Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
38,90 Euro
Data di uscita
26/12/2003

UFO: Aftermath

UFO: Aftermath Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Cenega Publishing
Sviluppatore
Altar Interactive
Genere
Strategico in tempo reale
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
26/12/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
38,90 Euro

Lati Positivi

  • Buon sviluppo dei personaggi
  • Motore grafico solido

Lati Negativi

  • Reparto manageriale quasi assente
  • Componente tattica priva di interesse
  • Missioni ripetitive
  • Intelligenza artificiale barcollante

Hardware

Il gioco è stato testato su un modesto AMD Duron 1 GHz, corredato da 256 MB RAM e una semplice GeForce 256, senza mostrare problemi di sorta e pur mantenendo un buon livello di dettaglio. Le specifiche minime consigliate dal publisher ammontano a un Pentium III 800 MHz, 128 MB di RAM e una scheda video compatibile Direct3D con almeno 32 MB di memoria video integrata.

Multiplayer

Non è presente alcuna modalità multiplayer.
Recensione

UFO: Aftermath

Dopo aver sconfitto nemici sconosciuti e aver ricacciato il terrore che affiorava dalla profondità dei mari, pare proprio che la razza umana abbia finito per soccombere: l'invasione aliena ha avuto buon fine, le città sono ridotte a rovine fumanti e deserte, abitate solo da strane forme di vita e razze mutanti. Solo un piccolo gruppo di superstiti resiste: questo è un lavoro per gli X-COM! O forse no?

di Andrea Focacci, pubblicato il

Siamo nel 1994, e un piccolo concentrato di strategia a turni di squadra coglie di sorpresa il panorama videoludico di allora: UFO: Enemy Unknown raccoglie una fetta di pubblico incredibilmente variegata sotto la sua ala protettrice, dal semplice appassionato dei titoli strategici sino ai sognatori con la testa fra le stelle. Il motivo di un tale successo è individuabile nel sapiente cocktail che Microprose seppe allestire, miscelando la componente razionale con un database ricco di pseudo-informazioni create ad hoc per l'appassionato ufologo, completando il tutto con un'atmosfera a dir poco coinvolgente, in grado di tenere il giocatore perennemente in tensione, anche solo fra un'avvistamento e l'altro. Dopo un seguito meno ispirato e una serie di tristi operazioni commerciali sullo sfruttamento del brand, i fan della serie si rassegnarono: non ci sarebbe mai più stata un'altra Cydonia.

NANO-NANO, LA TUA MANO

Il passato può essere uno stimolante metro di confronto, ma anche un'eredità pesante da sopportare: nel secondo caso, e se la sicurezza nei propri mezzi viene a mancare, è meglio rifuggire dallo scontro piuttosto che andare verso una fine poco gloriosa. Il più concreto biasimo che si può volgere ad Altar Intercative è proprio questo: quello di aver tentato un confronto ardito con un fantasma scomodo come quello di Microprose. UFO: Aftermath non è X-COM, non può ambire ad esserlo, probabilmente non vuole nemmeno esserlo ma, cercando di sfruttare il richiamo dei ricordi, finisce per esibirsi in una rappresentazione opaca e poco ispirata sin dalle sue battute iniziali. Il primo approccio col videogioco Cenega Publishing finisce subito per deludere, annotando i primi pesanti tagli alla ben collaudata struttura del titolo Microprose: è sparita completamente l'intera gestione manageriale della base, declassata a un mero hangar in cui accatastare i propri intercettatori (fra l'altro infiniti) e poco più. E' possibile prendere il controllo di altri quartier generali nel corso del gioco, ma il tutto si risolve solo come un apparente espediente logistico, privo della profondità necessaria: manca completamente tutta la parte finanziaria che aveva contraddistinto i prodotti originali, quella dedita a raccogliere i finanziamenti dagli stati del mondo, e l'unica capacità decisionale affidata all'utente è quella di indirizzare la ricerca degli scienziati sulle nuove armi da utilizzare.
Alla luce dei fatti, è facile constatare di come sia stata amputata una considerevole fetta di ciò che ha contribuito a rendere grande UFO: Enemy Unknown. Se un tempo potevamo quasi prenderci amorevole cura dei nostri soldati - ribattezzandoli, osservandone i progressi ogni volta tornati reduci da una battaglia, e tentando di proteggere quelli a cui eravamo più affezionati - ora il tutto si riduce a una sorta di rapporto asettico: il gioco arruola i soldati per nostro conto, li equipaggia, li addestra, li sostituisce, senza che si preoccupi di attendere qualsiasi indicazione da noi proveniente. L'unico aspetto che fugge a questa poco ispirata rivisitazione della sezione tattica, fortunatamente, è quello riguardante i meccanismi di crescita di ogni singolo soldato: abilità con le armi, difesa, precisione, carisma, resistenza... tutte voci che, aumentando di missione in missione e combinandosi con il vasto arsenale a disposizione del gioco, rendono quest'aspetto uno dei più fedeli alla fonte da cui attinge ispirazione UFO: Aftermath.

