Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
20/5/2014

Wolfenstein: The New Order

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Datasheet

Produttore
Bethesda Softworks
Sviluppatore
Machine Games
Genere
Azione
Data di uscita
20/5/2014

Hardware

Wolfenstein: The New Order è atteso il 23 maggio su PC, PS3, PS4, Xbox 360 e Xbox One.

Multiplayer

Il gioco prevede esclusivamente una modalità in singolo, e non offrirà quindi alcuna opzione multiplayer.

Modus Operandi

Nel corso di una presentazione alla stampa del gioco abbiamo provato per tre ore abbondanti una lunga demo del gioco per PS4 che ripercorreva le fasi iniziali del gioco.
Hands On

Blazkowicz, duro a morire

Abbiamo provato in anteprima il reboot della saga Wolfenstein a cura di Bethesda.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Ogni tanto i quotidiani fanno quel simpatico giochino di individuare le parole divenute tutto d'un tratto di uso comune ed entrate quasi a forza nel linguaggio quotidiano. Ricordate forse quel periodo in cui non si poteva prendere un caffè in santa pace senza venire coinvolti in strampalate analisi sull'andamento dello spread? Ecco, nel videogioco sta succedendo una cosa simile: pare che da qualche tempo la parola reboot eserciti un fascino magnetico su grandi e piccini, provocando però dei profondi attacchi di panico nei protagonisti di storiche saghe videoludiche.

Provate a immaginare come potreste sentirvi se da un giorno all'altro la vostra vita venisse riavviata e qualcuno vi costringesse a rivivere gli eventi passati lievemente modificati sotto una nuova luce, in una sorta di versione horror di Ricomincio da capo con Bill Murray. Ora, se il vostro mestiere fosse l'archeologa e vi ritrovaste di colpi ringiovanita di vent'anni e con un ingombro anteriore ridotto a dimensioni umane probabilmente riuscireste anche a provare un pizzico di felicità, prima di scoprire in quale valle di lacrime e sangue siete invece in procinto di essere catapultata. Ma nel caso abbiate già passato una vita a fuggire dalle segrete di un castello nazista schivando torture e abomini genetici, il ritorno al passato è senza dubbio il peggior regalo riciclato che la vita possa rifilarvi.

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIù?

Se avete colto la citazione alla fine dell'ultimo paragrafo dovrebbe esservi chiaro che stiamo per parlarvi di Wolfenstein: The New Order, e se non l'avete colta probabilmente il logo in alto e il fatto che avessimo già parlato dell'imminente reboot della saga prodotto da Bethesda Softworks e sviluppato da Machine Games ai tempi dell'E3 dell'anno passato devono avervi condotto ugualmente alla soluzione.

Dopo le fasi sconnesse provate a Los Angeles, nei giorni scorsi abbiamo partecipato a un evento in quel di Milano e provato con calma un'ampia porzione della fase iniziale dell'avventura di B.J. Blazkowicz. Per la gioia del nostro valoroso soldato di origini polacche, questa volta il destino non gli ha riservato l'ennesimo risveglio in un carcere nazista, ma una “venuta al mondo videoludica” decisamente più entusiasmante e spericolata, ma non meno pericolosa.

Il dettaglio dei modelli si lascia ammirare volentieri nelle frequenti sezioni in terza persona realizzate col motore del gioco. - Wolfenstein: The New Order
Il dettaglio dei modelli si lascia ammirare volentieri nelle frequenti sezioni in terza persona realizzate col motore del gioco.

Il primo incontro con il nostro protagonista avviene infatti a bordo di un velivolo militare impegnato in una battaglia aerea contro l'aviazione tedesca sopra la costa baltica della Germania. L'obiettivo è la liberazione dello spazio aereo per consentire una più semplice infiltrazione nel castello in cui Wilhelm Strasse, noto al mondo come Deathshed, conduce i suoi esperimenti grazie ai quali l'esercito nazista è ormai a un passo dal coronare il 1946 con una vittoria schiacciante su tutti i fronti della Seconda Guerra Mondiale.

