Genere
Sparatutto
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
Gratuito
Data di uscita
29/5/2003

Wolfenstein: Enemy Territory

Wolfenstein: Enemy Territory Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Splash Damage
Genere
Sparatutto
Data di uscita
29/5/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
64
Prezzo
Gratuito

Lati Positivi

  • Appagante e coinvolgente
  • Ruoli differenziati e complementari
  • Mappe largamente interpretabili
  • E' Gratis!

Lati Negativi

  • Alla lunga può diventare ripetitivo
  • Un po' spaesante all'inizio

Hardware

Per godere delle devastazioni multigiocatore di Wolfenstein: Enemy Territory non serve un PC da urlo: a occhio un Pentium III a 550 MHz (o equivalente), una GeForce liscia e 128 MB di RAM dovrebbero essere sufficienti. Ovviamente, ogni MHz, MegaByte e funzionalità aggiuntiva rispetto a questa configurazione minima sarà digerita dal gioco con grandi apprezzamenti. Il PC su cui abbiamo testato Wolfenstein: Enemy Territory era configurato con un processore AMD Athlon XP 1800+, 1 GB di RAM SDR e una GeForce 2 MX.

Multiplayer

Wolfenstein: Enemy Territory basa praticamente tutto il suo fascino sulla modalità Campaign, che può riguardare in effetti una tra le due campagne singole di tre mappe presenti o l'esperienza "seria", che le unisce in un unico delirio multilivello. Le altre modalità sono presto descritte: Stopwatch è una gara contro il tempo nella quale, alla fine di ogni mappa, le squadre vengono invertite alla ricerca del miglior risultato possibile; Objective è la classica battaglia mono-mappa e Last Man Standing è il classico "l'ultimo giocatore vivo vince" che, probabilmente, nessuno giocherà mai.

Link

Recensione

Wolfenstein: Enemy Territory

"Ingegnere, la vogliamo costruire o no questa passerella!?!" "Un attimo, qui c'è una spia che ruba i vestiti ai moribondi...!" "Non ti preoccupare, ce l'ho nel mirino io, carico una granate e... ma che è quello? Un soldato con un lanciarazzi? Qualcuno lo faccia fuori, PRESTO!" SBRAAAMMM. "Ehm, c'è un medico, da qualche parte?"

di Simone Soletta, pubblicato il

Field Ops: L'operatore "sul campo" dell'esercito ha fondamentalmente due caratteristiche: quella di poter rifornire di munizioni i compagni (importantissimo durante gli assedi) e quella di poter chiamare attacchi sul campo di battaglia. In questo caso, potrà agire in due modi: puntare con il binocolo un bersaglio visibile (tipicamente un'installazione o un mezzo in movimento) e invocare un circoscritto ma devastante attacco d'artiglieria con un semplice clic del mouse, oppure lanciare un fumogeno colorato che indichi agli aerei di supporto la zona da bombardare. Ultima, ma non meno importante, è la capacità di indicare bersagli ai soldati dotati di mortaio, che non dovranno così "lanciare alla cieca".

Covert Ops: La spia del gruppo e la vera "novità" di Wolfenstein: Enemy Territory. Può innanzitutto contare su armi più interessanti: una pistola con silenziatore, un mitragliatore anch'esso silenziato, un fucile d'assalto con mirino e, infine, un fucile da cecchino. La spia può "rubare" gli abiti a un nemico deceduto e infiltrarsi così tra le linee nemiche allo scopo di raggiungere e distruggere alcune installazioni con il "sacchetto esplosivo" disponibile nel suo arsenale e, inoltre, una volta travestito, può aprire alcune porte che normalmente sono azionabili solo dai soldati della fazione nemica. Altra caratteristica interessante è la capacità di mostrare a tutta la squadra i nemici che avvista (vengono segnati sulla mappa generale) e di evidenziare la posizione delle mine nemiche. A fare "buon peso" troviamo una granata fumogena, perfetta per confondere i nemici in molte situazioni. Avere in squadra un valido Covert Ops apre opzioni importantissime nel raggiungimento di buona parte degli obiettivi delle sei mappe a disposizione.

LA NOIA NAJA

In mezzo a quest'orgia di abilità speciali, a che serve un soldato semplice? Beh, serve eccome, visto che la classe "Soldier" è l'unica che può contare, in alternativa al mitragliatore di base, su armi pesanti e capaci di devastare letteralmente i nemici. Un soldato può quindi scegliere se usare come arma principale una mitragliatrice pesante portatile, ingestibile in pratica in posizione eretta, ma devastante una volta sdraiati e attivata la modalità di fuoco secondaria, che permette di spazzare letteralmente via ogni nemico nel suo (limitato) angolo di fuoco. Altro gadget gustosissimo è il lanciarazzi, molto pesante e lento nella ricarica e nelle operazioni di fuoco, ma ottimo quando si deve ripulire un'area dai nemici o attaccare un carro armato in avvicinamento. Di utilità meno evidente, ma comunque importante nelle battaglie più trafficate è il mortaio: quello che "confonde" in quest'arma è il mancato riscontro visivo diretto sul bersaglio, spesso si rischia di regolare male l'angolo di elevazione e di fare più danno che altro, ma un paio di soldati abili a sfruttarlo (magari sfruttando le indicazioni di un Field Ops) possono garantire una copertura veramente decisiva ai soldati impegnati all'assalto di una postazione. Infine c'è il sempre gustoso lanciafiamme, che si rivela però utile solamente in una manciata di casi.
Anche i soldati, poi, devono fare i conti con la famigerata "Power Bar", che limita la frequenza di fuoco del lanciarazzi e del mortaio.

