Genere
Action RPG
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
30/3/2016

Unepic

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Datasheet

Genere
Action RPG
Data di uscita
30/3/2016

Lati Positivi

  • Ottima scrittura dei dialoghi
  • Moltissime citazioni “nerd”
  • Tanti oggetti, armi e quest secondarie
  • Approccio hardcore appagante

Lati Negativi

  • …ma troppo difficile per le nuove generazioni
  • Sistema di controllo macchinoso

Hardware

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Recensione

Dalla Spagna con furore

Affrontiamo insieme a Daniel tutte le insidie del castello di Harnakon

di Andrea Vizzari, pubblicato il

Dopo un lungo peregrinare tra le dolci spiagge di WiiU e PC, Unepic, l’action rpg creato da Francisco ellez De Meneses, arriva adesso in contemporanea su PS4 e PSVita. Pieno di citazioni prese a piene mani dalla cultura nerd fatta di videogiochi e film di fantascienza e forte di meccaniche tipicamente rpg, il titolo si presenta come un “metroidvania” bidimensionale dalla trama piuttosto banale ma dai dialoghi totalmente fuori di testa.

Una delle schermate che vedrete più spesso giocando ad Unepic. - Unepic
Una delle schermate che vedrete più spesso giocando ad Unepic.

CHI HA SPENTO LA LUCE?

Avete presente quel tipo di ragazzo che prendereste in giro dalla mattina alla sera per la sua asocialità, per la passione verso la fantascienza e i giochi da tavolo? Quello che preferirebbe mille volte giocare a D&D tutta la notte piuttosto che andare in discoteca? Ecco, quello sono io. La storia che vi sto per raccontare ha inizio proprio durante una di quelle super serate tra pizza, D&D e birra a fiumi. “Tutti seduti fino alla fine del gioco”: questa era la regola, ma un bicchiere tira l’altro e, più veloce di Barry Allen mi sono precipitato in bagno. Mai avrei pensato che quello strappo alla regola potesse farmi vivere la più grande avventura della mia vita. Improvvisamente, le luci si spensero e cominciai a pensare al solito scherzo. Non vedendo ad un palmo dal naso presi il mio fidato accendino ed in quel momento realizzai di essere in un posto strano, buio e freddo molto simile ad un castello.
Feci qualche passo prima di fare la conoscenza di un demone piuttosto bizzarro che non perse tempo a mostrare le sue poco amichevoli intenzioni. Si scagliò contro di me, cercando di uccidermi dopo un tentativo di possessione ma qualcosa andò storto. Non solo ero ancora vivo e vegeto ma il povero Zera (Zeratul in inglese…che citazione!), questo il nome che gli diedi, finì per rimanere intrappolato dentro di me e fu costretto a seguirmi in questa splendida avventura. Tra tutte le allucinazioni possibili, questa era davvero la più divertente e così mi ritrovai in compagnia di un demone mezzo stupido con cui, vi dico la verità, mi divertii un mondo. Giusto un paio di schermate e capii subito di essere il protagonista di un titolo bidimensionale, proprio come Richter Belmont. Avevo un intero castello tutto per me, con centinaia di stanze da visitare e decine di persone da aiutare. Avanzando di stanza in stanza Zera mi parlò di Harnakon, il signore oscuro padrone del castello, e delle sue orde di scheletri guerrieri, orchi, cavalieri e mille altre schifezze immonde pronti a farmi la pelle se non avessi messo in pratica tutta la mia esperienza in questo tipo di situazioni. Il mio nome è Daniel e lasciate che vi illustri meglio questo mio viaggio che, come suggerisce il titolo, di epico non ha proprio nulla.

Cercate di accendere tutte le torce in modo da vedere tutte le insidie e i nemici presenti. - Unepic
Cercate di accendere tutte le torce in modo da vedere tutte le insidie e i nemici presenti.

SALTA DI LÀ, EXPA DI QUA

Evidentemente il buon Harakon non aveva pagato la bolletta della luce e mi ritrovai a vagare in stanze completamente buie. Inutile dirvi quanto l’avanzamento alla cieca non porti altro che alla mia morte e per questo il consiglio che vi do è quello di accendere qualsiasi fonte di luce vi capiti a tiro in modo da illuminare tutto le scenario permettendovi di pianificare ogni mia mossa. Come ho già anticipato, il bestiario di “Unepic” è molto variegato pur non brillando per originalità: dagli scheletri agli orchi già citati, a pipistrelli, draghi marini, scorpioni velenosi, formiche giganti, piante carnivore, goblin, infide sanguisughe. Avrei
preferito due cani da guardia, ma si sa, i signori oscuri non badano a spese quando si tratta di difendere la propria casa. Nonostante molti di loro non rappresentino fin da subito una grossa minaccia grazie ai loro semplici pattern d’attacco, la morte giungerà inesorabile. Non importa quanto siate bravi col joypad: nel mio sogno c’è da sudare e voi morirete talmente tante volte che finirete per perdere il conto. Questo è un po’
frustrante, lo ammetto, e vedermi infilzato da spuntoni per un salto mal calibrato a causa di un sistema di controllo non perfetto non è certo un gran spettacolo. E per favore, non mandatemi all’arrembaggio come in un qualsiasi fps moderno: il più delle volte finirete per ricaricare il salvataggio. Non troverete alcun segnale ad indicare la strada corretta da prendere in quanto in Unepic l’esplorazione gioca un ruolo chiave. La mappa di gioco (proprio come in “Symphony of the Night”) non mostrerà tutto il castello fin da subito ma si
riempirà man mano che avanzerete nella moltitudine di aree disponibili che vanno dalle miniere al laboratorio, passando per le fogne o per i giardini, fino allo scontro finale con Harukon nella torre, la parte più alta del castello. Punto centrale del titolo è una stanza posta proprio al centro della mappa, una
sorta di hub principale o rifugio in cui potrete salvare il gioco e recuperare l’energia (unica stanza in cui vi è permesso farlo) e che funzionerà da crocevia verso tutte le altre zone. Di tanto in tanto incontrerete gli altri
abitanti del castello pronti a farvi da supporto "offrendovi" pozioni curative, ricette magiche, armi e vestiti previo pagamento di una somma in denaro. Harnukon ha pensato bene di mettere i suoi tirapiedi più potenti come boss di ogni area, per cui sarete costretti a batterli per poter ottenere la chiave necessaria all’avanzamento in location precedentemente bloccate. Uscire vittoriosi da questi scontri dipenderà esclusivamente dal tempo che impiegherete a ricordare i loro pochi pattern d’attacco e dal tipo di equipaggiamento usato.

