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Datasheet
- Produttore
- THQ
- Genere
- Picchiaduro
- Distributore Italiano
- App Store
- Data di uscita
- 21/2/2012
- Prezzo
- € 2,99 (iPad), € 2,39 (iPhone)
Lati Positivi
- Numerose modalità di gioco
- Roster variegato
Lati Negativi
- Animazioni e collisioni imprecise
- Atmosfera inesistente
Hardware
Modus Operandi
Link
Ready to Rumble!
THQ porta su iOS WrestleFest, ma è solo un lontano parente del classico arcade.
Correva l'anno 1991 quando faceva la sua prima comparsa in sala giochi l'originale WWF WrestleFest, ovvero quello che gli appassionati elessero per lungo tempo come il gioco di wrestling definitivo. Pur nella sua meccanica semplice, infatti, WrestleFest della Technos - seguito di WWF Superstars - sapeva restituire a video tutta l'atmosfera di gioiosa follia che si poteva respirare attraverso le immagini del piccolo schermo e le parole di Dan Peterson durante gli anni del primo approdo televisivo del wrestling in Italia. Ma di quell'atmosfera, nel suo remake odierno in HD per i dispositivi iOS, non c'è purtroppo traccia.
AH, LE BOTTE DI UNA VOLTA!
Con in testa ancora il vivido ricordo del predecessore, il primo impatto col gioco è spiazzante. La piacevole sorpresa iniziale rappresentata dalle numerose modalità introdotte, tra cui la Road to WrestleMania - ovvero lo story mode con cui portare uno tra i lottatori del roster a disposizione fino alla vittoria del titolo mondiale nel più grande evento annuale della WWE - si somma alla scoperta che il gruppo di lottatori a disposizione include sia le nuove stelle (CM Punk e Sheamus) che i mostri sacri (The Rock e Steve Austin) senza trascurare i grandi del passato (Jake The Snake Roberts e il compianto Macho Man Randy Savage). Il sorriso appena comparso però è destinato a svanire presto. Quando dal menu si passa all'azione, infatti, le cose si mettono subito male. Le musiche di ingresso dei lottatori sono anonimi MIDI che non ricordano, nemmeno vagamente, quelle originali e le fattezze dei lottatori riprodotte con la nuova grafica in cel shading non hanno un briciolo del carisma che era in grado di emanare quella manciata di pixel usata 20 anni fa per realizzare Hogan o Ultimate Warrior. Ulteriore indizio della scarsa cura utilizzata per realizzare il contesto proviene dall'interfaccia fredda e asettica: a nessuno evidentemente è venuto in mente che sarebbe bastato utilizzare lo stile degli show televisivi WWE.

Tutti questi dettagli di contorno naturalmente potrebbero benissimo essere dimenticati qualora l'azione sul ring fosse in grado di divertire e appassionare, ma non è questo il caso. Le meccaniche di lotta - mutuate dall'originale - si basano quasi completamente sulle prese e la conseguente pressione furiosa dei tasti per uscire vincitori dalla prova di forza con l'avversario ed eseguire così la propria mossa. Questa soluzione funziona ancora, ma risulta minata da un rilevamento delle collisioni estremamente impreciso, a cui si aggiungono delle animazioni poco fluide. Ad affossare del tutto la già labile sensazione di trovarsi su un ring ci pensa infine l'assenza di un accorgimento, presente nel gioco Technos del '91, per cui le mosse più potenti possono essere eseguite solo dover aver consumato almeno metà della barra d'energia dell'avversario. Capita così di vedere finisher eseguite a inizio incontro e vittorie ottenute invece in seguito a un calcetto all'avversario al suolo. Ennesimo chiodo sulla bara dell'atmosfera.
NON C'È LOTTA SENZA AMORE
Giocando a WrestleFest HD, purtroppo, non si riesce ad avvertire la benché minima passione. Il suo predecessore sapeva farsi perdonare errori anche grossolani (memorabile la possibilità di vincere la Royal Rumble per schienamento o sottomissione) grazie alla dimostrazione di amore verso la disciplina che riproduceva, confermata da innumerevoli piccoli dettagli, dalla voce dell'annunciatore ai loghi sul ring; WrestleFest HD, invece, si fa ricordare solo per la trascuratezza con cui sono stati realizzati numerosi aspetti del gioco. Gli effetti sonori non sono pervenuti, e l'unico accompagnamento al gioco è la monotona musica di sottofondo che finisce per coprire anche la parole del ring announcer all'arrivo dei lottatori sul ring. Le scene di intermezzo sono schermate statiche accompagnate da testi poco credibili per qualunque appassionato di WWE. I controlli virtuali inoltre sono scomodi e poco precisi, e non fanno altro che complicare la comprensione di ciò che avviene sul quadrato.

Risulta dunque sprecato l'impegno profuso nell'ideare una gran quantità di modalità di gioco, perché a causa di un gameplay ben poco soddisfacente è difficile che sorga la voglia di esplorare a fondo le possibilità offerte dal Tag Team Tournament o dal Gauntlet. É un peccato, in fondo, perché, qualora si fosse mantenuta l'intelaiatura originale del titolo con l'aggiunta delle nuove modalità introdotte e delle superstar più recenti, il gioco avrebbe potuto rappresentare una nuova pietra miliare per ogni possessore di un dispositivo iOS appassionato di wrestling.

