Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
18/2/2000

Ubik

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Datasheet

Genere
Strategico in tempo reale
Data di uscita
18/2/2000
Lingua
Inglese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Grande atmosfera cyberpunk
  • Trama d'autore

Lati Negativi

  • Forse frustrante per il giocatore medio
  • Realizzazione tecnica assolutamente inadeguata
  • Interfaccia a tratti macchinosa

Hardware

La scatola recita "Pentium 133, con 16 mega di Ram, lettore cd 8x e Windows95" come configurazione minima, ma suggerisce un P166 e 32 mega, io l'ho provato su un P200MMX, con 48 mega di Ram, e il igoco non subiva rallentamenti degni di nota, se non in certe circostanze, e comunque si tratta di incertezze imputabili a una non perfetta realizzazione tecnica, e che non comportano eccessivo fastidio. Il fastidio semmai deriva dal continuo caricamento da cd-rom durante le missioni a ogni cambio di stanza o di inquadratura, che è assolutamente inevitabile a meno di non copiare la missione corrente su hard disk (per al massimo 150 mega), cosa che non elimina il problema ma accorcia i tempi di caricamento. In definitiva il P166 dovrebbe bastare, a patto di avere almeno 32 mega di ram, tanto spazio su hd (da 5 a 150 mega più la missione corrente) e una scheda grafica compatibile DirectX e discretamente veloce nel 3D.

Mi sento inoltre di consigliare, tra i requisiti indispensabili anche nel caso decidiate di non comprare il gioco, la lettura del romanzo originale Ubik, di Philip K. Dick, un capolavoro imperdibile di un maestro indiscusso della fantascienza.

Recensione

Ubik

New York Anno 2019 Il mondo come era una volta non esiste più. La terra è cambiata, la morale è cambiata, le abitudini sono cambiate, gli uomini sono cambiati. Solo una cosa è rimasta una costante, col trascorrere degli anni: la guerra.

di Gabriele Ciaccasassi, pubblicato il

Solo che anche questa si è evoluta: non più grandi eserciti, flotte di navi, stormi di caccia, non più dispute territoriali o contrasti di natura ideoligica, non solo almeno. L'idea dello Stato Nazionale, come la conoscevamo un tempo, non ha più ragione di esistere: la politica, il mondo non è più in mano a questi colossi burocratici, lenti e deboli ormai.
A loro si sono sostituite le grandi corporazioni: entità multinazionali capaci di smuovere immensi capitali e dalle sterminate risorse. Anche la Confederazione Nord Americana, vestigia di quella che un tempo, in un'altra epoca, era la Nazione forse più potente del mondo, ora è solo un vuoto simulacro, i cui fili sono tirati da coloro che governano veramente il mondo.
Per cosa si combatte? Per la ricchezza, per il potere, le risorse, per il controllo totale: per le informazioni. Come si combatte? Con ogni mezzo: omicidi, spionaggio, atti terroristici, rapimenti e stragi. E, come sempre, è un grosso business.
E una grossa spinta al business venne nel 2009, quando Ray Hollys, scienziato e ricercatore, scoprì i poteri PSI, cioè la capacità da parte di alcuni individui di influenzare con la mente l'energia, la materia, lo stesso scorrere del tempo; al momento più di 48 diversi poteri PSI sono stati scoperti. Ora Hollis è il padrone della più grande organizzazione di spionaggio industriale, le sue spie sono le più pericolose e le più efficienti sul mercato, e non di rado coloro che assoldano gli PSI di Hollis ne sono contemporaneamente vittime.
La Hollis Corporation utilizza PSI dotati di poteri enormi, spesso distruttivi e nella maggior parte dei casi illegali, e trasforma i propri uomini in freddi cyborg, sostituendo parti del loro corpo con apparati meccanici ed elettronici, spogliandoli di quel po' di dignità umana che rimane loro.
Contro questo tipo di attività si schiera la Runciter Associates, la compagnia in cui lavora Joe Chip, il protagonista del gioco. La Runciter fa uso anch'essa di agenti PSI, ma non innesta arti meccanici o ne modifica il corpo, per questo motivo deve affiancare loro agenti FIS, ovvero agenti perfettamente addestrati all'uso delle armi e alla guerriglia, cercando di creare ogni volta delle squadre equilibrate e adatte alla missione.
Missioni che sono sostanzialmente azioni di controspionaggio, o reclutamento di altri PSI prima della Hollis, missioni che in finale si risolvono sempre nell' eliminare ogni forma di resistenza nemica sfruttando le risorse che il team ha a disposizione.

