Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Cronache di un venditore impotente

Il collezionista di videogiochi tra aste e cifre improbabili!

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Questa storia inizia i primi di giugno, in concomitanza con la terza edizione di Godega Fumetti, una piccola fiera dedicata al fumetto in generale. Non avevo alcuna intenzione di spendere soldi, certo qualche manga l'avrei comprato, giusto per completare un paio di raccolte, ma speravo di cavarmela con pochi euro. Di videogiochi non volevo saperne, avevo già esaurito il monte spesa mensile e non mi sembrava il caso di sperperare denaro in vecchi titoli. In realtà, l'ultimo articolo di Alessandro Apreda, uscito proprio in quei giorni - I migliori sparatutto di sempre! - , aveva pericolosamente stuzzicato il mio ego: le foto della sua raccolta non mi avevano lasciato indifferente. Il collezionista è così, appena vede qualcuno che possiede più oggetti di lui entra in fibrillazione e tira fuori il peggio di sé: - Bah! Avrà anche più titoli di me, però guarda come li tiene... guarda com'è rovinato quello... e poi cosa ci vuole a procurarsi quell'altro... - ricordo di aver malignato, pochi minuti prima di andare a cercare su eBay i titoli che io non possedevo. Le cifre astronomiche richieste per l'acquisto degli stessi non mi hanno scoraggiato: animato da un'improvvisa urgenza di completezza, ho speso ore a cercare l'impossibile, col risultato di ottenere una lista infinita di titoli "osservati", che non saranno mai miei.
Per frenare l'ingordigia galoppante da videogioco, mi sono recato alla fiera con qualche accorgimento: portafoglio vuoto, fidanzata al seguito pronta a riportarmi alla realtà e poco tempo a disposizione. Giusto un giretto, insomma. Dopo aver attraversato i primi padiglioni, stavo dando una scorsa a un paio di bancarelle, alla ricerca dell'ultimo numero di 20th Century Boy, quando una pila di scatole di cartone, intravista in lontananza, ha rapito il mio sguardo. Sono schizzato in "modalità Warp" dall'altra parte della sala e mi sono fermato lì, dove avevo intuito esserci un piccolo tesoro: giochi del Super Famicom.
- Quanto vengono questi? - ho chiesto al venditore, senza neanche guardarlo in faccia.
- 5 euro l'uno - mi ha risposto lui.
- Compro! - ho detto io.
In trenta secondi ho speso quaranta euro, prestatimi dalla mia ragazza, per prendere otto titoli inutili, tutt'altro che integri (come di solito pretendo che siano) e di cui uno già in mio possesso (Parodius Da!). Cosa di cui mi sono reso conto, però, solo qualche ora dopo, una volta tornato a casa. In quel momento, davanti alla bancarella, ero in piena trance da acquisto smodato: otto nuovi pargoli per la mia collezione, questo era l'unico pensiero importante, accompagnato da un'allettante promessa:
- Se torni domani, - mi ha detto il venditore. - Trovi degli sparatutto per PC Engine e Mega Drive. Se poi ti interessa, ho Aldynes per TurboGrafx.
- Mio! - ho detto, cercando di mascherare l'entusiasmo.
- Ah, ok.
- Mio eh! Mettimelo da parte. Ma è nuovo?
- Sì, tranquillo.
- Prezzo?
- Sui venticinque euro…
Ho passato le ore che mi separavano dalla giornata successiva in apnea. Cercavo di immaginare quali titoli avrebbe potuto portarmi il meraviglioso venditore; godevo all'idea di un Aldynes nuovo a quel prezzo irrisorio, così lontano dai cento e passa euro richiesti per una copia integra dello stesso. Temevo, nel contempo, che se fossi arrivato in ritardo qualcuno avrebbe potuto portare via i miei adorati, e mi dicevo, perciò, che avrei dovuto recarmi alla fiera presto, molto presto, magari alle otto, un'ora prima dell'apertura, così da mettermi in fila e blindare l'ingresso. Peccato che la mattina seguente avessi prove di teatro... prove che mi avrebbero tenuto impegnato fino al pomeriggio:
- Amore... per caso, mi faresti un piacere? - ho chiesto alla mia ragazza. Era tarda notte, stavamo dormendo. O meglio, lei stava dormendo, io ero in pentola a cuocere nel mio brodo, a fuoco lento.
- Cosa?
- No dai, non posso chiedertelo.
- Su, dimmi.
- No, è che pensavo che domani ho prove, e allora devo aspettare il pomeriggio per andare alla fiera.
- E quindi?
- Speriamo che il tipo non venda i "miei" giochi, Aldynes in particolare. Cioè è prezioso eh! Non si trova in giro facilmente e non a quel prezzo... chissà, poi, se è veramente nuovo...
- Senti amore...
- Sì?
- Vuoi che vada io a prenderlo, domani mattina?
- Sicura?
- Se ci tieni...
- Ti adoro! Ah, poi ricordami di darti i soldi che mi hai prestato eh! Notte... bacino.
Mi sono voltato a pancia in giù, ma non ero ancora tranquillo. Mi tormentava l'idea che il mio amore, pur con tutto il suo buon cuore, lasciasse cadere Aldynes a terra per accidente, oppure che lo azzoppasse da qualche parte, o che una qualche calamità potesse incombere sulla fiera. Alla fine non sono riuscito a chiudere occhio.

