più per il gusto di cercare, di ponderare i prezzi, di rivivere qualche ricordo legato a un gioco o per osservare come si comportano le persone, che mi metto lì a scartabellare davanti agli espositori.
    .
    Però quando poi compro qualcosa, mi sento sempre immensamente soddisfatto.
  4. chrono

     
    #4
    Baustalla ha scritto:
    Bellissimo articolo!
    Mi ha fatto tornare alla mente quando mia madre mi portava con lei al supermercato e mi lasciava nel reparto videogiochi. C'è stato un periodo in cui avevano in prova A Link to the past. Mia madre mi comprava un gioco all'anno e quel giorno era giunto il momento di scegliere... Scelsi il VG dei Power Rangers per SNES (Dannato me!). Ora sono alla ricerca dello storico Zelda per SNES, rimpiangendo ancora quella scelta...
    Io mi ricordo questa... era venuta mia nonna a trovarci a casa e come regalo mi aveva lasciato ben 150 mila lire... quello che costavano allora le cartucce per Super Nintendo.
    .
    Io ero felice come una pasqua, c'era tutta una serie di titoli che mi ero appuntato da andare a comprare, giochi scelti in base alle ultime recensioni su rivista. Beh, arrivo al negozio e cosa ti vado a comprare?
    Road Runner: Death Valley Rally, il gioco su Beep Beep! e Wile E. Coyote... e solo perché nel pomeriggio mi ero divertito come un picio guardando la consueta striscia pomeridiana^^"
    .
    Lo conservo ancora gelosamente.
  5. Tristan

     
    #5
    Ahahaha io l'avrei presa a sberle la tipa XD

    Comunque bell'articolo, mi ha fatto ricordare l'acquisto del videogioco a cui sono più affezionato. Ero in vacanza a Viareggio coi miei, ospitati da degli amici di famiglia che vedevamo una volta all'anno e che puntualmente mi facevano la mancia, avrò avuto 7-8 anni credo.. credo. Portarono me e mio fratello in un mega negozio di giocattoli (tipo toy's center) e io mi fiondai inesorabilmente nel settore vg, a tastare impudentemente la vetrina dello snes con le mie paciose mani. L'occhio mi cadde subito su una cover che vedeva sulla destra un mostro blu tutto bocca che usciva dall'acqua.."figo" pensai. Poi sulla sinistra c'era un simpatico draghetto verde con in groppa un bebè con uno strano cappello rosso. Avevo deciso, era il mio primo Mario, ed era bellissimo.

    Bei ricordi, grazie chrono!
  6. Magallo

     
    #6
    Gran bel pezzo chrono. Interessantissima la tua riflessione sul cambiamento che ha portato il Wii e bellissimo amarcord. :'(
  7. Shiryu

     
    #7
    Bellissimo articolo!

    In effetti la rivoluzione nintendo sta modificando il modo di concepire il videogioco, ma quello di dimenarsi davanti al televisore non mi attira proprio...
  8. Baustalla

     
    #8
    Tristan ha scritto:
    L'occhio mi cadde subito su una cover che vedeva sulla destra un mostro blu tutto bocca che usciva dall'acqua.."figo" pensai. Poi sulla sinistra c'era un simpatico draghetto verde con in groppa un bebè con uno strano cappello rosso. Avevo deciso, era il mio primo Mario, ed era bellissimo.
       :sbav: L'istinto ti ha portato nella direzione giusta. :D
  9. Tristan

     
    #9
    Baustalla ha scritto:
    :sbav:  L'istinto ti ha portato nella direzione giusta. :D
     Oh yes, e si che prima a parte i 3 DK country avevo preso solo ciofeche XD
    Ah no aspetta, anche il gioco sul re leone era molto bellino! Che ricordi *_*
  10. Baustalla

     
    #10
    Tristan ha scritto:
    Oh yes, e si che prima a parte i 3 DK country avevo preso solo ciofeche XD
    Ah no aspetta, anche il gioco sul re leone era molto bellino! Che ricordi *_*
      Oddio, il Re Leone non era sto gran che. Uno dei titoli poco diffusi che mi piacevano da morire su SNES era Unirally. Dovessero farne un seguito su Wii... :sbav:
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