Trigger

Trigger

Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Il viaggiatore immobile

Due console per la sopravvivenza.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Dovevo scrivere di tutt'altro questo mese, e rispettare il consueto appuntamento quadrimestrale con il Japan RPG. Solo che a parlare del nulla mi viene il magone, come a ripetere che il genere in questione è sull'orlo di una crisi di nervi, per tutta una serie di ragioni che, in concerto, abbiamo provato a elencare e capire. Del resto, a voler analizzare la ludoteca delle principali console casalinghe, dovremmo tornare a citare una volta di più Blue Dragon, Lost Odyssey e The Last Remnant. Una tristezza assoluta e... no, Final Fantasy XIII mi rifiuto ancora di argomentarlo. Non ce la faccio.
In alternativa, pensavo di portare la discussione nel campo dei sistemi portatili, e vedere come il Gioco di Ruolo si fosse comportato su Nintendo DS e PlayStation Portable. Tuttavia, preso atto del calore con cui sul forum, in questi giorni, si sta discutendo a proposito di Nintendo 3DS e PlayStation Portable 2, e del possibile rapporto di queste nuove console con i marchingegni avveniristici prodotti da Apple, mi è venuta voglia di tirare le fila sugli ultimi anni di intrattenimento portatile.

Mi trovo in una situazione privilegiata per parlare di questo tema, in quanto, tra gli altri, appartengo a quella ipotetica fascia di giocatori che, poco per volta, si è allontanata dalla televisione, non prima però di aver spremuto fino all'ultimo le risorse di PlayStation 2, per godere quasi esclusivamente delle esperienze offerte dalle console portatili. Perché è accaduto? E quando?
Difficile rispondere, trovo però che da almeno un elemento certo si possa partire: le console portatili sono diventate, anno dopo anno, l'ultimo baluardo della vecchia generazione di videogiochi, quella contraddistinta da produzioni giapponesi scanzonate, colorate, per lo più bidimensionali e appartenenti proprio a quei generi ludici made in Japan che sulle console casalinghe faticano a emergere. Penso ai giochi di ruolo e ai tattici, agli sparatutto a scorrimento, ai giochi di piattaforme e alle avventure 2D, nonché ai derivati da manga e anime. Laddove la console casalinga ha flirtato con il Personal Computer ed è diventata archetipo del videogioco di stampo occidentale, godendo di produzioni di altissimo livello tecnico, e trovando nello sparatutto in prima persona il suo rappresentate principe, la console portatile si è caricata sulle spalle l'eredità delle macchine a 16 bit e il destino di un nutrito numero di case di sviluppo giapponesi, che senza di essa sarebbero magari scomparse da tempo (Nippon Ichi, Imageepoch, Flight-Plan, Chunsoft, Falcom, Atlus, Marvelous e Neverland, giusto per citare alcune delle più note), così come accadde a molte altre società del settore a cavallo tra i 16 e i 32 bit.
Aver salvato la tradizione di una scuola di videogiochi, questo è il primo e più importante merito che possiamo, per ora, riconoscere a Nintendo DS e PlayStation Portable. Che poi, grazie a queste console, e al doppio schermo e alla multimedialità, l'industria del videogioco abbia acquisito nuove fette di mercato, più o meno "casual", poco ci importa: noi siamo giocatori, non analisti. E la pirateria, per una volta, lasciamola in disparte.
Di giochi, infatti, vorrei parlare, o meglio, del grado di soddisfazione ricavato attraverso l'uso delle console citate. Il giudizio espresso non potrà che essere personale, viziato per altro dalla quantità e dalla qualità dei titoli provati. Non pretendo, insomma, di esaurire l'argomento, solo di presentare un punto di vista quanto più sentito possibile.
Un, due, tre, via: no, non mi ritengo affatto soddisfatto. E i motivi sono due.

