Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
21/12/2003

TRON 2.0

TRON 2.0 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
21/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
16

Lati Positivi

  • Gameplay vario e solido
  • Impegnativo
  • Trama avvincente
  • Ambientazione originalissima
  • Grafica spettacolare

Lati Negativi

  • Poca interattività con l'ambiente
  • Livelli abbastanza lineari
  • Alcuni ambienti possono sembrare ripetitivi

Hardware

Per giocare a una buona risoluzione (1280x1024 o superiori) sono necessari almeno un processore a 1,5 GHz, 512 MB RAM e una scheda 3D con 64 MB. L'installazione inoltre prevede quasi 1.5 GB di spazio libero su hard disk.

Multiplayer

Per sfidare in multiplayer altri byte in carne e un massimo di sedici partecipanti sono disponibili tre diverse modalità.

Link

Recensione

Tron 2.0

Se per le vacanze natalizie non sapete cosa fare o dove andare, l'agenzia di viaggio Monolith propone un viaggio in un luogo ricco di fascino e avventura, il tutto a un prezzo davvero irrisorio. Dove sta la fregatura? Semplice, il posto è l'interno di un computer e gli abitanti del posto sono virus, byte e kernel. Non il massimo dell'esotismo, ma l'originalità non manca di certo.

di Francesco Destri, pubblicato il

Queste abilità prendono il nome di Subroutine e si possono trovare o negli archivi sparsi per i livelli (quelli accennati in precedenza a proposito delle e-mail) o come lascito dei nemici morti e vengono immagazzinate in un menù apposito; le Subroutine si dividono in quattro grandi gruppi (combattimento, difesa, utility e procedura), sono caratterizzate da tre livelli di efficienza e si può intervenire su di esse con azioni di manutenzione deframmentandole (così come si fa con un normale hard-disk per aumentarne le prestazioni), liberandole da un virus o convertendole, nel caso siano di origine sconosciuta, in Subroutine a noi utili.
E' facile capire a questo punto come l'attenta pianificazione delle Subroutine da caricare in memoria all'inizio di ogni area di gioco sia un fattore determinante che contribuisce non poco ad aumentare lo spessore strategico del gioco e a migliorare (ecco perchè il paragone con un Gioco di Ruolo) le abilità di Jet mano a mano che si prosegue nelle missioni e che si acquisiscono Subroutine sempre più potenti; addirittura, come per qualsiasi videogioco, Jet è in grado di incrementare la sua "versione" (partiamo infatti da un livello pari a 1.0.0) e di diventare così più potente ad ogni upgrade di sistema.
Un gameplay così solido e variegato trova anche nell'arsenale e nei combattimenti (non dimentichiamo che stiamo parlando di un FPS) due elementi di capitale importanza. Anche se partiremo solo con un disco luminoso simile a un boomerang, potremo raccogliere un massimo di dodici armi divise in quattro sezioni, ognuna dedicata a un diverso uso tattico (da quelle a lunga gittata a quelle a distanza ravvicinata) e contraddistinta da attacchi sempre molto realistici e "fisicamente" corretti; può infatti capitare che sbagliando mira, il disco compia un lungo tragitto prima di tornare in nostro possesso e questo lasso di tempo può significare anche la morte, visto che rimanere per qualche secondo disarmati non è mai una bella cosa, soprattutto quando i nemici sono così difficili da sconfiggere (scordatevi insomma di finire il gioco in poche ore).
Lungo il nostro percorso infatti incontreremo i più svariati e improbabili cattivi mai visti in un videogioco, tutti caratterizzata da un mira pressoché infallibile e da un'intelligenza superiore alla media; dai Programmi Anti Intrusione generati dal Kernel ai virus che stanno infettando l'intera rete di Internet, da script corrotti ad applicativi divoratori, i nemici non mancano di certo e contribuiscono non poco a rendere l'ambiente di gioco vario e soprattutto vivo.

