Genere
Strategico
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
8,99 euro
Data di uscita
3/4/2014

Warhammer 40,000: Storm of Vengeance

Warhammer 40,000: Storm of Vengeance Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Eutechnyx
Genere
Strategico
Data di uscita
3/4/2014
Giocatori
1-2
Prezzo
8,99 euro

Lati Positivi

  • Semplice e immediato
  • Costa poco

Lati Negativi

  • Monotono e ripetitivo
  • Tecnicamente terribile
  • Pessimo multiplayer
  • Scarsa profondità strategica

Hardware

Warhammer 40K: Storm of Vengeance è disponibile su PC e iOS dal 3 aprile.

Multiplayer

Il gioco presenta una modalità multiplayer competitiva aperta a due giocatori.

Modus Operandi

Abbiamo testato Warhammer 40K: Storm of Vengeance su PC e iPad grazie al codice fornitoci da Ingress Italia.

Link

Recensione

Plants vs... Space Marines

Il celebre brand di Games Workshop sbarca su PC e iOS... con pessimi risultati.

di Davide Persiani, pubblicato il

Sebbene sia uno dei brand più amati e popolari di sempre, Warhammer non ha mai goduto di trasposizioni videoludiche particolarmente valide ed è senz'altro un peccato visto che, obiettivamente, gli elementi per creare un capolavoro non mancherebbero di certo. Troppe sono state le mediocri mosse commerciali che nel corso degli ultimi anni hanno dato vita a prodotti squallidi e del tutto incapaci di rendere giustizia al meraviglioso universo creato da Games Workshop. Proprio alla luce di questo è inutile dire che nessuno avrebbe scommesso un singolo centesimo sulla buona riuscita di Warhammer 40K: Storm of Vengeance, ma le cose, purtroppo, sono andate ancor peggio del previsto.

SENZA SPERANZA

Ambientato nel vivo dell’eterna guerra tra Orchi e Space Marine, Warhammer 40K: Storm of Vengeance è un classico "lane strategy game" in cui le due fazioni si combattono senza esclusione di colpi all’interno di campi di battaglia suddivisi in cinque corsie orizzontali. L’obiettivo? Conquistarne almeno tre per vincere. Niente di particolarmente esaltante dunque, se non per i veri appassionati del genere, ma ciò non toglie che la semplicità del concept sia l’ultimo dei problemi di un prodotto che, sin dai primissimi minuti, denota una realizzazione veramente approssimativa e una criminosa mancanza profondità.

Le unità sono in grado di attaccare sia i nemici posizionati sulla loro corsia di appartenenza sia quelli presenti nelle corsie adiacenti, ma quest'ultimi vengono quasi sempre ignorati. - Warhammer 40,000: Storm of Vengeance
Le unità sono in grado di attaccare sia i nemici posizionati sulla loro corsia di appartenenza sia quelli presenti nelle corsie adiacenti, ma quest'ultimi vengono quasi sempre ignorati.

Le due campagne che compongono la modalità principale, una incentrata sugli Orchi, l’altra dedicata agli Space Marine, risultano infatti tutt’altro che esaltanti non solo a fronte di uno stile narrativo così retrò da rievocare violentemente gli anni ’90 (minato peraltro da una traduzione piena zeppa di errori sia di forma che di ortografia) ma soprattutto a causa di una progressione scontata e poco stimolante. Tutto si riduce a una sequela di banali combattimenti che, complice una IA a dir poco ridicola, possono essere superati senza il minimo sforzo nell’arco di 2-3 minuti, e ciò che ne consegue è un’esperienza banale e soprattutto ripetitiva in cui la componente strategica, che teoricamente dovrebbe rappresentare il cuore pulsante dell’esperienza, spicca solo per i suoi innegabili limiti.

Le strutture a disposizione di ciascuna fazione si contano infatti sulle dita di una mano (tra cui per produrre l'energia necessaria per costruire altre strutture o per schierare delle unità) e le unità utilizzabili non brillano né per numero né tantomeno per varietà, limitando dunque al minimo la possibilità di adottare a approcci differenti. La presenza di un secondo indicatore di energia, utile per evocare unità differenti e scatenare attacchi speciali, accresce lievemente le variabili dei combattimenti, senza però innalzare la profondità dell'esperienza tanto quanto ci si aspetterebbe. A incoraggiare, seppur parzialmente, la sperimentazione di tattiche diverse vi è un discreto sistema di progressione, attraverso il quale è possibile potenziare le unità in proprio possesso, ma la realtà dei fatti è che nella maggior parte dei casi tali potenziamenti risultano superflui, per non dire inutili, ai fini della vittoria.