Un pallido orizzonte di sole

Se dovessi esprimere un moto di invidia nei confronti di chi ha sposato l'home console e si gode, su uno schermo di ultima generazione, architetture complesse e poligoni lucidi tendenti al reale, non è sullo splendore grafico che punterei il dito, né sulla sensazione di essere al passo coi tempi, e quindi, anche se l'espressione potrebbe dare adito a mugugni e a risposte piccate, di essere un giocatore di "Serie A", quanto piuttosto sulla possibilità di scegliere, a seconda dei gusti e delle risorse economiche, qualsiasi titolo presente sul mercato, senza dover aspettare alcunché, ricorrere all'importazione parallela o fingere di capire il giapponese. I migliori titoli disponibili sulle console casalinghe sono, infatti, di manifattura occidentale, ed ecco quindi che, come mai accaduto prima in passato, sono i giocatori americani e i dirimpettai europei a godere di essi in anteprima mondiale, a dispetto di migliaia di coetanei giapponesi che mi immagino affacciati alla finestra, in attesa che arrivino anche da loro i soldati da battaglia armati di fucile ultra pompato. Pensiero folle, il mio, ma reso ancora più strambo dal comportamento delle principali case di sviluppo giapponesi, che, traumatizzate dal corso degli eventi, si stanno prodigando affinché i loro giochi escano prima da noi, che da loro; giochi che, si badi bene, come ultimo e più disperato tentativo di recuperare il terreno perduto, sono progettati in modo da rispecchiare non tanto il gusto nativo, quanto l'indoeuropeo. Apoteosi. Per i fortunati sostenitori della home console è il paradiso, per noi raminghi viaggiatori immobili (così mi piace definire chi gioca con una console portatile a casa, stravaccato ovunque), la dannazione. Non tanto perché ci importi qualcosa di come giochino e di quanto si divertano gli altri, ma perché lo stato attuale delle cose ci ha trascinati indietro di parecchi anni, in un'epoca in cui decine di mani sfogliavano golose le pagine di Famitsu Weekly o di altre testate, e annotavano su un quadernino i nomi dei giochi usciti in Giappone per Saturn o PlayStation, quelli che non sarebbero mai arrivati in Occidente. Bramavamo quello che non potevamo avere, e qualora lo avessimo avuto, capire.
PlayStation 2 ci aveva illusi. Anni meravigliosi in cui si era quasi raggiunta, non dico la simultaneità (un gioco di ruolo, per esempio, passa sempre attraverso un lungo processo di traduzione dei testi), ma la parità: l'idea che il "meglio" sarebbe arrivato anche da noi, e in tempi brevi. Da un'incidenza di venti giochi giapponesi sugli ultimi quaranta acquistati, qualcuno magari era sceso a dieci, cinque, zero. Persino Sakura Taisen V è arrivato in America su PlayStation 2... tardi, sì, ma è arrivato.
Eccomi a rimpiangere quel che accadeva ieri e ora non è più. Diventate l'ancora di salvezza per una florida schiera di piccoli sviluppatori giapponesi, Nintendo DS e PlayStation Portable annoverano tra le loro fila decine e decine di giochi, dal formidabile richiamo, perle inaudite per i vecchi cercatori d'oro, che dal Giappone non usciranno mai. E come potrebbe essere il contrario, del resto? Parliamo di piccole società che non hanno i mezzi necessari a esportare i loro prodotti, a meno che qualche produttore occidentale non creda in loro: Xseed Games, Atlus, Aksys, tra gli altri. E se su Nintendo DS la situazione non è poi così tragica come la vorrei dipingere - ma nel momento stesso in cui lo scrivo una lista illimitata di titoli, laggiù confinati, mi scorre nella testa – per PlayStation Portable le cose si complicano. Una console da noi ritenuta morta ancora prima di nascere, gode lì di stima e considerazione, e viene nutrita con giochi che io vorrei, accidenti quanto, tra le mani e poi sullo schermo, ma che, abbiate pazienza, non so voi cosa ne pensiate, sarà forse la vecchiaia, non ce la faccio più a comprare in gran numero. La tolleranza agli ideogrammi è scesa nel tempo. Mi sono viziato.
Però concordo su una cosa: quello descritto è un male accessorio, quasi un puntiglio, un senso di frustrazione di fronte a chi, ogni giorno, condivide pensieri su questo o quel gioco uscito per Xbox 360 o PlayStation 3, e ne parla, ne parla, ne parla, nei forum e in ogni dove, condividendo gioia e dolore, che - converrete - è un aspetto non secondario di questa passione, mentre io e pochi altri viaggiatori immobili stiamo a guardare il vuoto, come spaesati, metafisici. Come si fa a essere soddisfatti? Ma sì, si potrebbe anche, se solo i giochi fossero all'altezza...

