Videodrome

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Qui si parla di cinema. Ma non del multisala a Casnago sul Lambro in cui trascorrete serate consumando aperitivi, giocando col videopoker e rovesciando popcorn su chi vi siede a fianco mentre vi alzate per rispondere al telefono. O forse sì, anche di quello. In fondo nei multisala stile Burago Masnano c'è spesso una sala giochi. E noi vogliamo parlare di cinema e videogiochi. In qualsiasi modo. Anche con la recensione della sala giochi al Capezzano Center di Puriago Molteno. Ma non solo.
Rubrica

Nuova vita

Un uomo soddisfatto e che non deve chiedere mai (più).

di Andrea Maderna, pubblicato il

Il Paul William Scott del dopo Death Race è un uomo che ha evidentemente raggiunto la pace dei sensi. Si sente arrivato e soddisfatto, ha ottenuto quel che doveva ottenere e ha fatto quel che doveva fare. Ora può dedicarsi al proprio lavoro con la tranquillità di chi sa di non dover più dimostrare nulla a se stesso e può pensare solo a divertirsi e a guadagnare i soldi necessari per tenere in piedi la baracca. Non è infatti un caso vederlo tornare sul luogo del delitto, su ciò che ha fatto da totale spartiacque nella sua vita, con un nuovo Resident Evil. Il relax e la spensieratezza sono totali e i risultati si vedono netti.

Il massacro iniziale è punteggiato da un fantastico contatore dei morti. Come non pensare a Hot Shots? - Videodrome
Il massacro iniziale è punteggiato da un fantastico contatore dei morti. Come non pensare a Hot Shots?

Resident Evil: Afterlife (2010)

Resident Evil: Afterlife è, innanzitutto, un film che si fa molto spensieratamente i fatti suoi. Si diverte, salta e spara, tutto coloratoipersaturostradefinito e in fortissimo treddì, tirandoti in faccia qualsiasi cosa, costantemente, accompagnata da un sacco di rumore, facendo quel che vuole. Anderson recupera la forma dei precedenti film – a cominciare dal prologo direttamente incentrato sull'epilogo di quel che era venuto prima – e porta poi avanti il suo universo alternativo di Resident Evil sbattendoci dentro a casaccio tutto quel che riesce a pescare dagli episodi più recenti della serie, a cominciare da un Wesker finalmente grosso e cazzutissimo. Apre con dei titoli di testa strepitosi, che fanno esplodere l'impianto audio, regalano una gran bella immagine del virus che si propaga a Tokyo e mettono subito un paio di cose in chiaro (e di belle immagini questo film è pieno, a partire dal campo di aerei abbandonati per arrivare al gigante muto che martella senza tregua sul cancello e che buca lo schermo come poche altre cose). Prosegue poi mettendo in scena un giapponese che dice “Biohazard”, e ci strappa un sorrisino. Sbraca quindi un po', con tutte quelle Milla sullo schermo assieme, ma glie lo perdoniamo perché in fondo è una scelta figlia dell'amore. Gli perdoniamo un po' meno la decisione di levare i poteri da Supergirl a Milla stessa. Perché in fondo, dopo che hai impiegato tre film a costruire il contraltare positivo di quel che è Wesker anche nei videogiochi, ha un po' poco senso non farceli vedere mentre si prendono a schiaffi potentissimi. Ma, insomma, poco importa, son scelte. Da lì in poi, però, tolta quella quindicina di minuti di spiegazioni doverose per dare un senso agli eventi, è solo e unicamente divertimento, luci, suoni, colori, lettera e testamento.

"Buongiorno, scusate il disturbo, avrei da distribuire questi volantini pubblicitari" - Videodrome
"Buongiorno, scusate il disturbo, avrei da distribuire questi volantini pubblicitari"

