Genere
Guida
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
39.90 Euro
Data di uscita
7/7/2005

TT Superbikes

TT Superbikes Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Jester Interactive Publishing
Sviluppatore
XS Games
Genere
Guida
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
7/7/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
39.90 Euro

Lati Positivi

  • Grande varietà di mezzi e piste
  • Decisamente longevo

Lati Negativi

  • Intelligenza Artificiale deficitaria
  • Comparto tecnico modesto
  • Modello di guida irrealistico

Hardware

TT Superbikes richiede una PlayStation 2 PAL, un joypad, una confezione originale del gioco e una Memory Card con circa 500 KB disponibili. Il gioco supporta gli impianti Home-Thatre grazie all'audio Dolby Pro-Logic II, ma non i televisori panoramici. Si segnala anche l'assenza del selettore per i 60 Hz.

Multiplayer

TT Superbikes offre due possibilità di multiplayer: competitiva, tramite la classica modalità split-screen, e cooperativa, col secondo giocatore impiegato come passeggero del sidecar.

Link

Recensione

TT Superbikes

Se tra i vostri sogni di bambino avete sperato un giorno di sfidare i gentlemen driver lungo le 37,7 miglia della gara motociclistica più famosa e pericolosa del mondo, ma siete affezionati alla vostra spina dorsale tutta d'un pezzo, provate a dare un'occhiata a quanto proposto da XS Games col suo TT Superbikes. Sempre meglio che finire in trazione in una stanza d'ospedale, no?

di Alberto Cavalli, pubblicato il

Se è bene liquidare il primo aspetto con una secca insufficienza per quanto riguarda le texture di alberi, asfalto, cielo ed edifici, è bene analizzare più dettagliatamente il comportamento dei nostri concorrenti: spesso dotati di veicoli più performanti dei nostri, presentano una spiccata allergia per le staccate violente (dove è possibile "mangiarli" preziosi decimi, se non interi secondi), e un'altrettanto evidente predilezione per la posizione che noi stiamo occupando. Bella forza, direte, qualunque pilota vuole occupare la posizione di chi lo precede! Vero, rispondiamo noi, ma in questo caso i nostri compagni di staccate spingono all'estremo questo desiderio, dato che una volta che ci avranno affiancato (grazie a un marcato effetto scia) non si preoccuperanno di completare la manovra, ma inizieranno a chiudere il sorpasso allo scopo di occupare fisicamente la nostra posizione, e non sarà possibile smuoverli di un millimetro. Ignari o quasi della nostra presenza, i droni avversari gireranno su linee prestabilite commettendo sporadicamente un errore (che, vista la struttura dei tracciati, equivale a incidente) con frequenza inversamente proporzionale alla posizione occupata: sarà quindi assai facile riagguantare la quarta o anche la terza posizione in seguito a un errore, ma molto difficilmente agguanteremo il duo di testa se li lasceremo sfilare nelle prime battute.