La nebbia agli irti colli

Il punto è che se uno compie una scelta, nella vita, ci deve credere, essere convinto, e avere alle spalle un progetto... un sogno. Solo così, forse, dalla decisione presa conseguirà qualcosa di buono. Mi piacerebbe, allora, pensare che il supporto dato a Nintendo DS e a PlayStation Portable da parte delle case di sviluppo giapponesi, sia le piccole che le grandi, fosse stato il frutto di un'idea... sì, di un'idea, qualcosa come il rendere i portatili uno strumento di intrattenimento alternativo alle console casalinghe, più che un complemento delle stesse. Invece, la sensazione mia personale è che ancora oggi per molte software house la console portatile sia un ripiego: un luogo nel quale riversare prodotti sicuri, poco innovativi, profondi quel tanto che basta e tecnicamente instabili - la creatività un lontano ricordo. Ripensando ai titoli usciti per le console Nintendo e Sony, conto una moltitudine di buoni giochi, incapaci però di lasciare il segno, come se gli sviluppatori si fossero limitati a svolgere il compitino e a riproporre il noto senza la magia dei tempi che furono.
A conti fatti, certi generi ludici, che avrebbero potuto vivere una nuova giovinezza, sono stati rappresentati perlopiù da rifacimenti di vecchie glorie, non sempre riusciti, oppure da adattamenti spicci, buoni solo a gonfiare le casse dei produttori. Non sono mancati, ovviamente, seguiti di serie note, che nel bidimensionale trovano ancora la loro realtà esistenziale, oppure, soprattutto in casa Sony, riduzioni o espansioni di qualche blockbuster uscito su home console nelle generazioni precedenti, ma tutto il resto?
Chiediamoci: possibile che il miglior gioco di ruolo per Nintendo DS sia il porting di Chrono Trigger? Possibile che per giocare a uno SHUMPS decente su PlayStation Portable sia necessario ricorrere alle collection di Konami e di Hudson? Possibile che i migliori strategici in circolazione siano quelli sviluppati dieci e passa anni fa da Yasumi Matsuno o quelli riproposti a oltranza da Nippon Ichi? E dove sono i giochi di piattaforme originali? E le avventure? Dobbiamo sempre e solo pregare che arrivi un nuovo Castlevania o un Rock Man X? O chiedere a Falcom di riproporre in diecimila salse Dragon Slayer, Ys e Legend of Heroes per giocare un Action RPG di qualità? Oppure, stare lì a contare i giorni che ci separano dal prossimo New Super Mario, Mario RPG o "Zelda pennino"? Dove li hanno nascosti i prodotti originali? Su 3DS, forse? Mmm... fosche nubi all'orizzonte.
Rischio di essere troppo severo, sono sicuro che ognuno di noi potrebbe elencare almeno una buona decina di giochi per console portatile che lo hanno appassionato, ma una volta stilata la vostra lista, rispondente a queste domande: quanti tra i titoli da voi scelti sono nuovi a tutti gli effetti, e quanti sono invece remake, porting o seguiti poco innovativi? E dovendo redigere una classifica dei vostri game preferiti, in un arco di tempo che va dalla generazione 8 bit a quella attuale, quanti tra quelli usciti per Nintendo DS e PlayStation Portable figurerebbero nelle vostre preferenze? Mi viene da pensare che ce ne sarebbero ben pochi, e se guardo a me stesso, mi accorgo di fare fatica a estrapolare dai titoli in mio possesso per ambo le console, qualcosa di rappresentativo, di convincente.
A volte, per sottolineare le difficoltà dell'industria di settore giapponese rispetto a quella occidentale, si tende a confrontare l'aspetto estetico dei giochi usciti per le console da casa, e non si può fare a meno di notare che solo pochi sviluppatori nipponici sono capaci di pareggiare le architetture imbastite dai "rivali" europei e americani: Capcom, Konami, qualche volta Square Enix. Questo però è solo un lato del problema, quello più appariscente forse, ma anche il meno preoccupante, perché la crisi affonda le sue radici non tanto nelle capacità tecniche, quanto nella testa degli artisti giapponesi, nel loro fare creativo, in quel genio che fino all'altro ieri sembrava indiscutibile e soprattutto impareggiabile. Per accorgersene basta accendere le console portatili. Nintendo DS e PlayStation Portable sono un territorio di competenza giapponese, gli sviluppatori ci possono piantare quello che vogliono, non hanno rivali: è grazie a quelle scatolette a cristalli liquidi che potrebbero mostrare al mondo di essere ancora i numeri uno. Macché. Ripeto, per le due "sorelle" ci sono un sacco di buoni titoli, alcuni anche ottimi, non dobbiamo drammatizzare, ma non ci sono capolavori, non quei giochi capaci di ridisegnare il passato, di far crescere strutture ormai obsolete, di dare fiato alle trombe, se mi concedete l'immagine. Nintendo DS e PlayStation Portable sono il passato che si ripresenta con una veste sbrindellata, una vecchia dama sul cui viso si legge la bellezza di un tempo, la musica nostalgica che accompagna i titoli di coda di un bellissimo film.
I giochi usciti per queste due console avrebbero anche potuto non esserci: nessuno ne avrebbe sentito la mancanza, proprio perché uguali a ciò che era già stato.
Due console per la sopravvivenza, ecco cosa sono state Nintendo DS e PlayStation Portable. Io credo che prima di interrogarci su quali dinamiche si svilupperanno tra Sony, Nintendo e Apple, su come potrebbe essere allestito uno store online, su quanto dovrebbero costare i giochi per il 3DS e la PSP2, e sulla necessità di un effetto tridimensionale, dovremmo prima domandarci cosa vorremmo giocare in termini di innovazione, creatività, tecnica e profondità. Perché un'altra generazione di giochi come quella passata non è tollerabile.


