Reportage da Chengdu per i WCG 2009
Nextgame vi racconta le olimpiadi dei videogiochi!
I World Cyber Games, altrimenti definiti come le Olimpiadi dei Videogiochi, si presentano come “The Largest Videogame Festival”. Non sono una fiera, neanche una convention, e soprattutto non sono uno Show. L’idea di base dietro all’evento targato Samsung è infatti l’aggregazione tra giocatori che non si conoscono: il trasportare dall’online all’offline tutte le sensazioni e i sentimenti di una partita tra nickname, di una sfida tra cervelli. Se i videogiochi competitivi, infatti, sono gli scacchi del nuovo millennio i WCG sono il luogo dove Kasparov e Karpov si sfiderebbero, il tempio dei cosiddetti “Sport Elettronici”, il sogno di qualunque giocatore online che si rispetti e che ne abbia sentito parlare.
un po' di storia
Nati nel 2001, quando i LAN party erano sulla cresta dell’onda anche in Italia (prima che l’accetta dei MMORPG dividesse le community su PC e le trasformasse in micro-gruppi di gioco), i World Cyber Games si sono tenuti per tre edizioni in Corea del Sud, patria del colosso dell’elettronica di consumo che li ha voluti e che tutt’ora li sponsorizza. Le prime tre edizioni, a Seoul, Daejon e ancora Seoul, sono state un banco di prova per il format e per testare le potenzialità dell’evento.
La torta dei videogiochi, infatti, è molto succulenta e in costante espansione: è questo il motivo che ha spinto Samsung a provare a ritagliarsene una fetta. Ma la società coreana non aveva la forza di Sony o i muscoli di Microsoft e non poteva “buttarsi” nel mercato delle console, quello più ambito: le alte barriere all’ingresso e l’impossibilità di agire su un solo territorio sono motivazioni abbastanza valide per volgere lo sguardo in un’altra direzione, magari altrettanto redditizia ma meno “battuta” dai lupi della concorrenza.
La nicchia scelta da Samsung è qualcosa che in patria era già uscita nel 2001 dal tunnel dell’anonimato: i videogiochi competitivi. In Corea del Sud, ormai è noto a tutti, Starcraft è diventato talmente popolare da essere trasmesso in televisione su tre reti televisive differenti che si fanno la guerra suon di partitissime tra i professionisti del videogioco. Non è un falso mito come la Shangri La di Marco Polo: giocatori come Slayer’S Boxer (uno dei più grandi campioni mai esistiti di Starcraft), Red_Nada, Gorush e Stork arrivano ad essere pagati per giocare, con cachet che superano i 500.000$ l’anno. Inoltre escono con le modelle, girano spot televisivi, scrivono libri: come i calciatori in Italia con la differenza che è difficile sputarsi o insultarsi via computer. La televisione coreana, riassumendo, ha trasformato il piombo in oro: da semplici immagini di un gioco generate da un computer a spettacolo mediatico di massa, con ricavi astronomici. Stessa strada del Poker, ma probabilmente con costi ancora più ridotti (non servono telecamere che vanno a spiare le carte in mano ai contendenti, fa tutto il capolavoro strategico Blizzard).
lo spunto vincente
Con una spinta simile sotto gli occhi anche degli investitori meno attenti, sono nati i World Cyber Games, un “piede di porco” con cui una grande realtà ha provato a scardinare la saracinesca dell’industria dei videogiochi, con risultati davvero inaspettati. Dopo i primi test coreani, ogni continente ha voluto ospitare i WCG. Nel 2004 gli sfidanti di mouse e tastiera si sono ritrovati a San Francisco, nel 2005 a Singapore, nel 2006 a Monza in Italia (per la prima volta in Europa), nel 2007 di nuovo negli Stati Uniti a Seattle, nel 2008 in Germania a Colonia e nel 2009 tornano in Asia, in Cina a Chengdu. Con gli anni anche il montepremi è salito così come gli spettatori connessi tramite televisione o streaming per seguire le sfide che coinvolgono circa 700 giocatori provenienti da 75 nazioni del mondo. Chiaramente per essere un grande torneo, infatti, c’è bisogno di un numero elevato di “verdoni” a disposizione dei vincitori: quest’anno saranno 500.000$. Qualche ragazzino brufoloso esperto di Guitar Hero o FIFA, potrebbe tornare dalla trasferta cinese un po’ più ricco di prima, visto che i premi individuali arrivano ad essere di 25.000$ per i tornei più importanti.
Ovviamente si spera che quel “ragazzino brufoloso”, stereotipo falso e malsano del videogiocatore incallito, sia un italiano. A Chengdu infatti ci sarà anche la nazionale tricolore accompagnata da Nextgame.it, che seguirà le mirabolanti imprese dei “magnifici sette” raccontando in un diario di viaggio eventi, aneddoti, curiosità e risultati di una compagine da cui l’Italia che videogioca si aspetta molto. Se togliamo il secondo posto a Carom3D di Duccio, ottenuto nel 2007 in una disciplina senza dubbio collaterale, è infatti merito di Lorenzo "Lovesen" Castelli se l'Italia ha interrotto, in occasione dell'edizione 2008 di Colonia, un digiuno di medaglie che durava dal 2004. L'argento mondiale ottenuto da Lovesen a Guitar Hero 3 fa ben sperare per i nostri colori!
una reputazione da ricreare
Gli italiani non sono mai stati temuti dai grandi dei videogiochi competitivi anzi, purtroppo, spesso sono stati i “cuscinetti” dei vari gironi (nonostante abbiano brillato come stelle nei primi anni della manifestazione). E’ giunta l’ora di invertire questa tendenza e portare a casa nuovamente qualche oro olimpico dopo l’exploit di Forrest nel 2003 che vinse il torneo di Unreal Tournament.
Anche se la bellezza dei World Cyber Games non è vincere, ma partecipare. La citazione di Pierre De Coubertin, il fondatore dei moderni giochi olimpici, sembra davvero scritta per le Olimpiadi dei Videogiochi dove incontrare i propri avversari internazionali, scambiare con loro qualche parola in un maccheronico inglese, condividere strategie, conoscerli finalmente come persone e non come avatar in mondi virtuali, è ciò che rende veramente i WCG il più grande Festival di videogiochi al mondo. La vera dimensione “live” di un passatempo arrivato ad essere l’industria del segmento entertainment più grande del mondo. Una festa mondiale dove partecipano allo stesso livello, uomini, donne, ricchi, poveri e portatori di handicap: questo e molto di più sono i World Cyber Games e Nextgame vi porterà a scoprirli dall’inaugurazione alla cerimonia di chiusura, insieme alla nazionale italiana.
Simone "Akira" Trimarchi segue per noi, direttamente da Chengdu, i World Cyber Games 2009. Maggiori informazioni sull'autore sono disponibili sul suo blog, Inside the Game, all'interno del quale è possibile accedere anche alla sua biografia.
