Videodrome

Videodrome

Qui si parla di cinema. Ma non del multisala a Casnago sul Lambro in cui trascorrete serate consumando aperitivi, giocando col videopoker e rovesciando popcorn su chi vi siede a fianco mentre vi alzate per rispondere al telefono. O forse sì, anche di quello. In fondo nei multisala stile Burago Masnano c'è spesso una sala giochi. E noi vogliamo parlare di cinema e videogiochi. In qualsiasi modo. Anche con la recensione della sala giochi al Capezzano Center di Puriago Molteno. Ma non solo.
Rubrica

Fase calante

Demoni spaziali, Kurt Russel e una sana dose di umiltà.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Con il clamoroso successo planetario di Mortal Kombat, il caro Paul svolta istantaneamente e inizia a farsi strada nel club di quelli grossi. Tanto che, per il suo progetto successivo, si ritrova fra le mani un budget triplicato e attori del calibro di Sam Neill e Lawrence Fishburne. Per un horror di fantascienza con rating R. Un disastro annunciato, in pratica.

Un po' cubo di Hellraiser, un po' Biowashball, è il motore della Event Horizon - Videodrome
Un po' cubo di Hellraiser, un po' Biowashball, è il motore della Event Horizon

Punto di non ritorno (1997)

Event Horizon, oggi, è un piccolo cult, apprezzato da un sacco di appassionati e ricordato con affetto come un film horror parecchio inquietante. All'epoca, però, fu un mezzo disastro al botteghino, e non è neanche troppo difficile immaginare il perché. Anderson sembra quasi voler sfogare tutta la violenza che – per evidenti motivi di target – non ha potuto schiaffare in Mortal Kombat e si scatena qui con un horror che non le manda a dire. Il taglio è un po' confusionario, mescola momenti da baracconata ad altri di tensione psicologica, mette in primo piano sbudellamenti e squartamenti senza alcun ritegno e punta tutto su un nemico invisibile. Si può discutere di quanto fosse adatto il regista a una sceneggiatura del genere, ma certo è che come operazione non poteva puntare agli incassi di certi filmetti da poco di quell'anno (Titanic, L.A. Confidential, Il quinto elemento, Men in Black per citarne alcuni). A rivederlo oggi, comunque, mantiene intatto il suo discreto fascino e scoperte le sue carte: se da un lato la natura barocca e il tema della dimensione infernale di puro caos richiamano alla memoria i supplizianti di Clive Barker, dall'altro non si può fare a meno di pensare a Doom e ai suoi demoni infernali scoperti piegando le leggi della fisica. Anche questa volta, insomma, ci sono di mezzo i videogiochi.

Kurt Russell in Soldier pronuncia un totale di settantanove parole. Undici delle quali sono “sir” - Videodrome
Kurt Russell in Soldier pronuncia un totale di settantanove parole. Undici delle quali sono “sir”

Soldier (1998)

Il tonfo è stato grosso, ma non ancora sufficiente per abbattere una carriera, tant'è che per il successivo film di Anderson il budget sale ancora. E i risultati crollano di conseguenza. Soldier è un pasticcio indifendibile, forse l'unica vera porcheria incontestabile e ingiustificabile nella carriera del nostro. L'ambientazione è di fantascienza remota e – fra un omaggio a Blade Runner e l'altro – racconta di una società che addestra i bimbi fin da piccoli all'insegna solo di paura e disciplina, per disumanizzarli e renderli soldati imbattibili, pronti a massacrare innocenti senza batter ciglio, tutto in nome dell'obbiettivo. Kurt Russell è il più ganzo di tutti, ma a un certo punto arriva la nuova stirpe di guerrieri clonati, capitanata da un pompatissimo Jason Scott Lee, e improvvisamente il buon Kurt, reso obsoleto, viene letteralmente gettato nella monnezza. Tipo che lo scaricano con tutto il cassonetto su un pianeta alla periferia dell'universo.

