Genere
Picchiaduro
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64,90 Euro
Data di uscita
10/8/2003

Virtua Fighter 4 Evolution

Virtua Fighter 4 Evolution Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Genere
Picchiaduro
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
10/8/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
64,90 Euro

Lati Positivi

  • Elevata profondità di gioco
  • Quindici personaggi ben differenziati
  • Buona realizzazione tecnica
  • Infinito in multiplayer

Lati Negativi

  • Aliasing notevole
  • Poche innovazioni rispetto a Virtua Fighter 4

Hardware

Per esibire le vostre doti marziali avrete bisogno di una confezione originale del gioco, di una PlayStation 2 PAL e di una Memory Card con almeno 140 KB disponibili. Il gioco supporta la modalità video PAL60, da utilizzare su televisori compatibili.

Multiplayer

Sono presenti nel gioco le classiche modalità di scontro fra due giocatori.
Recensione

Virtua Fighter 4 Evolution

Seconda versione per lo splendido picchiaduro targato Sega, da molti eletto come nuovo re nel suo violento genere. Due nuovi personaggi, veste grafica ritoccata e qualche piccola modifica rendono Virtua Fighter 4 ancora più solido, tecnico e imperdibile per gli appassionati di arti marziali virtuali. Scopriamo insieme se vale la pena passare a questa nuova edizione.

di Stefano Castelli, pubblicato il

Ci sono videogame che richiedono una definizione particolare. Non si possono chiamare seguiti, o sequel, perché così facendo i veri sequel ci rimarrebbero piuttosto male. Si tratta di titoli che sono davvero molto, probabilmente troppo simili ai predecessori per venire definiti "seguiti". Preferiamo chiamarli "aggiornamenti" - "upgrade", per gli aficionados della lingua inglese - e come probabilmente avrete intuito, Virtua Fighter 4 Evolution è proprio uno di loro. Uscito a circa un anno di distanza dalla precedente edizione, disponibile solo su PlayStation 2, il gioco si ripromette di aggiornare e migliorare il già ottimo lavoro svolto da Yu Suzuki e dal suo team. Vediamo come.

IL RITORNO DEL RE

E' raro vedere il fondatore di un genere videoludico che riesce a rimanere, evolvendosi, seduto sul trono del genere stesso. Virtua Fighter sembra esserne capace. Certamente, il posto di miglior picchiaduro gli è stato già sottratto in passato da produzioni Namco ed attualmente la concorrenza è quantomeno spietata e agguerrita. Non di meno, attualmente Virtua Fighter 4 rimane il miglior modo per menare (virtualmente) le mani su una console casalinga (Soul Calibur e relativo sequel permettendo), superando di scatto anche un gioco blasonato come Tekken 4, e Virtua Fighter 4 Evolution riesce nel tentativo di raffinare ulteriormente la qualità della precedente edizione.
Le differenze rispetto a Virtua Fighter 4 sono però piuttosto limitate: troviamo due nuovi lottatori utilizzabili (Goh Hinogami, Judoka, e Brad Burns, praticante di Kick Boxing) che si affiancano ai precedenti tredici formando un team ben variegato e completo. Troviamo un sistema di addestramento del giocatore rinnovato ed efficace, una nuova modalità di gioco chiamata "Quest Mode" e, in generale, piccoli miglioramenti grafici e strutturali, talvolta ben poco percettibili. Quello che rimane praticamente inalterato è il cuore del gioco, quel sistema di combattimento basato su tre soli tasti (e relative combinazioni) che è valso a Virtua Fighter 4 il trono e che ora si ripropone in tutta la sua complessità e tecnica.