Commenti

  1. XESIRROM

     
    #1
    mhhhhh, un po' contorto il ragionamento ma si, lo condivido abbastanza.

    Cmq devo dire che anche su PS3 ci sono chicche giapponesi che non si sa se usciranno mai PAL o USA, forse USA via, ma qui da noi, grossi dubbi. Per esempio Catherine, è un gioco che è prettamente giapponese, e sinceramente non so se lo vedremo mai qui.

    Yakuza Kenzan, un'altro titolo dei tanti che vorrei poter giocare ma non ci si riesce!

    E poi lo store online giapponese pieno di belle stronzatine che giocano solo loro, che si, hanno lo stampo di vecchie glorie ma sono pur sempre titoli che almeno io vorrei poter giocare, già come pensavo ai tempi di PS2. Su 360 che io sappia, ma non sono molto informato, ci sono per lo più alcuni sparatutto di buona fattura.

    Per quanto riguarda NAMCO però io non credo che non abbia un Yen, un Dollaro, un Euro e persino una Lira per non portarci i Tales usciti su NDS, ma è vera e propria bastardaggine, loro sono fatti così.

    Cmq ripeto concordo su quel che dici per quanto riguarda la qualità globale dei titoli DS e PSP, e credo anche io che le prossime portatili avranno lo stesso trattamento, certo, innovazioni un po' qui e un po' la, ma restiamo sul versante puramente orientale, soprattutto su 3DS, PSP2 boh, credo sarà diversa.

    Nonostante ciò, sicuramente aquisterò (ovviamente non a prezzo pieno o chissà la versione lite che faranno sicuramente) il Nintendo 3DS e la Sony Playstation Portable 2, perché cmq ci saranno sempre alcuni giochi che seppur come dici tu non avranno nulla di nuovo, saranno cmq come dici appunto già tu, ottimi titoli, che vale la pena giocare secondo me.
    PS: aggiungo che anche su console casalingue c'è chi è rimasto secoli addietro eh ;)

    [Modificato da XESIRROM il 13/12/2010 13:27]

  2. piratiz

     
    #2
    Tutto dipende da cosa e come uno vuole giocare...innovazioni dici?
    Ma, scusa l'ignoranza, anche nelle console da casa, tralasciando wii e motion controller, le innovazioni vere quante sono?
    Io ho solo un nintendo DS, quindi non posso di certo dare un giudizio su console che non ho, vorrei solo sapere cosa intendi per innovazioni, giochi che faranno storia...
    Penso che bene o male discendiamo tutti da quel Pong...e di cose veramente nuove siano poche ogni generazione!

    Tornando alla lista, io ho un pò di giochi per il mio DS, e mi sono piaciuti quasi tutti...non sono tutti titoli innovativi o memorabili, ma mi sono piaciuti...e questo credo sia lo scopo principe di ogni videogioco!
  3. chrono

