Genere
Guida
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
22/9/2001

Wave Race: Blue Storm

Wave Race: Blue Storm Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
NST
Genere
Guida
Data di uscita
22/9/2001
Lingua
Giapponese
Giocatori
4

Lati Positivi

  • Grandissima giocabilità
  • Fisica realizzata molto bene
  • Effetti atmosferici di grande impatto
  • Difficoltà ben calibrata
  • Ottimo concept delle piste
  • Buona modalità Stunt
  • Multiplayer tendente all'infinito

Lati Negativi

  • Alcuni aspetti grafici deludenti
  • Forse troppo difficile per qualcuno
  • Irritante non poter "continuare" nei tornei

Hardware

Tutto quello che vi serve è un GameCube NTSC giapponese, un bel joypad, un televisore multistandard che supporti quindi la visualizzazione a colori "portata" attraverso un cavo composito e, ovviamente, la Memory Card Nintendo. Il gioco richiede 12 blocchi per effettuare i salvataggi. Wave Race: Blue Storm supporta la funzione di progressive scan sui televisori che offrono tale opzioni, permettendo (se dotati di apposito cavo) una visualizzazione assolutamente migliore del gioco.

Multiplayer

Da due a quattro giocatori possono sfidarsi sulle acque di Wave Race: Blue Storm, attraverso il classico split-screen. Il gioco, graficamente, rimane ancorato ai suoi 30 fotogrammi al secondo, con la solita grande sensazione di velocità. Anche gli effetti di riflessione appaiono praticamente immutati rispetto al gioco in singolo. La CPU sembra invece risparmiare sugli effetti metereologici e sulle onde, meno accentuate e di dimensioni minori rispetto al normale torneo per un giocatore.

Link

Recensione

Wave Race: Blue Storm

Nintendo e il suo team di sviluppo NST (Nintendo Software Technology) riportano in vita il gioco che rappresentò uno dei principali motivi di vanto nei primi mesi di vita del Nintendo 64. Preparatevi alla peggior serie di raffreddori elettronici e baciate la terra ferma sotto i vostri piedi... perché la Tempesta sa essere spietata!

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

In generale, poi, gli effetti delle differenti situazioni metereologiche sono semplicemente deliziosi. Indescrivibile la tempesta/tsunami, da provare per capire cosa voglia dire correre in mezzo a un diluvio nel senso letterale della parola.

THE NINTENDO DIFFERENCE?

E arriviamo a uno dei piatti forti del giorno, o perlomeno l'aspetto che più di tutti, come sempre, interessa nel momento della commercializzazione di una nuova console e relativi giochi: la grafica e la realizzazione tecnica in generale.
Wave Race: Blue Storm è sicuramente in grado di rappresentare ottimamente le potenzialità nascoste sotto il cofano violaceo della console Nintendo, impossibile (per ora) trovare qualcosa di comparabile nel mondo dei giochi di moto d'acqua, la sfida diretta arriverà proprio tra poche settimane con l'atteso Splash Down di Infogrames per PlayStation 2. Ma oggi l'ordine del giorno prevede unicamente Wave Race: Blue Storm, quindi procediamo. Insomma, un'ottima realizzazione, a tratti spettacolare, ma in altri momenti leggermente lacunosa, il che porta a pensare che il gioco sia stato completato (in alcuni suoi aspetti grafici "laterali") con un po' di fretta e noncuranza. Modus operandi da condannare sempre e comunque.
Quello che va? I riflessi, tutto (tutto) si riflette in tempo reale (in tempo reale) sulla superficie d'acqua, l'ambiente esterno, le boe, i piloti... insomma, qualsiasi aspetto esistente attorno all'acqua si riflette su di essa. Con ovvie modifiche (sempre il tutto in tempo reale) con l'arrivo di onde, cavalloni, pioggia, passaggio delle moto d'acqua. Insomma, una prova di forza degli aspetti che caratterizzano l'hardware GameCube, che ha già dimostrato di eccellere in maniera particolarmente impressionante nell'utilizzo di tutte quelle "sottigliezze" (che poi tali non sono) grafiche come illuminazioni in tempo reale, riflessi, texture, effetti di fumo...
Wave Race: Blue Storm unisce a un lavoro non indifferente del Gekko (la CPU principale della console) nel calcolare le onde, un altrettanto grandioso lavoro del Flipper (il chip grafico) nel gestire i tantissimi riflessi e movimenti delle onde stesse. Da premiare anche le animazioni dei piloti, molto più curate ed "espanse" rispetto allo scorso episodio. Senza segnalare le texture, sempre ottime, pulite, dettagliate... E infine la scelta dei colori, che mette fin da subito in buona luce la palette grafica del GameCube.
Quello che non va? In alcuni momenti gli ambienti attorno ai tracciati sembrano realizzati con una certa noncuranza. Se Aspen Lake rimane un piccolo grande spettacolo, se City Harbor mantiene il suo fascino notturno, non si può dire lo stesso di Cool Ocean, con alcune costruzioni fin troppo squadrate, così come la Venezia di Aqua Maze, ottimamente realizzata in alcuni momenti, ma anche un po' semplicistica in altri passaggi. E questo è quanto.

