Videodrome

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Qui si parla di cinema. Ma non del multisala a Casnago sul Lambro in cui trascorrete serate consumando aperitivi, giocando col videopoker e rovesciando popcorn su chi vi siede a fianco mentre vi alzate per rispondere al telefono. O forse sì, anche di quello. In fondo nei multisala stile Burago Masnano c'è spesso una sala giochi. E noi vogliamo parlare di cinema e videogiochi. In qualsiasi modo. Anche con la recensione della sala giochi al Capezzano Center di Puriago Molteno. Ma non solo.
Rubrica

Attori virtuali

Tameem Antoniades di Ninja Theory racconta il performance capture.

di Andrea Maderna, pubblicato il

In avvio di seconda giornata della Game Developers Conference Europe 2011 ho assistito assieme all'esimio professor Falinovix all'interessante intervento di Tameem Antoniades. Il cofondatore di Ninja Theory, dopo aver sbeffeggiato la stampa presente in sala mostrando un bel nuovo artwork di DMC per poi dichiarare che non avrebbe minimamente parlato del gioco, ha dedicato un'oretta scarsa a illustrare l'importanza e la natura della performance capture per i giochi su cui ha lavorato e per il videogioco moderno in generale, oltre che ad elargire alcune importanti dritte per il pubblico di sviluppatori in sala.

Questo è tutto quel che si è visto di Devil May Cry durante l'intervento di Antoniades - DmC
Questo è tutto quel che si è visto di Devil May Cry durante l'intervento di Antoniades

Heavenly Sword è stato, se non il primo, sicuramente uno dei primi giochi a sfruttare la tecnica del performance capture per dare vita, tramite il lavoro di veri attori, alle performance digitali dei propri personaggi. Corpo, volto e voce sono stati registrati in contemporanea, durante la stessa esibizione, cosa che non tutti gli altri studi di sviluppo fanno (anzi, molti utilizzano attori diversi per il motion capture e poi il doppiaggio). Per Heavenly Sword, fra l'altro, Ninja Theory ha lavorato assieme agli studi Weta (la trilogia cinematografica de Il signore degli anelli fra i loro lavori più famosi), e Antoniades è entrato in contatto con lo scrittore e sceneggiatore Alex Garland e l'attore e regista Andy Serkis.

La relazione instaurata con questi due artisti è stata ed è tuttora fondamentale per la crescita professionale di Tameem Antoniades e la buona riuscita dei suoi lavori. Gli sviluppatori, dice Antoniades, non sono dei narratori e tipicamente hanno un background tecnico, da programmatori. E infatti, nella maggior parte dei casi, il mondo dei videogiochi non vanta sceneggiature di livello. Per questo, nel momento in cui ha deciso di dedicarsi a videogame dal forte impatto narrativo, per Antoniades è stato fondamentale avere l'opportunità di lavorare in maniera organica, coerente, assieme a veri professionisti, che hanno reso migliori i giochi e impreziosito le capacità professionali di chi vi lavorava.

Avere ben chiara ogni sfumatura del mondo di gioco aiuta a dargli consistenza - Enslaved: Odyssey to the West
Avere ben chiara ogni sfumatura del mondo di gioco aiuta a dargli consistenza

Una pratica tipica dell'ambito cinematografico e televisivo, ma che nei videogiochi si usa poco e Antoniades ha voluto invece adottare è quella di creare la bibbia della storia di gioco. Un documento, anche corposissimo, che contenga ogni singolo dettaglio su personaggi, ambientazioni, contesto. Un altra “dritta” che Antoniades ha voluto dare al pubblico presente in sala consiste nello scrivere subito, buttare giù una bozza di storia appena viene ideata. Questo perché, come gli ha insegnato Philippa Boyens (co-sceneggiatrice della trilogia de Il signore degli anelli), una storia diventa bella e rifinita con le revisioni, e la prima volta che la metti per iscritto fa sempre schifo. Ma bisogna farlo, bisogna scriverla e poi prendersi una vacanza dal lavoro, per riprenderla in mano con occhio distaccato

E ancora, lavorare tantissimo sui dialoghi, leggerli ad alta voce, essere in grado di spiegarli, giustificarli, contestualizzarli: sapere per quale motivo ogni personaggio dice quel che dice. La maggior parte dei dialoghi – nel videogioco come al cinema – sono pessimi e lo stesso Antoniades ammette di essere stato un disastroso scrittore di dialoghi e aver imparato molto grazie alla collaborazione con Alex Garland, che ha dato una meno più o meno corposa su tutti i titoli di Ninja theory.


Commenti

  1. Do-You.Frank

     
    #1
    alla domanda finale: sì, se escono giochi come enslaved, ne vale la pena
  2. giopep

     
    #2
    La prossima volta che vedo Antoniades riferisco. :D
  3. Do-You.Frank

     
    #3
    bravo a giopep
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