     
    #3
    piratiz ha scritto:
    Tutto dipende da cosa e come uno vuole giocare...innovazioni dici?
    Ma, scusa l'ignoranza, anche nelle console da casa, tralasciando wii e motion controller, le innovazioni vere quante sono?
    Io ho solo un nintendo DS, quindi non posso di certo dare un giudizio su console che non ho, vorrei solo sapere cosa intendi per innovazioni, giochi che faranno storia...
    Penso che bene o male discendiamo tutti da quel Pong...e di cose veramente nuove siano poche ogni generazione!
    Tornando alla lista, io ho un pò di giochi per il mio DS, e mi sono piaciuti quasi tutti...non sono tutti titoli innovativi o memorabili, ma mi sono piaciuti...e questo credo sia lo scopo principe di ogni videogioco!
     Tu hai perfettamente ragione, piratiz, lo scopo di un gioco è divertire, e non sarò certo io a dire che su Nintendo DS o PlayStation Portable non ci siano giochi capaci di farlo. Altrimenti dovrei confessare che negli ultimi anni, duranti i quali ho giocato in prevalenza titoli per console portatile, mi sono altamente rotto le palle - perdona l'espressione.
    .
    Tuttavia, una cosa è elencare i giochi che ci sono piaciuti, altra è valutare l'offerta nel suo complesso, o meglio le sensazioni che l'esperienza portatile ci ha lasciato in questo tempo. Naturalmente ogni valutazione è soggettiva, ma non per questo deve essere priva di argomentazioni.
    .
    Il succo del mio discorso è, quindi, che a fronte di una buona dose di giochi interessanti e validi, sono mancate su nds e psp delle vere "stelle": una fitta rete di giochi originali di qualità (no remake, no porting, no adattamenti di vario genere), capaci da soli di caratterizzare le due console.
    .
    La mia impressione è, come ho detto nell'articolo, che ds e psp siano state due console per la sopravvivenza, piattaforme ingolfate per lo più di giochi "facili", al punto da renderle, agli occhi dell'appassionato, un valido complemento delle home console, più che una realtà a se stante da approfondire. Dai un'occhiata nel forum console al thread dedicato "al gioco dell'anno"... hai notato che tutti citano le home console e i pc e quasi nessuno si preoccupa di aggiungere le console portatili? Interessante, no?
    .
    Sono disposto a discuterne, ovviamente, ma la mia posizione è chiara: gli sviluppatori hanno sfruttato solo in minima parte il potenziale insito nelle console sony e nintendo; sono mancati i giochi originali, quasi del tutto. E con originale non intendo strutture inedite, ma serie nuove, giochi capaci di dare linfa alle vecchie strutture.
  4. piratiz

     
    #4
    Ora ho capito il discorso e devo dire di essere più o meno d'accordo!
    Dal mio canto posso dire che giochi di qualità ne ho provati, ma è vero che per la maggiore sono tutti giochi non "originali", inteso nel senso che intendi tu, ovvero nessun gioco davvero peculiare o creato esclusivamente per tale console...non si può citare Super Mario, Pokemon, Ace Attorney, Zelda, Final Fantasy, sono tutti brand riportati da altre console, riadattati per il contesto DS, ma non creati esclusivamente...tra quelli che ho io, così a mente, mi viene solo il Prof.Layton come gioco nuovo ed esclusivo...
    Di psp non parlo poichè non la ho!

    Però questo discorso è rischioso perchè può alimentare chi sostiene, commettendo secondo me un grosso errore, che le console portatili siano giochini di serie B, "perchè piene solo di porting e remake"...
    Se è vero che i nomi sono quelli, è anche vero che i giochi sono bei giochi, e questo snobismo è eccessivo...in fondo quanti sono i seguiti o i remake che si vedono sulle console da casa?Semplicemente il contesto è più ampio nelle home console che in quelle portatili...
    Che poi le potenzialità non siano state sfruttate del tutto, concordo...perchè i giochi di qualità, come detto, ci sono, ma non sono poi molti, apparte i soliti noti!
  5. Zakimos

     
    #5
    "Rischio di essere troppo severo, sono sicuro che ognuno di noi potrebbe elencare almeno una buona decina di giochi per console portatile che lo hanno appassionato, ma una volta stilata la vostra lista, rispondente a queste domande: quanti tra i titoli da voi scelti sono nuovi a tutti gli effetti, e quanti sono invece remake, porting o seguiti poco innovativi?"


    Sarò sincero, mi ci sono messo e la mia lista l'ho fatta, ma non la posto per un semplice motivo: non ha senso.

    Quello che voglio chiederti io, chrono, è questo: se elenchi i giochi delle ultime generazioni, quanti remake porting e seguiti poco innovativi trovi? Molti, moltissimi, probabilmente troppi, ma questo vale purtroppo da sempre, per tutte le consoles.

    Ma allo stesso tempo, in mezzo a questi titoli c'era la piccola gemma originale, di solito con scarse vendite annesse, che è poi diventata cult. Anche per DS e PSP è così.

    Non per i Jrpg però.

    Il discorso è quindi duplice e infatti nell'articolo parli di due cose diverse che a mio parere poco azzeccano tra loro: è il genere in "crisi", non le consoles, ed è un po' assurdo mischiare le due cose.

    Secondo me anche tu, come me, hai giocato a "troppi" giochi (le virgolette sono d'obbligo perché i giochi non sono mai "troppi" finché non li sentiamo tali) per queste console, e ti sei dimenticato di quelle piccole gemme affossate in tanta mediocrità che però è sempre stata una costante di questo hobby, e di sicuro non è aumentata rispetto ad un GBA o un Gameboy, anzi, è decisamente diminuita.