PLAY IT LOUD

E il gioco? "Il gioco rimane il solito, grande Wave Race 64", era già tutto deciso da mesi, questo sarebbe dovuto essere il vero commento al lato più squisitamente "giocoso" di Wave Race: Blue Storm. E invece la situazione è differente. L'inclusione di una meccanica e di una fisica tanto accurata e, soprattutto, le differenti situazioni metereologiche hanno reso Wave Race 64 un semplice antipastino in confronto a Wave Race: Blue Storm, che si rivela immediatamente molto più ostico da domare, anche grazie a una rinnovata intelligenza artificiale che vede gli avversari commettere errori, colpirsi vicendevolmente, ma anche e soprattutto infilare ottime curve e farsi sempre presenti negli ideali specchietti retrovisori del giocatore. Completare le otto prove del livello di difficoltà Master è un'impresa degna di nota... e anche di qualche medaglia, dato che già il livello Hard (il secondo messo a disposizione dopo il Normal) è capace di mettere alla prova i più accaniti fan di Wave Race 64.
L'esistenza di tre livelli di difficoltà ha anche influenza sulla fisionomia dei tracciati dato che ogni pista risulta differente a seconda del livello di difficoltà. Quindi si può giustamente affermare che esistono tre differenti interpretazioni dei cinque tracciati principali, più una o due versioni dei tracciati nascosti (che sono due, o forse tre, o forse...). Per quel che riguarda le piste realizzate ex-novo da segnalare Ethnic Park (una sorta di parco preistorico su acqua), Aqua Maze (una piccola Venezia vista da NST), Cool Ocean (ghiaccio, foche e igloo) e un altro paio di sorpresine. Senza dimenticare che i "vecchi" tracciati hanno comunque subito variazioni semplicemente radicali, ovvero la modifica dell'intero percorso, o anche l'inclusione di ostacoli in grande numero... Il tutto dona una sensazione di novità particolarmente accentuata.
Il sistema di controllo si rivela preciso, funzionale, semplicissimo ed efficace. Nulla di più. Non si ha mai la sensazione di effettuare movimenti sbagliati per colpa di qualche strano "errore" della CPU, tutto è sotto perfetto controllo... tranne nel momento in cui si vanno a colpire sabbia o superfici non-bagnate. In quei momenti, giustamente, il controllo della "vettura" si fa quanto mai ostico.
Se avete amato Wave Race 64, Blue Storm è il motivo che potrebbe spingervi ad acquistare un GameCube, rivelandosi un degnissimo seguito e molto più che una semplice appendice all'originale. Se non avete mai avuto modo di apprezzare l'edizione per Nintendo 64, ora potete rimediare nel migliore dei modi. E se invece proprio odiate i giochi di questo genere... come diavolo siete riusciti a leggere la bellezza di 17.000 (diciassettemila) caratteri? E soprattutto: non sarà (forse) Wave Race: Blue Storm a farvi cambiare idea, così come non lo farà nessun altro titolo con tutta probabilità. Per molti, ma, come spesso accade, non per tutti.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Wave Race: Blue Storm è più di quanto ci aspettassimo sotto quasi tutti i punti di vista. Non è una versione "coi fiocchetti" dell'originale per Nintendo 64, è un gioco nuovo, dotato di una meccanica di gioco assolutamente più profonda e competitiva rispetto al suo predecessore. NST ha indiscutibilmente dotato il gioco di un maggior spessore, con l'inclusione di una fisica che declassa automaticamente quella di Wave Race 64 a "gioco di serie B". Impressionanti gli effetti metereologici, dotati di grande varietà e impatto effettivo sul gameplay. La realizzazione grafica è arricchita e resa particolarmente gradevole da una serie pressoché infinita di riflessi in tempo reale, effetti atmosferici e quant'altro... La sensazione di velocità è assoluta, il frame rate (30 fps) stabile come non mai, anche nel gioco in multiplayer. Da rivedere, invece, alcune costruzioni poligonali a lato pista. Un gioco che, gli amanti dell'originale, accoglieranno come un nuovo messia in grado di divertire per anni come il suo illustre predecessore. Tutti gli altri sono seriamente chiamati a provarlo in prima persona prima di sostenere senza timore di "odiare il genere".