Trigger

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Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

L'ingresso a scomparsa

Ma il videogioco dov'è?

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Mi piace pensare che chi entra in casa la prima volta, possa percepirne il calore, quella sensazione di tepore che spero in essa sia presente. Un colpo d'occhio, la prevalenza di colori arancio, mescolati al rosa pesco delle pareti e alle venature del legno, il parquet, le librerie, il tavolo. Dalla vetrata si intravede il giardino, ma lo sguardo non va oltre la stanza, si sofferma lì dove uno o più oggetti hanno catturato l'attenzione. Ma cosa, in particolare, attrae il nuovo venuto?

Non ci sono sedie in questa stanza, solo un tavolo basso, un tappeto di iuta e qualche cuscino. Si siede a terra, si mangia vicini l'uno all'altro, guardandosi negli occhi. Satolli, ci si sdraia in lungo e in largo. La stufa riscalda - Trigger
Non ci sono sedie in questa stanza, solo un tavolo basso, un tappeto di iuta e qualche cuscino. Si siede a terra, si mangia vicini l'uno all'altro, guardandosi negli occhi. Satolli, ci si sdraia in lungo e in largo. La stufa riscalda

Voyager, il piacere della scoperta

"Ogni angolo racconterà qualcosa e conterrà dei segreti". Questo è il pensiero che mi ha guidato mentre arredavo il salotto-cucina. Volevo che tutte le parti di me fossero in esso rappresentate, dagli interessi alle passioni, dai viaggi al lavoro, dai ricordi di scuola fino alle ultime conquiste nella vita. Chi ama il teatro, si accorgerà subito, fin dal primo istante, fermo all'ingresso, della libreria dedicata alla mia arte del cuore: decine di testi di teoria, centinaia di commedie e drammi di ogni epoca. Ma un po' più in basso, l'ultimo scaffale, ecco il primo amore: volumi di fantascienza accatastati l'uno sopra l'altro, da Asimov a Orson Scott Card. Poi, chiusi nei cassetti, i cimeli personali. Da mostrare un giorno a qualcuno, chissà. Superate le frecce del Cammino di Santiago (non le vede mai nessuno), notato di sfuggita un carrello con qualche whiskey d'annata (si scorge nella foto, oltre il divisorio in primo piano), saltato il vaso cinese e abituatisi all'idea di sedere a terra, si raggiunge l'altra libreria, quella dedicata ai romanzi, alle poesie e ai testi di filosofia. Chi ama leggere può curiosare, prendere in prestito, portare qualcosa di suo. Passare qualche ora a raccontarsi le storie lette è solo uno degli scambi di vita possibili.

La sensazione è quella di un crollo imminente: gli spazi sono intasati! La colonna rossa contiene qualche CD, il piccolo pannello azzurro in basso è un prototipo per una scenografia... borse ovunque - Trigger
La sensazione è quella di un crollo imminente: gli spazi sono intasati! La colonna rossa contiene qualche CD, il piccolo pannello azzurro in basso è un prototipo per una scenografia... borse ovunque

ognuno vede quel che conosce

Si conosce solo quel che si sa a nominare. Come quando vuoi dire qualcosa di qualcuno, o pretendere di catalogare, la prima impressione. Finisci che descrivi parti di te, e magari non te ne accorgi nemmeno. Trovi negli altri ciò che ti appartiene, di bello o di brutto. Di casa mia cosa può trovare ognuno? Non posso saperlo, certo, ma mettere a disposizione. Spicchi, parentesi, ciò che mi caratterizza. Anche il videogioco. Ma dove? In primo piano? Sparato negli occhi? No, anch'esso in un angolo, non nascosto, visibile bensì, ma solo per chi saprà trovarlo. A noi, basta voltare lo sguardo.

No, no, non il piccolo impianto luci con le sciarpe, non le scansie, nemmeno la seconda colonna rossa. Ecco, oltre il quadro... - Trigger
No, no, non il piccolo impianto luci con le sciarpe, non le scansie, nemmeno la seconda colonna rossa. Ecco, oltre il quadro...