    Non li elenco di nuovo perché ripeto, non è una questione di "liste": è una questione di percezione, forse di "assuefazione alla mediocrità", che ti ha portato ad assimilare le console stesse con un genere, quello dei Jrpg, che fatica indipendentemente dal successo o considerazione da parte degli sviluppatori di una console.

    Allo stesso tempo mi domando con curiosità cosa sono i giochi non localizzati DS e PSP che vorresti giocare, a parte gli Shiren e i Tales mi sembra che sia arrivato veramente TUTTO, anche quello che non doveva arrivare!
  6. chrono

     
    #6
    Zakimos ha scritto:
    "Rischio di essere troppo severo, sono sicuro che ognuno di noi potrebbe elencare almeno una buona decina di giochi per console portatile che lo hanno appassionato, ma una volta stilata la vostra lista, rispondente a queste domande: quanti tra i titoli da voi scelti sono nuovi a tutti gli effetti, e quanti sono invece remake, porting o seguiti poco innovativi?"
    Sarò sincero, mi ci sono messo e la mia lista l'ho fatta, ma non la posto per un semplice motivo: non ha senso.
    Quello che voglio chiederti io, chrono, è questo: se elenchi i giochi delle ultime generazioni, quanti remake porting e seguiti poco innovativi trovi? Molti, moltissimi, probabilmente troppi, ma questo vale purtroppo da sempre, per tutte le consoles.
    Ma allo stesso tempo, in mezzo a questi titoli c'era la piccola gemma originale, di solito con scarse vendite annesse, che è poi diventata cult. Anche per DS e PSP è così.
    Non per i Jrpg però.
    Il discorso è quindi duplice e infatti nell'articolo parli di due cose diverse che a mio parere poco azzeccano tra loro: è il genere in "crisi", non le consoles, ed è un po' assurdo mischiare le due cose.
       Fai bene a non postare la lista Zaki, almeno in questa prima fase, ci porterebbe lontano, e infatti pure io ho evitato di fare liste nell'articolo, perché più che di giochi era di sensazione che volevo parlare.
    .
    Ho sottolineato le due parti che, ora come ora, mi interessano, poi apriamo anche agli altri argomenti da te citati.
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    Partiamo da un primo punto: una console non può essere in crisi. Una console è un oggetto neutro con delle potenzialità, una forma con dei limiti dentri i quali qualcuno, gli sviluppatori, può esprimersi. Sono quindi d'accordo con te: sono certi generi (non sono quello dei giochi di ruolo) e certi sviluppatori (in questo caso quelli giapponesi) a essere in crisi... e con crisi intendo un vuoto creativo. Il tutto  rispetto a un passato con il quale confrontarsi.
    .
    La mia sensazione, ecco, è che su nds e psp si sia visto poco, molto poco, perché troppo spesso, da parte soprattutto degli sviluppatori orientali, si sono visti facili porting, remake scontati, seguiti di seguiti di seguiti e pochissimi prodotti originali, molti dei quali concentrati nei primi anni di vita delle console, quando sembrava esserci ancora un certo stimolo creativo, la voglia di scoprire quali e quanti possibilità queste console avrebbero potuto aprire (pensa a Kirby Canvas, Nintendogs, Meteos, Jump SuperStar, Daigasso, Ouendan e via di questo passo). Poi c'è stato un lento e lungo afflosciarsi.
    .
    Io avrei voluto vedere platform game che ribaltavano i classici a 16 bit, nuove avventure, nuovi personaggi, mirabolanti strutture, un level design complesso; i giapponesi potevano farcela. Un rifiorire degli shoot'em up classici, che su portatile si sarebbero adattati benissimo... invece, solo collection, qualche porting, un paio di seguiti; avrei voluto vedere esplodere il genere degli RPG, fioririe nuovi tattici, vivere avventure condite da una grafica 2D ai massimi livelli e da strutture che sapessero elaborare e portare a compimento quanto visto con Chrono Trigger e Romncing Sa.Ga 3 (per citare due titoli avveniristici ancora oggi... rispetto a quello che esce); avrei voluto avventure e action 2D che ripartissero dagli archetipi di una volta (Hagane, Nosferatu, Strider... per citare degli esempi, o Assault Suit Valken o Rolling Thunder...). E via di questo passo. Questo era cibo dei giapponesi. Perché non hanno riportato in auge queste strutture, con nuovi e più mirabolanti titoli? Solo sui portatili questi generi avrebbero potuto rifiorire. O vuoi dirmi, forse, che un pubblico per questi giochi non ci sarebbe stato... vuoi dirmi, chessò, che non c'è più nessuno desideroso di giocare un buon beat'em up vecchia scuola? Può essere, ma accidenti, tolto questo cosa resta? Su console portatile molto di quello che abbiamo visto fino a oggi, e su home console le nuove strutture promosse dagli sviluppatori occidentali: FPS, Action e Adventure 3D e quando capita Beat' em UP 3D e i simulatori di guida (per quanto riguarda le produzioni macro) e molti di quei generi da me citati sopra, scaricabili dai diversi Store, ma con una chiara impronta occidentale, che me li fa piacere di meno.
    .
    Ecco perché non posso rispondere alla prima parte del tuo post. Immagino che anche su xbox 360 e ps3 sia pieno di remake e bla bla bla... ma a me non interessa, voglio parlare di quello che mi piace giocare, titoli con quello stile giapponese che ho amato nel passato, amo tutt'ora, che speravo veder rifiorire a mille sui due portatili, che sono poi un insieme di Super Famicom + Mega Drive + Nintendo 64 + mezza Playstation 2 (Saturn e PSone).Pensa mettendo insieme tutta questa roba cosa avremmo potuto giocare, e cosa abbiamo invece giocato.
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    No, non ce la faccio a essere soddisfatto, sul serio. Sarà che forse avevo grandi aspettative, sarà che forse sono passato attraverso troppa roba marcia, sarà che non mi accontento, però avrei voluto godere di ben altro, più vario, articolato, qualcosa di magnifico che facesse arrivare ai massimi livelli quel che ho giocato, di giapponese, tra il 1985 e i primi anni 2000. Quasi vent'anni di goduria che, non so, mi sembra oggi rinchiusa in un limbo.
    .
    Ma forse, sai, è solo un articolo sentimentale... e i sentimenti offuscano spesso la ragione.
  7. Zakimos

