Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
108.900 lire
Data di uscita
25/6/2000

Vagrant Story

Vagrant Story Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Gioco di Ruolo
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
25/6/2000
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
108.900 lire

Lati Positivi

  • Aspetto tecnico spettacolare
  • Sistema di gioco profondo, ricco ed appagante
  • Longevità su ottimi livelli

Lati Negativi

  • Curva di apprendimento decisamente ripida
  • Sconsigliato agli amanti dei giochi immediati

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Recensione

Vagrant Story

Fin dalle prime immagini rilasciate qualche tempo addietro, Vagrant Story non ha mancato di incuriosire schiere di appassionati nella speranza di avere tra le mani un action-adventure-rpg in grado di settare nuovi standard qualitativi. Fortunatamente il risultato finale è addirittura al di sopra delle aspettative...

di Andrea Palmisano, pubblicato il

Per ogni amante dei videogiochi che si rispetti, Squaresoft rappresenta uno dei pochi nomi in grado di richiamare emozioni tra le più intense che si possano provare davanti ad un teleschermo; pur avendo snaturato la sua serie più famosa, Final Fantasy, in nome del dio massificazione, la software house giapponese ha deciso di produrre un titolo decisamente fuori dagli schemi e caratterizzato da una profondità assolutamente inimitabile. Se il breve ma decisamente efficace "trailer" presente nella versione giapponese di Legend of Mana aveva contribuito a focalizzare l'attenzione della stampa e dei giocatori di tutto il mondo sul progetto Vagrant Story, ora che finalmente il titolo è disponibile in una lingua comprensibile non si può fare altro che inserire il cd nella PlayStation e dare l'addio alla propria vita sociale.

EVVIVA LA SQUARE

Come già scritto nell'introduzione, Vagrant Story si presenta come un gioco piuttosto difficile da catalogare in un genere ben precisato, risultando piuttosto un action-adventure-rpg ricco di elementi originali e caratteristici. A contribuire in maniera determinante al fascino di cui è propria la fatica Squaresoft è senza alcun dubbio l'ambientazione fantasy-medievale, riprodotta in maniera impeccabile dai grafici impegnati nel progetto. A dispetto di una mid-res che, specialmente nelle inquadrature ravvicinate, mostra qualche pixel di troppo, tutto il resto si pone come uno dei prodotti graficamente migliori mai apparsi su hardware Sony. Le ambientazioni di gioco, nella stragrande maggioranza dei casi costituite da interni, offrono texture di ottima fattura e un uso del colore da oscar. Pur utilizzando infatti tinte piuttosto scure, dal marrone al nero in prevalenza, lo spettro delle sfumature e delle variazioni presenti rendono davvero sottilissima la linea di demarcazione tra arte e videogiochi.
Le creature che popolano il mondo di Vagrant Story, pur essendo in numero decisamente consistente, sono nella totalità dei casi ben caratterizzate soprattutto per quanto riguarda le figure più importanti all'interno della trama; non vanno dimenticati in questo senso i numerosissimi "boss", che frequentemente impegneranno Ashley Riot - questo il nome del protagonista - negli scontri maggiormente impegnativi. Le sequenze non giocabili presenti, fondamentali per la comprensione della complessa trama che caratterizza l'avventura, sono nella totalità dei casi realizzate in real time, vale a dire con lo stesso motore grafico del gioco; queste, grazie ad un taglio delle inquadrature cinematografico oltre che allo splendido character design impiegato, offrono al giocatore emozioni e colpi di scena degne di un film. Per quanto riguarda l'aspetto sonoro, la decisione di preferire dialoghi scritti dentro a balloon simili a quelli dei fumetti piuttosto che utilizzare il classico parlato ci trova tutto sommato favorevoli: troppo spesso i doppiaggi nel mondo dei videogiochi si sono rivelati ridicoli, per non dire peggio.

6 ORE DI GIOCO?NON PROPRIO

Dopo aver parlato dell'aspetto puramente tecnico di Vagrant Story, è necessario spostare l'attenzione a quello che è di certo il settore nel quale sono presenti la maggior parte degli elementi che fanno del titolo Squaresoft uno dei migliori prodotti disponibili su PlayStation, vale a dire la giocabilità. Fin dalle prime battute di gioco appare evidente che i programmatori hanno deciso di offrire al pubblico uno dei più ricchi e complessi sistemi di combattimento mai realizzati su console, che si amalgama alla perfezione con una struttura di gioco per la maggior parte esplorativa, ma che presenta al suo interno anche un buon numero di enigmi con lo scopo di tenere sempre viva l'attenzione del giocatore.
All'interno delle ambientazioni che compongono l'avventura, appaiono tutte le creature ostili pronte a sbarrare la strada di Ashley; pur esistendo di fatto la possibilità di evitare gli scontri, dubitiamo sinceramente che qualcuno voglia realmente privarsi della gioia di abbattere un demone, un cane rabbioso oppure un semplice soldato. Avvicinandosi al nemico e premendo il tasto del controller dedicato, l'azione di fermerà mostrando un reticolato sferico attorno al protagonista, che rappresenta il raggio d'azione dell'arma in quel momento utilizzata; se l'avversario è all'interno di questa sfera, viene data la possibilità di determinare in quale precisa zona del corpo colpire.
Tale decisione va fatta tenendo presente i valori su schermo, che rappresentano tra l'altro la percentuale di possibilità che il colpo vada a segno, la quantità di danno stimata e le "affinità", vale a dire gli elementi verso i quali il malcapitato è più o meno vulnerabile. Queste "affinità" costituiscono uno degli elementi da tenere più in considerazione nel corso dei combattimenti, visto che determinano in maniera assolutamente pesante sia l'efficacia di una determinata arma piuttosto che un'altra che la resistenza del proprio equipaggiamento agli attacchi dei nemici; tali valori si possono modificare durante il gioco sia tramite oggetti da indossare o "incastonare" su spade, lance, asce, scudi ecc... Di certo il tutto è molto più facile da comprendere giocando a Vagrant Story, fatto sta che la mole di variabili, statistiche e valori presenti, se indubbiamente determinano una curva di apprendimento decisamente più lunga e ripida, dall'altro donano al titolo una profondità francamente impossibile da trovare altrove.
Non va dimenticata nemmeno la possibilità, all'interno di apposite zone deputate allo scopo, di fondere assieme le varie parti di equipaggiamento al fine di realizzarne altre decisamente più potenti; una larghissima fetta delle armi, armature e scudi presenti in Vagrant Story infatti non possono essere fatti propri se non realizzandoli con le proprie mani. Come se non bastasse tutto ciò, la longevità della fatica Squaresoft si attesta su livelli decisamente sopra la media, ben oltre le 6 ore circa dichiarate in un primo momento; chi vi scrive ha impiegato 25 ore per terminare l'avventura una prima volta, senza contare però che il gioco si può completare al 100% solo ed esclusivamente ripercorrendolo da cima a fondo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Vagrant Story è, senza ombra di dubbio, un capolavoro. A patto di dedicare le prime ore alla perfetta comprensione del complesso sistema di gioco, il titolo Squaresoft offre una delle esperienze più appaganti e immersive che si possano vivere con un pad in mano. A fronte di tali e tanti elementi di altissimo livello che Vagrant Story offre, non resta quindi che sperare in un grande e meritato successo di vendite, che spianerebbe la strada ad un graditissimo e - vista la sequenza finale - per lo meno auspicabile seguito.