Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Shiren contro Shiren

Dal campo di stelle alla terra delle banane.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Momento topico. Sono circondato da cinque bruti, uno si muove a velocità doppia: è uno scoiattolo spara frecce. Situazione mortale. Se attacco, loro mi crivellano di colpi. L'azione è a turni: un movimento Shiren, uno ciascuno tutti i nemici. Due colpi subiti e sono morto. Apro l'inventario: mangio un'erba che accelera il passo, guadagnando un turno supplementare. Mi sposto in diagonale, in un punto preciso; solo lo scoiattolo agisce, ha la mia stessa velocità. Mi spara: i miei HP scendono a uno. Aziono un'asta particolare, colpisco lo scoiattolo e ci invertiamo di posizione, gli altri nemici si muovono e si frappongono tra lui e me. Perfetto. Nessuno è tanto vicino da colpirmi, solo lo scoiattolo spara, centrando un compagno. Sono salvo, godo. Mi sposto in diagonale, ho due punti vita, posso subire di nuovo due colpi. Aziono un'altra asta e allontano un nemico, sono ancora in doppia velocità. Lo scoiattolo si sposta, cerca di mettermi a tiro, non ci riesce. Mi sistemo in linea con il nemico che ho allontanato e aziono l'asta che inverte la posizione. Mi trovo a grande distanza dal gruppo dei nemici. Mi colpisce una freccia, ancora lo scoiattolo. Non molla. Un passo indietro non basta a riprendere un punto vita, con l'avanzare dei livelli decresce il tasso di recupero. Adesso mi servono almeno due o tre turni per avere un po' di linfa... e sono appena stato colpito. Posso tentare, ma non mi fido. Sono al piano quaranta, due ore di gioco con il cuore in gola, assurdo rischiare di morire così. Apro l'inventario. La mia unica risorsa è una carta magica che confonde. Bisogna lanciarla contro il nemico e sperare che lo colpisca. Non mi piacciono le carte magiche. A differenza di pergamene e aste possono mancare il nemico, e lo mancano spesso, purtroppo. Il dannato scoiattolo è lì fermo che mi osserva. Aspetta solo di scoccare la sua freccia. Non ho altra soluzione, devo osare. Seleziono la carta e prego. La carta attraversa lo schermo, e sì, centra lo scoiattolo, lo confonde, ma nella confusione il mefistofelico ratto spara lo stesso, a caso, e tra le otto direzioni possibili imbrocca proprio quella che conduce al cuore di Shiren. Colpito. Affondato. Morto. Anche questo è Shiren 4.

Passo la serata arrampicato su un gelso. Allungo una mano, un liquido rosso scende dalle dita fino al gomito. Mai mangiato more simili: grosse, polpose, succose. Talmente morbide che esplodono al tocco. Da qui non scendo più. Beata Spagna e il sole che la bacia, e il pellegrino che può mangiare la frutta che cresce lungo la strada. Molinaseca è una cittadina ridente. La gente è cordiale e si può nuotare nel fiume. Peccato dover subito ripartire. In mattinata mi ero fermato in un bar per la colazione, pane tostato con marmellata, caffè e una fetta di torta. Tre euro in tutto, da non credere. Vicino a me c'era una famigliola, la bambina giocava con il Nintendo DS (modello leggero), i genitori chiacchieravano: il secondo contatto con una forma di vita giocante, una nuova testimonianza ecc. ecc., ho allungato il collo per vedere a cosa stesse giocando... scorreva una lista di titoli da un menu. Ancora R4. Ho guardato i genitori con disappunto. Chissà cosa hanno pensato vedendomi. In ottocento chilometri i contatti saranno solo tre: il terzo all'interno della cattedrale di Santiago. Due marmocchi se ne stavano accucciati addosso a una colonna: avevano due PlayStation Portable e due dolcetti. Giocavano e mangiavano in chiesa. I genitori pregavano in disparte. Nello slot di ogni PSP c'era uno strano apparecchio, una lista di giochi occupava lo schermo.
Allungo la mano e raccolgo qualche mora, le passo a due signore inglesi, anch'esse in Cammino. Sorridono contente e si soffermano a scambiare due parole: "quanto è dura", "domani dove si arriva", "mi fa male dappertutto", "quanto è dura". Le saluto, mi pulisco le mani sulla felpa, ormai più rossa che bianca, tiro fuori il Nintendo DS dai pantaloni di tela e mi metto a giocare. Sono rilassato, questa volta vinco io.