     
    #7
    chrono ha scritto:
    Io avrei voluto vedere platform game che ribaltavano i classici a 16 bit, nuove avventure, nuovi personaggi, mirabolanti strutture, un level design complesso; i giapponesi potevano farcela. Un rifiorire degli shoot'em up classici, che su portatile si sarebbero adattati benissimo... invece, solo collection, qualche porting, un paio di seguiti; avrei voluto vedere esplodere il genere degli RPG, fioririe nuovi tattici, vivere avventure condite da una grafica 2D ai massimi livelli e da strutture che sapessero elaborare e portare a compimento quanto visto con Chrono Trigger e Romncing Sa.Ga 3 (per citare due titoli avveniristici ancora oggi... rispetto a quello che esce); avrei voluto avventure e action 2D che ripartissero dagli archetipi di una volta (Hagane, Nosferatu, Strider... per citare degli esempi, o Assault Suit Valken o Rolling Thunder...). E via di questo passo. Questo era cibo dei giapponesi. Perché non hanno riportato in auge queste strutture, con nuovi e più mirabolanti titoli? Solo sui portatili questi generi avrebbero potuto rifiorire. O vuoi dirmi, forse, che un pubblico per questi giochi non ci sarebbe stato... vuoi dirmi, chessò, che non c'è più nessuno desideroso di giocare un buon beat'em up vecchia scuola? Può essere, ma accidenti, tolto questo cosa resta? Il noto, su console portatile, molto di quello che abbiamo visto fino a oggi, e le nuove strutture promosse dagli sviluppatori occidentali: FPS, Action e Adventure 3D, Beat' em UP 3D (quando capita), per quanto riguarda le produzioni macro e molti di quei generi da me citati, scaricabili dagli Store, ma con una chara impronta occidentale, che me li fa, personalmente piacere di meno.


    Ti sei risposto da solo, null'altro da aggiungere.

    Ciò che vuoi tu oggi non si può più avere, perchè nessuno, a parte te e pochi altri, li comprerebbe.

    Mentre leggevo i tuoi titoli, pensavo: beh, si cazzarola, che bello un action 2d davvero originale.. che bello sarebbe un platform spacarrone..

    Ma subito mi sono detto: beh, ci credo che non li fanno: chi li comprerebbe??

    Su console portatile tolte le vecchie glorie restano i puzzle games - a mio parere ancora solidi in questa generazione - e tanti piccoli esperimenti, le piccole gemme, le piccole commistioni di generi - e se è vero che molti vengono dall'occidente, è anche vero che spesso il confine è più labile di quanto sembri, anche per quanto riguarda il chara (esempio a caso che mi viene in mente, stando lontani da liste: Henry Hatsworth).

