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Wireless

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Wireless: liberiamoci dai fili!

Con le soluzioni di rete wireless, finalmente è possibile installare in casa propria una rete con facilità e senza alcun bisogno di dover far passare antistetici e fastidiosi cavi. Diamo uno sguardo dunque a cosa offre il mercato, a quali sono gli attuali standard disponibili e quali sono le possibilità che aprono i nuovi sistemi di rete senza fili, imparando come configurarne una in piccolo!

di Antonino Tumeo, pubblicato il

L'unico dettaglio di cui tenere conto è che, in tale situazione potrebbe essere necessario annotarsi l'IP assegnato, nel caso si vogliano per esempio usare giochi che non monitorino la presenza di server sulla rete, ma richiedano esplicitamente di specificare l'indirizzo IP a cui accedere.
Ancora da ricordare che se già c'è attivata la condivisione Internet su un PC, tale PC funziona da DHCP Server ed ha l'IP fisso attivato. In tal caso, sarebbe meglio far si che sia il router ad occuparsi della condivisione di Internet e dell'assegnazione del DHCP o, al limite, disattivare il router e lasciarlo agire solo come Access Point.

ALL'ATTO PRATICO

Una volta eseguite queste operazioni, siamo finalmente in rete, completamente indipendenti dai fili! Ed è a questo punto che viene il momento di mettere alla prova il sistema, possibilmente cominciando a lanciare qualche gioco, o eventualmente condividendo dati da un hard disk ad un altro, oppure sfruttando la connessione Internet condivisa...
Iniziamo dal secondo caso, dicendo che le funzionalità promesse dal wireless effettivamente mantengono. Con le unità NETGEAR, infatti, non abbiamo avuto problemi di condivisione su una casa con appartamenti su due piani, muovendoci con facilità nelle varie stanze e nelle varie zone, mantenendo una buona qualità di segnale. In modalità infrastruttura, in particolare, il segnale non è praticamente mai sceso sotto qualità scarsa, e c'è sempre stata la possibilità di agganciarsi a 11 Mbps in ogni zona. In un appartamento, quindi tale soluzione risulterà sicuramente più che efficace. Anche in modalità "ad hoc" i risultati sono stati buoni, benché inevitabilmente ci sia stato un certo peggioramento del segnale.
L'utilizzo della crittografia WEP ha forse appesantito un poco le operazioni, ma in maniera poco percettibile. Vogliamo sottolineare la comodità dell'adattore USB, indispensabile per portatili che ancora non integrino la connessione Wireless, ma assolutamente utile anche su sistemi desktop se non si ha voglia di aprirli per installare la scheda PCI. Ci è piaciuto anche il software di NETGEAR, sia per la chiavetta USB sia per la scheda PCI, semplice ed efficace che riporta tutti i parametri che servono e funziona anche da "wizard" per eseguire le operazioni illustrate sopra e fatte invece secondo i mezzi messi a disposizione da Windows. Certo, la difficoltà non è tale da richiedere comunque un tale aiuto...
Per il resto, l'MR314 ha fatto il suo dovere e ci ha permesso di condividere al meglio la connessione Internet, sia disabilitando le sue funzioni e sfruttandolo semplicemente come switch/access point per la rete dove già si sfruttava la condivisione fornita da Windows XP, sia invece sfruttandolo appieno come Router con server DHCP.
