Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Cronache di un venditore impotente

Il collezionista di videogiochi tra aste e cifre improbabili!

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Nonostante questi validi ragionamenti, mi sono lanciato in una lunga, complessa ed estenuante operazione di inventario. Volevo conoscere con esattezza quali erano i miei titoli più preziosi; godevo all'idea di scovare qualche gemma preziosa, che non ricordavo di possedere; immaginavo già una nuova disposizione dei miei titoli: invece di elevare quelli più belli e colorati, avrei messi in prima linea i più costosi, ricercati e ammirati.
Un virus sconosciuto mi aveva colpito.

Qualche centinaia di ore dopo...

A voler star dietro alle quotazioni dei videogiochi si diventa pazzi: titoli insignificanti mantengono inalterato il loro valore economico, oppure costano tre volte tanto, mentre grandi capolavori del passato vengono svenduti in lotti da dieci euro. Il tempo sovverte i valori qualitativi e trasforma ciò che in apparenza era destinato a scomparire dalla memoria dei giocatori, in perle preziose da ricercare; giochi indecenti vengono venduti a cifre impensabili (vedi, per esempio, The Death and Return of Superman per Mega Drive, che raggiunge i duecento euro); quelli penalizzati da una blanda distribuzione, a distanza di anni costano uno sproposito, soprattutto se nuovi (penso a Killer 7, Tales of Symphonia, Fire Emblem: Path of Radiance o Kirby Air Ride per Game Cube, edizione italiana). Ecco, allora, che un Ray Crisis e un Vib Ribbon italiani, ancora confezionati, raggiungono una nuova dimensione: superano i cento euro di valore! La mia collezione gode. La maggior parte dei titoli per PlayStation One non vale più niente, ma se un giorno mi venisse voglia di mettere all'asta l'accoppiata Suikoden-Suikoden II potrei pagarmi una rata del mutuo. Se aggiungessi uno dei miei due Vagrant Story (quello italiano, ancora confezionato) e qualche edizione occidentale dei titoli Squaresoft potrei andarmene in vacanza senza problemi: i giochi di ruolo sono sempre un buon investimento, soprattutto se in versione americana.
Bisogna prestare attenzione, però, perché i prezzi su eBay tendono a differire da venditore a venditore, a volte anche di parecchie decine di euro. L'elemento chiave per poter "sparare" cifre folli è la condizione dell'oggetto: il nuovo (brand new) vale il doppio rispetto a tutto il resto, l'usato in ottime condizioni (mint) fa spesso la differenza rispetto alla massa. Insomma, un collezionista scaltro, che ha protetto i suoi giochi contro la polvere, i raggi del sole e le ammaccature può, in alcuni casi, ricavare discrete somme dalla vendita dei suoi "tesori", magari proprio da ciò che si era dimenticato di avere.
Rimango basito di fronte alle quotazioni raggiunte da alcuni dei miei adorati "sparacchini": Slapfight e Panorama Cotton per Mega Drive superano i duecento euro, Glay Lencer vale poco meno, i vari Aleste si difendono con le unghie, i due Battle Mania sono sempre quotati, mentre quelle due chiaviche di Uchuu Senkan Gomora e Undead Line grattano i cento euro... e dire che li tenevo quasi nascosti. Più sono strani, a volte, e più costano. Mi mangio le mani, invece, ripensando a quella volta che non comprai al loro prezzo originale Eliminate Down (Mega Drive) e Kaze Kiri (PC Engine) che adesso viaggiano tra i trecento e i quattrocento euro, se nuovi; ma non faccio in tempo a rimuginare sugli errori del passato, che la mia collezione si apre già a nuove e mirabolanti valutazioni: proprio quei titoli che avevo comprato per caso, magari spulciando vecchi negozi di giocattoli, oppure quei fondi di magazzino trovati nei centri commerciali, quando andavo a chiedere ai commessi se avevano titoli per le vecchie console, valgono oggi uno sproposito. Ripenso con gaudio a quella volta in cui comprai da Testi Giocattoli, a Padova, un vecchio gioco di ruolo per Super Nintendo uscito da noi alla fine del 1996, quando PlayStation e Saturn imperversavano già nel mercato. Chissà da quanto era lì che mi aspettava. Parlo del mitico Terranigma, tanto bello da giocare, quanto difficile da trovare. Oggi potrei proporlo a centocinquanta euro, accompagnato magari da Illusion of Time, Chrono Trigger e Super Metroid americani, tutti in perfette condizioni. E che dire di quel 1998, in cui andai in un negozio di videogiochi a Roma - dove lavoravo - per restituire Wachenroder, che avevo appena scoperto essere una mezza schifezza. I titolari mi dissero che potevo cambiarlo con un altro titolo a mia scelta e io scelsi Radiant Silvergun, dato che su Famitsu lo avevano appena premiato con un buon 8-8-8-7. La cosa buffa è che il gioco non lo potei nemmeno aprire, perché in quei giorni mi si scassò il Saturn a causa di uno sbalzo di corrente. Oggi il mio Silvergun, ancora chiuso nella sua confezione, vale tra i 500 e i 650 euro, stando alle ultime quotazioni che ho visto su eBbay, un po' come il buon Shinrei Jusatsushi Taromaru, pure lui venduto a cifre folli, ma che purtroppo non possiedo.

