Trigger

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Lo spazio editoriale per le riflessioni di Vincenzo Ercole, al secolo "chrono". Uno sguardo al videogioco da una prospettiva inconsueta, un'analisi tra il chiaro e il contorto delle sensazioni che questo meraviglioso media suscita in noi. Esagerato? Sempre, ma mai per caso.
Rubrica

Collezione parte 1

Le colonne e il girevole.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

La maggior parte dei miei amici non gioca con i videogiochi, non li considera nemmeno. Quando mi capita di guardare un film con qualcuno di loro, le tante confezioni riposte con cura all'interno delle vetrate o nel mobile girevole è come se non ci fossero. Nessuno le nota, eppure ci sono titoli rari lì dentro, pezzi di storia del videogioco, oggetti "vivi" e ricchi di aneddoti da raccontare. Quelli che voi saprete distinguere senza problemi, per tanti sono anonimi CD. Il problema di una definizione non si pone nemmeno. Ecco, questo mi piace. Niente deve essere imposto, così che ognuno possa trovare ciò che lo interessa.

Anche a una certa distanza, voi andate sul sicuro: a sinistra PlayStation (jap, usa, eu), nel mezzo Nintendo DS, a destra Saturn, Dreamcast e PC Engine. Cosa si nasconde dall'altra parte del mobile girevole? - Trigger
Anche a una certa distanza, voi andate sul sicuro: a sinistra PlayStation (jap, usa, eu), nel mezzo Nintendo DS, a destra Saturn, Dreamcast e PC Engine. Cosa si nasconde dall'altra parte del mobile girevole?

Stile addomesticato

I videogiochi scelti per essere esposti in salotto-cucina rispondono a un unico criterio: la dimensione. Nel rispetto delle console di appartenenza, divisi per provenienza e ordinati per data di uscita, essi occupano una piccola porzione di spazio uniforme, che mi ha consentito di sfruttare al massimo l'area offertami dalle due colonne a muro e dal mobile girevole, senza così dover accatastare alcunché, cosa che non mi sognerei mai di fare. Ogni confezione di ciascun videogioco è ancora avvolta nel suo cellophane originale, aperto a suo tempo con attenzione: un metodo preciso. Oltre a esso, ho applicato a molte confezioni un ulteriore involucro per garantire la massima protezione, contro la polvere e i trambusti provocati dai tanti traslochi fatti nel passato. La cura assoluta riservata ai miei giochi, scelti sempre con intenzione precisa, significativi nel loro essere e unici ai miei occhi, è il tratto distintivo della mia collezione.

La massa nero seppia delle confezioni PlayStation europee non è il massimo da vedere. Le "spine" bianco dorate Saturn e quelle bianco arancione blu Dreamcast hanno ben altro fascino - Trigger
La massa nero seppia delle confezioni PlayStation europee non è il massimo da vedere. Le "spine" bianco dorate Saturn e quelle bianco arancione blu Dreamcast hanno ben altro fascino

Estetica in movimento

Le colonne a muro sono perfette per proteggere i videogiochi da ogni agente esterno, non ultimo il fumo che si produce in salotto-cucina quando mi capita di cucinare carne o pesce, ma è il mobile girevole che risponde in modo ottimale alle mie esigenze. Pratico, compatto e mutevole, nasconde agli occhi parte del suo contenuto e permette, con un semplice movimento, di cambiare forma e colore alla composizione. Da una parte le tinte opache e la rigorosità delle confezioni Nintendo DS, che donano al mobile un aspetto uniforme, dall'altra l'esplosione di colore delle scatole Game Boy, in tutte le declinazioni, semplice, Color e Advance, e Game Gear, che danno un tocco più giocoso all'ambiente. Nel complesso, il mobilio appena descritto svolge a dovere il compito assegnato: contenere, proteggere e mostrare con discrezione una parte di collezione. Una sorta di amo gettato nelle acque degli appassionati. I quali, una volta abboccato, saranno portati nel paese dei balocchi, lì dove giace il tesoro.


