Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
27/3/2009

Wheelman

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Datasheet

Produttore
Midway Games
Sviluppatore
Midway Newcastle
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
DDE
Data di uscita
27/3/2009
Data di uscita americana
24/3/2009
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Adrenalinico e spettacolare
  • Mosse speciali molto accattivanti
  • Traspone in virtuale la spettacolarità dei film di Hollywood
  • Semplicemente fuori da ogni logica razionale
  • Esperienza di gioco variegata

Lati Negativi

  • Fastidiosa sensazione di muoversi in percorsi precalcolati
  • Traduzione e adattamento a tratti approssimativi
  • Qualche problema a livello di IA e design dei controlli

Hardware

Wheelman è disponibile per PlayStation 3, Xbox 360 e PC. In quest'ultimo caso la configurazione necessaria ammonta a un processore dual core dai 2.0 GHz in su, 2 GB di memoria di sistema e, come minimo, una scheda video Nvidia 7800 o Ati Radeon X1800XT. Per l'installazione sono richiesti circa 15 GB di spazio su disco fisso. Il gioco supporta sia Windows XP SP2 che Windows Vista.

Multiplayer

Wheelman non prevede modalità multigiocatore.

Link

Recensione

A tutta velocità

Cinema e videogiochi gareggiano per le vie di Barcellona.

di Jacopo Mauri, pubblicato il

Come già avuto modo di puntualizzare, Wheelman si struttura in modo da offrire un'esperienza di gioco molto simile ai caratteri guida delle produzioni filmiche "action" targate Hollywood, esaltando la spettacolarità in ogni ambito e accettando vistosi compromessi a livello di credibilità e realismo delle situazioni. Un avvicinamento, insomma, di cinema e videogiochi, sfruttando gli elementi di intrattenimento che i due media hanno da spartire.

Costruzioni "ad hoc"

Molti aspetti, fin dall'introduzione, richiamano l'impostazione cinematografica, ravvisando per certi versi alcune similarità con il recente Need for Speed Undercover, di cui del resto Wheelman condivide non solo la storia di base (un agente infiltrato sotto copertura), ma anche la generale impostazione in stile free-roaming. Se nel titolo di Electronic Arts, tuttavia, tali scelte di design hanno portato ad un risultato forse fin troppo "ibrido", in questo caso la soluzione è decisamente più caratterizzata, complici ovviamente le missioni da portare a termine dotate di una forma ben differente.
Ogni missione viene solitamente introdotta da un breve filmato gestito direttamente dal motore del gioco, ma sulla cui qualità generale ci sarebbe ampiamente da discutere: i modelli tridimensionali dei personaggi, di qualità altalenante, risultano spesso animati in maniera molto approssimativa. E se la cosa resta passabile per i movimenti del corpo, l'adattamento del labiale (o almeno al parlato in italiano, visto che il gioco è interamente localizzato nella nostra lingua) risulta spesso a dir poco scandaloso.

Missioni in libertà

Un aspetto di primaria importanza riguarda poi lo svolgersi delle missioni. La scelta degli sviluppatori, ripetiamo, si discosta dai canoni del "classico" free-roaming, ma rientra nell'ordine di idee per cui al giocatore viene affidata una missione che può essere affrontata entro un certo margine di autonomia decisionale.
Bisogna però precisare come questo "margine" tenda ad oscillare notevolmente durante il progredire del gioco: se la missione introduttiva si sviluppa infatti entro binari "invisibili" ma costantemente presenti, in quelle successive la cosa migliora, salvo lasciare quasi sempre la sensazione di muoversi entro spazi ampiamente precalcolati. Il tutto, ovviamente, è studiato anche per fungere da supporto alla spettacolarità "cinematografica", ma mentre in un film siamo disposti ad accettare colpi di scena "telefonati" e situazioni che intuitivamente andranno a convergere in una certa maniera, in un videogioco (al contrario) qualsiasi sensazione di costrizione tende a suscitare una certa insofferenza nella testa di chi regge il joypad.
Al rafforzarsi di questa sensazione contribuiscono poi anche le routine di intelligenza artificiale, che spesso sembrano controllare i nostri obiettivi (il più delle volte automobili) in modo da facilitarne l'inseguimento quando ci si trova distanti, ma riproponendoli piuttosto competitivi e agguerriti non appena si riducono drasticamente le distanze fra noi e il bersaglio. Per non citare, in un discorso più generale, certe "defaillance" dell'IA che, nelle situazioni in cui ci troviamo a dover affrontare una missione scarrozzando un compagno gestito dalla CPU, rischiano spesso di compromettere l'esito della missione stessa.