Ed è senza ombra di dubbio uno fra i film più zarri della storia. Stiamo parlando di una roba in cui la scena clou vede due strappone bagnate fradice che combattono a colpi di canne mozze un gigante con enormi chiodi infilati dappertutto e un cappuccio in testa che brandisce un enorme arma mezza martello e mezza ascia. Sotto l'acqua cadente. In 3D. Supersaturo. Al rallentatore. O, volendo, anche, di un film in cui il combattimento finale è sostanzialmente il riassunto di tutte le tamarrate fatte da Wesker nei videogiochi, da Resident Evil Code: Veronica in poi, unite in un unico pestaggio accompagnato da un remix degli A Perfect Circle. In 3D. Supersaturo. Al rallentatore. Fra l'altro, parliamone, di questa overdose di ralenti: se a Resident Evil: Afterlife gli levi il ralenti e i fermo immagine, dura secco mezz'ora di meno. E nonostante questo, nonostante sia una roba che ho nella mia vita spesso odiato, il ralenti non dà mai fastidio. Anderson l'ha usato a sproposito in passato, ma qui lo padroneggia ormai come forse nessuno, usandolo a valanga, sempre dove serve, sempre perfetto. Ok, quasi sempre, perché quel momento un po' troppo Matrix all'inizio è discutibile, ma su, dai, non stiamo a fargli le pulci, al ragazzo, che ci mette entusiasmo e amore. Vogliamogli bene, piuttosto.

Per illustrare al meglio la perdita dei poteri di Alice, Paul ci mostra che la dolce Milla non ha una dentatura perfetta. Sono questi i dettagli che fanno grandi i registi - Videodrome
Per illustrare al meglio la perdita dei poteri di Alice, Paul ci mostra che la dolce Milla non ha una dentatura perfetta. Sono questi i dettagli che fanno grandi i registi

E vogliamo bene anche al modo in cui lavora con il 3D, non solo tirandoti in faccia qualsiasi carriola gli passi per le mani, ma costruendo inquadrature ENORMI, che non hanno alcun senso, nelle quali il mondo si allunga a dismisura, superando l'orizzonte e facendo il giro completo, fino ad arrotolarsi. Altro che Avatar. Insomma, Resident Evil: Afterlife è e rimane un filmetto, intendiamoci, come del resto sono filmetti tutti i filmetti di Anderson. Ma è un filmetto con due maroni grossi così. In 3D. Supersaturi. Al rallentatore.

"Fermi tutti, idea geniale: introduciamo Chris Redfield chiudendolo in una prigione. You see what I did there?" - Videodrome
"Fermi tutti, idea geniale: introduciamo Chris Redfield chiudendolo in una prigione. You see what I did there?"


Commenti

  1. Fotone

     
    #1
    Un inchino all'opera magna di giopep, che ha (quasi) dato la vita per rendere omaggio agli Anderson.
    Quarantamila caratteri di autentica passione ludocinematografica, che avrebbe potuto pubblicare come una collana di libri e diventare ricco a suon di best seller, ma che ha scelto di condividere qui con noi. Vola, adesso, verso gli ottantamila!
  2. Fotone

     
    #2
    E per la cronaca, l'ode funziona: dovrò recuperare asappissimo due o tre blu-ray.
  3. babaz

     
    #3
    e si capiscono anche le letture online deviate del nostro

    io lo seguo eh, con divertimento
  4. giopep

     
    #4
    Vai vai, recupera. E mi raccomando lo stereo a palla! :D
  5. ped

     
    #5
    Ahahah, che articolone! Dopo il pezzo su "I 400 calci" (e relativa visione dei Moschettieri) pure io ho azzardato un tiepido recupero di Anderson, ma per pigrizia mi sono arenato quasi subito.
    Ricordo invece che all'epoca Mortal Kombat non mi piacque per nulla; ma ero giovane, non avevo la testa...
  6. giopep

     
    #6
    Io - casomai non fosse chiaro - me li sono sparati tutti in fila per scrivere questo articolo e, tolto Soldier, li ho trovati tutti divertenti (chi più, chi meno). :)
  7. Myau

     
    #7
    Ho letto solo fino al i film che ho visto...
    Ma... non era meglio fare direttamente il Castoro di Paul W.S. Anderson? Non credo esista, e lo hanno fatto di cani e porci.

    Nel merito condivido i pareri su Resident Evil e Aliens VS Predator. Del primo dispiace solo che non ci sia una parte horror un po' più classica (nella villa ci si poteva inventare qualcosa) e di puntare solo sull'aspetto fantascientifico. Comunque gran bel film con un gran bel finale. Di AvP critico solo lo svilimento della mitologia dei mostri, ma lo spettacolo è di ottimo livello. E' più Aliel questo del Resurrection, a mio avviso.
  8. ped

     
    #8
    Questo era chiaro :)
  9. giopep

     
    #9
    Hahahaha Myau, il Castoro dubito me lo pubblichino, e poi mi diverto di più a scrivere qua. :)
  10. fatController

     
    #10
    complimenti per il lavoro, interessante, esaustivo e -soprattutto- divertente da leggere
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