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Datasheet
- Sviluppatore
- Firaxis Games
- Genere
- Strategico
- Data di uscita
- 12/10/2012
Lati Positivi
- Grafica eccellente considerato il genere.
- Trama degna di un film di fantascienza.
- Altamente rigiocabile.
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Ritorna un grande classico della strategia a turni
Fireaxis è in procinto di scatenare una nuova ondata aliena contro la Terra…
Nel 1993 MicroProse e Mythos Games realizzarono UFO: Enemy Unknown (noto anche come X-COM: UFO Defense), un videogioco strategico nel quale un’orda di alieni invadeva la Terra. L’unica difesa per il genere umano era un’organizzazione segreta (l’X-COM, appunto) addestrata per combattere la minaccia e finanziata dalle più potenti nazioni del mondo affinché disponesse delle risorse necessarie per un simile compito. Il gioco riscosse un notevole successo, non solo per lo sviluppo eccellente dei combattimenti e della fase gestionale, ma anche per l’atmosfera che riusciva a generare. Nessuna sorpresa, quindi, nell’apprendere che ci furono tre seguiti ufficiali e che, negli ultimi anni, un’altra serie, chiamata UFO (UFO: Aftermath, UFO: Aftershock e UFO: Afterlight), è stata proposta quale omaggio a UFO: EU. Dati tutti questi presupposti, era solo questione di tempo, prima che sugli scaffali giungesse un nuovo titolo della serie.
OSSERVIAMO LA GRIGIA PELLE DELL’ALIENO…
Sviluppato da 2K Games e pubblicato da Fireaxis Games, XCOM: Enemy Unknown è un remake del primo UFO: Enemy Unknown del 1993. Ben consci delle molteplici delusioni degli ultimi anni, probabilmente nessuno si lascerà andare a esternazioni di gioia per il bel filmato di presentazione del gioco… ma di certo questo aumenta il senso di aspettativa. Senza attendere un solo secondo, il gioco ci scaraventa poi immediatamente nell’azione, facendoci affrontare un gruppo di alieni tutt’altro che amichevoli MEDIA =2
XCOM: EU, godendo dell’Unreal Engine 3, offre all’esperienza di gioco un notevole impatto visivo, specie considerando il genere. I modelli e le texture sono di buona qualità e, inoltre, le azioni dei personaggi e degli alieni sono mostrate attraverso inquadrature cinematografiche in tempo reale che seguono gli ordini impartiti (primi piani del personaggio che spara a un alieno o allineamento della telecamera, alle spalle del personaggio, lungo la linea di fuoco sul bersaglio). Gli ambienti sono eccellenti: strade cittadine piene di auto, lampioni o cestini dell’immondizia che possono tutti fungere da riparo durante le sparatorie. Strutture dotate di ambienti interni completamente arredati, le cui finestre possono essere giustamente infrante o nei quali si può entrare sfondando la porta. Stazioni della metropolitana con vagoni abbandonati, aree di scalo piene di container e casse di metallo o legno, laboratori con computer e materiali chimici… e potrete anche notare le differenze tra una nazione e l’altra, come gli ideogrammi sui cartelli e le insegne quando combatterete in Giappone o le differenti volanti della polizia (sebbene, ovvio, non riprodotte fedelmente nazione per nazione)! La cosa migliore, in tutto ciò, è che potrete distruggere tutto! Proprio come in UFO: EU, XCOM: EU offre un determinato grado di protezione per tutti gli oggetti, i quali andranno in pezzi quando si supererà la loro soglia di resistenza. Le animazioni sono ben realizzate e i combattimenti sono sempre pieni di esplosioni, vetrate che vanno in frantumi e muri che si sgretolano e crollano.

Se anche fosse vero che l’atmosfera del titolo originale del 1993 non ha avuto niente a che fare con il suo successo, è evidente che tra i “creduloni” che invece la pensano così ci sono anche i ragazzi di 2K Games. XCOM: EU, infatti, offre colonne sonore dinamiche, che creano tensione e inquietudine nelle fasi di esplorazione dei lugubri e devastati ambienti abbandonati e ritmi accesi durante le sparatorie senza quartiere tra umani e alieni. Non mancano le voci dei soldati, che non solo si lamentano quando mancano il bersaglio o esultano quando lo colpiscono, ma esprimono preoccupazione e timore quando sentono rumori sinistri e urlano in preda alla paura quando si fanno prendere dal panico. Il doppiaggio, completamente in italiano, è realizzato meglio della media, che vede spesso una giusta propensione degli utenti italiani nel preferire l’audio inglese per non vedersi rovinare l’esperienza di gioco da un doppiaggio italiano mediocre.

…E ORA DIAMO UN’OCCHIATA AL SUO INTERNO
XCOM: EU è essenzialmente diviso in due fasi: una di combattimento tattico, a turni, l’altra di gestione della base, con scelte che vanno dall’ampliamento della struttura con nuovi laboratori, magazzini e generatori, alla scelta delle nuove tecnologie da ricercare.