Commenti

  1. TriGiamp

     
    #1
    Sei riuscito a mostrare la magia della tua collezione. Sono tutti bravi a fare le foto di scaffali sterminati, ma tu hai espresso chiaramente la differenza che passa tra il Collezionare(con la C maiuscola) e l'accumulare. Toglimi una curiosità: nell'ultima foto, quella confezione sulla destra, di cui si vede solo il simbolo rosso su fondo nero cos'è? (Mi viene in mente vagrant story)
  2. chrono

     
    #2
    TriGiampSei riuscito a mostrare la magia della tua collezione. Sono tutti bravi a fare le foto di scaffali sterminati, ma tu hai espresso chiaramente la differenza che passa tra il Collezionare(con la C maiuscola) e l'accumulare. Toglimi una curiosità: nell'ultima foto, quella confezione sulla destra, di cui si vede solo il simbolo rosso su fondo nero cos'è? (Mi viene in mente vagrant story)
    Grazie! Speravo in qualche modo di riuscire a far passasse la differenza da te menzionata.
    .
    Dici la confezione grande con il marchio rosso? Si tratta di Berserk Branded Box, versione limitata del Berserk uscito per PS2. Preferisco di gran lunga la versione Dreamcast, come gioco, ma quella confezione ha il pregio di contenere una della action-figure migliori che si possano trovare come extra in un videogioco.
  3. jpeg

     
    #3
    Tempo che mi leggo tutto per bene e mi riprendo per scrivere qualcosa di sensato...

    Nel mentre, a caldo:

  4. chrono

     
    #4
    jpegTempo che mi leggo tutto per bene e mi riprendo per scrivere qualcosa di sensato...

    Nel mentre, a caldo:

    :lol: (per altro, in una delle foto mancano quei tre titoli che tu ben sai, arrivati proprio nel mentre della stesura dell'articolo: Keio è entrato in postazione tra gli altri shooter d'annata)
  5. jpeg

     
    #5
    chrono (per altro, in una delle foto mancano quei tre titoli che tu ben sai, arrivati proprio nel mentre della stesura dell'articolo: Keio è entrato in postazione tra gli altri shooter d'annata)
    Ho tipo ingrandito abbestia la foto della vetrina centrale (quella che rimane piccina, anche zoomata) alla ricerca della special di Keio... Ecco svelato l'arcano. XD

    Comunque davvero, manco ti faccio i complimenti, perchè quelli valgono per un trenta e lode, per un aumento di stipendio, cose così... :D
    Qui c'è tanta, tanta, tanta passione: è uno spettacolo (anche se per formazione, io non condivido la teoria della celofanatura... Tranne qualche cosina che ho volutamente comprato per tenere sealed e far 'fermentare' - in termini di valore, un domani dovessi/volessi rivendere la mia collezione - tengo tutto aperto e a portata di mano).
  6. chrono

     
    #6
    jpeg
    (anche se per formazione, io non condivido la teoria della celofanatura... Tranne qualche cosina che ho volutamente comprato per tenere sealed e far 'fermentare' - in termini di valore, un domani dovessi/volessi rivendere la mia collezione - tengo tutto aperto e a portata di mano).

    La mia ragazza ha una definizione precisa per spiegare la teoria: "tu metti il preservativo alle cose", dice. Fantastica. Nella simpatia dell'espressione c'è una verità: la ricerca di un "rapporto" mediato con l'oggetto. Questo perché, a livello collezionistico, come racconto nell'articolo, a me importa più di preservare la forma che di esperire l'oggetto e di tenere inoltre una certa distanza da esso. Non tengo quasi nulla a portata di mano, se si parla di videogioco, come se prima di giocare dovessi entrare (e con sforzo) nel mood videogioco [ecco: aprire una confezione, per dire, richiede tempo e attenzione. Quasi uno stimolo a non giocare].
    .
    Una cosa carina di cui si potrebbe parlare un giorno è come muta, nel tempo, il rapporto tra essere fruitori di una cosa e collezionisti della stessa. Collaborare con videogame.it mi ha portato, per esempio, a essere un po' più giocatore rispetto al periodo appena precedente: giocare e finire un gioco per essere "testimone" dello stesso.
  7. Zakimos

     
    #7
    La scelta di usare i mobiletti con i vetri è provvidenziale, ma per quanto riguarda le altre stanze viene spontaneo chiedersi: ma come fai a tenere tutto così pulito???

