Genere
Guida
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
60,00 Euro
Data di uscita
15/5/2002

Wave Race Blue Storm

Wave Race Blue Storm Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
NST
Genere
Guida
Data di uscita
15/5/2002
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
60,00 Euro

Lati Positivi

  • Divertimento alle stelle
  • Fisica dell'acqua impareggiabile
  • Effetti atmosferici e di riflessione di grande impatto
  • Piste varie e dalle caratteristiche "mutevoli"
  • Intelligenza artificiale dei nemici ostica
  • Multiplayer da urlo

Lati Negativi

  • Ostico all'inizio
  • Qualche sporadico fenomeno di bad clipping
  • Maggiore dettaglio grafico a bordo pista non avrebbe guastato

Hardware

Per tuffarvi nella sfida di Wave Race: Blue Storm dovrete disporre di un Gamecube PAL con relativo pad, una confezione originale del gioco, una Memory Card munita di 13 blocchi liberi e, ovviamente, un giubbino di salvataggio!

Multiplayer

Così come in Wave Race 64, questo nuovo episodio prevede una modalità multiplayer sino a quattro giocatori, fruibile in split screen. Degno di nota il fatto che il dettaglio grafico non sembra risentire in alcun caso di tale sforzo, riproponendo apparentemente inalterati tutti gli effetti grafici presenti in single player.
Recensione

Wave Race Blue Storm

"Acqua: composto inorganico, liquido, inodore, insapore e incolore. Quando è presente in grandi masse assume colori azzurrastri, in relazione al tempo atmosferico, all'ambiente subacqueo e all'assorbimento della luce". Wave Race: Blue Storm è pura H2O, gradevole quanto le goccioline d'acqua che, in un assolato pomeriggio estivo, si formano sul bicchiere di una bibita ghiacciata.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Come se non bastasse, durante una stessa corsa si può assistere a evidenti fenomeni di alta e bassa marea che, oltre a far affiorare scogli e nuovi ostacoli, rende accessibili particolari scorciatoie più o meno nascoste che, pena una o due boe mancate, possono anche costituire importanti tagli alla lunghezza totale del percorso: sta a noi, di volta in volta, valutare quanto il gioco valga la candela.

FOG(MAN) & (BLUE) STORM

La vera difficoltà di Wave Race: Blue Storm, in sintesi, può essere proprio questa: padroneggiare un sistema di controllo dalla non facile curva di apprendimento e che, soprattutto alle prime battute, potrebbe scoraggiare più di un giocatore. Il nostro consiglio è quello di non demordere e di non gettare la spugna: riuscire a governare una moto d'acqua dopo aver assorbito in modo errato l'infrangersi di un onda o mantenere la direzione in partenza, con le scie lasciate dagli avversari antecedenti a disturbare il nostro cammino, può rappresentare vero motivo d'orgoglio e consente di scoprire quanto, in realtà, la difficoltà di gioco sia ottimamente calibrata.
La presenza di solo tre campionati può far storcere il naso, ma la difficoltà da essi presentata è direttamente proporzionale e mai scontata: se già al livello hard è obbligatorio sputare sangue per guadagnare un podio finale, nell'ultimo campionato la soglia di errore a nostra disposizione rasenta lo zero. Pur contando solo cinque ambientazioni, più tre almeno nascoste e da scoprire, per ogni percorso esistono almeno tre varianti, che rendono i vari circuiti sempre profondamente differenti tra loro: in mezzo ad avversari e tempeste è davvero difficile non saltare troppe boe e venire squalificati e, data la mancanza della possibilità di "continuare" una volta persa ogni speranza di vittoria, ci si vedrà più di una volta costretti ad intraprendere il tutto dalla prima gara. A volte è frustrante ma, in questo modo, la longevità finale ne guadagna in modo esponenziale.
Ricordiamoci, però, che Wave Race: Blue Storm non è solo corsa e adrenalina ma, volendo, tra una corsa e l'altra è possibile dedicarsi all'immancabile Stunt Mode, che sfrutta alla perfezione le capacità acrobatiche messe in mostra da ognuno dei piloti a nostra disposizione. Il ventaglio delle pose da assumere può dividersi in due momenti principali: quelle effettuabili in volo, subito dopo un balzo, e le bizzarre evoluzioni a bordo del jetski effettuabili anche a contatto con l'acqua. Se, nel Championship Mode, queste cose assolvono quasi esclusivamente la funzione di racimolare energia preziosa per l'utilizzo del turbo – altra novità di questo nuovo capitolo firmato NST ma da non abusare, data l'alta instabilità della moto al suo utilizzo – nello Stunt Mode sono mezzo indispensabile per accumulare punti su punti: aggiungeteli a quelli conseguiti al passaggio attraverso vari anelli disseminati sul percorso, e ben capite come anche questa modalità rappresenti una fonte quasi inesauribile di divertimento. Completano il ventaglio delle sezioni disponibili un utile tutorial per prendere confidenza col sistema di controllo, peraltro ottimo grazie alla flessibilità del joypad GameCube, e per impratichirsi con le combinazioni di tasti necessarie all'esecuzione delle varie trick, e una modalità Free Ride, classico giro turistico di tutti i tracciati a disposizione.

