Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
65 euro
Data di uscita
24/10/2003

Warhammer Fire Warrior

Warhammer Fire Warrior Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
THQ
Sviluppatore
Kuju Entertainment
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
24/10/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
16
Prezzo
65 euro

Lati Positivi

  • Frame rate fluido e stabile
  • Vario e sufficientemente longevo
  • Ottimo supporto multiplayer

Lati Negativi

  • Scarsa originalità
  • Level design troppo lineare
  • Doppiaggio di qualità altalenante

Hardware

Per giocare a Warhammer Fire Warrior sono necessari una PlayStation 2 PAL, una Memory Card e una confezione originale del gioco, sempre in versione PAL. Il titolo supporta il multitap e l'adattatore di rete.

Multiplayer

Warhammer Fire Warrior offre il supporto per quatto giocatori tramite la modalità schermo diviso e la possibilità di giocare online. Le due opzioni si escludono vicendevolmente. Sfortunatamente l'opzione di gioco in rete è piagata da numerosi cheater (ma non tutte le partite, si badi bene). Le modalità di gioco previste sono Deathmatch, Team Deathmatch e Capture the Flag. Non è prevista una modalità cooperativa nello story-mode.

Link

Recensione

Warhammer Fire Warrior

Un mondo in cui il confine tra tecnologia e magia è arbitrario, e ogni progresso scientifico porta solo nuova morte, nuova guerra, nuova distruzione. Un mondo in cui la vita è mera moneta di scambio per nuove conquiste, e il guerriero vede ogni alba sperando che sarà l'ultima. In un mondo simile, è ancora possibile la sopravvivenza per individui disposti a sacrificarsi per un bene superiore?

di Alberto Cavalli, pubblicato il

Warhammer può essere considerato la risposta inglese a Advanced Dungeons and Dragons, celeberrimo Gioco di Ruolo basato su un universo fantasy popolato da elfi, maghi e guerrieri. Lanciata nel 1987 e ambientata in un futuro apocalittico, che vede il genere umano impegnato nella strenua difesa di un vastissimo impero intergalattico dagli attacchi di forme di vita aliene, la serie 40.000 è diventata in breve tempo il punto di riferimento per i board-game basati su miniature di piombo.
Preceduto da un certo numero di tie-in, per lo più caratterizzati da una spiccata componente strategica (Space Hulk, The Shadow of the Hornet Rat, etc), Warhammer Fire Warrior è il primo sparatutto in soggettiva a giovarsi della prestigiosa licenza Games Workshop. In Warhammer Fire Warrior saremo chiamati ad impersonare Kais, giovane guerriero della razza Tau, partendo dal suo battesimo del fuoco sul campo di battaglia, fino ad arrivare a ricoprire un ruolo fondamentale in uno scontro senza esclusione di colpi tra le fazioni dei Tau, della Guardia Imperiale e degli Space Marine.