IL TERRORE DIETRO L'ANGOLO

La situazione andrebbe quindi a rischiarirsi, se non fosse che la parte del titolo Altar Intercative meno brillante è proprio quella dedicata alle missioni sul campo di battaglia. Attraverso scenari generati casualmente ad ogni atteraggio, la componente strategica del gioco si mostra come un mix poco riuscito fra gestione particolareggiata della squadra e azione in tempo reale, per quanto lo scorrere del tempo possa essere messo in pausa in qualsiasi momento. Quello di cui si sente realmente la mancanza è l'elevata interattività dello scenario a cui la serie di X-COM ci aveva abituato - cosa che rendeva lo scenario di gioco in una campo disseminato da esplosioni e distruzioni dopo il nostro passaggio - e le limitate capacità decisionali a cui siamo costretti durante la gestione dei movimenti della squadra. E' ora impossibile penetrare all'interno di edifici - magari per occupare le posizione tattiche più elevate - i nostri uomini compiono gli spostamenti prefissati con poca oculatezza e, sin troppo spesso, bisogna far loro da balia per evitare che vadano a sbattere il muso contro un alieno o un essere mutante. In più, la presenza di scenari casuali porta a una sorta di frustrazione, dovuta al fatto che il generatore di missioni può a volte commettere degli sbagli, posizionandoci ai blocchi di partenza in situazioni di evidente svantaggio, o in cui è quasi impossibile difendersi adeguatamente: ripetere più volte una missione, sperando di azzeccare l'algoritmo giusto, non è il massimo della vita.

A MAI PIU', CYDONIA

Nonostante tutto, il motore tridimensionale alla base del gioco si mostra decisamente funzionale e dettagliato rispetto al finto 3D della serie Microprose. Peccato che, sia l'intera fotografia utilizzata per la creazione degli scenari sia l'accompagnamento sonoro, manchi di quello stile e di quel design che rendeva ogni missione di UFO: Enemy Unknown come un lunga e complessa linea di tensione che non abbandonava mai l'utente, colto dalla paranoia che dietro un angolo cieco, al turno di gioco successivo, potesse sbucare un alieno e infierire sul proprio soldato, incautamente lasciato allo scoperto. A questo punto, si potrebbe far finta che UFO: Enemy Unknown non sia mai esistito e pensare a questo UFO: Aftermath come un prodotto totalmente originale: tuttavia, anche in questo caso, il titolo Cenega Publishing non avrebbe comunque le possibilità di competere ad armi pari con gli altri concorrenti dall'impostazione simile - come Fallout Tactics - per via di un reparto tattico davvero poco preciso e profondo, se paragonato alla concorrenza. Le ultime considerazioni, come sempre spettano al nostro commento.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Anche concedendo il vantaggio di voltare le nostre spalle al passato, UFO: Aftermath non riuscirebbe comunque a convincerci: tali sono le mancanze dal punto di vista tattico e strutturale da rendere il titolo Cenega Publishing come un gioco sconfitto in partenza, non solo nei confronti della sua illustre fonte di ispirazione - l'indimenticabile UFO: Enemy Unknown - ma anche se rapportato agli attuali standard del settore. Nel particolare, e per quanto riguarda il game design, è da rivedere l'intera impostazione ibrida fra strategia statica e in tempo reale, nonchè le poco brillanti routine di intelligenza artificiale. Dal punto di vista tecnico, invece, giudizio discreto per il motore tridimensionale allestito da Altar Interactive, anche se la costruzione degli scenari di battaglia è davvero poco ispirata e piuttosto limitata, soprattutto in rapporto a un gioco datato 1994. Purtroppo - e anche vista la recente scomparsa di Microprose - l'eredità di UFO: Enemy Unknown è destinata ad andare perduta. Ma il nostro cuore è rimasto su Cydonia.