Commenti

  1. TriGiamp

     
    #1
    Sei riuscito a mostrare la magia della tua collezione. Sono tutti bravi a fare le foto di scaffali sterminati, ma tu hai espresso chiaramente la differenza che passa tra il Collezionare(con la C maiuscola) e l'accumulare. Toglimi una curiosità: nell'ultima foto, quella confezione sulla destra, di cui si vede solo il simbolo rosso su fondo nero cos'è? (Mi viene in mente vagrant story)
  2. chrono

     
    #2
    TriGiampSei riuscito a mostrare la magia della tua collezione. Sono tutti bravi a fare le foto di scaffali sterminati, ma tu hai espresso chiaramente la differenza che passa tra il Collezionare(con la C maiuscola) e l'accumulare. Toglimi una curiosità: nell'ultima foto, quella confezione sulla destra, di cui si vede solo il simbolo rosso su fondo nero cos'è? (Mi viene in mente vagrant story)
    Grazie! Speravo in qualche modo di riuscire a far passasse la differenza da te menzionata.
    .
    Dici la confezione grande con il marchio rosso? Si tratta di Berserk Branded Box, versione limitata del Berserk uscito per PS2. Preferisco di gran lunga la versione Dreamcast, come gioco, ma quella confezione ha il pregio di contenere una della action-figure migliori che si possano trovare come extra in un videogioco.
  3. jpeg

     
    #3
    Tempo che mi leggo tutto per bene e mi riprendo per scrivere qualcosa di sensato...

    Nel mentre, a caldo:

  4. chrono

     
    #4
    jpegTempo che mi leggo tutto per bene e mi riprendo per scrivere qualcosa di sensato...

    Nel mentre, a caldo:

    :lol: (per altro, in una delle foto mancano quei tre titoli che tu ben sai, arrivati proprio nel mentre della stesura dell'articolo: Keio è entrato in postazione tra gli altri shooter d'annata)
  5. jpeg

     
    #5
    chrono (per altro, in una delle foto mancano quei tre titoli che tu ben sai, arrivati proprio nel mentre della stesura dell'articolo: Keio è entrato in postazione tra gli altri shooter d'annata)
    Ho tipo ingrandito abbestia la foto della vetrina centrale (quella che rimane piccina, anche zoomata) alla ricerca della special di Keio... Ecco svelato l'arcano. XD

    Comunque davvero, manco ti faccio i complimenti, perchè quelli valgono per un trenta e lode, per un aumento di stipendio, cose così... :D
    Qui c'è tanta, tanta, tanta passione: è uno spettacolo (anche se per formazione, io non condivido la teoria della celofanatura... Tranne qualche cosina che ho volutamente comprato per tenere sealed e far 'fermentare' - in termini di valore, un domani dovessi/volessi rivendere la mia collezione - tengo tutto aperto e a portata di mano).
  6. chrono

     
    #6
    jpeg
    (anche se per formazione, io non condivido la teoria della celofanatura... Tranne qualche cosina che ho volutamente comprato per tenere sealed e far 'fermentare' - in termini di valore, un domani dovessi/volessi rivendere la mia collezione - tengo tutto aperto e a portata di mano).

    La mia ragazza ha una definizione precisa per spiegare la teoria: "tu metti il preservativo alle cose", dice. Fantastica. Nella simpatia dell'espressione c'è una verità: la ricerca di un "rapporto" mediato con l'oggetto. Questo perché, a livello collezionistico, come racconto nell'articolo, a me importa più di preservare la forma che di esperire l'oggetto e di tenere inoltre una certa distanza da esso. Non tengo quasi nulla a portata di mano, se si parla di videogioco, come se prima di giocare dovessi entrare (e con sforzo) nel mood videogioco [ecco: aprire una confezione, per dire, richiede tempo e attenzione. Quasi uno stimolo a non giocare].
    .
    Una cosa carina di cui si potrebbe parlare un giorno è come muta, nel tempo, il rapporto tra essere fruitori di una cosa e collezionisti della stessa. Collaborare con videogame.it mi ha portato, per esempio, a essere un po' più giocatore rispetto al periodo appena precedente: giocare e finire un gioco per essere "testimone" dello stesso.
  7. Zakimos

     
    #7
    La scelta di usare i mobiletti con i vetri è provvidenziale, ma per quanto riguarda le altre stanze viene spontaneo chiedersi: ma come fai a tenere tutto così pulito???