“Per lunedì mi dovete portare la versione di latino, quattro molotov fatte in casa e dodici conigli uccisi a mani nude” - Videodrome
“Per lunedì mi dovete portare la versione di latino, quattro molotov fatte in casa e dodici conigli uccisi a mani nude”

Qui si ritrova ad avere a che fare con dei poveracci fra cui c'è Connie Nielsen. Ora, è chiaro che se hai passato tutta la tua vita attaccato a un fucile, quando ti ritrovi davanti Connie Nielsen che ti sorride non capisci più nulla e torni improvvisamente quindicenne. Da qui in poi, visto anche che la nuova stirpe di soldati è guidata da un folle isterico, capire dove si stia andando a parare è facile, così come del resto è facile anticipare di almeno venti minuti qualsiasi cosa accada nel film. A salvare tutto ci potrebbero pensare una sana dose di spettacolo, delle coreografie appassionanti, una regia virtuosa. Ma Anderson, nonostante tutti i soldi a disposizione, appare sfiduciato e svogliato e realizza un compitino moscio come pochi. Dopo un'ora di smancerie, sguardi tristi e personaggi inutili spaventati dalla scarsa umanità dell'eroe che si esibisce nella sua miglior imitazione possibile di Forrest Gump, scatta la violenza. Kurt Russell si veste da Rambo e massacra quelli che fino al giorno prima se lo mangiavano a colazione, ma lo fa in una serie di assalti talmente noiosi da far rimpiangere il finale di Commando, dove almeno Schwarzenegger declamava le sue battutacce. Insomma, una schifezza e, soprattutto, una schifezza totalmente priva di personalità. Viene da chiedersi perché Anderson l'abbia diretta, ma probabilmente era un tentativo di farsi perdonare. E poi mi piace pensare che se a metà anni novanta ti propongono di fare un film di fantascienza con Kurt Russell e (bonus) Gary Busey, beh, non puoi rifiutare.


Commenti

  1. Fotone

     
    #1
    Un inchino all'opera magna di giopep, che ha (quasi) dato la vita per rendere omaggio agli Anderson.
    Quarantamila caratteri di autentica passione ludocinematografica, che avrebbe potuto pubblicare come una collana di libri e diventare ricco a suon di best seller, ma che ha scelto di condividere qui con noi. Vola, adesso, verso gli ottantamila!
  2. Fotone

     
    #2
    E per la cronaca, l'ode funziona: dovrò recuperare asappissimo due o tre blu-ray.
  3. babaz

     
    #3
    e si capiscono anche le letture online deviate del nostro

    io lo seguo eh, con divertimento
  4. giopep

     
    #4
    Vai vai, recupera. E mi raccomando lo stereo a palla! :D
  5. ped

     
    #5
    Ahahah, che articolone! Dopo il pezzo su "I 400 calci" (e relativa visione dei Moschettieri) pure io ho azzardato un tiepido recupero di Anderson, ma per pigrizia mi sono arenato quasi subito.
    Ricordo invece che all'epoca Mortal Kombat non mi piacque per nulla; ma ero giovane, non avevo la testa...
  6. giopep

     
    #6
    Io - casomai non fosse chiaro - me li sono sparati tutti in fila per scrivere questo articolo e, tolto Soldier, li ho trovati tutti divertenti (chi più, chi meno). :)
  7. Myau

     
    #7
    Ho letto solo fino al i film che ho visto...
    Ma... non era meglio fare direttamente il Castoro di Paul W.S. Anderson? Non credo esista, e lo hanno fatto di cani e porci.

    Nel merito condivido i pareri su Resident Evil e Aliens VS Predator. Del primo dispiace solo che non ci sia una parte horror un po' più classica (nella villa ci si poteva inventare qualcosa) e di puntare solo sull'aspetto fantascientifico. Comunque gran bel film con un gran bel finale. Di AvP critico solo lo svilimento della mitologia dei mostri, ma lo spettacolo è di ottimo livello. E' più Aliel questo del Resurrection, a mio avviso.
  8. ped

     
    #8
    Questo era chiaro :)
  9. giopep

     
    #9
    Hahahaha Myau, il Castoro dubito me lo pubblichino, e poi mi diverto di più a scrivere qua. :)
  10. fatController

     
    #10
    complimenti per il lavoro, interessante, esaustivo e -soprattutto- divertente da leggere
Continua sul forum (34)►
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!