PRIMA CLASSE? MA È UNO SCHIANTO!

Come spesso accade però in queste occasioni, quello di Blazkowicz non è un volo di piacere, costellato da guasti, esplosioni, e un rocambolesco cambio di velivolo in volo da far sbiancare il buon John McClane. Nonostante le condizioni di volo sfavorevoli però il nostro manipolo di eroi riesce ugualmente a raggiungere il castello e farsi largo verso le stanze in cui è stata segnalata la presenza del gerarca nazista.

Senza volere svelare troppo degli eventi che hanno luogo al castello, ci limiteremo a svelarvi che al termine di questa sessione che funge da prologo il gioco riparte mandando avanti il racconto di ben quattordici anni. Siamo ora nel 1960: il nostro Blazkowicz si risveglia in un manicomio polacco, mentre il resto del mondo è ancora drammaticamente immerso nell'incubo calato sull'umanità in seguito alla vittoria nazista nel secondo conflitto mondiale, conclusosi con l'esplosione di una bomba atomica sull'America. Inutile aggiungere che il risveglio del nostro eroe si rivela imprevedibilmente provvidenziale e costituirà il primo passo della missione di ricostituzione della resistenza anti-nazista, che lo vedrà a breve muoversi in direzione Berlino.

Come si nota dal fiotto di sangue che esce dalla testa del soldato, l'effetto dei colpi è reso in tutta la sua violenza. - Wolfenstein: The New Order
Come si nota dal fiotto di sangue che esce dalla testa del soldato, l'effetto dei colpi è reso in tutta la sua violenza.

TRA PASSATO E FUTURO IPOTETICO

Da questo affascinante bagno nell'ucronia, genere letterario basato sull'ipotesi di una Storia in cui gli eventi chiave hanno avuto un corso diverso da quello reale, siamo riemersi con tanti nuovi dettagli su Wolfestein: The New Order raccolti con mano. Intanto, seguendo la tendenza delle recente produzioni in soggettiva, il gioco appare fortemente story-driven, ovvero legato a una trama che non rappresenta più solo un mero pretesto per inanellare stragi su stragi di malvagi nazisti mutanti, ma si propone piuttosto come la colonna portante dell'esperienza. Nella precedente anteprima vi abbiamo raccontato della scena sul treno in cui ci si trova immersi in una situazione à là Inglorious Bastards; ebbene, scene di questo tipo saranno abbastanza frequenti e tendono spesso a porre il giocatore di fronte a situazioni piuttosto drammatiche, costringendoci ad esempio a compiere una scelta tra due commilitoni condannati a morte, oppure mettendoci in condizione di estorcere le informazioni di cui abbiamo bisogno da un nazista fatto prigioniero utilizzando una motosega come strumento di precisione. Non prima però di aver indossato occhiali e camice.

Più in generale pare che i ragazzi di Machine Games abbiano deciso di non preoccuparsi delle probabili – o forse , considerando l'uso della svasitica su diversi elementi ornamentali, sarebbe meglio dire inevitabili – critiche sui contenuti sull'alto tasso di violenza del titolo. La tortura è stato un tema portante delle prime tre ore di gioco da noi provate, costellate per altro da uccisioni di massa, esecuzioni sommarie e coltellate alla gola accompagnate da fiotti di sangue.

La superiorità bellica dei tedeschi nel 1946, già evidente nella fase di infiltrazione iniziale, sarà la chiave per la risoluzione del conflitto. - Wolfenstein: The New Order
La superiorità bellica dei tedeschi nel 1946, già evidente nella fase di infiltrazione iniziale, sarà la chiave per la risoluzione del conflitto.