Tramite un tasto per i pugni, uno per i calci e uno atto alla difesa, il giocatore deve apprendere numerosi attacchi, proiezioni, schivate e combinazioni di colpi da utilizzare contro gli avversari. Come da tradizione, Virtua Fighter tiene da parte mosse particolarmente spettacolari ed improbabili, puntando su uno stile di lotta abbastanza veritiero e plausibile. Apparentemente, dunque, una volta eliminate combinazioni chilometriche di attacchi, Virtua Fighter 4 Evolution potrebbe apparire un picchiaduro più semplice rispetto a titoli come Tekken 4 o Mortal Kombat: Deadly Alliance: niente di più sbagliato, difficilmente potrete trovare una profondità di azione e una difficoltà di apprendimento pari a quelle del gioco qui presente.
Ciascun personaggio va studiato, appreso, fatto proprio e magari personalizzato nell'utilizzo. Colpi e tempisitiche vanno assorbiti e compresi prima di poter ottenere qualcosa di valido dalle proprie azioni marziali, e questo può richiedere un lungo periodo di allenamento. Tanto lungo da scoraggiare eventualmente parecchi giocatori, ma allo stesso tempo in grado di fornire in cambio un livello di appagamento che non trova eguali. Inoltre, siamo di fronte a un picchiaduro interamente tridimensionale, anche per quanto riguarda gli spostamenti (si veda Soul Calibur o Dead or Alive 3), aspetto che acquista un rilievo importante in presenza del classico "ring-out" (attivato in alcuni dei livelli di gioco e sostituito altrove da muri che limitano il movimento del personaggi).

EVOLUZIONE LIMITATA?

Per quanto riguarda l'esperienza di gioco per un singolo utente è certamente da segnalare l'assenza della modalità "Kumite", molto popolare in Virtua Fighter 4: in sua vece è stata creata una nuova opzione, chiamata "Quest Mode", che ricorda da vicino i noti "Edge Master Mode" degli apprezzati Soul Edge e Soul Calibur. In pratica, una volta scelto un personaggio ci si ritrova dinanzi a una mappa su cui è possibile selezionare diverse competizioni, vinte le quali si ottengono soldi da spendere in un apposito negozio. Non parliamo solamente di semplici incontri, bensì di piccole "missioni" da compiere seguendo indicazioni ben precise, come per esempio schivare un certo numero di attacchi in pochi secondi o atterrare un nemico usando determinate tecniche: questa specie di piccole missioni sono anche state introdotte durante le modalità di combattimento classiche e rappresentano un piccolo ma valido diversivo per il giocatore.

I bonus acquistabili sono molto numerosi e variano da semplici elementi di vestiario (come abiti, cappelli e altri accessori) a nuovi modelli poligonali per i vari combattenti: sbloccare ogni singolo oggetti della modalità Quest Mode richiederà una buona dose del vostro tempo libero. Un altro aspetto importante di Virtua Fighter 4 Evolution riguarda l'evoluzione del sistema di allenamento predisposto per il giocatore, che risulta probabilmente il più complesso in assoluto mai apparso in giochi di questo genere. Analizzando il gioco in sé, si nota ben presto come le modifiche apportate non siano propriamente molte: tanto per cominciare, ad esempio, il sistema di combattimento è rimasto praticamente immutato. Chi ha giocato molto con Virtua Fighter 4 noterà certamente qualche mossa aggiunta o modificata per i vari personaggi, unitamente a un sostanziale bilanciamento dei personaggi (sotto quest'aspetto il gioco brilla realmente). Un processo di mini-raffinazione che potrebbe anche risultare intangibile ai giocatori più superficiali.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Virtua Fighter 4 è IL picchiaduro per gli amanti degli scontri tecnici e ragionati: Sega lo ha urlato a gran voce con la prima edizione del gioco e lo ribadisce con convinzione grazie a Virtua Fighter 4 Evolution. Purtroppo la quantità di innovazioni introdotte è così ridotta da non giustificare (salvo essere fan assoluti di questa serie) un secondo acquisto da parte degli utenti che già possiedono la prima versione di Virtua Fighter 4. Per tutti gli altri invece l'assenza di Virtua Fighter 4 Evolution dal proprio scaffale è una lacuna che può essere giustificata solamente con l'avversione più profonda per i picchiaduro a incontri.