E Berta filava...

Il giorno dopo, tra un impiccio e l'altro, ho completato i miei acquisti: Aldynes era usato, non proprio perfetto, ma comunque accettabile visto il prezzo, mentre per PC Engine e Mega Drive ho preso cinque sparatutto discreti, in ottime condizioni e sottocosto. Spesa complessiva: ottanta euro, da sommare ai quaranta del giorno prima e agli euro buttati in fumetti. Totale: una mazzata imprevista.
- Sei un folle – è stato il commento della mia ragazza. Come darle torto?
Ma la storia non finisce qui. Appena tornato a casa, ho pulito i nuovi arrivati e li ho sistemati nelle scansie apposite, poi sono andato su eBay per verificare le quotazioni di ciascuno. Volevo sapere se ci avevo guadagnato; buona parte dei titoli da me comprati era quotata tra i venticinque e i trentacinque euro:
- Non male, – ho esclamato felice. – Tesoro guarda, se li rivendessi ci guadagnerei.
La mia ragazza mi ha guardato sconsolata:
- Ma tanto tu non vendi niente...
Le sue parole non mi hanno raggiunto, ero immerso in una dimensione mai sperimentata: quella del venditore che mette all'asta i suoi giochi migliori, per guadagnare cifre astronomiche. Per la prima volta in tanti anni, mi sono chiesto quanto valesse il mio impero ludico. Certo, un'idea su quali fossero i miei titoli più costosi l'avevo, ma non mi ero mai posto il problema del valore complessivo della collezione; si trattava di un dato di cui preferivo essere all'oscuro: la cifra spesa nel tempo doveva essere elevata, molto elevata, meglio far finta di niente. Inoltre, sapere che il videogioco si deprezza con facilità, non mi invogliava a tenere un conteggio dettagliato: non è piacevole scoprire che titoli comprati a centocinquanta mila lire o a sessanta euro, oggi non valgono più niente.


Commenti

  1. jpeg

     
    #1
    Bellissimo... °_°

    Leggere questo articolo ha riportato a galla antiche (mai dimenticate) sensazioni.
    Complice pure il fatto d'essermi riavvicinato al gaming - anche retro - di recente, non riesco a rimanere impassibile di fronte a certe dinamiche, così piacevolmente sovrapponibili, e a certe... foto! Arg, che bellezza.
    Verissimo, c'è una forte componente estetica - quasi una vanità - che ad un certo punto subentra e legittima l'autocompiacimento (quanto mi ci rivedo, in quel passaggio in cui scrivi di come si 'studino' le collezioni altrui anche per godere della propria?).