L'ambientazione di Ubik, è forse la parte più affascinante del gioco: si tratta di quel futuro "alla Blade Runner" di cui tanto spesso si abusa, ma essendo l'autore della storia originale un "certo" Philip K. Dick, non è certo questo il caso.
L'atmosfera è resa molto bene, grazie a una scelta grafica azzeccata, a filmati in 3D renderizzato di indubbia qualità, accompagnati da delle musiche che sono a dir poco evocative.
La qualità di queste scene di intermezzo è paragonabile a quella già vista in Blade Runner (il gioco), seppure un gradino al di sotto rispetto a quest'ultimo, e contribuiscono non poco a calare il giocatore nella realtà del 2019.

La trama si svela poco a poco, rivelandosi curata e intrigante (e vorrei vedere!), abracciando a volte anche quelle tematiche "sociali" care a Dick, ad esempio a detta di un personaggio la Runciter "non fa altro che combattere dei mostri mutati con altri mostri mutati", insomma la stessa ambiguità etica dei replicanti di Blade Runner.
Inoltre molti altri elementi contribuiscono a dipingere lo scenario cyberpunk in cui è ambientato Ubik: chip da innestare nel cervello che donano determinate capacità, la "semivita", un sistema che permette di preservare i defunti in una specie di bozzoli, mantenedo attive le loro attività cerebrali e che permette di restare in contatto con loro... Runciter tiene sua moglie in questo stato di non-morte, amore o egoismo?
E non poteva mancare il cyberspazio, attraverso il quale un abile hacker può raccigliere informazioni preziose durante le missioni, o può disattivare sistemi di sicurezza o aprire porte, e così via. Certo non è certo un elemento fondamentale del gioco, tant'è vero che ai livelli di difficoltà più semplice non è possibile accedervi, e anche considerando che gli autori del gioco non paiono essersi spremuti più di tanto per realizzarlo.
Infatti si tratta solo di indovinare, entro un certo numero di tentativi, un codice di 4 cifre, avendone a disposizione in genere due, basandosi sulle indicazioni che l'hacker con le sue capacità sa scoprire, e cioè "è un numero più alto, è un numero più basso"; insomma nulla di eclatante o di particolarmente coinvolgente.

Tornando a monte, si parlava di trama e di ambientazione, che è senza dubbio curata, il problema è che per godersi questa ambientazione bisogna essere perseveranti.
Mi spiego meglio: il gioco è strutturato come una serie di missioni che la nostra squadra deve portare a compimento, al termine delle quali gli eventi evolvono e la storia prosegue. La visuale di gioco è interamente tridimensionale, così come i personaggi, e sfrutta un sistema di telecamere fisse, selezionabili dal giocatore che può dunque scegliere il punto di vista che più preferisce o lasciarsi guidare da una "smart camera", una sorta di sistema di regia che dovrebbe selezionare automaticamente la telecamera migliore per la situazione in atto.
Già questo sistema non è che funzioni egregiamente: sorvolando sul fatto che il motore a volte arranca su un P200 opportunamente equipaggiato, che non dovrebbe avere perplessità di sorta a gestirlo, spesso capita che la telecamera che il computer considera la migliore sia in realtà scomodissima, mostrando la scena da angoli sbagliati, da troppo lontano, da troppo vicino...
Insomma spesso bisogna selezionare la telecamera manualmente, non con la pressione di un solo tasto, ma scorrendole tutte una dopo l'altra. Insomma il sistema è interessante, e l'idea degna di lode, ma tecnicamente non è proprio lo stato dell'arte.
Inoltre è tutta l'interfaccia di gioco ad essere un po' macchinosa, sia per quanto riguarda l'interazione con lo scenario, nella finestra di gioco principale, sia nella gestione degli agenti durante le missioni, e considerando poi che il gioco è in tempo reale, ci si ritrova spesso ad arrancare nel cercare di selezionare l'agente giusto, il potere da usare, su chi usarlo, eccetera eccetera, il tutto aiutato dalle telecamere spesso inappropriate, come si diceva prima.

