Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

Uncharted: L'Abisso d'oro

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Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Bend Studio
Genere
Azione

Lati Positivi

  • Fasi esplorative avvincenti
  • Feature della console sfruttate in modo intelligente

Lati Negativi

  • Qualche difetto grafico
  • Storia deboluccia

Modus Operandi

Abbiamo scaricato il gioco dal PSN grazie a un codice promozionale inviato da Sony. Abbiamo portato a termine la Storia a livello Normal e giocato singoli livelli al livello Difficile. Il gioco può essere portato a termine in circa otto ore, anche se ottenere il 100% ne richiederà parecchie di più.
Recensione

Scelte di vita

Tech demo, ma di gran classe.

di Alessandro De Vita, pubblicato il

Si diceva del senso di parlare di “buon uso” della console piuttosto che di livello tecnico: il punto è che, ancora più che Little Deviants, L’Abisso d’Oro è un compendio eccellente delle varie funzioni della console, dal Near ai sensori di movimento fino al touch screen o al back pad. Meglio ancora: per ogni caratteristica, Bend Studio è riuscita a trovare un posto sensato nell’economia del gioco, e se in alcuni casi si fa tranquillamente a meno delle trovate dopo averle provate un paio di volte, in altri le soluzioni sono così indovinate da rendere difficile immaginare farne a meno. Alla prima categoria appartengono senza dubbio la possibilità di tracciare con il dito sullo schermo il tragitto di Nathan quando è nel mezzo di sessioni di free climbing o la possibilità di scalare e pagaiare mimando i movimenti sul back pad, mentre alla seconda appartiene, e non ci avremmo scommesso un singolo tallero, la possibilità di mirare grazie ai sensori di movimento. Ovviamente la cosa non è intesa per ampi movimenti (è possibile, ma non consigliabile), ma risulta semplicemente perfetta per quegli aggiustamenti di mira microscopici che su uno schermo tanto piccolo tendono a far dannare.

L'Abisso d'Oro punta meno sulla spettacolarità e sul ritmo rispetto all’ultimo capitolo PS3. Il che non è necessariamente un difetto  - Uncharted: L'Abisso d'oro
L'Abisso d'Oro punta meno sulla spettacolarità e sul ritmo rispetto all’ultimo capitolo PS3. Il che non è necessariamente un difetto

Dopo una veloce sessione di fine tuning (consigliamo di alzare la sensibilità di un minimo), si tende a lasciare allo stick destro il compito di spostare il mirino da un nemico all’altro, e ai sensori quello di cercare l’headshot risolutivo contro il bisonte corazzato che avanza verso di noi. La cosa, però, tende a cambiare inevitabilmente il ritmo delle sparatorie, significativamente più statiche rispetto ai precedenti anche a causa della ridotta efficacia del hip fire e del fuoco alla cieca, quasi inutili. Sempre in questa chiave vanno letti l’IA dei nemici ricalibrata (molto più statica rispetto alle versioni console, con precise eccezioni riguardanti i nemici corazzati), e l’aumento sia della loro potenza di fuoco (già a livello difficile due o tre colpi uccidono) che della resistenza (che aumenta l’importanza degli headshot). Nel complesso le sparatorie, per quanto ancora piacevolissime, offrono meno opzioni tattiche rispetto ai capitoli PS3, e per quanto alcune trovate come le scazzottate via touch (che danno un minimo di senso – incredibile a dirsi – ai QTE) e la curiosa gestione delle granate via “drag and drop” diano un minimo di varietà in più, la differenza di ritmo è destinata inevitabilmente a dividere i giocatori.

CAMBIO DI PASSO
A unire i giocatori, seppure senza il contatto fisico, ci pensa invece il simpatico sistema “simil-Nintendo-StreetPass” chiamato Mercato Nero, che fa un uso intelligente del sistema Near per gestire gli scambi degli infiniti collezionabili e “drop” più o meno rari nascosti nel gioco. Proprio nel loro ruolo risiede uno dei cambiamenti più rilevanti nell’economia del gioco: se la sostanza è grossomodo la stessa dei tre capitoli precedenti (sparatorie, del semplice platforming, qualche enigma ingegnoso e tante situazioni da film d’avventura), il modo in cui questi elementi sono stati combinati non è affatto lo stesso. Il che apre il campo a più di una critica (come già rilevato), ma anche a qualche lode. Proprio tra queste ultime va inserito il gran numero di collezionabili, divisi in oggetti da trovare (turchesi, giade, reperti), foto a punti di interesse, ricalchi di bassorilievi, e i già citati “drop” rilasciati dai nemici. Il loro numero complessivo esorbitante, e la discreta difficoltà nel trovare un luccichio in scenari ricchi di dettagli e su uno schermo così piccolo, fanno sì che le fasi di puro “attraversamento degli scenari” abbiano acquisito un po’ di senso in più rispetto ai capitoli PS3. Peccato solo non sia stata offerta la possibilità di spegnere gli avvisi “scatta una foto”, che pur essendo facilmente mancati (si attivano solo sul punto preciso in cui scattare) buttano un po’ via il valore aggiunto di quella che è senza dubbio la tipologia di collezionabile più indovinata.