    C'è da dire che - con gli anni - mi sono comunque ritrovato ad accettare (seppure lievi) compromessi: tempo fa la limited cartonata con l'angolino toccato - non importa se arrivata dal Giappone o dall'ebayer genovese ad un minuto da casa - sarebbe tornata al mittente senza pensarci un attimo, così come il gioco brand new che - aperto - avesse svelato difetti di sorta al manuale.
    Oggi no: certi prerequisiti rimangono intoccabili, ma riconosco che le maglie entro cui filtrare i miei acquisti si sono leggermente allentate.

    Davvero complimenti.
  2. Zakimos

     
    #2
    chrono ha scritto:
    Cronache di un venditore impotente: Il collezionista di videogiochi tra aste e cifre improbabili!


    Come Chrono quando arriva silenzioso e colpisce non c'è veramente nessuno :approved:

    Adoro questi Trigger ispirati alla tua vita, perché è una vita in cui tanti di noi possiamo riconoscerci, io in primis.

    A quando il Trigger su "come tutto cominciò"? Perché c'è SEMPRE un evento, un qualcosa che fa scattare nel nostro cervello una molla e ci rende collezionisti. Noi lo diamo per scontato - o al massimo lo giustifichiamo con pensieri razionali - ma in realtà si tratta di uno stato mentale patologico creato da qualche trauma e che non andrebbe nemmeno sottovalutato.

    Il mio "trauma" l'ho già raccontato più volte su questo forum per cui non starò a ripetermi.

    Mi riconosco tantissimo in queste parole:

    "Le sue parole non mi hanno raggiunto, ero immerso in una dimensione mai sperimentata: quella del venditore che mette all'asta i suoi giochi migliori, per guadagnare cifre astronomiche".

    Era la mia sensazione alcuni, non troppi, anni fa, quando mi capitava per le mani qualcosa (fosse esso fumetto, libro o videogioco, ma stranamente MAI disco, chissà perché) tremavo al pensiero dell'affare che stavo facendo, del fatto che quel giochino, apparentemente sconosciuto, sarebbe potuto diventare negli anni un pezzo pregiato...

    Solo gli anni, e Internet, mi hanno insegnato la triste verità e cioè che in quest'epoca di distribuzione di massa (e di giochi multilingua) i veri giochi rarissimi non ci saranno più. Giusto ancora nella scorsa generazione, tra GBA e Gamecube, qualche rarità si può ancora trovare, ma pensare a quanti soldi ho speso con titoli DS e PSP che speravo diventassero rari mi fa sorridere.

    E anche io, come te, ho spulciato recentemente la mia intera collezione anche se per ragioni differenti, ossia di spazio.
    Ho fatto un inventario, toccando con le mani certi titoli più recenti e ridendo di me stesso all'idea di poter aver fatto un "affare": risultato, ho preso i titoli che so di poter recuperare quando voglio (se lo voglio) e li ho messi in vendita (link in firma) a pochi euro l'uno.

    Ci ho rimesso anche 35 euro in alcuni casi, ma che importa contando che l'alternativa sarebbe stata tenerli lì a fare polvere e deprezzarsi ogni giorno che passa?

    Ma non ho avuto il coraggio di farlo con giochi come Lunar Legend e River City Ransom EX incelofanati, Tactics Ogre, Double Dragon Advance, Riviera, i due Torneko no Daibouken, Dragon Quest Monsters 3, Hajimo no Ippo dei Treasure..

    Preferisco continuare a sognare le cifre folli di aste ebay che si alzano allo sproposito (ancora ricordo la gioia provata quando la mia collezione completa di quella merda di manga che è Inferno e Paradiso si è conclusa a quasi 100 euro, con valore effettivo di copertina la metà), piuttosto che la realtà di doverli svendere a massimo 30 euro (ma anche meno, forse) per trovare qualcuno disposto a comprarli.