    Non ci sono QUEI generi perché quei generi:

    a) non venderebbero niente (ok che erano porting, ma l'accoglienza di una super cartuccia super offerta galattica come la Rockman Zero Collection? E parliamo dei migliori action 2d degli ultimi anni).
    b) sono generi ormai privi di una propria identità (Jrpg).

    Sul fatto che il meglio sia stato dato a inizio generazione, è verissimo da un lato ma è anche molto collegato all'aumento dei giochi mediocri in uscita, che offuscano più facilmente i giochi potenzialmente interessanti. Fino al 2009, qualcosa di buono ogni anno per DS e PSP è sempre uscito, ma si notava meno perchè i riflettori erano sempre sui giochi "banali" :)

    Il problema è che in quei mesi tu passavi forzatamente da Nostalgia a Infinite Space a 4 Heroes of Light e altra mediocrità, mentre io magari giocavo meno ma .. giocavo titoli divertenti (e non tutti occidentali) :))
  8. chrono

     
    #8
    Zakimos ha scritto:
    Ti sei risposto da solo, null'altro da aggiungere.
    Ciò che vuoi tu oggi non si può più avere, perchè nessuno, a parte te e pochi altri, li comprerebbe.
    Mentre leggevo i tuoi titoli, pensavo: beh, si cazzarola, che bello un action 2d davvero originale.. che bello sarebbe un platform spacarrone..
    Ma subito mi sono detto: beh, ci credo che non li fanno: chi li comprerebbe??
         Aspetta, non mi toccare Infinite Space che l'ho adorato (parentesi chiusa).
    .
    Ok, ho colto il tuo ragionamento, però mi viene da obiettare. Donkey Konk Country su wii sta avendo il suo riscontro, no? Perchè una cosa simile su DS e PSP non potrebbe funzionare. Il buon Prinny Can I really be the Hero? del resto ha funzionato. Anche il Ghost n' Goblin, penso. Solo sono rimasti lì, sporadici esempi (e non proprio eccezionali... parlo in particolare del Prinny. Bello eh, ma tutt'altro che rivoluzionario).
    .
    Allo stesso tempo, mi vengono in mente i Braid, 'Splosion Man, MeatBoy su Arcade Live. La gente mi pare li apprezzi. Perché i giappi non imitano questo trand, proponendo la loro visione odierna di quei generi? Caspita, Shantae DS è stato premiato, penso, almeno dalla critica. Ma ancora una volta è un team occidentale ad averlo sviluppato. Che poi a me non interessa farla diventare una guerra occidente/oriente, eh, ci mancherebbe. Solo che DS e PSP sono principalmente legate al Giappone e della involuzione artistica di quest'ultimo mi sembrano soffrire, soprattutto rispetto alle home console, premiate dalla "fuga per la vittoria" degli sviluppatori nostrani. Il ragionamento è tutto legato a questa semplice constatazione.
    .
    A questo punto, se non ti rompe, mi piacerebbe leggere la tua lista, per capire a quali generi tu faccia riferimento in particolare (ho capito per esempio che il puzzle game ha avuto il suo momento d'oro, e sono d'accordo su questo), o meglio ancora, i titoli originali che secondo te danno significato alle due console portatili, quelli che permettono a queste ultime di pareggiare la partita con le home console, o se non pareggiare almeno affrontarle a testa alta, da pari a pari, senza nessun complesso di inferiorità.
    .
    Lo chiedo, sai, perché io ho fatto fatica a formularla.
  9. sona

     
    #9
    bypasso, almeno per il momento, poi non so, la discussione per essere un infausto messaggero: FlightPlan è fallita da mesi. :'(
  10. chrono

     
    #10
    sona ha scritto:
    bypasso, almeno per il momento, poi non so, la discussione per essere un infausto messaggero: FlighPlan è fallita da mesi. :'(
    :-| ... ecco, cado dal pero... e queste sono notizie che fanno male. Come Flight-Plan è fallita, quando? Dove? Come?
    .
    E mi sembrava che era un po' che non usciva qualcosa di loro... me lo stavo chiedendo proprio l'altro giorno, mentre ponderavo una volta per tutte l'acquisto di Sacred Blaze su PS2.
    .
    Amarezza... ero il miglior sviluppatore di SRPG "seri" presente sulla piazza.
    .
    Dragon Shadow Spell rimarrà sempre nella mia memoria.
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