D'ACCORDO, HO CAPITO, A ME UN SERVER!

Il primo approccio con Wolfenstein: Enemy Territory è per forza di cose spiazzante. Gli obiettivi da raggiungere non sono chiari, così com'è difficile capire quale classe sia opportuno usare nelle diverse situazioni proposte dal gioco. Addirittura è quasi impossibile durante le prime partite riuscire a distinguere immediatamente i compagni dai nemici, cosa che porta spesso ad uccidere i propri commilitoni e a ricevere dolorose ramanzine e penalizzazioni sui punti esperienza guadagnati. A rendere tutto più complesso c'è il fatto che essendo questo un vero e proprio "gioco di squadra" spesso ci si trova spaesati in mezzo a giocatori che già sanno bene cosa devono fare o che, anch'essi alle prime armi, avanzano in solitaria cercando un'azione "Quake III Style" che ha un'utilità rispetto agli obiettivi della missione pari a zero.
Il nostro consiglio, prima di lanciarvi nella cattiveria delle battaglie reali, è quello di esercitarvi sulle varie mappe da soli (basta hostare una partita, magari mettendo una password per evitare qualsiasi tipo di disturbo), cosa che aiuta a imparare come muoversi nei dintorni, a comprendere la natura e la posizione dei vari obiettivi, ma anche ad apprezzare le varie differenze tra i cinque ruoli disponibili e la meccanica della "Power Bar". L'ideale, naturalmente, è avere un gruppo di amici con i quali sperimentare ogni mappa, e in tal senso è molto consigliato, oltre che fondamentale per una coordinazione puntuale e omogenea, sfruttare un software di voice-chat come Roger Wilco. Poter usare la voce per coordinare le azioni, per richiamare l'attenzione dei compagni, per richiedere l'intervento di un medico o di un Field Ops aggiunge al gioco una dimensione in più e fa sì che la sensazione di far parte di una squadra diventi ancora più reale.
La presenza di un punteggio individuale, sotto forma di "punti esperienza" capaci di espandere ulteriormente le capacità di ogni singolo soldato, non deve far perdere di vista il fatto che l'obiettivo di ogni singola mappa è comune e che, spesso, per poter vincere uno scontro è necessario anche un minimo sacrificio personale da attuare per il bene di tutta la squadra.
Ciononostante, anche gli obiettivi personali sono molto importanti, perché alcune delle skill che si possono guadagnare avvantaggiano la totalità della squadra e non solo il singolo giocatore. Inoltre le abilità vengono "trasportate" di mappa in mappa nelle due campagne disponibili, e quindi buone prestazioni fin dai primi momenti rappresentano un vantaggio anche nelle mappe successive. Le variabili in gioco, insomma, sono moltissime. La cosa bella è che non è strettamente necessario avere il tutto "in palmo di mano" per poter iniziare a divertirsi. Una volta presa confidenza con mappe e ruoli, una volta scelte le classi che più si adattano alle nostre caratteristiche, tutto verrà da sé. Pian piano, specialmente se supportati da un gruppo di amici abbastanza costante, cresceremo insieme al gioco, imparando le finezze e i trucchi per riuscire al meglio in ogni mappa. Se vi piacciono gli sparatutto in prima persona e vi diverte giocare online, scaricate pure senza timore Wolfenstein: Enemy Territory: un mondo di divertimento è pronto ad aspettarvi!

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Wolfenstein: Enemy Territory è una vera sorpresa. Sorprende la pubblicazione completamente gratuita da parte di id Software, sorprende la cura riposta nel design delle mappe, sorprende il fatto che dopo decine e decine di partite si riesca ancora a scoprire qualcosa di nuovo. Graficamente gradevole, il gioco offre di contro un approccio un po' scontroso durante le prime esperienze, ma di partita in partita l'accresciuta confidenza con gli obiettivi e i vari ruoli disponibili schiudono davanti agli occhi dei giocatori un vero e proprio tesoro. L'unico problema è che, raggiunto un certo livello di raffinatezza, si tende a trovare un po' ripetitivo l'alternarsi delle mappe, sempre e comunque proposte (nella modalità Campagna) nello stesso ordine e, ovviamente, sempre caratterizzate dagli stessi obiettivi. Sei ambientazioni, per quanto curatissime, a gioco lungo potrebbero non bastare, ma non è detto che non arrivino presto nuove mappe su cui inscenare battaglie all'ultimo sangue. Consigliatissimo.