Spettacolo al volante

Dal punto di vista tecnico, messo da parte il discorso sulle animazioni dei modelli tridimensionali, graficamente il risultato è lontano dal far gridare al miracolo ma riesce tutto sommato ad assolvere con discrezione al proprio compito. La città, ben ricostruita e ricca di particolari, si staglia come sfondo (in parte, ma non troppo, interattivo) alle missioni che ci trascinano in inseguimenti, sparatorie, tamponamenti e furti d'ogni genere. Prestando la dovuta attenzione è possibile divertirsi in salti, acrobazie e devastazioni molto spettacolari, ed esaltate opportunamente dall'immancabile cambio di inquadratura.
Sempre parlando delle missioni, l'alternanza tra sessioni in auto e quelle a piedi è un ottimo diversivo (pur con i limiti già evidenziati) che conferisce una certa varietà all'azione, ma è importante specificare come anche le pure e semplici sequenze alla guida di un veicolo siano in grado di variare gradevolmente offrendo, anche grazie alle circa cento sotto-missioni, un'esperienza di gioco nel complesso piuttosto variegata e sicuramente appagante.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Progetto di chiara ispirazione cinematografica, Wheelman è un videogioco che fa della brutale spettacolarità il suo cavallo di battaglia. Poche e semplici regole governano un mondo che spesso sfocia nel paradosso, e al cui interno vige l'obbligo di divertirsi, e di farlo nella maniera più distruttiva e scenografica possibile. Tecnicamente discreto, unisce un buon impatto grafico ad un sonoro ben realizzato, affiancando al contempo un sistema di controllo tutto sommato ben gestibile, pur non essendo privo di difetti (anche in fase di design) che potevano essere evitati. Nel complesso, quindi, un'avventura da vivere con l'adrenalina a mille, senza però pretendere di andare a ritrovare un nuovo paradigma nel campo dei videogiochi d'azione.

Commenti

  1. Atlas

     
    #1
    Jacky ha scritto:
    Non è certo una cosa strana, ormai, ritrovare Vin Diesel all'interno di un videogioco, viste e considerate le precedenti "incursioni" del celebre attore nei mondi virtuali, oltretutto dotate di un proprio senso compiuto e (spesso) di una qualità generale davvero invidiabile. Ancor meno, poi, ci si può sorprendere di ritrovare tale personaggio dietro un volante, visto che, tra i moltissimi film d'azione "esagerati", spicca prepotente ancora oggi la figura di ...
      
    Ho sbloccato da poco la seconda parte della città.

    Che devo dire... a me piace. Un gioco semplice, rilassante, divertene, dove si guida con piacere, dove salvi quando ti pare e dove non hai l'obbligo di seguire e fare certe cose con un certo ordine. A metà fra Crazy Taxi e GTA lo vedo e lo uso più come il primo che come il secondo. Le sezioni a piedi non sono niente di che, ma del resto si chiama Wheelman non Footman. :P

    Il doppiaggio di Vin Diesel sembra quello originale ma ho l'impressione sia invece solo alterato digitalmente.
  2. 123

     
    #2
    A me non è dispiaciuto per niente.
    Un gioco senza pretese, che non vuole essere niente di importante e non vuole inventare niente di nuovo, però in compenso è molto divertente e si fa giocare molto volentieri.
    Poi, dato che sono stato a Barcellona qualche anno fa, mi sono gasato a girare per la citta e vedere tutti i posti dove sono stato, e alcune volte mi è capitatoa anche di passare per una strada non perche l'avevo vista nella mappa, ma perche c'ero stato e sapevo che se tagliavi da li potevi arrivare piu velocemente al posto dove fare la missione.
    Poi Vincenzo Gasolio (meglio conosciuto come Vin Diesel) è sempre un ganzo :D
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