Genere
Rhythm Game
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
3+
Prezzo
€ 49,99
Data di uscita
14/11/2008

Wii Music

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Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Genere
Rhythm Game
PEGI
3+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
14/11/2008
Data di uscita americana
20/10/2008
Data di uscita giapponese
16/10/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 49,99
Formato Video
PAL

Hardware

Per giocare a Wii Music sono richiesti la console Nintendo Wii e un Wiimote e un Nuchuck per ciascun giocatore. Gli strumenti a fiato sono infatti gli unici a prevedere l'utilizzo del solo Wiimote. La modalità Batteria è riservata a chi dispone di una Balance Board. Il gioco supporta la visualizzazione a 50 Hz, 60 Hz e 480p.

Multiplayer

Fino a quattro giocatori possono partecipare alle sessioni multiplayer di Wii Music, disponibili per praticamente tutte le modalità di gioco (tranne quella dedicata alla Balance Board). Il multiplayer è quasi sempre di tipo cooperativo e spinge a lavorare di squadra per migliorare il punteggio del gruppo. Supportato infine l'aspetto "comunitario" della connessione a Internet, tramite la possibilità di condividere i videoclip coi propri amici.

Link

Recensione

Gli strumenti

Come si suona con Wii Music.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Wii Music propone quattro sistemi di controllo principali, che si adattano agli oltre sessanta strumenti inclusi nel gioco. A questi si aggiungono la possibilità di esibirsi come direttore d'orchestra e la sfida più realistica e complessa proposta dall'approccio alla batteria tramite Balance Board. I quattro metodi principali vengono utilizzati per esibirsi riproducendo i brani più o meno famosi inclusi nel gioco o per esibirsi in jam session libere, il tutto da soli o accompagnati da amici. La band infatti può contare fino a quattro musicisti umani, cui volendo si possono aggiungere ulteriori strumenti d'accompagnamento gestiti dall'intelligenza artificiale. Si possono infatti suonare prima melodia, seconda melodia, accordi, bassi e ben due fonti di percussioni diverse.

QUATTRO PER SESSANTA

Nelle modalità di gioco principali si utilizzano, come detto, quattro metodi di controllo, che vengono applicati ad altrettanti gruppi di strumenti musicali. Chitarre, bassi, banjo e via dicendo si suonano tenendo in mano il Nunchuck per simulare il manico e agitando in senso verticale il Wiimote per dare colpi col plettro virtuale. Fra i quattro stili di controllo questo ci è parso il meno preciso, soprattutto nel momento in cui si cerca di eseguire più note in sequenza e bisogna dosare l'ampiezza del movimento per "fare in fretta". Simile il meccanismo utilizzato per lo stile violino, che fa utilizzare il Nunchuck come manico e il Wiimote come arco da muovere avanti e indietro. Fondamentale la pressione dei tasti B, C e Z per suonare sulle diverse tonalità.
I fiati sono l'unico gruppo di strumenti che non prevede l'utilizzo del Nunchuck: si suonano infatti premendo i tasti 1 e 2 del Wiimote. Mantenere il telecomando in una posizione che simuli l'effettivo utilizzo di una tromba permette di regolare il volume a cui si suona alzandone e abbassandone l'estremità più lontana dalla propria testa. E c'è infine lo stile percussioni, che si utilizza per batterie e tamburi vari, ma anche per pianoforti, clavicembali e tastiere assortite. Fondamentalmente si tratta di muovere in alto e in basso i due controller, con un atteggiamento ovviamente perfetto per simulare una batteria, molto meno per sentirsi davvero di fronte a una tastiera.