è solo un barbatrucco

Quante storie ancora da raccontare: quella volta che, di ritorno dall'università, mi imbattei in un negozio di videocassette, dove si nascondevano più di trenta giochi per Dreamcast ancora nuovi e in svendita... e la gioia negli occhi quando vidi l'enorme confezione di Samba de Amigo; oppure quell'incredibile serie di casualità che mi permisero di entrare in possesso di una rarissima versione limitata di Rockman X4 per Saturn, con il suo bel modellino da montare; o ancora il piacere di quella gita a Trieste, quando scovai un negozio zeppo di piccole gemme giapponesi per Mega Drive, Mega CD e Super Famicom, rimaste invendute; e poi potrei condividere con voi ciò che mi è sembrato di capire di eBay, spulciando centinaia di aste per tutte le console possibili e immaginabili... ma di tutto questo magari discuteremo sul forum, perché adesso voglio tornare a quei primi giorni di giugno, alla mania per le cifre e alla fantasie da venditore.
Mentre incasellavo numeri e sigle su un foglio Excel, leggendo uno dopo l'altro i nomi dei miei giochi, mi sono ricordato degli aneddoti legati a ciascuno di essi. Allora mi sono fermato, ho chiuso il computer, sono andato in "camera grande" e davanti ai miei giochini ho cominciato a narrare quelle storie, a me stesso, alla mia ragazza che mi stava ad ascoltare. Ho ritrovato il gusto per le piccole cose, quelle che rendono preziosa la vita: mia mamma, che litigò con un commesso di un negozio perché voleva rifilarle una copia rovinata di Sakura Taisen 2, gioco che mi aveva promesso per un lontano compleanno; e la mia ragazza, che si è fatta cambiare tre volte Mario Galaxy 2 finché non le hanno dato una confezione perfetta, dalla quale ha persino provato a grattare via il bollino SIAE, pensando che mi desse fastidio. Il punto è che la mia collezione ha una storia, ha un'identità. Potrei riconoscerla ovunque, per il suo odore, per i suoi colori, perché sono io che l'ho curata, che le ho dedicato mille attenzioni e l'ho protetta da minacce di ogni tipo. Si è nutrita dei sogni e delle speranze di un bambino, ed è cresciuta, proprio come sono cresciuto io. Nessuna cifra la può definire. La mia collezione è come un tesoro che incanta tutta la casa.
Chiunque, entrando in casa mia, vedrebbe solo tanti oggetti colorati disposti in bell'ordine, e contemplando la libreria e le mensole, si chiederebbe quanti soldi ci ho speso; ma io solo posso riconoscere ciò che essa nasconde nel fondo del suo cuore, ciò che la rende preziosa. Come direbbe il Piccolo Principe: che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile.
Ecco, ho pensato a tutte queste cose, in quei primi giorni di giugno, e mi sono sentito un po' ridicolo, perché avevo appena finito di compilare decine di fogli Excel, con i nomi dei giochi e le rispettive quotazioni. Ho subito cancellato tutto: rischiavo di diventare uno di quegli adulti che pensano solo alle cifre e al valore monetario delle cose. Fortuna che mi sono salvato in tempo. E per quanto riguarda la storia del venditore… beh, non ho mai creduto, nemmeno per un secondo, di poter vendere uno solo dei miei giochi. Ammetto però di essermi sollazzato all'idea di pubblicare un'inserzione come questa:
Gioco perfetto, ottime condizioni, proveniente da collezione privata. Rarissimo, un affare! Vedevo già una mia asta raggiungere cifre vertiginose. Chissà a quanto potrei vendere l'intera collezione, mi dicevo, chissà chi sarebbe disposto a comprarla. Insomma, volevo mettere in mostra i miei giochi: una cosa da vanitoso che vuole essere ammirato.


