Genere
Sportivo
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
29/4/2002

World Soccer Winning Eleven 6

World Soccer Winning Eleven 6 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Konami TYO
Genere
Sportivo
Data di uscita
29/4/2002
Lingua
Giapponese
Giocatori
8

Lati Positivi

  • Miglioramenti in tutte le aree
  • Frenetico e spettacolare
  • Realismo senza paragoni

Lati Negativi

  • Qualche rallentamento di troppo
  • Leggere imperfezioni "storiche"
  • Completamente in giapponese

Hardware

Per giocare a Winning Eleven 6 è necessaria una PlayStation 2 giapponese e una copia del gioco, un joypad Dual Shock 2 o compatibile e infine una memory card con almeno 647KB liberi per i salvataggi.

Multiplayer

Winning Eleven 6 permette a un massimo di otto giocatori di partecipare ad una qualsiasi partita tramite doppio MultiTap e relativi controller.

Link

Recensione

World Soccer Winning Eleven 6

Nell'anno dei mondiali 2002 la concorrenza in campo calcistico sarà, come da tradizione, numerosa e agguerrita. In tanti sfrutteranno il momento favorevole, riuscendo (forse) a raggiungere buoni livelli anche sul lato qualitativo. La guerra dei giochi di calcio riparte simbolicamente dal Giappone e con qualche settimana di anticipo: palla al centro!

di Alessandro Martini, pubblicato il

In pratica regolando questa voce (nove regolazioni o la completa disattivazione) si decide quanta porzione di campo viene ripresa dalla telecamera durante il gioco, permettendoci di controllare altre zone che siano lontane dalla manovra in atto. Selezionando il massimo grado di inclinazione, la prospettiva rimane praticamente ferma offrendo un campo lungo che supera, e non è un'esagerazione, alcune inquadrature televisive.

YES....GOOOOOOOOOOOOOOOL!

Arrivati fin qui i motivi validi per acquistare questo gioco (o aspettare con ansia la versione europea) ci sarebbero già tutti non fosse per un particolare: com'è la partita vera e propria? Risposta breve: eccellente. Risposta più dettagliata: la partita in sé rappresenta una diretta evoluzione degli ultimi episodi con una novità importantissima, il completo stravolgimento del gioco uno-contro-uno. Seguendo la classica abitudine, tutta giapponese, di migliorare solo quello che necessita di miglioramenti, Konami Tyo ha puntato dritto su alcune aree "poco chiare" del precedente episodio risolvendo con successo la maggior parte dei problemi. Uno di questi problemi era appunto il gioco uno-contro-uno, praticamente una chimera calcolando l'estrema difficoltà insita nel dribblare un avversario perfino con giocatori particolarmente dotati in questo settore. Pur restando una manovra largamente sconsigliabile (i rincalzi della difesa sono prontissimi a togliervi palla), il dribbling diventa in Winning Eleven 6 una reale opportunità in attacco grazie a nuovi movimenti che smarcano il giocatore, imbambolano la difesa e in generale creano lo spazio necessario per azioni ad altissima spettacolarità.
E il bello di tutto questo è che solo pochi di questi movimenti richiedono combinazioni di tasti o simili, la maggior parte rappresenta il bagaglio naturale di giocatori fantasisti come Ronaldo e Del Piero, che nei cambi di direzione o negli scatti offrono vere e proprie mosse totalmente aliene ai loro compagni. Vedere un tunnel eseguito con la più totale naturalezza, oppure un difensore che sbaglia il tackle per via della nostra rapidità nello stop testimonia come il nuovo calcio Konami favorisca maggiormente l'uno contro uno, pur mantenendo invariate le sue celebri doti di simulatore. Vincere senza un minimo di tattica o pianificazione è ancora un'ipotesi molto rara, tanto più che l'intelligenza artificiale del computer non solo è migliorata per "cattiveria", ma si è anche differenziata sensibilmente nelle molte situazioni che si verificano durante una partita.
L'impressione di giocare contro un avversario umano è forte già al livello standard di difficoltà (tre su cinque stelle), quando la squadra della CPU si butta in attacco, subisce un contropiede e successivamente gioca più accorta per i restanti cinque minuti, salvo riprendere coraggio dopo che i nostri tentativi di tornare in area si sono infranti ripetutamente sul muro difensivo organizzato dagli avversari. Ma l'innovazione più grande riguarda l'estrema velocità delle azioni e, in generale, il ritmo di gioco ora innalzato fino a sfiorare noti esponenti della categoria arcade. Piazzando qualche tempestivo uno-due è possibile intessere una rapida tela di passaggi dalla metà campo all'area avversaria in pochi secondi, approfittando anche del nuovo set di movimenti per concludere in modo efficace dopo un rapido aggiramento della difesa.