    Davvero splendida la foto dell'esterno.. adoro paesaggi del genere, purtroppo qui me li sogno a meno di non andare a chilometri e chilometri dalla città. Sarei curioso di vedere l'esterno della casa a questo punto!

    Una domanda però: ma se la tua ragazza si trasferisse a tempo pieno da te, la sua roba dove la metterebbe?
    La divisione dei (pochi) spazi sarà appunto il mio problema più grande al momento del trasloco.

  8. chrono

     
    #8
    ZakimosLa scelta di usare i mobiletti con i vetri è provvidenziale, ma per quanto riguarda le altre stanze viene spontaneo chiedersi: ma come fai a tenere tutto così pulito???

    Davvero splendida la foto dell'esterno.. adoro paesaggi del genere, purtroppo qui me li sogno a meno di non andare a chilometri e chilometri dalla città. Sarei curioso di vedere l'esterno della casa a questo punto!

    Una domanda però: ma se la tua ragazza si trasferisse a tempo pieno da te, la sua roba dove la metterebbe?
    La divisione dei (pochi) spazi sarà appunto il mio problema più grande al momento del trasloco.

    Grande Zaki, hai colto in pieno una serie di punti. Beh, sulla pulizia confesso che ho lavato e preparato tutto ai fini dell'articolo... non che di solito io viva nel caos, ma insomma tra impegni di lavoro, teatro, laboratori e tutto il resto, nei pochi momenti di tranquillità inforco spugne e ramazze con una certa riluttanza. Per fortuna l'appartamento è compatto e si pulisce in poche ore. La vita da single in casa è adorabile per certi versi, ma a volte essere da soli a gestire tutto è spiazzante.
    .
    Sul paesaggio, sì, è ciò che mi ha fatto scegliere per questa casa: il verde, un fiume, la tranquillità, ma anche i centri abitati a pochi chilometri. La palazzina è discreta, grande il giusto e mimetizzata nel contesto.
    .
    Sulla convivenza... :*) Con la mia ragazza c'è stato un primo esperimento, non propriamente riuscito (adesso anche lei ha una sua abitazione). Penso che il benessere tra due persone dipenda, oltre che dall'amore-attrazione, dalla felicità individuale, dalla capacità di saperla trasmettere all'altro (e da parte di questi, accettarla) e dal modo in cui si condividono le esperienze, cercando di non essere né indifferenti, né invasivi. In tal senso, la mia casa è invasiva: parla troppo di me, è me in tutto e per tutto. Credo sia impossibile mutarla in qualcosa d'altro. Penso quindi che, qualora io e la mia lei decidessimo di sposarci, dovremmo comprare una nuova casa, dentro la quale far confluire ambo i nostri (forti) caratteri. Prima ancora dobbiamo imparare a stare insieme. :)
  9. Zakimos

     
    #9
    Se ti può consolare capisco benissimo l'ultimo punto, specialmente far confluire due caratteri in una casa XD
  10. chrono

     
    #10
    ZakimosSe ti può consolare capisco benissimo l'ultimo punto, specialmente far confluire due caratteri in una casa XD

    Non è per niente facile vedere qualcosa che ti corrisponde cambiare poco per volta, grazie alla presenza di un'altra persona. Si tratta di una sensazione tanto intima, ci vuole delicatezza e pazianza, sia da parte di chi entra (nel dare al luogo parti di sé), sia di chi apre (nel dare all'altro la possibilità di lasciare un'impronta).
    Ti auguro che la "mescola" funzioni.
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