Gli enigmi sono tutti gestiti tramite touch screen o grazie alle funzioni speciali di Vita. Il livello varia dal simpatico al fin-troppo-semplice - Uncharted: L'Abisso d'oro
Gli enigmi sono tutti gestiti tramite touch screen o grazie alle funzioni speciali di Vita. Il livello varia dal simpatico al fin-troppo-semplice

Se la fase esplorativa esce bene dal passaggio su Vita, non altrettanto può dirsi della storia, su cui pesa la volontà evidente di giocare sul sicuro introducendo personaggi nuovi, ma che, in assenza dei dialoghi brillanti degli ultimi due capitoli, mostra tutta la debolezza di fondo del canovaccio. Non aiuta il fatto che i nuovi personaggi siano tratteggiati in modo piuttosto approssimativo (un qualsiasi comprimario dei capitoli precedenti da Tenzin in su, ha ben altro spessore) o che il ruolo di alcune colonne storiche della serie sia ridotto all’ultima parte del gioco. Tutti i cambiamenti alla struttura di gioco, insieme alle numerose funzioni offerte, dai sensori di movimento al touch screen, riducono un po’ il potenziale “portatile” del gioco: in treno, in piena luce, abbiamo avuto dovuto lasciar perdere la ricerca dei collezionabili e abbiamo avuto più di una difficoltà a gestire i controlli di movimento per i sobbalzi. Problemi simili per dire, li avevamo avuti nei primi mesi di vita del DS con titoli come Yoshi Touch ‘n’ Go per DS. Peccato infine che, per motivi connessi evidentemente alle tempistiche del lancio, sia completamente assente qualsiasi modalità multiplayer, sia cooperativa che competitiva. I due capitoli PS3 più recenti hanno offerto buone prove in questi ambiti, e la cosa va tenuta in considerazione anche sotto il profilo del “value for money”, visto che parliamo del titolo Vita più costoso sul mercato.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Nel complesso, L’Abisso d’Oro tiene alto il buon nome della serie, anche se con un episodio che denuncia la sua natura di spin-off, e risulta anche uno dei migliori modi per mostrare a un amico le funzionalità e il potenziale tecnico di PS Vita. Per un titolo di lancio, non si può chiedere molto di meglio.

Commenti

  1. Meno D Zero

     
    #1
    va bè dai, un buon titolo di lancio.
    chissà cosa tireranno fuori da VITA tra un paio d'anni.
    la longevità, stimata in 8 ore ma parecchie di più cazzeggiando, mi sembra buona.
  2. DarkGod

     
    #2
    Ottimo, l'importante che sia un buon gioco! Per iniziare non chiedo di meglio :)

    Domanda niubbissima: ma la funzione Near funziona solo con la versione 3G..?
  3. Duffman

     
    #3
    No, ma è ovvio che il grosso del senso della funzione sta lì. In ogni caso, va benone se agganci un qualsiasi hotspot in wi-fi.
  4. DarkGod

     
    #4
    duffmanNo, ma è ovvio che il grosso del senso della funzione sta lì. In ogni caso, va benone se agganci un qualsiasi hotspot in wi-fi.
    Allora avevo capito giusto ;)
  5. froks

     
    #5
    Capito, è più o meno quello che mi aspettavo di leggere.
    In sostanza un buon spin off e un buon titolo di lancio per Vita!
  6. fortieTHief

     
    #6
    un gioco da avere a prescindere,IMHO il migliore tra i titoli di lancio.
  7. Elciuwa

     
    #7
    Uncharted è per ps vita il miglior gioco tra i titoli di lancio. Ma solo a me non convince appieno?

    Si, bello graficamente ecc ecc.. ma il fatto che non sia sviluppato dai cagnacci mi fa storcere il naso. E lo si sa, loro ci sapevano fare con questa saga.

    Uncharted è trama avvincente+gameplay frenetico. E a leggere da codesta recensione, pare peccare un pò nella prima.
  8. fortieTHief

     
    #8
    eppure hanno fatto un ottimo lavoro,spece con l'interfaccia che sfrutta x bene le peculiarita della console...da fonte n4g) tutti i team first party SONY stanno sviluppando x PSVITA,ND compresi.
  9. froks

     
    #9
    ElciuwaUncharted è per ps vita il miglior gioco tra i titoli di lancio. Ma solo a me non convince appieno?

    Si, bello graficamente ecc ecc.. ma il fatto che non sia sviluppato dai cagnacci mi fa storcere il naso. E lo si sa, loro ci sapevano fare con questa saga.

    Uncharted è trama avvincente+gameplay frenetico. E a leggere da codesta recensione, pare peccare un pò nella prima.
    Che non sia al livello degli Unchy sviluppati dai ND, è ormai un dato di fatto (anche ampiamente prevedibile se si vuole essere sinceri...). Ma in fin dei conti quello che deve rappresentare questo Uncharted, è un spin-off della saga principale e come tale, sicuramente fa il suo dovere. Insomma, l'obbiettivo di essere un buon gioco di lancio, credo l'abbia raggiunto (da quello che posso leggere)...
  10. DarkGod

     
    #10
    Se tutti i titoli di lancio fossero cosi'.... ;)
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