IN WATER WE TRUST

Eccezionale. Stupenda. Ineguagliabile. Unica. Gli aggettivi per descrivere la realizzazione acquatica di Wave Race: Blue Storm sono molteplici, ridondanti ma quasi tutti azzeccati. Se già il moto delle onde è stato riprodotto con una tale dovizia di particolari da renderlo il quanto più possibile attinente alle leggi della fisica, anche il suo aspetto esteriore non è da meno: il fluido in questione, così come nella realtà, cambia in modo camaleontico le proprie caratteristiche a seconda del tempo atmosferico e delle zone in cui è situato. E' di un blu chiaro e trasparente nelle limpide acque caraibiche, in cui ci si incanta a osservare la flora marina sottostante e ogni elemento della stessa fauna in movimento: meduse, pesci, delfini che spiccano balzi fuori dall'acqua e seguono le nostre gesta. Mostra toni grigiastri e torbidi nelle acque cittadine di City Harbor; è azzurra glaciale fra gli iceberg di Artic Bay, verdastra fra gli abeti e il muschio di Aspen Lake e decisamente blu in mare aperto sotto il sole, fino a mutare gradatamente con l'incombere del brutto tempo, dipingendosi di minacciose tinte scure.
Lo stesso sistema di riflessi in tempo reale non ha eguali: tutto quanto visibile a bordo pista è riflesso sullo specchio acquatico, con effetti di distorsione in real time direttamente influenzati dal moto delle onde... a sua volta attivamente recettivo al passaggio di concorrenti e moto d'acqua.
Esempi molteplici, ma un solo minimo comune denominatore: l'hardware GameCube gestisce ogni cambiamento con sorprendente leggerezza, sfoderando tinte di colore vivide e piacevoli, adatte a un gioco dal tenore estivo come Wave Race: Blue Storm e ricordanti molto lo stile dei classici giochi Sega. L'unico appunto che si può muovere, seppur anche i tracciati presenti in Wave Race 64 siano stati oggetto di adeguato restyling, è una certa sufficienza poligonale che fa da contorno a un paio di tracciati e qualche rarissimo fenomeno di dubbia interazione fra poligoni, soprattutto in La Canal Razza (la personale interpretazione veneziana di NST): in ogni caso, però, l'impatto generale è superiore a qualsiasi prodotto analogo e, per una volta, è giusto concentrarsi su quanto è presente "sotto di noi" piuttosto che intorno. Chiude il quadro un reparto audio che, pur non essendo particolarmente ispirato, presenta una colonna sonora semplice ma che accompagna in modo soddisfacente i cari tracciati (alcuni brani sono veramente azzeccati e d'atmosfera) e un buon campionario di effetti sonori, che contribuisce a rendere l'esperienza ancora più... immersiva.
Siete ancora da queste parti? Bene. Dov'è finito il bicchiere di menta fredda con la cannuccia che avevo chiesto a inizio recensione!?

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Si è soliti dire che la classe non è acqua. Niente di più falso in questo caso: Wave Race: Blue Storm trasuda classe da ogni molecola di H2O che compone le azzurre distese presenti in questa eccezionale proposta videoludica. La Nintendo Difference si mostra concreta ancora una volta e riesce nella non facile impresa di surclassare sotto ogni punto di vista quello che sembrava un imperituro capolavoro della storia del videogioco, quel Wave Race 64 più volte citato in sede di recensione. Tasso di sfida altissimo, acqua riprodotta con grande attinenza alle leggi della fisica e dovizia di particolari, riflessi suggestivi, condizioni meteo variabili in tempo reale, controllo non immediato ma capace di restituire grandi soddisfazioni, frame rate a 30 fotogrammi per secondo stabile e costante anche nelle situazioni più affollate. Non c'è nessun motivo per cui possiate rimpiangere il precedente episodio e non esiste altro titolo simile che possa distogliere la vostra attenzione dal prodotto Nintendo: Wave Race: Blue Storm centra l'obbiettivo e si rivela come uno dei giochi migliori attualmente disponibili in campo videoludico.