Più di tutto, però, vorremmo sottolineare l'impressione di comodità dettata dalla soluzione wireless: facciamo un esempio concreto. Abitando su due piani si potrebbe pensare che non costa molto "scendere da basso per scaricare i dati dal portatile al PC o viceversa". Però, poter rimanere in camera propria o comunque in un'altra stanza, senza magari disturbi da parte di altre persone nella zona, per fare le stesse operazioni è qualcosa a cui dopo aver provato non si può rinunciare facilmente... Altro esempio concreto potrebbe essere invece uno degli scenari dipinti all'inizio dell'articolo: da un PC usato come HTPC (Home Theater PC) o come unità multimediale collegato alla TV, e per questo in posizione dove non è possibile arrivare con cavi di rete o cavi telefonici senza "deturpare" l'ambiente, è estremamente comodo e facile con una soluzione wireless come questa poter accedere magari all'hard disk più grosso del PC "di lavoro", oppure connettersi a Internet e navigare in poltrona. Spingendoci un po' più in là, ma neanche sforzando molto l'immaginazione, visto che con gli sforzi congiunti delle varie società è una realtà che stiamo finalmente cominciando a vedere anche in Italia, è molto confortante pensare di poter passare dalla propria rete casalinga, all'accesso Internet universitario senza dover attaccare o staccare alcunché.
Molto positivo è anche il discorso con il gioco: la banda, che magari a prima vista potrebbe sembrare limitata se paragonata alle soluzioni a 100 e 1000 Mbit attualmente disponibili per le reti cablate, è però più che sufficiente per i titoli attuali... Quake III Arena, Unreal Tournament, i vari StarCraft, WarCraft, Age of Empires, Command and Conquer, Need For Speed, insomma, tutto il vastissimo numero di giochi che supporta il multiplayer su LAN funziona più che bene e con grandissima soddisfazione. Del resto basti pensare che comunque tutti i titoli multiplayer già funzionano più che bene (a parte i tempi di latenza...) su connessioni Internet ADSL che mediamente non vanno a più di 640 Kbps (con uplink di 256 o 128 kbps) e nella maggioranza dei casi ci si accontenta di 256 o 300 Kbps. E con una LAN wireless non ci sono comunque problemi di latenza... Dunque, preso il gioco, lanciata la modalità LAN, creato un server, è una volata attendere che un altro PC della rete entri e si inizi la partita.
Più complesso è invece il discorso nel caso che si copino o spostino grandi quantità di file, si facciano applicazioni di rete più avanzate (tipo software lanciato quasi completamente da unità di rete) oppure si faccia veramente pesante uso di video condiviso (come può essere ad esempio quello messo a disposizione dalle nuove funzionalità EazyShare del MultimediaCenter di ATi, che permette di diffondere sulla rete l'input di una scheda All In Wonder verso tutti gli altri PC dotati di schede Radeon). Infatti, è importante sottolineare il particolare che gli 11 Mbps sono banda condivisa, ossia "spartita" da tutte le unità wireless presenti su ciascun canale disponibile. Una volta riempiti tutti i canali disponibili aggiungendo via via connessioni, si comincia a suddividere la banda tra le varie unità fino a che non si satura l'Access Point. Ossia, il comportamento peggiora più nodi si aggiungono. Inoltre per quanto il protocollo possa essere robusto, la distanza comunque può inficiare le prestazioni, in maniera variabile, ed interferenze a 2,4 GHz sono sempre possibili (cellulari, forni a microonde, ma soprattutto periferiche Bluetooth). Mediamente NETGEAR infatti parla di banda, nei più probabili scenari di utilizzo, di 5,5 Mbps. Più che sufficiente per le attività di gioco e navigazione, e anche per copiare qualche file o condividere i dati di tutti i giorni dei nostri hard disk, un po' meno sufficienti quando si opera con moli piuttosto grosse di dati. Ed ecco, che in queste situazioni, 802.11a, 802.11g, e le loro versioni "migliorate" dai vari produttori possono venire utili...
Non c'è dubbio, però, che per l'utente "casalingo", anche per chi ha necessità comunque piuttosto evolute, oggi come oggi 802.11b sia una soluzione pratica, efficace e ormai anche decisamente economica. E, soprattutto, comoda. Allora, grazie a NETGEAR, grazie a tutti i produttori che sul Wireless, e a ragione, stanno investendo molto, liberiamoci dai fili e connettiamoci!