Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
39,00 euro
Data di uscita
17/12/2003

Virtual Skipper 3

Virtual Skipper 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nadeo
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
17/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
39,00 euro

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Intervista

Virtual Skipper 3 ed oltre... Intervista a Giovanni Soldini

L'uomo e il mare. C'è chi può vivere questo storico e carnale rapporto immerso nell'aria salmastra a cavallo delle onde e chi, purtroppo, deve accontentarsi di simulare l'avanzata su rotte avventurose e, ancora oggi, dense di insidie. Tra una bolina virtuale e una reale, Nextgame.it incontra il più famoso velista dei nostri tempi, Giovanni Soldini, testimonial di Virtual Skipper 3!

di Redazione , pubblicato il

Giovanni Soldini è decisamente un personaggio. Salito alla ribalta nazionale sopratutto per un atto di coraggio e disponibilità (il recupero della velista Isabelle Autissier in grave difficoltà durante la Around Alone del 1999), Giovanni è uno di quei velisti capaci di mettersi costantemente in discussione, abbracciando imprese di grande difficoltà. In attesa di saltare a bordo del suo trimarano, ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande...

Nextgame.it: I giochi di simulazione nautica vertono molto spesso sulla sola navigazione, tralasciando a volte aspetti importanti come la composizione dell'equipaggio. Cosa puoi dire in proposito?

Giovanni Soldini: Che, ovviamente, l'equipaggio è fondamentale. Tutto, senza distinzioni di ruoli.

Nextgame.it: Quale aspetto della navigazione a vela è più difficile da riprodurre in un simulatore?

Giovanni Soldini: Nella realtà uno deve fare le cose con le mani, con tutto quanto ne consegue. E poi magari si fa fatica a stare in piedi, ci si bagna e fa freddo. Queste cose il computer non potrà mai riprodurle.

Nextgame.it: Il caso più clamoroso di videogioco simulativo si è avuto con Jacques Villeneuve che "provava" i circuiti che non conosceva utilizzando il noto simulatore di guida Gran Prix 2. A suo dire non c'entrava molto con la sensazione di "guida" vera di una monoposto ma poteva comunque fornire delle idee e dei riferimenti che erano utili anche a lui. Immaginiamo che un simulatore di vela c'entri ancora meno con la vela vera di quanto facesse GP2 con la Formula 1, ma a te il simulatore di vela che sensazioni dà? Cosa ci ritrovi del tuo vero lavoro? Cosa può trovare in esso il “velista della domenica” e cosa invece il giocatore occasionale? Pensi che un videogioco come Virtual Skipper 3 possa fare del bene alla vela avvicinando dei ragazzi al mondo velistico o che sia più indicato al telespettatore che vuole ricreare le emozioni viste in TV?

Giovanni Soldini: Credo che sia un divertente gioco, utile quando non si ha la possibilità di saltare su una barca e navigare. Aiuta a capire i meccanismi della navigazione a vela e della tattica di regata.

Nextgame.it: Oltre a prestare la tua immagine a Virtual Skipper 3, sei stato più volte testimonial di una realtà moderna come TIM. Che rapporto ha con la tecnologia un uomo che, quando il mare non concede clemenza, deve comunque fare affidamento solo sul suo intuito e le proprie capacità?

Giovanni Soldini: La tecnologia a bordo è molto importante ma non le si può chiedere di risolvere tutti i problemi. Quando sei in mare ci sei appunto tu e il mare e non c'è apparecchio che tenga. Ma lo stesso capita in moltissime altre situazioni. Se non sai guidare la macchina, non c'è GPS che ti porti a destinazione.

Nextgame.it: Sempre riguardo le tecnologie: immaginiamo che durante la sua vita di navigatore, abbia visto da vicino l'evoluzione e l'utilizzo di nuove tecnologie elettroniche e di comunicazioni. Quali aspetti del tuo mestiere sono migliorati maggiormente? Ce n'è qualcuno che invece è a tuo parere peggiorato con l'utilizzo di nuove tecnologie?

