Trigger

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Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

L'anno del pensiero magico (2/2)

Il vitello con i piedi di balsa.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Elaborare un pensiero magico e portarlo a nuovi livelli di intraprendenza. Chiudevo così l'ultimo Trigger: la prima parte di questa rivisitazione del 1995, per lo più vissuta in casa Super Famicom. Preparando la lista dei titoli che troverete da qui in avanti elencata, prendevo nota degli elementi innovativi in essi contenuti, elementi che sarebbe stato lecito aspettarsi di vedere riproposti, ampliati, torniti e portati a compimento nei giochi del futuro, il nostro presente. Presente che invece è tutt'altro: non migliore, né peggiore. Diverso. Semplicemente. Con altri generi ludici a brillare negli occhi dei giocatori, e un modo di fare occidentale che ha in parte soppiantato, nella tecnica e nello spirito, la tradizione orientale.
C'è del rimpianto in questo? Certo, ma non di un'epoca, quanto di quello che il mercato giapponese avrebbe potuto offrire in termini di innovazione e qualità: giochi di ruolo liberi da stilemi obsoleti e ridondanti, e capaci di sviluppare il concetto di esplorazione; strategici e tattici per una volta, almeno una, in grado di approfondire la formula originale proposta dagli archetipi, nei primi anni novanta; giochi di piattaforme a due e a tre dimensioni, e sparatutto e picchiaduro a scorrimento, e ancora giochi di corse futuristiche in grado di rappresentare, grazie a un canone estetico unico e a strutture peculiari, un'alternativa valida alle proposte più tipiche del "gaming" occidentale, a tutto vantaggio dei fruitori, che avrebbero potuto scegliere, oggi, tra stili e proposte ludiche anche diametralmente opposte, con maggiore gusto e soddisfazione di quanto sia già possibile (e serve forse ribadire che i generi citati, ai quali appartengono molti dei giochi oggetto di questo articolo, sono attualmente in fase calante, rappresentati da pochissime serie, incanalati in sottogeneri di nicchia, se non del tutto estinti).

Non è del 1995 e nemmeno un gioco del Super Famicom, ma solo uno degli esponenti più importanti di un genere che il Giappone sapeva portare a livelli di eccellenza. Fortuna che oggi ci sono ancora Cave e Xbox 360 ad accontentare gli appassionati... - Trigger
Non è del 1995 e nemmeno un gioco del Super Famicom, ma solo uno degli esponenti più importanti di un genere che il Giappone sapeva portare a livelli di eccellenza. Fortuna che oggi ci sono ancora Cave e Xbox 360 ad accontentare gli appassionati...

Dopo aver ribadito che la diversità è un valore prezioso, da coltivare sempre e comunque, torniamo a noi. Che cosa volevo dimostrare? Che una quantità indefinita di giocatori, magari piccola, potrebbe oggi giocare, con pieno gusto, gli stessi titoli giocati quindici anni prima (il riciclo del gioco? Il giocatore riciclato? Un'istanza di conservazione attraverso la ripetizione di dinamiche acquisite?); che le console portatili sono per buona misura "macchine riproponi-passato", l'aspetto più innovativo delle quali è di riuscire a farci esperire la storia al contrario, 3DS compreso, ma in chiave stereoscopica; che se a qualcuno prospetti di giocare Tactics Ogre su Super Famicom ti guarda male, ma se glielo presenti su PlayStation Portable è capace di dirti che è una figata pazzesca; che il videogioco non è un bene usa e getta, soggetto al tempo e sclerotizzato dalle esigenze di innovazione tecnologia, ma un'opera di ingegno capace di travalicare le epoche; che siamo dei privilegiati perché, aldilà di tutti i privilegi di cui godiamo nella quotidianità (vedi il fatto stesso che possiamo parlare di giochi), possiamo scegliere, in questo mercato, come non ci era mai stato possibile scegliere prima. Ma rischio di diventare banale. Torno di corsa al 1995 e al genio giapponese, che allora straripava da tutte le parti.


Commenti

  1. sona

     
    #1
    Metal Max era proprio avanti...il sandbox dei jrpg.
    Peccato che oggi sia in mano ad una compagnia piccola (oddio, non che gliene faccio una colpa), mi pare la kadokawa, perchè se trattato bene potrebbe venire fuori un jrpg openworld assurdo e sfacciato, in linea con la moda ludica del momento.
    MM poi è il trash per definizione.
    Della serie: il futuro dei jrpg è nel loro passato.....

    Terranigma....huuuuuuu! capolavoro.
    C'è però chi afferma che GrandstreamSaga faccia parte dell'opera. Se non ricordo male ne parlammo anni or sono, anche su dove sono finiti i Quintet dopo la chiusura.
  2. chrono

     
    #2
    Yep, mentre scrivevo mi sono proprio ricordato di quella chiacchierata su dove fossero finiti i Quintet!
    .
    Ho deciso di recuperare Metal Max 3 per DS, stavo cercando la versione limited. Effettivamente dietro c'è Kadokawa, però magari vi lavorano dentro quelli di Crea-Tech. Ne sai qualcosa?
    .
    Terranigma invece andrò a rigiocarmelo nei prossimi giorni... ho una voglia assoluta di action RPG... in attesa che mi arrivi Legend of Heroes (tu lo stai già provando?).
  3. Zakimos

     
    #3
    Ah, Terranigma... Sembra passato un secolo.

    Non capisco il senso della citazione di Elio :-|

    E mi unisco al club di quelli a cui Seiken Densetsu 3 non è che poi abbia mai fatto impazzire.