TANTO TEMPO FA, QUESTA GALASSIA ERA TUTTA CAMPAGNA

Come accennato precedentemente, Warhammer Fire Warrior è uno sparatutto in prima persona ambientato nell'universo di Warhammer 40.000. Nella missione di addestramento scopriamo che i Tau sono una giovane razza rigidamente divisa in caste, coincidenti con i quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua, a seconda della destinazione (lavoratore, pilota, guerriero, burocrate), a cui si aggiunge una misteriosa quinta, gli Eterei, che hanno il compito di governare il pianeta e di controllare le relazioni tra le diverse caste.
Il rapimento di un Etereo innesca il conflitto con l'Impero, e la nostra missione ha come obiettivo la sua liberazione. Per stessa ammissione dello sviluppatore inglese Kuju Entertainment, Warhammer Fire Warrior trae pesante ispirazione da molti tra i migliori esponenti del genere sparatutto: Medal of Honor, Halo e Half-Life su tutti. La missione iniziale, per esempio, si presenta del tutto simile allo sbarco in Normandia di Medal of Honor, con esplosioni e raffiche di mitra che accompagnano l'azione, intervallate dalle urla e dai frenetici dialoghi tra i nostri compagni di battaglia. La gestione delle armi (è possibile trasportarne contemporaneamente un massimo di due: un'arma Tau e una prelevata dallo scenario) e il doppio sistema di protezione (uno scudo energetico che si ricarica automaticamente e il consueto livello dell'energia vitale) sono invece mutuati da Halo, mentre l'assenza della rappresentazione del player-character nelle scene di intermezzo è volto a ricreare l'immedesimazione nel personaggio che ha fatto grande Half-Life.
E' bene premettere che chiunque si aspetti di trovare in Warhammer Fire Warrior un gioco paragonabile ai titoli summenzionati è destinato a restare deluso, poiché sebbene le varie ispirazioni siano inserite diligentemente nella struttura di gioco, Warhammer Fire Warrior non riesce a reggere l'urto del confronto con i capisaldi del genere, ritagliandosi uno spazio di secondo piano - seppur dignitoso - nel panorama degli sparatutto in prima persona. Warhammer Fire Warrior pecca principalmente di un level-design eccessivamente lineare e di una scarsa varietà nei nemici. Desta particolare stupore l'assoluta mancanza di reazioni da parte degli avversari che non riescono a stabilire un contatto visivo: un colpo inferto da grande distanza, stranamente, non innescherà in essi alcuna reazione. Per il resto l'Intelligenza Artificiale si comporta in maniera abbastanza realistica in funzione della tipologia: i soldati semplici, la "carne da cannone", a seconda della situazione si scaglieranno contro di noi in un attacco disperato, oppure si avvarranno degli elementi circostanti per trovare riparo in uno scontro a fuoco, mentre i leggendari Space Marine organizzeranno tattiche di assalto più raffinate, e così via Particolarmente importante è la gestione delle armi e la loro ricarica: questa operazione è uno dei fulcri della struttura di gioco, in quanto particolarmente onerosa in termini di tempo. Trovarsi col caricatore vuoto durante uno scontro armato ci costerà secondi preziosi, nei quali saremo alla mercé del nemico. La stessa situazione si può ovviamente presentare a parti invertite, quando uno Space Marine con il lanciarazzi scarico diverrà facile preda delle nostre avanzatissime armi energetiche. Un ulteriore elemento tattico è rappresentato dall'importanza del fuoco amico, che ci permetterà di eliminare alcuni avversari semplicemente frapponendoli alla linea di tiro di un terzo personaggio, alleato o avversario che sia.
Infine, Warhammer Fire Warrior supporta varie modalità multiplayer, sia attraverso lo schermo diviso (fino a quattro giocatori contemporaneamente, senza perdita di fluidità), sia tramite l'adattatore di rete. Sfortunatamente le due opzioni non sono utilizzabili congiuntamente, ma il gioco si pone come valida alternativa a SOCOM nella line-up online della console Sony.

SINIS-DEST-SINIS, FIANCO DESTRO, DEST!

I controlli di Warhammer Fire Warrior riprendono la configurazione classica degli sparatutto su PS2: a una leva analogica è delegato lo spostamento orizzontale del personaggio, mentre l'altra viene utilizzata per la rotazione sull'asse e per alzare o abbassare lo sguardo. I pulsanti dorsali servono per attivare il fuoco primario o secondario, per accucciarsi e per saltare. Infine, i tasti frontali sono delegati all'interazione con l'ambiente, alla ricarica delle armi e al lancio delle granate. Sfortunatamente è possibile scegliere tra due sole configurazioni, l'una perfettamente speculare all'altra, senza alcuna possibilità di personalizzare i comandi. Il gioco è dotato di un'utilissima funzione di auto-puntamento. Prima che i puristi storcano il naso, è bene sottolineare come la maggior parte delle armi siano alquanto imprecise per loro stessa natura, e che l'opzione in questione è praticamente indispensabile per assicurare che almeno una piccola percentuale dei colpi sparati giunga a bersaglio. Inoltre, il sistema di mira automatica è decisamente ben calibrato, e non trasmette mai la sensazione che il gioco "vi stia giocando".
I livelli di difficoltà inizialmente selezionabili sono due, con un terzo sbloccabile al termine dell'avventura. Il livello "medio" offre una curva di apprendimento dall'andamento tutto sommato lineare, con un sensibile picco solo nelle ultime missioni. Strutturato su ventuno livelli e con un arsenale di ben diciassette armi, Warhammer Fire Warrior si rivela sufficientemente vario per soddisfare i palati più fini, seppure i livelli, come già accennato, pecchino di eccessiva linearità. Il tempo di gioco richiesto per completare lo story-mode può essere stimato in una decina di ore (senza ovviamente contare le missioni ripetute a causa di morte prematura). Al termine di ogni missione viene assegnata una valutazione, e il gioco ci offre la possibilità di ripetere il livello alla ricerca di un risultato migliore, generalmente ottenibile impiegando meno tempo per raggiungere l'obiettivo o completando gli obiettivi secondari, diversi per ogni missione.
L'incentivo a riprendere in mano il gioco dopo il completamento è quindi subordinato all'interesse nell'ottenere una valutazione superiore, che tuttavia non sblocca modalità o personaggi aggiuntivi.