Altrettanto importante della missione, e forse ancor più critica, è la preparazione alla missione stessa: si deve formare la squadra scegliendo tra i vari agenti disponibili, i quali hanno tutti le loro peculiari caratteristiche e propensioni verso questa o quell'arma, e soprattutto ci si deve districare tra i vari poteri PSI, che sono molti e il cui giusto utilizzo è in grado di decretare il successo della missione.
Ad aiutarci c'è una ricchissima "enciclopedia", degna della celebre Civilpedia, che è a dir poco enorme, e che denota l'impegno profuso dagli autori del gioco. Inutile dire quanto questo vasto compendio contribuisca a creare atmosfera, l'unica cosa è che bisogna avere la pazienza e la curiosità, soprattutto, di leggerla. Ci sono poi degli informatori che è possibile pagare per avere informazioni aggiuntive sul teatro della missione, sugli avversari che si incontreranno, o per farsi "recapitare" dell'equipaggiamento aggiuntivo, insomma la preparazione alla missione si presta alla più approfondita delle pianificazioni tattiche.
E questo potrà piacere a molti, ma per i più risulterà probabilmente troppo lungo e complicato.

Dal punto di vista prettamente tecnico Ubik si presenta bene sia per quanto riguarda la grafica, sia per il sonoro, pur non eccellendo in senso assoluto in ambo i casi: la grafica, infatti, soprattutto durante il gioco vero e proprio, ha un chè di "posticcio", di statico, mentre per quanto riguarda l'accompagnamento sonoro, questo è eccezionale durante gli spezzoni FMV, mentre rientra nella norma durante le missioni.
Ultima nota: il gioco è interamente tradotto in italiano, con risultati buoni ma che non mi hanno soddisfatto fino in fondo: non ci sono errori di traduzione o cose di questo genere, ma è il parlato ad essere un po' fuori luogo; è come se le voci non fossero intonate col tono generale, come se mancassero della giusta profondità di tono e di recitazione.
Si tratta forse di un giudizio troppo negativo, visto che in ogni caso si tratta di un lavoro all'altezza della situazione e di buona qualità, ma forse una maggiore caratterizzazione sarebbe stata auspicabile.
Insomma, ma Ubik mi è piaciuto oppure no?
Come dicevo all'inizio, è un discorso complicato: Ubik è un bel gioco, ma richiede una certa perseveranza... ma per saperne di più, vi rimando al commento.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Ubik è un gioco complicato. Dal punto di vista dell'ambientazione e della trama si presenta molto bene, proponendo uno scenario affascinante e complesso, e una storia non priva di spessore e colpi di scena; quello che non convince è l'effettiva realizzazione tecnica, buona ma non allo stato dell'arte, e soprattutto il concept del gioco. Per fare un paragone, Ubik assomiglia molto al vecchio Syndacate Wars, solo che vuole essere per scelta molto più complesso e profondo. Questo si traduce in una maggiore difficoltà nella fase di pianificazione tattico-strategica, e quindi in un gioco in questo senso più gratificante, ma, banalmente, porta a una perdita di immediatezza, e se a questo si aggiunge un'interfaccia spesso scomoda e macchinosa, si conclude come il gioco possa risultare frustrante e noioso. Ubik non è nè brutto nè noioso, solo che per come è fatto tende a scoraggiare il giocatore che non sia un appassionato del genere, risultando agli occhi di questi lento e macchinoso. In finale mi sento diconsigliare questo gioco solo a chi è appassionato di questo genere di giochi, o a chi ama alla follia l'ambientazione cyberpunk alla Blade Runner, ed è disposto a sopportare i difetti che ho enunciato in fase di recensione.