Videodrome

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Qui si parla di cinema. Ma non del multisala a Casnago sul Lambro in cui trascorrete serate consumando aperitivi, giocando col videopoker e rovesciando popcorn su chi vi siede a fianco mentre vi alzate per rispondere al telefono. O forse sì, anche di quello. In fondo nei multisala stile Burago Masnano c'è spesso una sala giochi. E noi vogliamo parlare di cinema e videogiochi. In qualsiasi modo. Anche con la recensione della sala giochi al Capezzano Center di Puriago Molteno. Ma non solo.
Rubrica

Tron 1.5

Cinema digitale sotto un polveroso filtro analogico.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Era il lontano 1976, quando Steven Lisberger si fece ispirare dal mondo dei videogiochi e dell'animazione computerizzata per dare vita al suo progetto Tron, che sarebbe arrivato a vedere la luce solo sei anni dopo e solo grazie all'interesse mostrato da Walt Disney Pictures, dopo che altre aziende come Warner Bros e MGM lo rifiutarono. Un film sostanzialmente realizzato al computer, con brani di azione “live” a fare da apertura e chiusura e, certo, attori inseriti a forza dentro gli scenari virtuali. Un progetto ambizioso e avanti coi tempi, costoso (specie poi perché gestito da sostanziali esordienti), rischioso, ma anche in grado di anticipare tendenze future come quelle del cinema d'animazione in computer grafica o dei deliri digitali di George Lucase e James Cameron. Talmente avanti che l'Academy non lo premiò nemmeno con una nomination per l'Oscar agli effetti speciali visivi (secondo Lisberger perché pensavano che usare il computer equivalesse a barare... Detta oggi sembra una barzelletta).

Le donne virtuali del 1982... - Videodrome
Le donne virtuali del 1982...

Di aneddoti ed episodi, su Tron, così come della sua influenza sul mondo dei videogiochi – certo non limitata alle produzioni su licenza – o del suo anticipare l'esplosione popolare del movimento cyberpunk, se ne potrebbero raccontare tante, così come si potrebbe parlare dello status di cult che si è costruito negli anni. Ma finirei per scrivere tutta una serie di cose che si trovano facilmente anche su Wikipedia, quindi non ne vedo il motivo. Piuttosto, visto che la rubrica è mia e decido io, parlo del mio Tron.

Io, Tron, l'avevo visto sicuramente svariate volte, ma tutte nel corso dei meravigliosi anni ottanta. È passato talmente tanto tempo, dall'ultima volta che l'avevo guardato, che non mi ricordavo più nulla, se non qualche immagine affascinante o che a suo tempo mi aveva affascinato. Jeff Bridges paralizzato sulla sedia e scomposto a cubettoni, la vela che viaggia lungo i canyon, le tutazze luminose e, ovviamente, le moto a scia. Non ricordavo quasi nient'altro, se non che Tron – stranamente – non era il protagonista e che un sacco di gente cercava di abbatterne il mito dicendo che, in fondo, era una mezza schifezza di film. Sulle edizioni in DVD uscite nel decennio scorso, per un motivo o per l'altro, non ho mai messo le mani, e il seguito, quel Tron Legacy che tutti additano come scemenza invereconda, non l'ho visto. E l'ultimo videogioco di Tron lanciato in casa mia girava su Commodore 64. Insomma, sull'argomento, sono un vergine di ritorno. O, meglio, lo ero.

Le moto virtuali del 1982... - Videodrome
Le moto virtuali del 1982...

Ieri, vagando sui siti dei cinema che proiettano film in lingua originale qua a Monaco, ho notato che domenica pomeriggio proiettano Tron Legacy, in 3D, e mi son detto che, via, perché no, scemenza o meno, andiamocelo a guardare. E già che ci siamo, rinfreschiamoci la memoria con il film originale. Solo che, per l'appunto, il film originale in DVD non ce l'ho (ma, occhio, a breve esce in Blu-ray!). A quel punto ho lanciato uno sguardo sopra alla mensola e... Tac. Nel colossale repulisti da centinaia di videocassette avvenuto nelle mie magioni nel corso degli ultimi tre anni, si contano, pare, solo tre sopravvissute. Scuola di polizia 2 (Prima missione), perché me l'avevano regalato i miei compagni di classe delle elementari a un compleanno e ci tengo. Ghostbusters, perché l'aveva comprato mia mamma, in edizione da noleggio, spendendo una fortuna, quando aveva appena acquistato questa cosa fantastica che era il videoregistratore. E perché è Ghostbusters. E lui, Tron. In una fantastica videocassetta stereo hi-fi di Walt Disney Home Video, con tanto di MCMLXXXII stampigliato sul retro. E qual è il modo migliore per riguardarsi il film del futuro fatto nel 1982 che a vederlo oggi è vecchio come il cucco ma all'epoca sembrava avantissimo? Ma ovviamente con una bella VHS d'epoca spalmata via SCART su un plasma da cinquanta pollici!


Commenti

  1. Fotone

     
    #1
    Molto bello il finale del pezzo!
  2. giopep

     
    #2
    Intendi la foto di Tron analogico? :D
  3. Fotone

     
    #3
    No, da "Ecco" fino a "schermo".
    Però anche il CiccioTron baffuto è bellissimo.
  4. Kit Fisto

     
    #4
    Tron è il mio film preferito, proprio per i motivi che hai descritto nell'articolo. Sono il primo ad enunciarne i difetti, le lacune, i passi falsi, ma è ha un fascino innegabile. Sono proprio i "buchi" e le cose buttate lì che lo fanno "mitico", perché Tron non è Tron fatto e finito, ma è il Tron che c'è nella testa di ogni persona che lo guarda e se non riuscite a vederci niente e non vi suscita nulla siete brutti dentro! :D
  5. babaz

     
    #5
    i puri tecnicismi audio/video sono solo una componente minore dell'esperienza cinematografica. E dei videogiochi, e della musica, e della vita :)
    quel che conta è l'emozione
  6. Imbruglia

     
    #6
    dacconcordissimo.
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