Giovanni Soldini: Partiamo dal fondo. Se una cosa, applicando una tecnologia, peggiora si fa a meno di quella tecnologia. Molto semplice. Per il resto è sicuramente la comunicazione, intesa come possibilità di accesso a fonti di informazioni e quindi satelliti, internet eccetera.

Nextgame.it: La meteorologia è principalmente fondata su previsioni elaborate grazie ai calcolatori. Col passare degli anni, hai visto un miglioramento in questo campo? Sei mai stato sorpreso da una previsione errata?

Giovanni Soldini: Il miglioramento è continuo. Per la potenza dei calcolatori, per la possibilità di avere una sempre maggiore massa di dati e di nuovi modelli che sono stati messi a punto. Ma anche così si sbaglia. Per fortuna altrimenti saremmo dei padreterni!

Nextgame.it: Per orientarsi in mezzo al mare e per la navigazione sicuramente la tecnologia è di grande aiuto. Ma se il GPS non funzionasse, o se non dovesse vedere i satelliti? Hai sempre con sé carte e compasso nautico? Ti è mai capitato di doverti orientare usando le care, vecchie stelle?

Giovanni Soldini: Prima di tutto a bordo i GPS sono due, ma comunque abbiamo anche le carte, bussole e sestante. Credo di averlo usato l'ultima volta per fare il punto cinque anni fa.

Nextgame.it: Come si "sopravvive" in mezzo all'oceano? Barrette e integratori, oppure c'è lo spazio per pasti più completi e gustosi?

Giovanni Soldini: Pasta, riso e niente barrette. Farsi un piatto caldo fa bene, non solo allo stomaco.

Nextgame.it: Qual'è stato uno dei momenti più difficili che hai vissuto durante le tue tante avventure in mare aperto?

Giovanni Soldini: Quando ho perso un amico.

Nextgame.it: Fra un rollio e l'altro, hai un po' di tempo da dedicare al videogioco? C'è un titolo che ha apprezzato più di altri?

Giovanni Soldini: No.

Nextgame.it: Se un giorno, tuo figlio dovesse dirle di preferire i videogiochi alla navigazione, sarebbe contento-deluso-indifferente? Perché?

Giovanni Soldini: Quel giorno vedremo. Comunque avendo provato da piccolo l'andar per mare non credo preferisca stare davanti a uno schermo.

Nextgame.it: Cosa ne pensa un "solitario", come sei stato fino a poco tempo fa, del "fenomeno" America's Cup? Il tuo territorio è il trionfo dello "sport estremo", L'America's Cup sta diventando un evento come, appunto, la Formula 1 o la Moto GP. Per quanto questo fatto sia un bene per tutto il movimento velistico quanto senti quel mondo vicino a te?

Giovanni Soldini: L'America's Cup è un altro modo di andare a vela. Ce ne sono tantissimi e non ce n'è uno meglio dell'altro. Certo nell'America's Cup girano tantissimi soldi, ma è sempre stato così. Va bene se la vela va in TV e la conosce sempre più gente.

Nextgame.it: Com'è cambiata la tua vita da quando sei diventato un personaggio pubblico? Qual'è il tuo futuro? Tornerai in solitaria o resterai nel campo più "tradizionale" in cui ti stai muovendo ora?

Giovanni Soldini: Abbiamo il trimarano TIM Progetto Italia e la prossima stagione è ricca di appuntamenti importanti. A cominciare dalla Transatlantica in solitario a fine maggio dall'Inghilterra a Boston e poi la Quebéc-Saint Malo dal Canada alla Francia. Poi nel calendario del trimarani ci sono altre regate. Questi sono gli impegni futuri, in solitario e in equipaggio.

Nextgame.it: Dopo aver passato settimane in mezzo al mare, dopo esserti sentito per molti giorni un piccolo puntino nell'universo, come fai a ritornare a una vita "normale" senza chiederti quanto folle sia la nostra vita quotidiana?

Giovanni Soldini: Si allunga un piede e si scende dalla barca. E' come quando si parte. Mica si va o si torna da un altro mondo, ci si porta tutto a bordo.

Nextgame.it: Grazie per le risposte e in bocca al lupo per il tuo futuro sportivo!