L'inventario in cui finiranno tutte le armi, armature e oggetti che raccoglierete nel gioco - Unepic
L'inventario in cui finiranno tutte le armi, armature e oggetti che raccoglierete nel gioco

Entrare nelle varie stanze senza un minimo di strategia mi porterà a morte sicura per cui prendetevi il vostro tempo e vi assicuro che non vi deluderò, specie se mi allenerete abbastanza fornendomi le
armi giuste. Come vuole la tradizione RPG, anche il sottoscritto potrà salire di livello guadagnando i classici punti esperienza ad ogni uccisione nemica. Ad ogni Level Up il gioco ci regalerà 5 punti (scegliendo la difficoltà media) utili per migliorare le mie statistiche come la salute massima, l’abilità con le magie offensive/curative piuttosto che con le varie armi. Queste ultime sono divise in 8 categorie: pugnali, spade, asce, mazze, lance, archi bastoni e bacchette, ognuna con le proprie peculiarità e debolezze. Se masticate pane e videogiochi come il sottoscritto probabilmente ci arriverete da soli, per tutti gli altri ecco alcune dritte: i pugnali sono letali per attacchi alle spalle fulminei, le spade sono un buon compromesso tra danno/velocità e sono utili contro i nemici “vivi” mentre asce/mazze sono sì potenti ma pagano dazio in
termini di maneggevolezza e velocità. Avanzando nel gioco, troverete persino dei "pet", esseri che vi seguiranno aiutandovi in svariati modi (uno di loro vi curerà di tanto in tanto, altri attaccherrano i nemici) e che proprio come voi potranno subire gli attacchi nemici e persino morire.
Ogni nemico abbattuto lascerà cadere un oggetto che, una volta preso, verrà riposto nel classico inventario ma fate attenzione perché aprirlo non metterà il gioco in pausa e potreste subire gli attacchi nemici. Se tutto questo non vi basta, potete prendervi una pausa dalla missione principale cercando di portare a termine le diverse quest secondarie che molti bizzarri personaggi vi affideranno. Spero che abbiate una buona memoria perché la loro posizione sulla mappa non verrà mai segnata e questo potrà portarvi ad un backtracking lungo e un po’ stancante. Come dimenticare quella volta in cui incontrai un vecchio goblin adirato con un brutto orco, reo di aver rifiutato di accoppiarsi con la figlia. Un rifiuto che non è stato preso bene tanto che il padre goblin mi mandò a infilare delle sanguisughe nei poveri pantaloni dell’orco guerriero in modo da fargli perdere tutta la sua virilità.

Questo simpaticone è Neuron e posso assicurarvi sia uno dei boss più ostici da battere. - Unepic
Questo simpaticone è Neuron e posso assicurarvi sia uno dei boss più ostici da battere.
La grafica bidimensionale di certo non eccelsa e il sonoro piuttosto mediocre non renderanno certo questo titolo uno dei capolavori della storia videoludica ma spero che vi appassionerete abbastanza alla mia storia, soprattutto per idialoghi spassosi e originali pieni zeppi di citazioni per nerd. Sarebbe impossibile scriverle tutte ma vedere di sfuggita il dottor Zoidberg correre per lo schermo o leggere frasi su Matrix ha il suo fascino e lascio a voi il compito di trovarle tutte.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Pur con i suoi difetti, Unepic dimostra ancora una volta come una produzione indie possa comunque dar vita ad un titolo divertente ed appagante. L’ottima scrittura dei dialoghi e certe scene al limite dell’assurdo vi terranno incollati sullo schermo e vi strapperanno molte risate, a patto di rientrare tra i cosiddetti nerd. La moltitudine di quest secondarie, unite ad un sistema di sviluppo del personaggio in pieno stile rpg e al numero impressionante di armi e oggetti da raccogliere o acquistare fa di Unepic un titolo molto longevo, completabile in non meno di 10 ore. I fan dei metroidvania possono saltare dalla gioia, per tutti gli altri, se un uso intenso del backtracking ed un sistema di controllo lento e macchinoso non vi spaventano, allora potreste trovare in Unepic quella sfida che manca in molti dei titoli usciti negli ultimi anni

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