Genere
Picchiaduro
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
69,90 Euro
Data di uscita
23/3/2007

Virtua Fighter 5

Virtua Fighter 5 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Genere
Picchiaduro
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
23/3/2007
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
69,90 Euro

Lati Positivi

  • Squisitamente tecnico
  • Esperienza di gioco profonda ed appagante
  • La disinvoltura e il dettaglio dei combattenti sono impressionanti
  • Ambientazioni di gioco varie...

Lati Negativi

  • ... ma non sempre ispirate e dettagliate
  • Necessita di dedizione per essere pienamente apprezzato
  • Il d-pad del SIXAXIS "impasta" alcune sequenze di pressione dei tasti
  • Manca il supporto online

Hardware

Per sfidare i diciassette combattenti di Virtua Fighter 5 sono necessari una console PlayStation 3, un joypad SIXAXIS e una confezione originale del gioco. Va segnalata la commercializzazione in Giappone di un arcade-stick che mira a ovviare ai problemi "tecnici" del d-pad del SIXAXIS esposti nell'articolo di apertura, oltre a rappresentare un'interessante periferica per chi ha conosciuto la serie Virtua Fighter nel suo luogo di nascita, ossia la sala giochi. La recensione si riferisce alla versione Giapponese del titolo di Sega, in ogni caso completamente localizzata in Italiano per quanto riguarda i testi a schermo. L'edizione PAL di Virtua Fighter 5 è attesa nei negozi il 23 marzo 2007, giorno del lancio di PlayStation 3 nel Vecchio Continente.

Multiplayer

Virtua Fighter 5 supporta una classica modalità per due giocatori in cui sfidarsi con un amico sulla stessa console. Non è purtroppo presente alcun supporto per modalità di gioco multiplayer online.

Link

Recensione

Impariamo a combattere!

Virtua Fighter 5 è prima di tutto una lezione di combattimento...

di Luca Airoldi, pubblicato il

La volontà di fare del gameplay di Virtua Fighter 5 una questione di pura tecnica, si riflette in maniera incredibilmente coerente su altri importanti fattori di quest'ultimo capitolo della gloriosa serie di picchiaduro targata Sega. Dal comparto tecnico alla stessa struttura di gioco, Virtua Fighter 5 sembra effettivamente un picchiaduro che ha come primo scopo quello di "insegnare" al giocatore come combattere, conducendolo a un affinamento di tecnica e maestria indubbiamente appaganti e ricchi di significato.

OCCHI PUNTANTI SUL RING

Lo stesso quadro visivo offerto dall'ultima produzione di Sega sembra abbracciare pienamente questa filosofia. Tralasciando questioni meramente tecniche, è evidente come lo scopo principale sia ancora una volta quello di porre l'attenzione su un unico elemento: i due combattenti. Con questo non vogliamo in ogni caso sminuire l'impatto grafico di ciò che fa da contorno all'azione di gioco: le ambientazioni appaiono infatti indubbiamente ben riprodotte ed evocative (benché non sempre dovutamente ispirate), ma non rappresentano certo il punto focale del quadro complessivo, abdicando a un ruolo invece fondamentale per altri picchiaduro, Dead or Alive in primis.
Lo stesso fatto di avere a che fare con arene piane, tradizionalmente povere e spartane, ha il ben preciso scopo di spostare l'attenzione sui soggetti stessi del combattimento, ed è qui che Virtua Fighter 5 sfodera le sue qualità "tecniche".
La disinvoltura nei movimenti e l'attenzione al minimo dettaglio dedicati a ognuno dei diciassette combattenti sono a tratti impressionanti e ricalcano alla perfezione la volontà di rendere squisitamente tecnico ogni istante dello scontro: basta anche solo osservare la maestria nel movimento di Lei-Fei per comprendere appieno questo fatto. Ne deriva pertanto un impatto visivo che premia l'azione di gioco, rendendola incredibilmente realistica, capace di far apprezzare ogni minimo movimento messo sul campo e, d'altro canto, "svuotandola" di altri contenuti ritenuti - coerentemente - meno importanti.

UN SOLO SCOPO: INSEGNARE A COMBATTERE

Il medesimo discorso può essere approntato per quella che è la struttura su cui Virtua Fighter 5 pone le sue basi: se però per l'aspetto tecnico e visivo è più immediato ricercare e individuare ragioni concrete cui corrispondono determinate scelte, più complicato è accettare l'effettiva povertà strutturale che contraddistingue Virtua Fighter 5. Del resto, riallacciandoci a quanto detto nell'articolo di apertura della presente recensione, il titolo di Sega vuole "insegnare" al giocatore come combattere: sotto quest'ottica possono ragionevolmente "bastare" le importanti sessioni di allenamento nel dojo e la modalità principale di gioco in cui sfidare - come in sala giochi - i combattenti via via più forti di ogni circolo, mirando a superare se stessi mettendosi alla prova in tornei e scontri dal sapore sempre più intrigante.
Tutto qui, però. Se è possibile condividere questa filosofia per quello che riguarda eventuali altre modalità che spesse volte appaiono prive di vero significato, ci duole ammettere che la mancanza del supporto multiplayer online si fa invece effettivamente pesante e difficilmente comprensibile: sfidare amici online avrebbe potuto essere un ottimo campo di prova per mostrare alla comunità i propri progressi e le proprie qualità.

PERFEZIONISMO COME PROPRIO CREDO

La possibilità infine di personalizzare ognuno dei combattenti con vestiti e gadget di svariata natura, da sbloccare nella modalità principale, costituisce sì un incentivo a combattere ma non è, ancora una volta, la chiave di volta di Virtua Fighter 5: lo stimolo deve arrivare dalla volontà di perfezionarsi incontro dopo incontro, affinando tecnica e disinvoltura nei movimenti.
Un obiettivo indubbiamente non facile e che probabilmente non riuscirà a soddisfare tutti i palati, soprattutto per chi interpreta il picchiaduro come un'esperienza da vivere perlopiù freneticamente, sfoggiando combo poderose e spettacolari. Chi invece mira a fare propria la tecnica del combattere in maniera ragionata, studiata e disinvolta, ha trovato quel che cerca: Virtua Fighter 5 ci mette tra le mani tutti gli elementi per portare a termine questa impresa.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Virtua Fighter 5 sbarca nella nuova generazione all'insegna della tradizione: la volontà di perseguire la pura e cristallina tecnica del combattere non ha ceduto a tentazioni più modaiole e fuorvianti. Con questo non ci riferiamo alla mera realizzazione grafica (in ogni caso di ottimi livelli), quanto piuttosto a un gameplay che riesce a mantenere la sua qualità in termini di profondità ed esperienza di gioco. Da questo punto di vista vanno intepretate le scelte fatte da Sega, che elevano il combattimento a vero soggetto di tutta la produzione svuotandolo dell'importanza di ciò che gli fa da cornice, dalle ambientazioni da ritenersi perlopiù "semplici" alle modalità di gioco globalmente "spartane". Scelte indubbiamente più o meno condivisibili, ma che certamente non deluderanno gli amanti della squisita tecnica del combattere.