SEMPLICITÀ E PROFONDITÀ

I quattro sistemi di controllo sopra descritti non si limitano comunque a quanto detto e prevedono l'utilizzo dei tasti del controller per variare le tonalità (e della croce direzionale per ordinare al Mii di spararsi le pose). L'esibizione è totalmente libera, ma volendo è possibile visualizzare un pentagramma che segnala, come in ogni gioco musicale che si rispetti, il momento in cui dovremmo suonare la nota.
L'aspetto interessante sta nella notevole possibilità di variare gli arrangiamenti e l'esecuzione. Se infatti si agisce sul controller fuori tempo, o magari aumentando il ritmo, il gioco si preoccupa di aggiungere suoni, continuando comunque a seguire la melodia principale. Il risultato è che diventa possibile modificare anche significativamente la musica che si sta riproducendo.
Certo, per ottenere buoni risultati è comunque necessario seguire il ritmo e darsi una regolata, ma il mix fra senso del ritmo richiesto e facilità d'esecuzione è davvero azzeccato. Il tutto poi va inserito in un contesto che permette di registrare le esecuzioni e creare videoclip con fondali specifici (registrabili poi con tanto di copertine e dediche personalizzate) da condividere online con gli amici. Fra le opzioni c'è addirittura la possibilità di registrare separatamente i vari strumenti per poi mixarli. Insomma, per quanto semplice e sotto molti aspetti limitato, Wii Music offre un vero e proprio studio di registrazione, che fra l'altro non obbliga a riprodurre le melodie incluse nel gioco, ma permette anche di esibirsi in jam session completamente libere.

DIRETTORI D'ORCHESTRA E... SCAMPANACCIARI

La sezione Giochi offre una serie di variazioni sul tema (musicale) molto divertenti. La più nota è quella dedicata alla direzione di un'orchestra virtuale, da effettuarsi muovendo il Wiimote in alto e in basso per dettare il tempo dell'esecuzione. Oltre a questo, premendo un pulsante è possibile dare maggiore enfasi, correndo però il rischio di far stancare troppo i musicisti. Piacevolissima e divertente in singolo, purtroppo in multiplayer questa modalità diventa davvero troppo complessa, per la necessità di coordinare i movimenti. Esilaranti, comunque, le facce dei musicisti che si girano a fissare la telecamera a esecuzione ferma.
Decisamente più riuscita in multiplayer è la modalità Sinfonia di campanelle, che propone una serie di melodie festive da suonare scuotendo delle campane. Per farlo basta agitare i due controller al momento giusto, seguendo le indicazioni a schermo in pieno stile gioco musicale classico. Le opzioni permettono d'intervenire su velocità, difficoltà e modalità d'esecuzione e regalano parecchia varietà e divertimento, oltre a una discreta soddisfazione nel momento in cui quattro partecipanti riescono a coordinarsi per eseguire una scala.
Non è legata all'esecuzione, ma nella sezione Giochi è presente anche una modalità di quiz intitolata "Indovina la nota", con otto livelli di difficoltà crescente, che chiede di rispondere a domande legate alla capacità di riconoscere tonalità, accordi, suoni e note. Sicuramente molto facile per chi possiede una solida educazione musicale, questa modalità si rivela in realtà abbastanza impegnativa per gli ignoranti del pentagramma e divertentissima in multiplayer "cooperativo", anche se spiace per l'impossibilità di competere a suon di punteggio. Ma d'altra parte Wii Music punta più sull'aggregazione che sulla competizione.

PROFESSIONISTI DELLA BATTERIA

La modalità Batteria spicca abbastanza nel contesto di Wii Music, perché segue una filosofia diametralmente opposta rispetto al resto del gioco. Qui, infatti, Nintendo ha cercato di fornire una simulazione la più realistica possibile, restituendo quindi l'estrema complessità legata all'utilizzo di uno strumento musicale come la batteria. E ad aumentare le difficoltà ci pensano i limiti naturali del controller Wii, che, non potendo di fatto rilevare a dovere la propria posizione nello spazio, costringe all'utilizzo dei tasti per la selezione del tamburo da suonare.
Per scatenarsi sulla batteria virtuale è necessario l'utilizzo della Balance Board, che funge da doppio pedale, cui ovviamente si uniscono Wiimote e Nunchuck nelle vesti di bacchette. Il tutorial prevede un gran numero di lezioni, che approfondiscono un passo alla volta l'utilizzo di piatti, pedali e tamburi, permettendo un'assimilazione misurata, specifica e basata soprattutto sulla ripetizione di accordi sempre più veloci e complessi. La già citata necessità di utilizzare i tasti per la selezione del tamburo complica non poco le cose e rende il tutto ancora meno intuitivo del dovuto, ma con parecchia pratica è possibile imparare a padroneggiare lo strumento e scoprire che "sotto" si trova una simulazione molto realistica. Certo, sfugge quale possa essere il senso di impegnarsi nell'imparare a suonare questa assurda batteria virtuale piuttosto che una vera (il prezzo, forse). L'impressione è che solo chi già sa suonare questo strumento possa davvero apprezzare, sfruttare e in sostanza trovare divertente e appagante questa modalità.


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