BAD-ASS SOLDIER

Lo stile decisamente sopra le righe che accompagna ogni elemento del gioco fa bella mostra di sé anche nelle sequenza scriptate che saltuariamente interrompono l'azione in prima persona, confermando la svolta adventure della saga già annunciata ai tempi dell'E3 dal direttore creativo Jens Matthies. Naturalmente non mancano le fasi shooter, spesso ambientate in aree vaste liberamente esplorabili in cui si può decidere in autonomia come procedere. Spesso tuttavia la nostra attenzione viene focalizzata verso i Commander presenti in zona, gli unici nella fazione nemica autorizzati a chiamare i supporti in seguito alla scoperta della nostra presenza nei paraggi. Temendo l'arrivo della cavalleria nemica, e incalzati da un segnalatore rosso che alimenta l'ansia, viene naturale mandare a quel paese ogni velleità strategica e lanciarsi all'assalto armi in pugno con l'obiettivo di porre fine quanto prima alla vita del perfido Commander potenziale delatore. In alternativa si potrebbe optare per un'incursione silente basata sulle esecuzioni stealth, ma l'abbondanza delle truppe nemiche e la badassery del nostro alter-ego ci hanno spesso spinto a escludere qualsiasi tipo di soluzione che non prevedesse un ricorso ad abbondanti dosi di piombo.

Blazkowicz è infatti una sorta di one-man-army, un'icona pop che falcia nazisti impugnando dei mitragliatori automatici con entrambe le mani mentre si fa largo tra le orde di aberrazioni genetiche, milizie robotiche e inquietanti contaminazioni meccaniche tra un tagliaerba e il miglior amico dell'uomo: per rievocare l'esempio usato nell'introduzione, un John McClane prestato action bellico. O forse, per meglio rendere le fattezze del nostro eroe sarebbe meglio richiamare un'altra figura iconica del nostro tempo, il wrestler John Cena (forse un po' dimenticato dalle nostre parti, ma ancora idolo tra i più giovani oltre oceano) con cui condivide la mascella squadrata, il volto fiero e l'aria del bravo ragazzone di campagna dal nobile cuore.

Lo stealth è un'opzione percorribile soprattutto nelle aree più isolate. Pur con tutta la buona volontà, in campo aperto è facile farsi prendere la mano e lasciare spazio alla carneficina. - Wolfenstein: The New Order
Lo stealth è un'opzione percorribile soprattutto nelle aree più isolate. Pur con tutta la buona volontà, in campo aperto è facile farsi prendere la mano e lasciare spazio alla carneficina.

L'occasione per studiare così bene il suo modello poligonale ci è stata fornita da alcune sequenze narrative costruite col motore di gioco in cui l'azione si sposta in terza persona, facendo sfoggio di tutta la potenza aggiuntiva strappata dalle console next-gen (anche se dobbiamo ammettere che l'edizione PC sbirciata sul monitor del nostro vicino collega ci è apparsa decisamente più definita, per via dell'uso di colori più intensi). Come tutti i progetti cross-gen in uscita in questi primi mesi di vita di PlayStation 4 e Xbox One non bisogna aspettarsi balzi in avanti clamorosi dal punto di vista tecnico, ma molti aspetti ci sono sembrati ugualmente promettenti, su tutti il livello di dettagli dei modelli dei personaggi e la distruttibilità degli ambienti che finisce per stravolgere tatticamente le sparatorie più lunghe.

OPERAZIONE CARISMA

La scommessa più grande di The New Order non riguarda però certo l'aspetto tecnico, quanto piuttosto la responsabilità intrinseca nel maneggiare una brand così importante sul piano storico, il cui carisma gode ancora di una notevole dose di credito nonostante nessuno dei diversi sequel più moderni sia mai riuscito ad avvicinare il fascino esercitato dall'originale Wolfenstein 3D.

Two pistols is mej che uan. No? - Wolfenstein: The New Order
Two pistols is mej che uan. No?

Le solide fasi shooter e un narrazione matura che si allontana dal canone e gioca con temi pesanti e luoghi comuni del genere senza mostrare timore alcuno sono buoni punti partenza, ma in un settore come quello dei titoli in prima persona in cui sempre più spesso la tendenza è quella di omologarsi al filone più redditizio per limare la percentuale di rischio a cui si è sottoposti, la personalità che i Machine Games riusciranno a instillare nel loro FPS risulterà la vera discriminante per decretarne il successo.


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