Dalla "foresta senza incremento di livello" non si vorrebbe mai uscire. Cinquanta piani obbligatori talmente divertenti che dispiace quasi vincere. Anche qui si entra a livello uno e senza niente, due caratteristiche queste, comuni a quasi tutti i labirinti presenti in Shiren 4. Il piano 99 è la soglia che bisogna raggiungere in molti di essi. Una vera odissea. A differenza dei capitoli precedenti, dove si puntava a completare tutto (dato che molti dungeon tematici potevano essere risolti con tappe intermedie da venti o più piani), in Shiren 4 si può giusto sperare di risolvere qualcuna delle sfide proposte, a meno di non essere dei mostri di bravura.
Nella "foresta senza incremento di livello", facile intuirlo, non si guadagnano punti esperienza. Shiren è ancorato a livello uno. Nei cinquanta piani da affrontare ci sono nemici di potenza assoluta, esseri capaci di togliere ottanta punti vita con un colpo solo. Shiren ne ha solo quindici. Impossibile vincere, in apparenza.
I piani sono costellati di spade, scudi e vasi di fusione. Non manca niente, persino gli oggetti più rari e improbabili sono presenti. Il trucco è semplice: da una parte bisogna raccogliere e fondere insieme quante più armi possibili, cercando nel contempo di sviluppare la potenza della spada e dello scudo scelti, così da ottenere bonus di vitale importanza, dall'altra bisogna fare incetta di erbe curative per incrementare i punti vita. Semplice a dirsi, delirante da realizzarsi. Manca sempre qualcosa: in una partita sono pieno di armi, ma non trovo un vaso di fusione neanche a pagare oro; in un'altra sono potentissimo, ma ho solo venti punti vita, e di erbe curative nemmeno l'ombra; in un'altra ancora tutto sembra andare per il meglio, quando un mostro, comparso in un corridoio oscuro, mi tira una martellata in testa che irride i miei pochi punti vita. Muoio e ricomincio, muoio e ricomincio, senza soluzione di continuità. La settimana enigmistica non ha la stessa attrattiva. Brava Chunsoft ad aver introdotto un'opzione che permette di ricominciare subito il labirinto, senza dover uscire dallo stesso. Una droga.

Il Cammino non finisce a Santiago. Una volta che si è cominciato a camminare, non sembra più possibile smettere. Chi lo desidera può ripetere più volte lo stesso percorso: non è la terra calpestata a cambiare l’esperienza, ma lo stato d’animo con cui si affronta la marcia a rendere uno stesso evento qualcosa di unico. Chunsoft ha da pochi giorni annunciato Shiren 5. L'uscita è prevista per dicembre, ancora Nintendo DS. Da una prima occhiata alle immagine, appare evidente la somiglianza con il quarto capitolo. Stessa grafica, impostazione e struttura. Non era mai accaduto prima che Chunsoft presentasse uno Shiren uguale ai precedenti: ogni capitolo era una storia a parte, un modo diverso di intendere la stessa filosofia di gioco. Il terreno era lo stesso, diverso l'approccio. Ogni Shiren era un evento irripetibile. Speriamo che Chunsoft non abbia perso il tocco.


Commenti

  1. Sempavor

     
    #1
    Chapeau, Mr. Ercole. :)
  2. TraXtorM

     
    #2
    Mistery Dungeon: Chrono The Next Wanderer.
  3. Dna

     
    #3
    quando ho fatto il viaggio in spagna del nord ad agosto verso santiago de compostela, che consiglio davvero a tutti, dopo aver passato una nottata a bere qualche buon tinto barricato, a farmi delle mangiate di carne alla griglia o a bere sidro a oviedo, quando vedevo i viandanti per strada sotto il sole d'agosto non ho mai potuto fare altro che pensare " ma come cazz fate a farvi tutta sta strada a piedi sotto il sole cocente di agosto"...in quei momenti ho davvero capito come l'aria condizionata in macchina sia una figata pazzesca...

    però arrivato a santiago, ho parcheggiato distante dal centro e mi sono fatto tutta la salita a piedi fino alla chiesa, a metà salità ero in affanno e mi sono dovuto aiutare come un bastone tipo Gandalf, sono arrivato in cima che sembrava avessi fatto il cammino partendo dal caucaso....

    comunque davvero /respect per aver fatto il cammino a piedi da solo, davvero una prova di forza!
  4. Andrea_23

     
    #4
    Apperò : D.
    Al ritorno treno però, no? :___D
  5. Zakimos

     
    #5
    Mi prenderò il mio tempo per leggere tutto, ma dopo solo la prima pagina, devo ripetere il mantra che accompagna ogni trigger da anni: sei un fottuto genio XD
  6. bocte

     
    #6
    Ho letto avidamente questo 'testamento' ancora qualche giorno fa ma ci ho messo un pochino a metabolizzare solo la 'scorza' di tutto quello che sottende.
    Shiren, il Cammino, la frustrazione e la determinazione, il Tormento e l'Estasi...
    Queste sono tra le pagine più dense ed emozionanti che io abbia mai letto in questo sito (ma non solo) e per me il tuo miglior pezzo di sempre.
    Grazie davvero di cuore.
  7. chrono

     
    #7
    Grazie di cuore a voi che leggete i miei testi e li commentate. Ogni mese è un piacere "inventare" qualcosa da proporvi.
    .
    Su Shiren e il Cammino torno a breve, su questo thread, ho miriadi di cose da raccontare.
  8. TraXtorM

     
    #8
    chrono ha scritto:
    Grazie di cuore a voi che leggete i miei testi e li commentate. Ogni mese è un piacere "inventare" qualcosa da proporvi.
    .
    Su Shiren e il Cammino torno a breve, su questo thread, ho miriadi di cose da raccontare.
     Chrono, che ne pensi di recuperare quel super post dove hai descritto la scalata al Fei?
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