Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
€ 59,90
Data di uscita
15/1/2010

Vancouver 2010

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Datasheet

Produttore
Sega
Sviluppatore
Eurocom Entertainment Software
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
15/1/2010
Data di uscita americana
15/1/2010
Data di uscita giapponese
15/1/2010
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 59,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Dolby Surround

Lati Positivi

  • Grande immediatezza
  • Tecnicamente sopra la media
  • Multiplayer ben realizzato

Lati Negativi

  • Troppo semplice sulla distanza
  • Qualche animazione rivedibile
  • Solo quattro giocatori online

Hardware

Per giocare nella versione qui recensita è richiesta una PlayStation 3 e un controller compatibile, mentre non è necessaria alcuna installazione su disco fisso. Lo stesso gioco è disponibile anche in versione PC e Xbox 360.

Multiplayer

Possiamo sfidare gli amici sulla stessa console e TV nel multiplayer classico o, se presente una connessione a Internet, spostarci online e affrontare altri giocatori da tutto il mondo.

Link

Recensione

Olimpiadi a riff di chitarra

Sega torna in sala giochi con il suo titolo sportivo.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Il primo incontro con Vancouver 2010 avvenuto in fase di anteprima è servito a scoprire le parti fondamentali del gioco, ma ha lasciato fuori dal discorso alcuni aspetti importanti come il multiplayer via Internet e le sfide veloci in stile minigame, assenti dalla versione preview. Da lì riprendiamo il discorso legato alla recensione, osservando anche la durata del gioco firmato Eurocom sulla distanza, vari aspetti legati alla realizzazione nonché il modo in cui riproduce l'evento sportivo che inizierà tra qualche settimana in Canada.

trenta sfide per me, posson bastare

La modalità "Sfida" raccoglie una trentina di prove rapide distribuite su tutte le discipline riprodotte dal gioco, che non hanno più l'obiettivo comune del solo punteggio o tempo migliore, ma un gameplay più vicino ai giochi arcade. Può capitare, per esempio, di dover abbattere pupazzi di neve scendendo a valle nel modo più veloce possibile, mantenere un certo stile di percorrenza della pista e così via.
Sommate agli sport originali in versione "seria" queste sfide aggiungono un pizzico di longevità extra per chi gioca da solo, sebbene dedicarsi al single-player con un titolo simile (come per tutti i giochi di sport) sia una scelta già sbagliata in partenza.
La migliore espressione di giocabilità, e il maggiore divertimento, si trova infatti nelle sfide con altri utenti, non importa se organizzate alla maniera classica (sulla stessa TV) oppure spostandosi sulla rete. Infatti, la parte prettamente "online" risulta efficiente come stabilità e molto ben integrata nella struttura generale: pochi menu e siamo già su PlayStation Network per confrontare record, organizzare duelli con altri giocatori o solo sfidare il "campione" di turno nella disciplina preferita. Online, è possibile affrontare un solo evento o seguire l'intera sequenza di gare, maratona che mette alla prova la nostra esperienza con i controlli, le regole e lo svolgimento di ciascuno sport. Nella nostra prova, non è mai capitato di incontrare lag (se non in casi rarissimi e per breve tempo) ma appositi indicatori pre-incontro ci avvisano per tempo di un avversario con una connessione lenta, in modo da escludere possibili sorprese a competizione già avviata.
Com'è naturale, parlando di un gioco basato su record e medaglie, sono sempre disponibili e aggiornate le classifiche mondiali consultabili via Internet, in cui è già difficile figurare nelle ultime posizioni (figuriamoci scalare i primi posti!).

neve e musica per gli sciatori moderni

Tecnicamente, osservata in fotografia la produzione affidata a Eurocom si presenta alla stessa maniera generica di altri videogiochi multievento sportivi in quanto riproduce nei dettagli l'aspetto professionale (e talvolta monotono) delle Olimpiadi Invernali. Se da fermo non ispira granché, il gioco migliora appena presi in mano i comandi, grazie a numerosi effetti speciali applicati all'immagine, alla musica rock martellante e ai comandi estremamente semplificati, quasi da titolo "casual". C'è anche da sottolineare la buona versatilità del motore grafico che gestisce una decina di sport diversi e ambientazioni personalizzate (più i minigame) senza alcuna incertezza, difetto grafico o problema tecnico che dir si voglia.
L'unico fastidio che emerge nell'osservatore si lega ai movimenti degli atleti, non sempre ben collegati tra loro e talvolta più simili a robot, particolarmente in discipline come il pattinaggio o i salti. È invece apprezzabile la grande immediatezza del sistema di controllo, fondamentale per non creare pause inutili tra le varie discipline, in cui l'utente deve "studiare" i comandi. Dopo pochi secondi, grazie alla comoda guida rapida richiamabile in qualsiasi momento, possiamo imparare i controlli e applicarli con buoni risultati, senza dover conoscere regole o requisiti di ciascuno sport.

basta poco per essere veri campioni

Il rovescio della medaglia, e unico vero difetto del gioco, è che in un'ora circa (finito il giro delle competizioni) abbiamo visto tutto quello che c'è da vedere, in quanto la profondità rasenta il minimo assoluto. I vari sport sono infatti ricreati in maniera spettacolare e molto immediata, ma con una complessità praticamente nulla, che rende impossibile migliorarsi una volta raggiunto il livello minimo per essere competitivi.
Come in tutti i giochi multievento, infatti, la quantità delle discipline abbassa la qualità dei singoli sport, con un generale appiattimento che interessa sopratutto snowboard e sci, divertenti ma ridotti a semplici giochi di guida in ambientazioni diverse dal solito.
Detto questo, con la disponibilità di altri giocatori in carne e ossa oppure sulla rete il livello di competizione resta alto e basta per farci dimenticare l'eccessiva semplicità del tutto. Considerato anche il clima "olimpico" del periodo e l'interesse generato dal lottare per una medaglia anche sulla rete, parliamo di un titolo sicuramente degno di nota per chi gioca spesso in multiplayer. Eurocom ha insomma dimostrato una certa esperienza nel campo ed ha saputo applicarla con discreta professionalità: un pizzico di maggiore impegno, e sarà in grado di sfidare altri team più affermati nel vasto mondo delle simulazioni sportive.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Vancouver 2010 è una buona versione "arcade" delle Olimpiadi Invernali che punta sul multiplayer e sull'immediatezza per catturare l'attenzione dei giocatori. L'obiettivo è in gran parte raggiunto perché gli eventi sono facili da imparare e divertenti da affrontare con gli amici (tranne poche discipline trascurabili) nonché sorretti da un'infrastruttura di rete molto efficiente. Gli unici aspetti migliorabili riguardano l'eccessiva semplicità "da coin op" che caratterizza tutto il gioco e un sistema di animazione rivedibile. Ad ogni modo, chi vuol vivere di persona l'esperienza olimpica in una maniera più trendy e rockeggiante, dovrebbe perlomeno dare un'occhiata all'ultimo nato in casa Sega.

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