COMPASSO, RIGHELLO E SQUADRA

Il design dei tracciati di TT Superbikes è, senza mezzi termini, quanto i più anonimo ci si possa aspettare da un gioco di guida: lunghissimi rettilinei e qualche sporadica curva qua e là, che raramente si presentano sottoforma di curva e controcurva, non sono certo la massima ambizione di qualsiasi pilota virtuale. Si potrebbe obiettare che quella è effettivamente la conformazione del sinuoso tracciato dell'Isola di Man ma, a questo punto, ben vengano le licenze poetiche, visto che una rappresentazione realistica di un tracciato noioso non giova né al divertimento, né tantomeno al coivolgiento.
La riproduzione dei dislivelli presenti lungo il tracciato è resa in maniera assolutamente insoddisfacente, visto che i cambi di pendenza hanno un notevole impatto sull'assetto della moto, ma non sono rappresentati in modo da rendere distinguibile la loro presenza, con i risultati che potete immaginare.
Dal punto di vista del modello fisico e del sistema di controllo (inutile distinguerli analiticamente, all'atto pratico) le note liete si fermano alla possibilità di gestire indipendentemente il freno anteriore e quello posteriore e al sistema per gestire lo spostamento del peso del pilota: acquattarsi in rettilineo e alzarsi in staccata sono gli unici modo per ottenere, rispettivamente, una velocità di punta e un controllo sull'assetto del veicolo in frenata accettabili, ma l'estrema monotonia dei tracciati e il comportamento talvolta assai bizzarro dei veicoli vi costringerà a utilizzare almeno la modalità intermedia di assistenza alla guida (in questo caso, la CPU inizierà a frenare per voi se vi approssimerete a una curva a velocità eccessiva), pena frustrazione garantita. La realizzazione del modello fisico dei veicoli è alquanto approssimativo, soprattutto per quanto riguarda il dosaggio del gas in uscita di curva: assai raramente assisterete a una sbandata di potenza, in favore della più classica (e meno contrastabile) delle impennate, curiosamente assai più frequenti sulle 125cc 2 tempi di quanto non avvenga sulle potentissime 1000cc a quattro cilindri (o anche sulle pepatissime 250cc due cilindri due tempi). Il comportamento in ingresso di curva è altrettanto irrealistico, con le vostre moto inspiegabilmente capaci di inserirsi in maniera fulminea, a fronte di un'apparente impossibilità di chiudere adeguatamente la traiettoria.

QUADROPHONIA

A completare il quadro non certo esaltante concorre il comparto audio, che sfoggia una delle peggiori tracklist della storia motoristica. Per quanto questa sia una valutazione del tutto personale, da un lato insindacabile e dall'altro passibile di essere ribaltata in maniera pressoché speculare, è invece innegabile il pessimo lavoro fatto per quanto riguarda la riproduzione del rumore del motore dei rombanti mezzi. Non ci stiamo riferendo alla sgradevolezza del suono di molti propulsori (gli appassionati di motociclismo sanno che molti veicoli, in special modo i due tempi, non godono di un sound particolarmente accattivante), quanto all'impossibilità di distinguere il numero di giri del nostro propulsore da quello dei piloti che ci seguono o precedono, talvolta di varie decine di metri: inspiegabilmente, il rumore prodotto dai nostri avversari sovrasterà di gran lunga il nostro, impedendovi di utilizzare l'orecchio per decidere quale rapporto impiegare. Se contiamo che lo striminzito radar a nostra disposizione ci avvertirà con ben poco preavviso dell'avvicinarsi di una curva, gli elementi da tenere sott'occhio contemporaneamente (marcia inserita, percorso, radar, avversari) diventano francamente eccessivi. Fortunatamente il gioco ci viene incontro permettendoci di utilizzare un irrealistico quanto pratico cambio automatico, che tuttavia è afflitto da un'inspiegabile tendenza al passaggio al rapporto superiore a prescindere dalla velocità raggiunta: non saranno infrequenti i casi in cui vi troverete ad arrancare in prossimità dei 200 Km/h su moto in grado di sfondare facilmente il tetto dei 260 Km/h, salvo scoprire che siete usciti da un curvone da terza marcia con la sesta inserita.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
TT Superbikes, nonostante i buoni propositi e l'implementazione di qualche idea originale, fallisce abbastanza nettamente nel tentativo di ricreare le emozioni della corsa motociclistica più dura di sempre. In parte per problemi di natura tecnica, in parte per errori abbastanza marchiani in termini di game design, il titolo in questione non riesce a conquistarsi nemmeno la piazza d'onore nel pur poco combattuto segmento dei racing game motociclistici, riproponendo situazioni già viste, talvolta in meglio, perfino nella serie Moto Racer per PSone. Grafica, giocabilità e sonoro segnano decisamente il passo nei confronti della concorrenza targata Namco, sulla quale il titolo prodotto da Jester Interactive primeggia solo per la varietà di veicoli e di competizioni, ma non certo per la sostanza.