    Davvero splendida la foto dell'esterno.. adoro paesaggi del genere, purtroppo qui me li sogno a meno di non andare a chilometri e chilometri dalla città. Sarei curioso di vedere l'esterno della casa a questo punto!

    Una domanda però: ma se la tua ragazza si trasferisse a tempo pieno da te, la sua roba dove la metterebbe?
    La divisione dei (pochi) spazi sarà appunto il mio problema più grande al momento del trasloco.

  8. chrono

     
    #8
    ZakimosLa scelta di usare i mobiletti con i vetri è provvidenziale, ma per quanto riguarda le altre stanze viene spontaneo chiedersi: ma come fai a tenere tutto così pulito???

    Davvero splendida la foto dell'esterno.. adoro paesaggi del genere, purtroppo qui me li sogno a meno di non andare a chilometri e chilometri dalla città. Sarei curioso di vedere l'esterno della casa a questo punto!

    Una domanda però: ma se la tua ragazza si trasferisse a tempo pieno da te, la sua roba dove la metterebbe?
    La divisione dei (pochi) spazi sarà appunto il mio problema più grande al momento del trasloco.

    Grande Zaki, hai colto in pieno una serie di punti. Beh, sulla pulizia confesso che ho lavato e preparato tutto ai fini dell'articolo... non che di solito io viva nel caos, ma insomma tra impegni di lavoro, teatro, laboratori e tutto il resto, nei pochi momenti di tranquillità inforco spugne e ramazze con una certa riluttanza. Per fortuna l'appartamento è compatto e si pulisce in poche ore. La vita da single in casa è adorabile per certi versi, ma a volte essere da soli a gestire tutto è spiazzante.
    .
    Sul paesaggio, sì, è ciò che mi ha fatto scegliere per questa casa: il verde, un fiume, la tranquillità, ma anche i centri abitati a pochi chilometri. La palazzina è discreta, grande il giusto e mimetizzata nel contesto.
    .
    Sulla convivenza... :*) Con la mia ragazza c'è stato un primo esperimento, non propriamente riuscito (adesso anche lei ha una sua abitazione). Penso che il benessere tra due persone dipenda, oltre che dall'amore-attrazione, dalla felicità individuale, dalla capacità di saperla trasmettere all'altro (e da parte di questi, accettarla) e dal modo in cui si condividono le esperienze, cercando di non essere né indifferenti, né invasivi. In tal senso, la mia casa è invasiva: parla troppo di me, è me in tutto e per tutto. Credo sia impossibile mutarla in qualcosa d'altro. Penso quindi che, qualora io e la mia lei decidessimo di sposarci, dovremmo comprare una nuova casa, dentro la quale far confluire ambo i nostri (forti) caratteri. Prima ancora dobbiamo imparare a stare insieme. :)
  9. Zakimos

     
    #9
    Se ti può consolare capisco benissimo l'ultimo punto, specialmente far confluire due caratteri in una casa XD
  10. chrono

     
    #10
    ZakimosSe ti può consolare capisco benissimo l'ultimo punto, specialmente far confluire due caratteri in una casa XD

    Non è per niente facile vedere qualcosa che ti corrisponde cambiare poco per volta, grazie alla presenza di un'altra persona. Si tratta di una sensazione tanto intima, ci vuole delicatezza e pazianza, sia da parte di chi entra (nel dare al luogo parti di sé), sia di chi apre (nel dare all'altro la possibilità di lasciare un'impronta).
    Ti auguro che la "mescola" funzioni.
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