LA PERFEZIONE NON ESISTE, MA E' VICINA

Dovendo trovare a tutti i costi dei difetti nel titolo Konami, e dopo una ricerca piuttosto approfondita, potremmo dire che alcune inesattezze "storiche" si sono ripresentate anche in questa versione, a partire dalle situazioni in cui la CPU prende in mano la partita indiscriminatamente. Un esempio è l'esecuzione dei passaggi in rapidità, dove ancora si può assistere, in situazioni per la verità sporadiche, a compagni che restano immobili aspettando palla e subendo matematicamente l'anticipo. Oppure nelle fasi di contropiede, che indipendentemente dallo schema applicato trovano scoperta la nostra difesa favorendo sì lo spettacolo ma anche il lancio improvviso di anatemi verso la TV. Il sensibile aumento della velocità di gioco (più o meno la stessa dell'ultima versione giapponese ma superiore a Pro Evolution Soccer) può apparire inoltre come un'arma a doppio taglio poiché sposta leggermente le meccaniche di gioco verso lo stile arcade, ossia verso i riflessi. I giocatori "instintivi" apprezzeranno questo cambiamento grazie alla nuova possibilità di eseguire vere e proprie combinazioni rapidissime in attacco, mentre gli utenti che gradiscono una maggiore tatticità nel gioco storceranno il naso trovando alcune situazioni fin troppo rapide e confusionarie.
Si tratta ad ogni modo di opinioni totalmente soggettive che non inficiano minimamente la qualità complessiva di questo titolo, in cui trovare una reale mancanza che ostacoli il divertimento è come cercare il classico ago in un pagliaio. E' invece innegabile l'affaticamento del motore grafico nelle situazioni caotiche come i cross dalla distanza o le inquadrature lontane (calci di punizione ecc), in cui si presentano talvolta rallentamenti e leggeri scatti che, pur sopportabili, dimostrano come la piattaforma Renderware, usata per sviluppare anche questo episodio, presenti dei limiti evidenti in fatto a performance (come del resto tutti gli applicativi middleware). Inutile, giunti a questo punto, cercare una tipica frase conclusiva anche perché chi era intenzionato all'acquisto ci avrà abbandonati probabilmente già al carattere 56 per correre in negozio. Da parte nostra non possiamo esimerci dal rinnovare gli immancabili complimenti al team di sviluppo, augurando a Konami di vincere il suo personalissimo mondiale 2002.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Ci sono poche recensioni inutili e quelle dedicate a un nuovo capitolo di Winning Eleven vincono questo "ambito" premio. Ogni volta è uno spreco di elogi e superlativi e anche il sesto episodio non fa eccezione. Calcio realistico, frenetico, spettacolare, dettagliato e "simulativo" come nessuno è riuscito a presentarlo fino a oggi tranne, ovviamente, la stessa Konami. I miglioramenti rispetto alla precedente edizione ci sono e sono notevoli, le aggiunte in fatto a opzioni di gioco anche (allenamento, squadre, editor, animazioni, stadi, Master League e controlli) e in linea di massima il lavoro svolto si conferma ancora una volta ai vertici della categoria. Se siete felici possessori di una PlayStation 2 in versione giapponese, acquistare questo gioco è un dovere morale. In alternativa, pensate seriamente a una modifica affidabile oppure trovate un passatempo per ingannare l'attesa che vi separa dalla pubblicazione PAL.