Durante il combattimento dovremo guidare i quattro/sei membri del team d’assalto (il numero dipende dai potenziamenti comprati alla base e, ovviamente, dal numero di uomini a disposizione) uno per volta, in missioni che andranno dalla pulizia di un’area urbana da ogni forma di vita aliena, all’estrazione di una persona dotata di informazioni chiave, alla disattivazione di un ordigno, fino alla conquista di una base aliena. I combattimenti sono a turni: all’inizio si muoveranno tutti gli umani e poi tutti gli alieni, proseguendo in questo modo fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi da parte di una delle due fazioni. Non esiste un fattore di iniziativa: muoveremo i nostri soldati nell’ordine che preferiremo, potendo in questo modo far agire prima quelli che sono davanti, in modo da lasciare liberi i ripari usati dai primi a favore dei secondi, o perfino interrompendo l’azione di un soldato a metà per ottenere magari un vantaggio strategico con un compagno e concludendo l’azione del primo soldato in un secondo momento.
Ogni azione, perfino il semplice movimento, è sempre mostrata con ottime animazioni e, spesso, con inquadrature particolari, atte non solo a offrire un impatto visivo notevole, ma anche e soprattutto a diffondere un’atmosfera degna di una produzione cinematografica. Ma se il lavoro grafico e sonoro è un segno evidente dell’impegno che 2K Games ha posto nella realizzazione del gioco, un impegno ancora più profondo è stato messo da parte dei programmatori nella semplificazione del sistema di combattimento: XCOM, infatti, è un gioco multipiattaforma, previsto non solo per PC, ma anche per PS3 e Xbox 360. Questo significa che bisognava realizzare un sistema di controllo semplice, tentando nel contempo di sacrificare il meno possibile le molteplici opzioni che rendevano il combattimento di UFO: EU così completo. Il risultato è ciò che veramente ci ha sorpreso riguardo l’impegno dei ragazzi di 2K Games: potremo fare praticamente tutto quello che si poteva fare nel titolo del 1993 con la differenza che, invece di avere un’enorme interfaccia che sarebbe stata ingestibile su console (e comunque scomoda su PC), tutte le azioni si possono fare con una manciata di tasti e con una velocità sorprendente, tanto da poter completare un turno nel tempo nel quale si sarebbe mosso un solo personaggio nel titolo originale.

Per quanto riguarda la parte gestionale, ancora una volta il lavoro svolto da 2K Games è ottimo. Sebbene alcuni aspetti siano stati semplificati (primo tra tutti la gestione delle munizioni, ora infinite), per il resto nulla è stato sacrificato e, anzi, per quanto ancora una volta l’interfaccia goda di una maggiore semplicità rispetto al titolo originale, la gamma di opzioni del gioco non ne ha risentito. Al contrario, sono stati aggiunti diversi elementi, come premi specifici da parte delle nazioni aiutate contro la minaccia aliena, per esempio ingegneri, scienziati e soldati che possiedono già un rango elevato (e sono quindi dotati di abilità che li rendono eccellenti combattenti). Volendo poi parlare proprio dei soldati, questi migliorano le proprie abilità con l’esperienza e, in aggiunta, ottengono delle capacità speciali ogni volta che salgono di rango, così che un veterano che ha raggiunto il massimo grado di colonnello è infinitamente migliore di un semplice sergente, non solo a causa dei migliori punteggi di abilità, ma anche e soprattutto per via delle sue capacità, che lo rendono capace di azioni che il sergente non potrà compiere nemmeno nei suoi sogni più sfrenati. In UFO: EU l’equipaggiamento era probabilmente una delle cose più seccanti da gestire ma in XCOM: EU ogni soldato ha uno slot per l’arma principale, uno per l’arma secondaria, uno per la corazza e uno per un oggetto di complemento, che può andare da mirini per migliorare la mira alle granate, senza trascurare ovviamente i kit medici per curare i compagni feriti. I miglioramenti che si possono apportare alle armi e all’equipaggiamento, come rampini o jetpack, incorporati nelle armature più avanzate, compensano ogni opzione tolta dal gioco originale e, allo stesso tempo, semplificano il processo di equipaggiamento della squadra. L’aspetto "psionic"o dei soldati ora è decisamente più intrigante da un punto di vista della trama e dell’atmosfera di gioco (e non diciamo altro per non rovinarvi la sorpresa), semplice ed efficace. E se questo non fosse abbastanza, ulteriori capacità speciali possono essere implementate nella Scuola ufficiali, nella quale si offriranno potenziamenti generici a tutti i soldati sotto il proprio comando, come il partire con un rango maggiore o l’acquisire più esperienza durante le battaglie. Peccato che nelle parti gestionali l’atmosfera del gioco non possa essere gestita come nelle battaglie… o almeno, così credevamo prima di vedere XCOM: EU. Se nel titolo originale, in queste fasi, l’atmosfera era espressa unicamente tramite inquietanti colonne sonore e senso d’attesa, ora abbiamo dialoghi riguardanti considerazioni da parte dello staff, le loro preoccupazioni e le loro opinioni filosofiche e morali, per non parlare dei filmati e delle missioni speciali, assegnate da un “consiglio dei potenti della terra” il cui volto è oscurato, quasi a rievocare le fantomatiche figure che muovevano i fili del mondo intero in X-Files (o le altrettanto simili figure “oscure” del consiglio di “The Avengers” ("Agente Speciale in italiano), per chi non conoscesse la vecchia serie televisiva).

CONCLUSIONI SULL’AUTOPSIA ALIENA
La versione review che abbiamo avuto modo di provare aveva una seccante propensione a bloccarsi durante la fase degli alieni, senza un vero e proprio crash, dandoci quasi l’impressione che l’algoritmo di gestione delle azioni degli alieni entrasse in un loop. Abbiamo riscontrato questo problema poche volte e potrebbe anche essere attribuibile unicamente alla nostra copia… ma sarebbe veramente seccante che una cosa simile venisse riscontrata nella versione finale. Detto questo, la considerazione più ovvia è che XCOM: Enemy Unknown non solo soddisfa tutte le aspettative quale remake dell’originale UFO: EU, ma le supera abbondantemente; pertanto, ogni patito del titolo originale può andare a colpo sicuro e prenotare il gioco anche in questo istante.