NON TUTTO E' ORO QUEL CHE LUCCICA

Questa sensazione di continuo mutamento e di varietà si respira anche grazie al design dei livelli e ai continui colpi di scena che rendono la trama avvincente come ci è capitato di assistere raramente in uno sparatutto in prima persona. Le location sono solitamente strutturate su più piani e per il loro particolare aspetto grafico assomigliano a tanti labirinti luminosi e colorati con porte chiuse, schermi magnetici, aree segrete, interruttori e molti altri elementi di "arredamento" uno più curioso dell'altro (alzi la mano chi ha mai visto di persona un nodo I/O).
L'interesse del giocatore inoltre è sempre tenuto vivo dal dispiegarsi di una trama ottimamente congegnata e servita al meglio grazie ai numerosi filmati d'intermezzo e ai continui interventi di personaggi esterni che ci accompagneranno lungo il gioco. Se tutto fosse su questi livelli di completezza e (finalmente) di originalità, saremmo di fronte a un titolo a dir poco perfetto, ma come era lecito aspettarsi non mancano i difetti. Innanzitutto, se si escludono i rifornimenti energetici, il download dagli archivi e lo sbloccaggio di porte e di schermi magnetici, l'interattività con l'ambiente è ridotta ai minimi termini e anche i dialoghi con i personaggi non giocanti si limitano a qualche battuta preimpostata che non lascia spazio ad alcuna alternativa colloquiale.
Il limite maggiore è comunque rappresentato dalla linearità dei livelli, che nonostante le molte cose da fare e le numerose varianti strutturali, rimangono molto guidati e privi di vie alternative per essere superati, ma non bisogna dimenticare neanche la sensazione di trovarsi bene o male sempre nello stesso posto (feeling provocato da una certa "ripetitività" della grafica) e il fastidio che molti giocatori abituati ad ambienti molto più classici e normali potrebbero provare di fronte a livelli così unici nel loro genere ma anche scostanti per chi non ama architetture particolarmente complicate e location così astratte e prive dei classici punti di riferimento "corporei" di un normale FPS.

SCHEDE MADRI IN 3D

Veniamo infine alla grafica, vero fiore all'occhiello di Tron 2.0 e, in generale, di tutti i titoli finora pubblicati da Monolith. Il motore utilizzato dallo sviluppatore americano è una versione potenziata di quel LithTech's Triton già visto nei due No One Lives Forever e in Alien Vs. Predator 2. Non aspettatevi però di vedere modelli poligonali tendenti al fotorealismo o quei colori sgargianti e floreali che avevano fatto da sfondo alle peripezie di Cate Archer. In Tron 2.0 tutto si riduce a oggetti molto squadrati, geometrici ed essenziali, tanto che le poche rotondità si possono ammirare nei volti dei protagonisti e nei filmati d'intermezzo realizzati con lo stesso motore del gioco (peccato solo che le texture siano spesso sotto tono).
Il risultato, a cui bisogna aggiungere una somiglianza pressoché perfetta al film di vent'anni fa, è a dir poco spiazzante e proprio per questa sua unicità alcuni lo troveranno scostante e, dopo alcune ore di gioco, fin troppo ripetitivo. A parte questo, lo spettacolo è assicurato; trasparenze, giochi di laser, effetti luminosi uno più spettacolare dell'altro, animazioni eccellenti considerando la conformazione "al silicio" dei nemici e pochissime cadute di tono limitate per lo più alle piste delle corse (fin troppo piatte e povere di particolari) e a qualche livello meno curato degli altri.
Anche il sonoro non delude, sia per il discreto doppiaggio in italiano, sia per le musiche dal sapore cinematografico inframezzate a effetti sonori di ottimo spessore che contribuiscono non poco a creare la necessaria suggestione per apprezzare appieno un gioco che, lo ripetiamo, non è perfetto ma sicuramente originale e ben realizzato. Una dote che nell'affollato panorama degli FPS è ormai da considerarsi oro colato.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Se dovessimo giudicare Tron 2.0 solo per il fattore originalità e per l'impatto grafico, non potremmo che parlare di capolavoro. L'ambientazione cyber, la costruzione fortemente geometrica dei livelli, la trama avvincente, il parco di nemici informatici a disposizione, l'originalissima interazione con le fonti energetiche e gli archivi di memoria sparsi per tutti i livelli, i simpatici diversivi delle corse nei Motolabirinti, l'ottima intelligenza artificiale e soprattutto il sistema di potenziamento dal sapore prettamente "ruolistico" assicurano un gameplay quanto mai vario e avvincente, al quale bisogna aggiungere una realizzazione grafica di prim'ordine e un reparto sonoro che svolge più che bene il proprio compito. Tutto perfetto allora? Non proprio. L'interattività con l'ambiente è molto limitata così come l'interazione con gli altri personaggi del gioco (i dialoghi sono davvero ridotti all'osso), senza dimenticare il particolare aspetto grafico dei livelli, che potrebbe stancare dopo poche ore di gioco i meno avvezzi a soluzioni a soluzioni ambientali così drastiche. Nonostante questi limiti, che comunque rimangono in parte soggettivi e, nel caso dell'interazione, abbastanza comuni per uno sparatutto in prima persona, Tron 2.0 si è dimostrato un titolo ricco di carisma, complesso e lontanissimo sia dal modello spara e fuggi sia da quello prettamente tattico-strategico di molti altri FPS odierni. Basterebbe questo per apprezzarlo in pieno, ma in realtà, tra le pieghe del gameplay e le ambientazioni più uniche che rare, che molto di più. Provare per credere.