    Chrono, il nome del gioco nella prima immagine?
  4. chrono

     
    #4
    ZakimosAh, Terranigma... Sembra passato un secolo.

    Non capisco il senso della citazione di Elio :-|

    E mi unisco al club di quelli a cui Seiken Densetsu 3 non è che poi abbia mai fatto impazzire.

    Chrono, il nome del gioco nella prima immagine?
    Lo shoot'em up? Si tratta di Winds of Thunder per PCEngine di Red Entertainment.
    La citazione di Elio? eh, mmm, boh :DD ... nel senso che ero partito dall'immagine in home con "il piede" di Magritte, da lì mi è venuto il riferimento a Elio. Ma non mi chiedere il percorso logico, sono derive mentali...
    .
    Ma la domanda é: meglio Terranigma, Zelda A link to the Past o YsI-II (o Ys IV)?
    Non saprei scegliere.
  5. chrono

     
    #5
    Qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Maten_Densetsu:_Senritsu_no_Ooparts
    qualcosa su Maten Densetsu. La descrizione pare proprio quella di un Megami Tensei. Anche la mappa e i dungeon in prima persona fanno pensare al classico Atlus.
  6. sona

     
    #6
    chronoYep, mentre scrivevo mi sono proprio ricordato di quella chiacchierata su dove fossero finiti i Quintet!
    .
    Ho deciso di recuperare Metal Max 3 per DS, stavo cercando la versione limited. Effettivamente dietro c'è Kadokawa, però magari vi lavorano dentro quelli di Crea-Tech. Ne sai qualcosa?
    .
    Terranigma invece andrò a rigiocarmelo nei prossimi giorni... ho una voglia assoluta di action RPG... in attesa che mi arrivi Legend of Heroes (tu lo stai già provando?).
    è la quinta volta che scrivo sto post, porca di quella eva........<img class="smiley" alt="" />




    si, dietro a MM3 cè sta ancora createch e, se può interessare, il director è Hiroshi Miyaoka.


    Tra l'altro in giappone ha venduto bene, sai mai che ne arriveranno altri in futuro.


    (no, LoH è ancora sulla mensola ad espettare il suo turno, per ora sono ancora dietro a randiant historia....maledette subquest >__> )



    e mi associo pure io col gruppo a cui SD3 non è piaciuto molto.
  7. sona

     
    #7
    chronoLo shoot'em up? Si tratta di Winds of Thunder per PCEngine di Red Entertainment.
    La citazione di Elio? eh, mmm, boh ... nel senso che ero partito dall'immagine in home con "il piede" di Magritte, da lì mi è venuto il riferimento a Elio. Ma non mi chiedere il percorso logico, sono derive mentali...
    .
    Ma la domanda é: meglio Terranigma, Zelda A link to the Past o YsI-II (o Ys IV)?
    Non saprei scegliere.
    bho anche per me...

    terranisgma ha una storia non indifferente, con tanto di morale non scontata...un gioco molto...ecologista?


    zelda 3 è pura esaltazione di design


    Ys1/2 è musica in movimento e frenesia


    ...


    ma quale concorrenza avevano questi giochi? magari ci scappa un quarto candidato. herr...secret of mana? ora mi vengono in mente giochi come thor, popfulmail, soleil, tutta roba che però probabilmente sta sotto. non so.
  8. chrono

     
    #8
    sona
    e mi associo pure io col gruppo a cui SD3 non è piaciuto molto.

    Come ho scritto, per me è una serie sopravvalutata nella sua globalità.
  9. chrono

     
    #9
    sona
    ma quale concorrenza avevano questi giochi? magari ci scappa un quarto candidato. herr...secret of mana? ora mi vengono in mente giochi come thor, popfulmail, soleil, tutta roba che però probabilmente sta sotto. non so.

    In effetti non è facile pensare a una classifica dei migliori action RPG 2D. A me torna in mente anche Land Stalker su MD. Potremmo stilare una lista intanto, no?
  10. Zakimos

     
    #10
    chronoLo shoot'em up? Si tratta di Winds of Thunder per PCEngine di Red Entertainment.
    La citazione di Elio? eh, mmm, boh :DD ... nel senso che ero partito dall'immagine in home con "il piede" di Magritte, da lì mi è venuto il riferimento a Elio. Ma non mi chiedere il percorso logico, sono derive mentali...
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    Ma la domanda é: meglio Terranigma, Zelda A link to the Past o YsI-II (o Ys IV)?
    Non saprei scegliere.






    Terranigma, l'rpg criptico come l'avevo chiamato, è stato forse l'ultimo videogioco a riuscire ancora ad emozionarmi l'ultima volta che l'ho giocato, che sarà stato 5-6 anni fa. Per non parlare della prima volta, con il "wow!" alla scena della rinascita dei continenti, la tv coi bassi al massimo per godere di meraviglie come queste, ma ero una persona diversa che oggi non avrebbe le stesse reazioni.



    Come gameplay secco secco, era poca cosa: magie inutili, attacco in corsa da spammare, dungeon design estremamente semplice.



    Alttp invece è sempre oggettivamente un piacere da giocare con i suoi sotterranei pazzi che non invecchiano mai neanche dopo 20 anni, anche quando la scena del suonatore di Ocarina ti fa al massimo sorridere, invece che commuovere come quando si era piccoli.



    Ys è una serie divertente nell'animo, ma manca della profondità necessaria per renderla altro se non un gran bel divertissement..
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