Ciascuna fazione dispone di unità speciali che possono sovvertire le sorti di uno scontro in breve tempo. - Warhammer 40,000: Storm of Vengeance
Ciascuna fazione dispone di unità speciali che possono sovvertire le sorti di uno scontro in breve tempo.

Superate le prime 25-30 missioni di ogni campagna, la situazione si ribalta però in maniera inspiegabile, portando a situazioni a dir poco paradossali: senza alcun preavviso la difficoltà dell'esperienza raggiunge picchi sorprendentemente elevati e i nemici riescono a garantire un costante afflusso di unità anche nel momento in cui si distruggono le strutture che dovrebbero produrre l'energia necessaria per utilizzarle. Una triste testimonianza di come le battaglie siano state sviluppate in maniera tale da avere un'evoluzione pre-impostata e non dinamica. Un aspetto davvero inaccettabile per un prodotto lanciato nel 2014.

Al di là delle sue discutibili campagne, il titolo propone anche un mediocre comparto multiplayer aperto a un massimo di due giocatori per affrontare classiche sfide all'ultimo sangue. La possibilità di scontrarsi con un altri giocatori non sarebbe male (specie a fronte della natura cross-platform del comparto online), se non fosse che i server sono così vuoti da rendere quasi impossibile la creazione di una partita. Trovare un avversario può infatti richiedere decine e decine di minuti (e altrettanti tentativi visti i numerosi problemi di connessione) e questo, considerando la brevità delle sfide e la qualità complessiva dell'esperienza, non potrà che scoraggiarvi dall'avviare ossessivamente il matchmaking.

Le dimensioni ridotte dello schermo nella versione iOS contribuiscono a rendere l’impatto visivo leggermente più gradevole rispetto a quello offerto dalla versione PC. - Warhammer 40,000: Storm of Vengeance
Le dimensioni ridotte dello schermo nella versione iOS contribuiscono a rendere l’impatto visivo leggermente più gradevole rispetto a quello offerto dalla versione PC.

Tecnicamente, il titolo presenta infine una realizzazione davvero mediocre. Gli scenari sono squallidi, poco ispirati e davvero piatti, e le unità, per quanto fedeli all’universo di Warhammer, presentano dei modelli di scarsa qualità che non contribuiscono a accrescere l'intensità di un'atmosfera già di per sé davvero discutibile. E se questo non fosse già abbastanza per testimoniare lo scarso valore del prodotto, vi sono anche animazioni tutt'altro che eccezionali e un'interfaccia davvero antiquata. A salvarsi è solo il comparto audio, composto da una pregevole colonna sonora.

LA VERSIONE IPAD

In termini di contenuti la versione iOS di Warhammer 40K: Storm of Vengeance non si discosta in alcun modo dall’edizione PC, proponendo dunque le medesime campagne e lo stesso desolante multiplayer, seppur a un prezzo sensibilmente inferiore (4,49 euro rispetto a 8,99 euro). L’unica differenza sostanziale sta nel sistema di controllo, ovviamente di natura touch, ma nonostante questo contribuisca ad accrescere l’accessibilità dell’esperienza, determina qualche piccola difficoltà gestionale nel corso dei combattimenti; le dimensioni ridotte dello schermo, tendono infatti a complicare la disposizione delle proprie unità sul campo di battaglia, incrementando il rischio che vengano posizionate sulla corsia sbagliata. A rigor di logica questo potrebbe pregiudicare la buona riuscita dei conflitti, ma visto il basso grado di difficoltà e l’altrettanto esigua durata di ogni missione, tale aspetto non rappresenterà di certo un problema vero e proprio.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Warhammer 40K: Storm of Vengeance è un prodotto scadente, tanto su PC quanto nella versione mobile iPad, incapace di garantire il benché minimo divertimento a causa di un concept lacunoso e privo di profondità, che soffre di uno sviluppo approssimativo. La ripetitività del single-player e gli scarsi stimoli derivanti da un multiplayer in cui trovare un avversario può spesso richiedere decine e decine di minuti, si traducono infatti in un’esperienza piatta e soprattutto noiosa, impoverita peraltro da un pessimo comparto tecnico e da una narrazione tutt’altro che esaltante. Si poteva e si doveva decisamente fare di più, quantomeno per rispetto nei confronti degli appassionati di Warhammer.

Commenti

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