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Wireless

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Wireless: liberiamoci dai fili!

Con le soluzioni di rete wireless, finalmente è possibile installare in casa propria una rete con facilità e senza alcun bisogno di dover far passare antistetici e fastidiosi cavi. Diamo uno sguardo dunque a cosa offre il mercato, a quali sono gli attuali standard disponibili e quali sono le possibilità che aprono i nuovi sistemi di rete senza fili, imparando come configurarne una in piccolo!

di Antonino Tumeo, pubblicato il

Wireless: è la parola d'ordine del momento per la connettività di Rete e lo è a ragione, per vari ordini di motivi. In ambito prettamente PC, è evidente, c'è la possibilità finalmente di non dover pensare di cablare appositamente ambienti per poter realizzare una connessione di rete, e dunque dà accesso a tutti quei vantaggi che le LAN mettono a disposizione (condivisione dei dati, possibilità di giocare) senza i suoi più grossi svantaggi logistici... Con gli appositi router, ormai disponibili in quantità e spesso in bundle con i pacchetti ADSL più avanzate, diventa possibile anche accedere a Internet da qualsiasi punto della casa. Ma non è neanche difficile realizzare tali soluzioni con la Condivisione Internet di Windows e un semplice "access point" wireless, o addirittura una semplice rete point to point...
Il wireless, però, non è solo un'estensione; spesso è anche una delle più benvenute soluzioni che stanno spingendo all'interconnessione di periferiche solitamente poste in locazioni difficili (se non impossibili) da cablare in case già costruite per collegarle al PC o ad Internet. A volte, addirittura, la possibilità di sfruttare l'interconnessione Wireless può essere considerata una delle cause e dei motivi basilari per la nascita di nuove periferiche. Del primo caso, possono essere un esempio le console, del secondo invece le tante, tantissime soluzioni per accedere alle "informazioni" multimediali presenti sui nostri PC dai nostri televisori che stanno via via venendo presentate negli ultimi mesi. La sua applicazione può essere molto interessante anche, per esempio, per connettere i tanti "cubi", i PC multimediali che stanno apparendo sempre più numerosi sul mercato e che magari è molto difficile connettere ad Internet (o al nostro attuale PC) proprio per via della loro collocazione "designata" sempre vicino al televisore.
Fino ad arrivare a soluzioni che oggi come oggi potremmo considerare anche eccessive, come i famosi frigoriferi o forni intelligenti in grado di ricevere istruzioni via Internet. In ambito mobile, poi, il wireless potrebbe costituire una rivoluzione a livello dei cellulari: la fioritura di hot spot in luoghi pubblici come alberghi, aeroporti, stazioni, università, dovrebbe dar modo a tutti di accedere facilmente e velocemente a Internet da qualsiasi posto dove ci possa essere interesse a farlo per i più svariati motivi con le loro unità mobili. Siano essi palmari o notebook, e non è un mistero che proprio questo è uno degli aspetti su cui Intel, con la sua architettura Centrino, spinge di più.
Insomma, c'è una vastità di applicazioni in cui il wireless serve e porta vantaggi... Possiamo quindi a ragione almeno provare a dare un'occhiata ai vari standard, a cosa essi significhino e a provare a vedere cosa ci serva per creare la nostra piccola LAN wireless casalinga, anche solo per poter giocare in rete con i nostri PC.

LO SFONDO TECNICO...

Prendiamo come riferimento un interessante set di prodotti NETGEAR, costituiti dall'MR314, un router DSL (necessita di essere connesso ad un modem ADSL di tipo Ethernet), access point wireless e switch 10/100 a 4 porte, dall'adattore USB Wireless MA111 e dalla scheda PCI Wireless MA311.
Tutti e tre i componenti supportano lo standard IEEE 802.11b. Tre sono, al giorno d'oggi, gli standard di trasmissione utilizzati per le Wireless LAN: si tratta di 802.11a, 802.11b e 802.11g. Il più anziano dei tre è l'802.11b, la prima evoluzione di 802.11, e, funzionando alle frequenze intorno a 2,4 GHz, riesce a fornire una banda massima di 11 Mbps (contro i 2 del predecessore). Questo protocollo si basa su una tecnica di modulazione a radiofrequenza denominata Direct Sequence Spread Spectrum ed è relativamente poco sensibile alle interferenze perché espande su una vasta banda di frequenze il segnale di trasmissione. Sono supportati fino a trentadue utenti per Access Point (le unità che agiscono da concentratore) e può scalare via via a seconda delle distanze e della qualità del segnale a 5,5, 2 e 1 Mbps. A seguire è stato ratificato 802.11a, destinato a migliorare, ma senza sovrapporsi, alcune delle feature offerte dalla versione b. 802.11a, infatti, funziona su frequenze più alte (5 GHz), ha una banda massima di 54 Mbps e può arrivare a gestire fino a 64 utenti per Access Point. Utilizza anche una differente tecnica di modulazione (Orthogonal Frequency Division Multiplexing, OFDM) e, a causa delle frequenze operative più elevate, risente in maniera più considerevole della presenza di muri e dunque ha raggi d'azione più contenuti di 802.11b.
Ultimo in ordine di tempo, ratificato nel 2003 appena conclusosi, è l'802.11g, stavolta effettivamente un'estensione della versione b. Operante infatti alla stessa frequenza e con lo stesso numero di canali, con un massimo di 32 utenti per Access Point, sfrutta la modulazione OFDM e fornisce una banda massima di 54 Mbps, ma è retrocompatibile: una unità 802.11b può connettersi con una 802.11g e con essa funzionerà alla velocità di 11 Mbps.
Sono da considerare poi le varie modalità estese e "turbo" di 802.11a e g introdotte dai vari produttori, tra i quali va segnalata la modalità a 108 Mbps sull'802.11g presentata da NETGEAR nella sua nuova linea di prodotti, che tramite varie tecniche di ottimizzazione e combinazione di canali possono anche raddoppiare la banda a disposizione (a patto, ovviamente, che i vari device presenti li supportino).