    In ultimo, mi riconosco anche nell'ultimo pensiero, che mi ha colpito come un pugno quando mi sono capitati per le mani, durante l'inventario, giochi come gli Oracles, Metroid Fusion, la trilogia di Castlevania o i quattro Mega Man Zero.

    Mai potrei venderli, perché ognuno di quei giochi, pur avendoli presi, come sempre, in principio per collezionismo, sono pieni di ricordi.

    E se questo è ovvio per i titoli più risalenti (come i tanti giochi per PC, SNES e NES, tra cui un Link to the Past comprato da degli inconsapevoli genitori e diventato il mio tesoro), giocati nell'infanzia-adolescenza, mi ha stupito il fatto che possa accadere anche con giochi recenti, comprati e giocati quattro-cinque anni fa massimo.

    Questo mi ha fatto riflettere, e tracciare una linea che identifica quando questo hobby si è trasformato da parte integrante della mia vita a... semplice hobby. E montando insieme i pezzi del puzzle, tante altre cose sono emerse.

    Auto analisi, semplicemente toccando delle scatole di cartone. E non si dica che i videogiochi non servono a nulla!
  3. rocky balboa

     
    #3
    Zakimos ha scritto:
    in realtà si tratta di uno stato mentale patologico creato da qualche trauma e che non andrebbe nemmeno sottovalutato.
    Verissimo!
  4. rocky balboa

     
    #4
    Zakimos ha scritto: 
    Il mio "trauma" l'ho già raccontato più volte su questo forum per cui non starò a ripetermi.
     Me lo son perso...
    mi linki dei riferimenti! ;)
  5. rocky balboa

     
    #5
    chrono ha scritto:
    Cronache di un venditore impotente: Il collezionista di videogiochi tra aste e cifre improbabili!
        Pezzo splendido:)
    confesso che, non tanto raramente, sogno (realmente, mentre dormo!) visite casuali in negozi di giocattoli / specializzati... ...visite che mi mettono davanti alle classiche offertone di fine stock... ...visite che mi mettono davanti a decine di pezzi rari e nuovissimi venduti per pochi euro...
    i videogiochi (e il loro collezionismo) mi sono così tanto dentro:)
  6. Solidino

     
    #6
    Vendi tutto e il ricavato mandalo in africa ai bambini che muoiono di fame.
    Tanto sono solo oggetti, che hanno una loro identità, delle loro storie, ma sono oggetti e basta, fai in modo che il loro VERO valore salti fuori alla fine.
    Non prendere il post come suggerimento, critica, consiglio o niente. Leggilo e basta mi andava di scrivere sta roba. 
     XD
  7. utente_deiscritto_5167

     
    #7
    Solidino ha scritto:
    Vendi tutto e il ricavato mandalo in africa ai bambini che muoiono di fame.
    Tanto sono solo oggetti, che hanno una loro identità, delle loro storie, ma sono oggetti e basta, fai in modo che il loro VERO valore salti fuori alla fine.
    Non prendere il post come suggerimento, critica, consiglio o niente. Leggilo e basta mi andava di scrivere sta roba. 
     XD
     Vabè, ma tanto stai scherzando, no?

    @chrono, articolo S-T-U-P-E-N-D-O. Complimenti.
  8. Solidino

     
    #8
    Shin X ha scritto:
    Vabè, ma tanto stai scherzando, no?
     Kojima NON è poi così sòla  cit.
    XD
  9. Garguza

     
    #9
    Non so sei pazzo tu perché hai tutta quella roba "inutile"
    o io che ti invidio ricordi del genere.
  10. Andhaka

     
    #10
    Bellissimo articolo... che mi ha ricordato perchè amo non essere un collezionista. ;) :DD
    .
    Cheers
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