Commenti

  1. jpeg

     
    #1
    Bellissimo... °_°

    Leggere questo articolo ha riportato a galla antiche (mai dimenticate) sensazioni.
    Complice pure il fatto d'essermi riavvicinato al gaming - anche retro - di recente, non riesco a rimanere impassibile di fronte a certe dinamiche, così piacevolmente sovrapponibili, e a certe... foto! Arg, che bellezza.
    Verissimo, c'è una forte componente estetica - quasi una vanità - che ad un certo punto subentra e legittima l'autocompiacimento (quanto mi ci rivedo, in quel passaggio in cui scrivi di come si 'studino' le collezioni altrui anche per godere della propria?).

    C'è da dire che - con gli anni - mi sono comunque ritrovato ad accettare (seppure lievi) compromessi: tempo fa la limited cartonata con l'angolino toccato - non importa se arrivata dal Giappone o dall'ebayer genovese ad un minuto da casa - sarebbe tornata al mittente senza pensarci un attimo, così come il gioco brand new che - aperto - avesse svelato difetti di sorta al manuale.
    Oggi no: certi prerequisiti rimangono intoccabili, ma riconosco che le maglie entro cui filtrare i miei acquisti si sono leggermente allentate.

    Davvero complimenti.
  2. Zakimos

     
    #2
    chrono ha scritto:
    Cronache di un venditore impotente: Il collezionista di videogiochi tra aste e cifre improbabili!


    Come Chrono quando arriva silenzioso e colpisce non c'è veramente nessuno :approved:

    Adoro questi Trigger ispirati alla tua vita, perché è una vita in cui tanti di noi possiamo riconoscerci, io in primis.

    A quando il Trigger su "come tutto cominciò"? Perché c'è SEMPRE un evento, un qualcosa che fa scattare nel nostro cervello una molla e ci rende collezionisti. Noi lo diamo per scontato - o al massimo lo giustifichiamo con pensieri razionali - ma in realtà si tratta di uno stato mentale patologico creato da qualche trauma e che non andrebbe nemmeno sottovalutato.

    Il mio "trauma" l'ho già raccontato più volte su questo forum per cui non starò a ripetermi.

    Mi riconosco tantissimo in queste parole:

    "Le sue parole non mi hanno raggiunto, ero immerso in una dimensione mai sperimentata: quella del venditore che mette all'asta i suoi giochi migliori, per guadagnare cifre astronomiche".

    Era la mia sensazione alcuni, non troppi, anni fa, quando mi capitava per le mani qualcosa (fosse esso fumetto, libro o videogioco, ma stranamente MAI disco, chissà perché) tremavo al pensiero dell'affare che stavo facendo, del fatto che quel giochino, apparentemente sconosciuto, sarebbe potuto diventare negli anni un pezzo pregiato...

    Solo gli anni, e Internet, mi hanno insegnato la triste verità e cioè che in quest'epoca di distribuzione di massa (e di giochi multilingua) i veri giochi rarissimi non ci saranno più. Giusto ancora nella scorsa generazione, tra GBA e Gamecube, qualche rarità si può ancora trovare, ma pensare a quanti soldi ho speso con titoli DS e PSP che speravo diventassero rari mi fa sorridere.

    E anche io, come te, ho spulciato recentemente la mia intera collezione anche se per ragioni differenti, ossia di spazio.
    Ho fatto un inventario, toccando con le mani certi titoli più recenti e ridendo di me stesso all'idea di poter aver fatto un "affare": risultato, ho preso i titoli che so di poter recuperare quando voglio (se lo voglio) e li ho messi in vendita (link in firma) a pochi euro l'uno.

    Ci ho rimesso anche 35 euro in alcuni casi, ma che importa contando che l'alternativa sarebbe stata tenerli lì a fare polvere e deprezzarsi ogni giorno che passa?