C'E' DEL MARCIO IN DANIMARCA

Le considerazioni tecniche su Warhammer Fire Warrior iniziano obbligatoriamente menzionando la disponibilità del selettore a 60 Hz, dell'opzione di visualizzazione widescreen e del supporto al Dolby surround.
Ciò detto, è bene spendere parole di plauso per la fluidità del gioco, che presenta quasi sempre sessanta solidi fotogrammi al secondo. I rari rallentamenti (non scatti, si badi bene) si presentano inspiegabilmente in occasioni relativamente tranquille, mentre gli scontri a fuoco, ricchi di fragorose quanto abbaglianti esplosioni, procedono sempre senza intoppi. Questo è in parte merito del valido motore proprietario di Kuju, giunto ormai alla quarta incarnazione, e in parte a un'accorta scelta di design che limita il numero di nemici su schermo per evitare pericolosi sovraffollamenti.
L'atmosfera apocalittica e malata dell'universo di Warhammer è resa alla perfezione, ed ogni locazione riflette gli stilemi della razza di appartenenza. Giganteschi macchinari e desolati corridoi permettono l'immedesimazione il giocatore con il dipanarsi della trama, e la cura riposta in ogni particolare è davvero notevole. Stonano infatti alcune texture, decisamente sotto la media, in particolare quando le si inquadra attraverso il mirino telescopico dei fucili di precisione. Il character design è quello tipico della serie 40K, e gli appassionati non potranno fare a meno di commuoversi in alcune occasioni, come nell'ingresso alla sala celebrativa dei Terminator. Se i nemici brillano per design, altrettanto non si può dire circa la modellazione di alcuni di essi, né la varietà in generale. Le forze di fanteria affrontate nei primi livelli, per esempio, sono essenzialmente di due tipi, differenziate per lo più per la scelta cromatica, mentre gli Space Marine differiscono principalmente per l'equipaggiamento. Data la varietà di creature e di corpi speciali disponibili nella licenza, probabilmente si sarebbe potuto lavorare un po' di più per assicurare maggiore varietà, anche se, come contraltare, sarebbe sorto il problema di introdurre le altre razze nell'interessante trama senza forzature.
Gli effetti sonori sono ragguardevoli e beneficiano enormemente del collegamento con un impianto home-theatre. Non altrettanto può dirsi della recitazione (disponibile esclusivamente in lingua inglese), che si avvale di alcuni attori di grande talento, affiancati da caratteristi assai più modesti. In particolare, il tentativo di trasporre in inglese le influenze aliene della lingua Tau sortisce spesso effetti tragicomici.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Warhammer Fire Warrior non è una pietra miliare nel genere sparatutto, né probabilmente ambisce ad esserlo. Detto questo, il titolo THQ si rivela uno sparatutto solido e divertente, confezionato con grande cura per i dettagli. La licenza Warhammer è al contempo il principale punto di forza e il maggior limite del gioco: l'atmosfera che permea il titolo è di grandissimo impatto, e non mancherà di impressionare anche i neofiti del gioco da tavolo, tuttavia la scelta di impersonare un esponente di una razza tutto sommato di secondo piano come i Tau priva il giocatore del senso epico che accompagna da sempre le gesta degli Space Marine. Seppure questa scelta sia motivata dal desiderio di realizzare un gioco "per tutti" e non rivolto ai soli appassionati, mostrando quindi il mondo di Warhammer 40.000 attraverso gli occhi di una giovane razza che per la prima volta si affaccia sul vasto universo che la circonda, rimane ampiamente criticabile la decisione di privare il giocatore della possibilità di impersonare rappresentati altre razze oltre alle modalità multiplayer, magari predisponendo missioni alternative o offrendo di rigiocare quelle originali. Aggiunte che attendiamo in un auspicabile seguito.