    Ma non ho avuto il coraggio di farlo con giochi come Lunar Legend e River City Ransom EX incelofanati, Tactics Ogre, Double Dragon Advance, Riviera, i due Torneko no Daibouken, Dragon Quest Monsters 3, Hajimo no Ippo dei Treasure..

    Preferisco continuare a sognare le cifre folli di aste ebay che si alzano allo sproposito (ancora ricordo la gioia provata quando la mia collezione completa di quella merda di manga che è Inferno e Paradiso si è conclusa a quasi 100 euro, con valore effettivo di copertina la metà), piuttosto che la realtà di doverli svendere a massimo 30 euro (ma anche meno, forse) per trovare qualcuno disposto a comprarli.

    In ultimo, mi riconosco anche nell'ultimo pensiero, che mi ha colpito come un pugno quando mi sono capitati per le mani, durante l'inventario, giochi come gli Oracles, Metroid Fusion, la trilogia di Castlevania o i quattro Mega Man Zero.

    Mai potrei venderli, perché ognuno di quei giochi, pur avendoli presi, come sempre, in principio per collezionismo, sono pieni di ricordi.

    E se questo è ovvio per i titoli più risalenti (come i tanti giochi per PC, SNES e NES, tra cui un Link to the Past comprato da degli inconsapevoli genitori e diventato il mio tesoro), giocati nell'infanzia-adolescenza, mi ha stupito il fatto che possa accadere anche con giochi recenti, comprati e giocati quattro-cinque anni fa massimo.

    Questo mi ha fatto riflettere, e tracciare una linea che identifica quando questo hobby si è trasformato da parte integrante della mia vita a... semplice hobby. E montando insieme i pezzi del puzzle, tante altre cose sono emerse.

    Auto analisi, semplicemente toccando delle scatole di cartone. E non si dica che i videogiochi non servono a nulla!
  3. rocky balboa

     
    #3
    Zakimos ha scritto:
    in realtà si tratta di uno stato mentale patologico creato da qualche trauma e che non andrebbe nemmeno sottovalutato.
    Verissimo!
  4. rocky balboa

     
    #4
    Zakimos ha scritto: 
    Il mio "trauma" l'ho già raccontato più volte su questo forum per cui non starò a ripetermi.
     Me lo son perso...
    mi linki dei riferimenti! ;)
  5. rocky balboa

     
    #5
    chrono ha scritto:
    Cronache di un venditore impotente: Il collezionista di videogiochi tra aste e cifre improbabili!
        Pezzo splendido:)
    confesso che, non tanto raramente, sogno (realmente, mentre dormo!) visite casuali in negozi di giocattoli / specializzati... ...visite che mi mettono davanti alle classiche offertone di fine stock... ...visite che mi mettono davanti a decine di pezzi rari e nuovissimi venduti per pochi euro...
    i videogiochi (e il loro collezionismo) mi sono così tanto dentro:)
  6. Solidino

     
    #6
    Vendi tutto e il ricavato mandalo in africa ai bambini che muoiono di fame.
    Tanto sono solo oggetti, che hanno una loro identità, delle loro storie, ma sono oggetti e basta, fai in modo che il loro VERO valore salti fuori alla fine.
    Non prendere il post come suggerimento, critica, consiglio o niente. Leggilo e basta mi andava di scrivere sta roba. 
     XD
  7. utente_deiscritto_5167

     
    #7
    Solidino ha scritto:
    Vendi tutto e il ricavato mandalo in africa ai bambini che muoiono di fame.
    Tanto sono solo oggetti, che hanno una loro identità, delle loro storie, ma sono oggetti e basta, fai in modo che il loro VERO valore salti fuori alla fine.
    Non prendere il post come suggerimento, critica, consiglio o niente. Leggilo e basta mi andava di scrivere sta roba. 
     XD
     Vabè, ma tanto stai scherzando, no?

    @chrono, articolo S-T-U-P-E-N-D-O. Complimenti.
  8. Solidino

     
    #8
    Shin X ha scritto:
    Vabè, ma tanto stai scherzando, no?
     Kojima NON è poi così sòla  cit.
    XD
  9. Garguza

     
    #9
    Non so sei pazzo tu perché hai tutta quella roba "inutile"
    o io che ti invidio ricordi del genere.
  10. Andhaka

     
    #10
    Bellissimo articolo... che mi ha ricordato perchè amo non essere un collezionista. ;) :DD
    .
    Cheers
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